Tabagismo & pfc
Anno IV -
n° 33 - Aprile 2002
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DIRETTORE
RESPONSABILE COLLABORANO A QUESTO NUMERO: |
REDAZIONE via G.Scalia 39, 00136 Roma e-mail: gea@teklab.it Distribuzione: 3.220 copie |
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1 |
- Ricordando Pilato - di G.Mangiaracina |
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2 |
- Attacco frontale al direttore |
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3 |
- La Consulta incontra Sirchia - M.Laezza |
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4 |
- Quel
giorno in Campidoglio -
di C.Vatteroni |
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5 |
- Anche a Bologna Maratona Smoke-Free - di E.Zaga' |
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6 |
- Uccisa da sigarette leggere. PM condannata |
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7 |
- Ravasi:
niente prove contro il tabacco |
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8 |
- Telecom condannata a Bari - di M.Ramadori |
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9 |
- Psicologo sana-conflitti cercasi - AdnKronos |
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10 |
- Toscani
anti-Fumo -
L'Espresso |
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11 |
- Notiziario - di E.Scalise |
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12 |
- La sigaretta virtuale che non si
accende
- com.Clonette |
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- Gea informa |
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14 |
- Lettere
alla redazione |
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1. EDITORIALE: Ricordando Pilato
di GIACOMO MANGIARACINA
L'ultima Pasqua ci ha riportato lo stereotipo di
molti secoli, di un uomo freddo, asettico, abulico,
menefreghista e ovviamente grasso, Ponzio
Pilato, governatore romano della Giudea al tempo di Cristo. E
invece no. Il governo di Roma aveva inviato nella bollente terra di
Palestina uno dei suoi uomini migliori. La notte che i sacerdoti del sinedrio
gli portarono Yeoshua di Nazareth (Gesu') in catene, egli lo interrogo'
e lo esamino' a fondo per concludere che era innocente. Da buona vecchia
volpe, quando seppe che era galileo, lo invio' quella
notte stessa a Erode Antipa, re di Galilea che stava soggiornando in
citta', ritenendo di fargli onore e di essersi scaricato l'onere di
una condanna ingiusta. Se lo vide riportare alcune ore
dopo, sul fare dell'alba, con qualche segno di frusta in piu'. Ne'
Erode, ne' il sinedrio volevano arrogarsi il
potere di emettere una condanna a morte. Pilato ebbe dunque un ultimo colloquio
con quell'uomo, tento' un'ultima volta di
liberarlo, ma si rese conto che tirare troppo la corda poteva far saltare il
tappo, percio' si gioco' quell'ultima carta, geniale. Lasciare
che fosse il popolo a decidere, su due piedi, se liberare l'uomo di
Nazareth o rimettere in circolazione uno dei
peggiori criminali temuti da tutti, Barabba. Sappiamo come
finisce la storia. La presenza di un Gesu' nella vita sociale del popolo di Israele venne percepita come vera e propria
maledizione, peggiore del peggiore delinquente. Fu una cosa difficile da
capire e digerire persino per il governo di Roma, che alcuni anni dopo preferi' radere al suolo definitivamente il tempio e la
citta' intera, deportando e disperdendo tutti i suoi abitanti altrove. L'ultimo
tentativo di mediazione pacifica era stato quello di Pilato. E mentre oggi
impazza incontrollato il conflitto arabo-israeliano, mentre altri
missili colpiranno l'Afganistan, mentre ci chiediamo quale sia la verita'
sull'omicidio di Biagi, mentre ricordiamo Ustica, i fatti della vita
quotidiana ci passano davanti grottescamente in un
carosello di vicende a tratti semivere e semiserie. Cosa
percepisce la gente? Questo e' cio' che percepisce un deputato di Rifondazione
Comunista, di cui ovviamente si tace il nome, ad una lettera inviata da un
nostro attivista del gruppo "non-fumatori", arrivato nel nostro
forum:
"Nel
Rinascimento c'era un piccolo posto chiamato Libera Repubblica di Cospaia
(S.Sepolcro) dove vivevano uomini e donne liberi, contrabbandieri
di tabacco perseguitati dalla Chiesa che ne ordinava il taglio del
naso se fiutavano tabacco, o la morte se lo contrabbandavano.
Sento fumo di nuova Inquisizione e non vedo ancora una Repubblica di
Cospaia, ma sono pronto a costituirla."
