Tabagismo & PFC

GEA-News n. 14 - LUGLIO 2000

In collaborazione e con il patrocinio della SITAB (Societa' Italiana di Tabaccologia)

Distribuzione: 1.147 copie

Collaborano a questo numero: Valentina Sciubba, Domenico Enea, Piero Caporali,

Marco Ramadori, Vincenzo Masullo, Marco Menna.

Direttore: Giacomo Mangiaracina Mailing-List: Vito Rallo

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Sommario


1. EDITORIALE: Caro Vittorio, ti voglio ricordare - di G.Mangiaracina
2. Fumatori allegri: c'è il filtro cattura-scorie da La Repubblica
3. Inglesi, non ci inquinate l'Italiano di B.Jhonston
4. Novantamila vittime l'anno. Chi paga i danni? di M.Ramadori

5. Locali senza Fumo di E.Raspelli (L'Espresso)

6. Parte l'ambulatorio Tabagismo al San Filippo di Roma

7. Rimborsabilità dei farmaci antifumo. All'estero si fa.

8. SERT di Arezzo: ci siamo anche noi di P.Dimauro

9. Finché c'è fame c'è speranza di D.Ferraro
10. Solidarietà svizzera al ministro Veronesi di A.Polli
11. Big Tobacco esulta: potranno sponsorizzare senza problemi

12. Un italiano a Chicago, alla Tobacco World Conference

13. Medici e Tabacco: la Grande Sfida di D.Simpson

14. Finanziato un progetto SITAB di Prevenzione del Tabagismo

15. Irlanda. Senza pubblicità gli europei li abbiamo vinti noi di F.Howell


1. EDITORIALE: Caro Vittorio, ti voglio ricordare
di GIACOMO MANGIARACINA

Uno dopo l'altro i mostri sacri dello spettacolo se ne vanno. Rimangono i miti, spesso piu' temibili di quanto i personaggi in vita siano stati capaci in forza d'immagine ed impatto sul grande pubblico.

Di Gasmann rimane l'immagine polimorfa dell'artista italiano, del fine dicitore, animale da palcoscenico, uomo di cultura, saltimbanco della celluloide, attore poliedrico, mattatore, capace di evocare emozioni contrastanti come il suo carattere esprimeva realmente: attrazione e repulsione. Da Amleto al cialtrone di borgata, vi sono tutte le espressioni dell'arte di rappresentare. Ne' Fantozzi, ne' Indiana Jones. Tutti. Personalità complessa, uomo paradossale sulla scena e nella vita.

A non farne un mito astratto per fortuna basta il ritratto della sua vita privata. Non tacque mai la sua depressione. Quadro tipico bipolare. Sprofondamento nell'abisso, in segreto colloquio con le paure dominanti, con alternate fasi di eccitazione maniacale e aggressivita' che caratterizzarono in tutto il Gasman ostentativo e spocchioso, dominatore non solo delle scene, ma di tutti. Solo in apparenza. Dietro le quinte l'uomo fragile, con un'angoscia incolmabile come il bisogno di carezze, vicino a tanti simili per esperienza di vita.

Fumava. Come Tognazzi, Fellini, Mastroianni, i miti della Dolce Vita. Fumavano tutti. Ma di Vittorio abbiamo una testimonianza rivelatrice. Negli anni della maturita' visse la sua dipendenza da tabacco in modo fortemente conflittuale. Perche' la considerava una dipendenza. Promise troppe volte di smettere, persino in una intervista televisiva con Gianni Mina', rimessa in onda dopo la sua scomparsa; si accese una sigaretta in studio dichiarando a suo figlio Jacopo, attraverso la camera, che sarebbe stata l'ultima.

Non ci riuscì.

Nel marzo scorso ci trovammo per caso fianco a fianco (GEA-News n.10, marzo 2000), al cinema Doria, a vedere "Insider", film denuncia sui misfatti del Tabacco, e della macchina della promozione mendace e spudorata.

Avrei dato molto per i suoi pensieri in quelle tre lunghe ore di film. Mi rimane la sua testimonianza silenziosa in una sala buia, oltre al respiro affannoso, a ribadire quella ambivalenza inquietante che lo accompagno' in vita. Grazie Maestro.


2. Fumatori allegri: c'è il filtro cattura-scorie

ROMA - E' un filtro bilogico ''cattura scorie'', in grado di ridurre fino al 90% i danni del fumo da sigaretta. E' stato inventato in Grecia, ma prodotto e testato in Italia. Grazie a una proteina cristallizzata, riesce a trattenere il 40% delle sostanze cancerogene (prime fra tutte le nitrosammine), il 70% dei radicali liberi e il 55% degli ossidi contenuti nelle 'biondè. Il ''Biological-filter'', arriverà nelle nostre tabaccherie fra una decina di giorni. Il filtro, messo a punto nel '94 da Giorgio Delikonstantinos, fisiologo dell'Università di Atene e già in commercio in diversi paesi, si comporta come fosse un ''polmone artificiale''. Nel nostro organismo infatti - hanno spiegato gli esperti - l'inalazione dei prodotti della combustione causa i processi più dannosi attraverso la reazione con l'emoglobina che si determina nel tessuto polmonare. (Fonte: La Repubblica - 26/Jun/2000)

Commento:
[Molto prudentemente non si parla di Nicotina. Per la dipendenza da tabacco non esiste un livello di sicurezza riferito alla quantità minima di sigarette fumate. Individui particolarmente predisposti ai tumori potrebbero incrementare il rischio di tumore anche con una sola sigaretta al giorno. La sigaretta che non fa male perciò è sempre quella che non si fuma.]


3. Inglesi, non ci inquinate l'Italiano

di BRUCE JHONSTON
I membri del Parlamento italiano avrebbero lanciato una campagna contro le frasi inglesi che stanno invadendo l'integrità della cultura e della lingua. Il problema non è tanto quello delle parole quanto di una sintassi inglese che i politici ammettono stia uccidendo l'Italiano privandolo delle sue caratteristiche lessicali. Gli esempi si vedono negli aeroporti e nelle banche dove appositi cartelli avvisano "Grazie per non fumare" anziché "Grazie per non aver fumato".

Saverio Vertone, uno dei firmatari di un Manifesto in difesa dell'Italiano presentato in Parlamento ha detto questo in merito ai cartelli: "Si tratta di traduzioni letterarie di "Thank you for not smoking" ma in italiano non si potrà mai dire, è un errore. Vertone insiste sul fatto che la campagna non ha niente a che vedere con la battaglia francese contro le parole inglesi, e che l'insistenza dei francesi a chiamare il computer "ordinateur" sembra proprio eccessiva.

(Fonte: Electronic Telegraph, Saturday, 6/10/00)