Com'e' possibile che quando si parla di attuare
concretamente misure di controllo del Tabagismo in Italia si debbano verificare
sistematiche sconcertanti reazioni di questo genere, scomposte
e persino mendaci, fino a rasentare l'apologia di reato? Cosa
percepiscono i nostri parlamentari sui fatti e i misfatti del tabacco? E gli uomini di scienza? Si legga l'intervista di Gianni Ravasi
rilasciata al Corriere della Sera in occasione della pubblicazione della
sentenza del giudice
Saresella di Milano che condannava
direttore e capufficio della banca Paribas, per avere lasciato che la collega
Monica morisse di asma. L'intervista e' riportata in queste News, per
capire che anche uomini di scienza possono avere visioni molto
"personali" del problema, che anziche'
dipanare matasse, le intricano ancor piu'. Chi dovra' fare chiarezza, e come? Occorre un radicale mutamento culturale
perche' si possa ben comprendere la differenza tra Yeoshua e
Barabba? Sono grato alla grande schiera di amanuensi che ci hanno
tramandato l'episodio, per averci quantomeno offerto un modello di
discernimento aberrante che fa quantomeno pensare.
2. Attacco
frontale al direttore
Dopo gli attacchi dei mesi scorsi da
parte di hacker al sistema informatico di GEA, questa volta e' Mangiaracina a
rimanere sotto tiro, per una lettera pubblicata mesi fa sulle News. La lettera, a firma di uno "psicologo", aveva toni
palesemente sarcastici ed irriverenti nei confronti degli operatori dei
problemi fumo-correlati. Il direttore ha risposto semplicemente
pubblicando la lettera con una risposta garbata e rispettosa di poche
righe, dando modo di capire, come e' nello
spirito anche del lavoro divulgativo che si svolge, quale panorama di
reazioni gravitano intorno al mondo del Fumo. L'autore della denuncia ha
ritenuto offensivo il solo fatto di aver visto pubblicata la sua lettera senza
il suo consenso. C'e' chi ha il coraggio di sostenere le
proprie idee e chi tira sassi e fugge. Attendiamo impazienti e
con fiducia il momento in cui il nome di questa persona, e cio'
che sostiene, diverranno finalmente di dominio pubblico.
3. La Consulta
incontra Sirchia
Il 21 marzo scorso il ministro Sirchia ha presentato i
"dieci obbiettivi strategici" del nuovo
piano sanitario nazionale 2002-2004 alla conferenza dei presidenti delle
Regioni. Il punto 9 (sui 10 in totale) parla degli "stili di vita"
salutari da sviluppare. Per valutare l'aspetto piu' importante
della questione, ossia il "COME fare", il 23 aprile prossimo, presso
la regione Emilia Romagna, il direttivo nazionale della Consulta sul
Tabagismo, con ormai 90 organizzazioni aderenti, si incontrera'
proprio con i rappresentanti delle Regioni per fare fronte comune al problema
del Tabacco. Successivamente la Consulta, nella persona del suo presidente, l'ex ministro Umberto
Veronesi, e del segretario generale Maurizio Laezza,
chiedera' un incontro
con l'attuale ministro della salute prof. Girolamo Sirchia, tanto piu'
in questo periodo in cui e' stato annunciato pubblicamente la preparazione
di un piano di intervento nazionale di prevenzione del Tabagismo. La Consulta e
la SITAB, che ha fra l'altro chiesto ufficialmente un incontro
con il sottosegretario Guidi, intendono porsi come interlocutori del governo
in questa fase di progettazione degli interventi su scala nazionale. Tanto piu'
che ci si avvicina all'appuntamento del 31 maggio, Giornata Mondiale senza
Tabacco.
La Consulta sul Tabagismo
si inserisce nell'ambito dell'Area Dipendenze del
Servizio Pianificazione e Sviluppo dei Servizi Sociali e Socio-Sanitari,
dell'Assessorato alle Politiche Sociali presso la Regione Emilia-Romagna.
L'indirizzo e': Viale Aldo Moro 38, 40127 Bologna. Tel. 051-283337 Fax:
051-283911. Email: tabagismo@regione.emilia-romagna.it
4. Quel
giorno in
Campidoglio
di CRISTINA VATTERONI
La grande manifestazione dei sindacati
del 23 marzo ha bloccato un paio di relatori, Clarissa Burt (che il giorno dopo
pero' ha corso la "Staffetta della Pace" alla Maratona), e una
quarantina di partecipanti, ma non ha impedito che la prima Giornata di
Tabaccologia si svolgesse nella cornice della Protomoteca, che era piena
a sufficenza. Ospiti e illustri rappresentanti di enti
e associazioni si sono confrontati nei programmi di prevenzione e trattamento.