4. Novantamila vittime l'anno. Chi paga i danni?

di MARCO RAMADORI
Le fonti più attendibili indicano in circa 90.000 i morti in Italia causati dal fumo di sigaretta. L'Unione Europea, con la Risoluzione del 26 novembre 1996 "sulla riduzione del Fumo nella Comunita' Europea" afferma che tale dipendenza "contribuisce alla morte di 500.000 persone ogni anno nella Comunita'". L'organizzazione Mondiale della Sanita' indica in 4 milioni le vittime del tabacco. Tutti i dati, seppure provenienti da fonti diverse, certamente compatibili tra loro, indicano (semmai ve ne fosse bisogno) una loro sostanziale verosimiglianza. Un'ecatombe. La similitudine con la guerra e' particolarmente stimolante: la comunita' internazionale ha oramai acquisito il principio della necessita' dei Tribunali Internazionali per i Crimini contro l'Umanita', dove vengono giudicati e condannati i barbari criminali che uccidono, per esempio, i 50 abitanti di un paesino nella ex-Jugoslavia. E allora, qual e' la pena per chi uccide 500.000 persone in Europa ogni anno? Chi sono i responsabili?
Il Codacons, associazione che tutela i consumatori, storicamente in prima fila nella lotta contro il Tabacco, ha deciso di agire, citando in giudizio i produttori di sigarette, con una richiesta di risarcimento dei danni a favore dei familiari di una "vittima del tabacco". Questa azione giudiziaria e' stata intentata nonostante una giurisprudenza totalmente contraria: mai, in Italia, vi e' stata una condanna contro i produttori di tabacco, per i danni provocati a un fumatore.
Secondo le argomentazioni delle multinazionali produttrici del tabacco, purtroppo recepite dalla giurisprudenza italiana, i responsabili di questa atroce guerra sarebbero i morti! Viviamo infatti, almeno in Europa, in nazioni democratiche e liberali. Nessuno obbliga i cittadini a fumare: se lo fanno, se ne assumono ogni conseguenza, soprattutto da quando, con la legge 428 del 1990, in Italia e' stato introdotto l'obbligo dei cosiddetti "warnings", gli avvertimenti sulla pericolosita' del Fumo stampati su ogni pacchetto di sigarette. L'obbiezione piu' forte a questo tipo di argomentazioni si chiama "Nicotina", il nome della potente DROGA che, inserita nelle sigarette, provoca (come ogni droga che si rispetti) "piacere" e ASSUEFAZIONE. Dunque i warnings mettono in guardia sulla pericolosita' del Fumo, ma non degli effetti della nicotina, non avvertono della circostanza che, una volta iniziato, il fumare diventa una vera e propria ESIGENZA FISICA, superabile solo a costo di enormi sacrifici (da parte dei pochi che ne sono capaci). Ma, anche a voler prescindere dalla nicotina, vi e' un'altra forte obiezione alla teoria della "libera determinazione" del fumatore: la legge sui warnings e' comunque entrata in vigore nel 1990 e prima di tale data? Chi ora richiede i danni da Fumo ha, nella quasi totalita' dei casi, iniziato a fumare prima del 1990: e allora perche' i produttori di sigarette, non hanno mai avvertito, prima del 1990, della pericolosita' del Fumo?
La risposta delle multinazionali e' disarmante nella sua semplicita': dal 1990 vi e' un obbligo sancito dalla legge, prima no. Di conseguenza nessuna informazione prima di tale legge era dovuta! Ma tale argomentazione viene inficiata, tra l'altro, dal principio di diritto, presente all'interno del nostro ordinamento, per cui spetta al produttore di ogni bene di largo consumo (come purtroppo e' il tabacco) l'obbligo di informare il consumatore sui pericoli dell'utilizzo di tale bene, a prescindere da qualunque eventuale normativa in materia, discendendo tale obbligo dal noto art. 2043 del Codice Civile, per cui ogni danno ingiusto obbliga il responsabile al relativo risarcimento. Allora il vero problema e': ma i produttori di tabacco sapevano, anche prima del 1990, prima dell'entrata in vigore della legge sui warnings, dei pericoli del Fumo?
La risposta e', ovviamente, SI. Tradizionalmente si fa risalire la consapevolezza "ufficiale" sui danni del fumo al Report del Surgeon General degli Stati Uniti, nel 1964. Ma, addirittura, la prima sentenza di condanna a favore di un fumatore risale addirittura al 1898 (!), ad opera di un giudice "illuminato" del Tennessee! E i produttori, incidentalmente, conoscevano tanto bene gli effetti della nicotina che, nel momento in cui ne hanno avuto la certezza, hanno... aumentato la quantita' di nicotina nelle sigarette (come dimostra tutta la documentazione esistente negli Stati Uniti in materia)!
Nonostante questi presupposti, che dovrebbero essere assolutamente favorevoli alle ragioni di chi chiede di essere risarcito, in Italia, come si e' gia' detto, la giurisprudenza e' assolutamente negativa. E' per questo che il Codacons, in collaborazione con studi legali americani, sta studiando la fattibilita' di citare in giudizio le multinazionali del tabacco DIRETTAMENTE NEGLI USA dove, forse anche per l'assenza di un monopolio di Stato, la giurisprudenza e' realmente attenta e sensibile alle ragioni di chi chiede di essere risarcito. Anche qui siamo davanti a una nuova frontiera, in quanto MAI un singolo fumatore non americano ha citato in giudizio le multinazionali direttamente negli Stati Uniti. La battaglia continua.


5. Locali senza Fumo - Contro il fumo, difendo il profumo
di Edoardo Raspelli (L'Espresso - 1 giugno 2000)

 

Nella bomboniera ovattata, nella stube tutta di legno di Pichler, a Rio di Pusteria, ho perso la pazienza per la prima volta. Dopo aver sopportato un sigaro dietro l'altro da parte di una tavolata di lingua tedesca, ho regalato ai maschi tabagisti, togliendoli dalla mia bottiglia, due ampi calici di un grande rosso austriaco che accompagnava il mio piccione: "Questi sono sicuramente meglio dei vostri sigari", ho detto sorridente porgendoglieli. Il dono è stato gradito, il vino è stato bevuto e i sigari riposti. Qualche giorno fa, al Taulà di Bormio, mi sono ripetuto: a una coppia di mezza età che scambiava tenerezze tra una nuvola nera di un sigaro e l'altra, sotto la bassa volta a mattoni, coppia cui il patron aveva chiesto di smettere, ho regalato, alla fine del loro pranzo, una bottiglia di Moscato d'Asti. Il ristorante, due porzioni di dolce: i fumatori si sono buttati sui bicchieri e sui piatti, hanno smesso di fumare e io ho mangiato in santa pace.
Già, ma non posso girare il mondo a regalare calici e bottiglie per poter gustare sapori e profumi di piatti e bicchieri. Non posso continuare a distribuire doni per far spegnere, senza litigate o insulti, sigaretti, sigari e pipe che, nel mezzo di una sala ristorante, travolgono con il loro olezzo ogni cosa (il tenue afrore di un rametto di fresia, il tocco gentile di un petalo di rosa) e che, soprattutto, squarciano, distruggono, seppelliscono la soavità di un tonno appena scottato, la lievità di una fetta di carne cruda piemontese, il profumo di un agnolotto, la forza, ma sì, anche quella, di una pizza con le acciughe o l'acidula saporosità di una tazzina di caviale. Mi sono ripromesso di far stampare dei biglietti da visita un po' originali, con da una parte il mio nome e dall'altra una domanda: "Mentre lei fuma, do fastidio se mangio?". Non ho avuto ancora il coraggio di stamparli e di mettermi a distribuirli ai tavoli dove tangheri e tanghere accendono puzze appena seduti al tavolo.
Povero professor Veronesi, povero oncologo, povero neo ministro che, davanti alla scelta di proibire veramente il fumo, tra l'altro al ristorante, si è visto contro non solo la lobby della Fipe, ma si è dovuto sorbire anche il dileggio, in Consiglio dei ministri, del collega Visco e addirittura un articolo sulla "Stampa" di Mina che dal suo rifugio svizzero ci tempesta con i suoi commenti sulle cose d'Italia, in questo caso un'acida astiosa scomposta colonna contro i divieti del fumo. Bisogna ricordare che il fumo uccide anche il profumo?
Io ricordo bene i piatti di Aimo e Nadia, le leccornie del San Martino di Treviglio, quelle di Ezio alle Scalette di Roma, assassinate da sigarette e sigari. Non ne posso più di cercare tra grigie asfissianti volute i profumi dimenticati, anche quelli più semplici, del tovagliolo pulito e ben lavato, della vaniglia che esce dalla cucina, del peperone del grande rosso. È ora di dire basta: ancora prima che si avveri quello che Umberto Veronesi chiede.
Chiedo che da subito al ristorante sia vietato fumare, e lo chiedo alla ristorazione, in primis a quella di classe. Chiedo che vietino di fumare ai ristoratori e ai cuochi che hanno sudato e lavorato per anni, che ogni giorno faticano in sala e ai fornelli per regalarci aromi, gusti e profumi: difendete il vostro lavoro. Vietate il fumo nei vostri ristoranti. Scrivetemi a "L'Espresso" (00198, Roma, via Po n.12). Mandatemi la vostra adesione alla mia casella elettronica (
raspelli@tin.it).

L'elenco dei ristoranti che vietano le sigarette sarà pubblicato sulle pagine de L'Espresso, sempre aggiornato.


6. Parte l'ambulatorio Tabagismo al San Filippo di Roma

E' stato inaugurato sabato 24 giugno l'ambulatorio tabagismo a cura del servizio di Pneumologia del San Filippo Neri a Roma. Responsabile, il Dott. Stefano Cademartori (giocade@tin.it). L'ambulatorio si occupera' della diagnosi precoce delle malattie respiratorie nei fumatori e del trattamento del tabagismo con metodi integrati. L'approccio comportamentale gruppale sara' curato da GEA.


7. Rimborsabilità dei farmaci antifumo. All'estero si fa.

di TARA WOMERSLEY (Daily Telegraph - 12 June 2000)

Un farmaco che aiuta i fumatori a smettere di fumare, due volte piu' efficace del cerottto alla nicotina, sara' messo a disposizione dal NHS (National Healthy System) in Gran Bretagna. Alan Milburn, segretario del Ministero della Sanita', ha dato l'annuncio oggi e "Zyban", che ha aiutato a smettere oltre 1.5 milioni di fumatori negli Stati Uniti e in Canada, sara' prescrivibile dai medici di medicina generale a partire dal prossimo mese.
Entro la fine dell'anno Milburn rendera' disponibile ai pensionati inglesi anche gomme e cerotti a base di nicotina, attualmente disponibili gratuitamente soltanto in ambiti ristretti della popolazione.
"Zyban", che agisce modificando la sensibilita' cerebrale alla nicotina, e' un farmaco prodotto dalla Glaxo Wellcome e non potra' essere utilizzato da alcune tipologie di soggetti, come le donne gravide.
La Glaxo ha affermato che i costi per il sistema sanitario inglese saranno di circa 6 milioni di sterline durante il primo anno e di circa 24 milioni di sterline nel secondo anno. Secondo un portavoce del Ministero tali costi potrebbero invece ammontare a 30 milioni di sterline: "Stimiamo che i costi per il farmaco potrebbero superare i 30 milioni di sterline in due anni, ma non siamo in grado di definire una esatta previsione. Crediamo che "Zyban" sia particolarmente efficace e quindi abbiamo deciso di non impedire che il nostro sistema sanitario lo utilizzi. Sappiamo che 7 fumatori su 10 vogliono smettere e il Governo ha iniziato una campagna da 50 milioni di sterline per aiutarli".
Ci sono circa 12 milioni di fumatori nel Regno Unito e il fumo e' la principale causa di patologia cardiovascolare e di cancro: le patologie fumo-correlate sono causa di 120.000 decessi ogni anno. Soltanto il 3% dei fumatori riesce a smettere con la sola forza di volonta'.
Clive Bates, direttore di ASH (Action Against Smoking n.d.r.), ha affermato: "Si tratta di un ulteriore passo avanti. La cosa piu` importante e` che il farmaco sara` disponibile attraverso i medici, e questo significa che loro dovranno essere in grado di aiutare i loro pazienti a smettere. Il fumo costa al sistema sanitario inglese 1,7 miliardi di sterline all'anno. Se i medici possono aiutare la gente a smettere ci saranno meno malattie dovute al fumo."
"Zyban" e` stato messo in commercio in America 3 anni fa, e a differenza di altri trattamenti non utilizza nicotina per ridurre il desiderio di fumare.


8. SERT di Arezzo: ci siamo anche noi

Nel mio servizio è ormai da tempo costituito un gruppo di operatori che si occupa di tabagismo; lo psicologo in particolare, il dott. Ranieri, ha tra l'altro un suo indirizzo di posta elettronica, che corrisponde al Centro di Documentazione e ricerca sulle Dipendenze presso il SerT di Arezzo, cui chiediamo di inviare d'ora in poi anche la newsletter. Nel ringraziarvi dell'attenzione, porgo cordiali saluti.

Dott. Paolo Dimauro


9. Finchè c'è fame c'è speranza

Bamako, 4 giugno
Interessantissimo l'ultimo numero delle GEA-News. Complimenti sinceri. Posso confermare che qui nei paesi del Sahel (sub-sahariani) le grandi compagnie di tabacco stanno facendo grossi sforzi e grandi compagne pobblicitarie per aumentare le loro vendite. Sanno bene che il terreno è fertile, nonostante il divieto musulmano sul tabacco. Pur di vendere, tengono i prezzi al pubblico bassissmi, facilmente abbordabili.
Buon proseguimento nelle vostre battaglie contro 'Gerico'.
David Ferraro, missionario - Bamako, Mali


10. Solidarietà svizzera al ministro Veronesi
di ALBERTO POLLI

Pregassona (Cantone Ticino), 6 giugno 2000.

Egregio professor Veronesi, ci permetta di esternarle alcune considerazioni in merito al problema del fumo di tabacco.

1. Innanzitutto seguiamo con piacere ma anche con apprensione la battaglia che da anni lei conduce nella lotta contro il cancro e di rifllesso contro il tabagismo.

2. E' giusto scindere il problema del tabagismo in due: il fumo attivo e il fumo passivo.

3. Sul fumo attivo nessuno osa più mettere in dubbio la nocività, ma pochi fumatori prendono seriamente in considerazione i moniti lanciati. Si può anche ragionare egositicamente e arrendersi all'evidenza: I fumatori non diminiscono al di sotto di una certa quota percentuale e purtroppo la società dovrà tollerare e convivere con i danni causati dal tabagismo.

4. Sul fumo passivo, invece, si può fare ancora parecchio. Innanzitutto per salvaguardare coloro (e sono la maggioranza ) che non desiderano respirare il fumo degli altri, in ambienti di lavoro e pubblici (compresi i settori della ristorazione). In secondo luogo riteniamo che restringere lo spazio dove si può fumare equivale a lottare efficacemente anche contro il fumo attivo in quanto se il fumatore non può fumare sul lavoro, sui mezzi pubblici, al cinema, al ristorante, ecc. potrà essere incentivato a non fumare del tutto.

5. Prima di lei, a regolare il problema del tabagismo, ci avevano provato i suoi predecessori, ma invano. Se non riuscira lei, questa volta, non riuscirà più nessuno, in quanto lei è la massima autorità - credibile ed autorevole - in materia, non solo a livello italiano ma europeo e mondiale.

6. Le considerazioni che ci permettiamo di esternarle qui di seguito può usarle come meglio crede, se possono servire.

IL FUMO in ambienti chiusi

1. L'aria è un bene primario, fondamentale e pubblico per cui nessuno ha il diritto di inquinarla indiscriminatamente, nemmeno il fumatore che pensa di:

- appellarsi ad una presunta libertà personale

- inquinare poco

- non recare pregiudizio agli altri

2. Inquinamento esterno e interno:

Fumare significa caricare l'aria attuale di ulteriori sostanze inquinanti e se ciò avviene in un luogo chiuso questo atto è pregiudizievole alla salute non solo del fumatore ma anche del non-fumatore che per ragioni di lavoro o per altre ragioni deve condividere lo spazio comune.

3. I motivi per cui in un ambiente chiuso lavorativo si può ragionevolmente chiedere di non fumare sono legati sicuramente al fastidio (nocumento) che il fumo di tabacco reca a chi non fuma: irritazione delle mucose nasali, degli occhi, mal di testa, puzza dei capelli e dei vestiti e altro ancora.

4. Esiste anche i Italia, probabilmente, l'obbligo del datore di lavoro nella protezione della salute del lavoratore:

Nel Canton Ticino, per gli ambienti chiusi in generale, si fa riferimento all'articolo 52 della Legge Sanitaria (cantonale):

Art. 52 E' considerato atto pregiudizievole alla salvaguardia della salute imporre, in luogo chiuso pubblico, di uso pubblico o collettivo, l'aspirazione del fumo della combustione del tabacco a un non fumatore.

Entro la fine di quest'anno il termine "pregiudizievole" verrà modificato in "nocivo" per cui il principio suonerà così : "E' considerato nocivo alla salute imporre, ecc." e quindi sarä per noi più facile intervenire a difesa dei non-fumatori.

[Alberto Polli è presidente dell'associazione svizzera non fumatori, asnf@swissonline.ch]


11. Big Tobacco esulta: potrà sponsorizzare senza problemi

Il 6 luglio 1998 il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno adottato una direttiva in tema di pubblicità e di sponsorizzazioni aventi ad oggetto prodotti del tabacco all'interno dell'Unione europea. Questa direttiva sancisce un ampio divieto di pubblicizzare e sponsorizzare prodotti del tabacco...

Secondo la Germania e i produttori di tabacco, nell'adottare la direttiva il legislatore comunitario ha esorbitato dai suoi poteri. I principali argomenti addotti sono due: in primo luogo, la direttiva sarebbe in realtà una misura intesa alla tutela della sanità pubblica, i cui effetti sul mercato interno, ammesso che esistano, sarebbero puramente accessori e, in secondo luogo, la direttiva non sarebbe, in ogni caso, una valida misura finalizzata al mercato interno....
L'Avvocato Generale è del parere che ... poiché il divieto di pubblicizzazione non può considerarsi idoneo a promuovere gli interessi del mercato interno, ... la Comunità non era competente a disporre un tale divieto in base alle disposizioni del Trattato richiamate. Egli propone pertanto che la Corte annulli la direttiva.
(Il documento per gli organi d'informazione, e' disponibile presso la nostra redazione. Per il testo integrale delle conclusioni consultare la pagina
www.curia.eu.int. Maggiori informazioni: dott.ssa Estella Cigna, tel: (00352) 4303 2582 fax: (00352) 43032734).

Commento:
[Purtroppo questa non è una buona notizia. Abbiamo sempre dubitato che la Direttiva potesse andare a buon fine, ma ci pareva ormai cosa fatta, approvata, e attendevamo solo il 2006 per non vedere più pubblicità nei Gran Premi. Ed invece ci sarà ancora da battagliare, brutto termine che però rende bene l'idea.]
Avv. Masullo - Codacons.


12. Un italiano a Chicago alla Tobacco World Conference

La Conferenza Mondiale "Tabacco o Salute" compie 11 anni. Nasce dall'interazione fra due colossi, l'American Cancer Society e l'Amercian Medical Association, a cui si aggiunge la "Robert Wood Johnson Foundation". E' il grande appuntamento per gli specialisti del Tob-Control. Figure di spicco saranno presenti, fra cui il Direttore Generale dell'OMS, Gro Harlem Brundland ed il "grande vecchio americano" Everett Koop, già direttore del Surgeon General. La Conferenza ha 10 comitati tecnici e 13 sottocomitati che sovrintendono 21 sessioni di studio e 227 subsessioni. L'evento è per il 5 Agosto, giorno dell'inaugurazione, e durerà 7 giorni, entro i quali relatori di tutto il mondo si avvicenderanno. L'Italia è rappresentata dal Dott.Christian Chiamulera, ricercatore medico ed esperto in nicotino-dipendenza, a cui va il nostro sentito "in bocca al lupo".


13. Medici e Tabacco: la Grande Sfida

di DAVID SIMPSON

Il tabacco è il principale killer in Europa. Ogni anno nell'Unione Europea più di un milione e mezzo di persone muoiono per effetto del fumo di tabacco. In tutta la regione europea, le sigarette provocano 1,2 milioni di decessi ogni anno, uno su sei di tutti i decessi. A meno che non si intervenga con urgenza, entro il 2020 i derivati del tabacco uccideranno ogni anno 2 milioni di europei.

Ogni giorno, i medici europei si trovano faccia a faccia con la sofferenza e le tragedie causate dal tabacco. I medici e le associazioni mediche hanno un'opportunità senza pari per aiutare nella lotta contro il tabacco - la più importante questione sanitaria pubblica del nostro tempo. I medici godono di credibilità e rispetto quando consigliano i pazienti a proposito della loro salute, quando informano il pubblico e quando esprimono il loro parere su questioni di politica sanitaria.
"I Medici ed il Tabacco" è stato commissionato dal Centro di Risorse per il Controllo del Tabacco, presso la British Medical Association, per creare un manuale di azione destinato ai medici ed alle associazioni mediche di tutta Europa. Questa guida concisa contiene tutte le informazioni necessarie per assistere ed incoraggiare i medici ad adottare iniziative decisive per combattere il tabacco. Sebbene questo manuale sia stato commissionato particolarmente per le organizzazioni mediche nazionali ed i medici europei, i principi e le raccomandazioni in esso contenuti hanno rilevanza globale. Essi saranno validi anche per altri operatori sanitari - inclusi infermieri, personale paramedico ed educatori sanitari - e per le relative associazioni professionali. Questa guida può, inoltre, rivelarsi utile per i fautori ed i sostenitori delle politiche sanitarie, specialmente coloro che sono impegnati nella lotta contro il tabacco.
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"I Medici e il Tabacco" è edito in inglese, francese, tedesco, italiano, portoghese e spagnolo. È distribuito da BMJ Bookshop (e-mail:
orders@bmjbookshop.com; Fax: +44 207 383 6455). Il testo completo è disponibile via internet: www.teklab.it/gea.

Per ulteriori informazioni contattare il Centro di Risorse per il Controllo del Tabacco (email: tcrc@bma.org.uk; Tel: +44 207 383 6754; Fax: +44 207 383 6233).


14. Finanziato un progetto SITAB di Prevenzione

La Fondazione BNC, nella persona del suo presidente Dott. Arconti, ha reso noto un primo finanziamento accordato alla SITAB, di 315 milioni, per il progetto "Multimedia 1" per la prevenzione del Tabagismo in un campione di scuole romane. La direzione del progetto è affidata al Prof. Domenico Enea, docente di Ostertricia e Ginecologia dell'Università La Sapienza e responsabile regionale della SITAB. Il coordinamento tecnico e la direzione didattica formativa sono affidati al presidente Dott. Giacomo Mangiaracina. Maggiori informazioni nella prossima GEA-News.


15. Irlanda. Senza pubblicità gli Europei li abbiamo vinti noi

Prima di chiudere il nostro numero delle GEA-News una notizia dall'ultimo minuto arrivata in redazione:

Saluti dall'Irlanda. Oggi, 1 Luglio 2000, e' la fine di tutta la pubblicita' sul tabacco su tutti i mezzi di informazione irlandesi. Penso si tratti di un primato da Guinness da celebrare!
Dr. Fenton Howell - Action Smoking or Health, Ireland (
fenton.howell@nehb.ie)


Pari opportunità

"Il Tabacco è la droga delle pari opportunità per eccellenza: uccide adulti, bambini e non-fumatori."

di Michele Wronski

Wachusett Board of Health Tobacco Program Holden, MA USA


ARRIVEDERCI A SETTEMBRE


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