E' intervenuta anche l'assessore per la Promozione della Salute,
Raffaela Milano, annunciando che nel piano
regolatore sociale per i prossimi 3 anni, sarà inserita anche la lotta alla
dipendenza da tabacco, ed ha annunciato la collaborazione con la SITAB. Mangiaracina
l'ha incalzata con ammirevole garbo e insistenza facendole quasi promettere che
quel piano dovrà essere concretissimo (segnali antifumo in ogni farmacia, in
ogni scuola), e le ha regalato la maglietta con la scritta "Preferisco
l'Aria" della Maratona di Domenica. Gaetano Maria Fara, dell'Istituto di
Igiene de La Sapienza, ha ribadito che le
statistiche in italia sono tuttaltro che rassicuranti, ma il piano sanitario di
Sirchia ha precisi obiettivi antifumo. I rappresentanti della medicina
sportiva hanno illustrato come il fumo 'ammazza' le
prestazioni sportive. Antonio Bonetti, Universita' di Parma, ha
affermato che il fumo puo' essere considerato un vero
e proprio 'doping'. Vincenzo
Zagà di Bologna ha ribadito
che il fumo e' piu' inquinante delle polveri fini disperse
nell'ambiente. Giovanni
Viegi, ricercatore del CNR di Pisa, ha evidenziato
come la mancanza di cultura scientifica porti alla sottostima dell' inquinamento da fumo al chiuso. Interessante
l'esperienza finlandese che con campagne mirate ha ridotto fortemente il
fenomeno e di conseguenza le malattie (per prima la brochite cornica). Sulla
psicologia del fumatore e sul rapporto pubblicita' e
consumi e' intervenuto Mangiaracina, che ha incentrato il tutto sul
temma di fondo del convegno: la Prevenzione del tabagismo. Perche' in Italia
non esiste, e dalla platea si lamentava la mancanza di
supporti per la prevenzione. In chiusura, ho partecipato personalmente al corso sulla comunicazione con i
ragazzi a scuola, nel quale l'accento è stato messo
sul come l'abitudine nasce come risposta all'imbarazzo
e al disagio al quale il ragazzo, se nessuno lo aiuta, non riesce a trovare
riposte migliori.
5. Anche
Bologna e
Torino, maratona NoSmoke
di VINCENZO ZAGA'
Le iniziative antifumo sono grazie-a-dio
contagiose. Dopo quella di Roma, anche la Maratona di
Bologna sarà per la prima volta libera dal Fumo. Per una
felice coincidenza quest’anno la manifestazione del 7 aprile coincide con
la Giornata Mondiale per la Salute che avrà come slogan “Muoviti per la Salute”
(move for health)…
e se non si fuma ancora meglio! La connotazione smoke-free è stata promossa
dall’associazione ALIBERF (Associazione LIBERi dal Fumo), una ONLUS che nasce attraverso la cooperazione dei quattro
Centri Antifumo di Bologna, dall’Associazione Autotultela della Salute,
dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori ed è patrocinata dalla Società
Italiana di Tabaccologia e dalla Federazione Italiana Medici Sportivi (FIMS).
In sintonia con quanto ribadito al convegno scientifico del 23 marzo scorso al
Campidoglio, l’obiettivo è quello di far "correre" il messaggio,
soprattutto fra i giovani che fanno sport, che non fumare ti migliora
le performance sportive e la vita in genere.
E anche a Torino si
sta lavorando alla Maratona senza Fumo in collaborazione con la SITAB ed il suo
referente regionale Emanuele Passanante.
Per informazioni: Bologna (nosmoking@infinito.it); Torino (cpd@iol.it)
6. Uccisa da sigarette leggere. PM condannata
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Secondo la pubblicità
erano meno pericolose delle sigarette normali. (AGI) - Portland (Oregon,
Usa), 23 mar. Un tribunale di
Portland, nell'Oregon, ha condannato la Philip Morris a pagare un
risarcimento di 150 milioni di dollari, quasi 171 milioni di
euro, ai curatori testamentari di una fumatrice di sigarette
cosiddette 'leggere', morta di tumore ai polmoni. La sentenza, l'ultima
di una lunga serie contro le multinazionali del tabacco, e' la prima che
chiama in causa il settore delle 'bionde' a basso contenuto di nicotina,
considerate al loro esordio meno dannose delle
sigarette normali. La prima reazione della Philip Morris e'
stata di chiedere una riduzione dell'indennizzo, come gia' fece lo
stesso tribunale tre anni fa in un altro caso, altrimenti impugnera' la
sentenza in appello. Michelle Schwarz, fumatrice dal 1964, passata nel 1976
alle Merit 'leggere', mori' nel 1999 all'eta' di 53
anni. |
Il suo curatore patrimoniale, aveva chiesto alla Philip
Morris un risarcimento di 305 milioni di dollari. Ma il tribunale ha giudicato
che la responsabilita' del decesso ricadesse per il 51 per cento sulla
multinazionale, colpevole in una certa misura di pubblicita' ingannevole, e per
il 49 per cento sulla vittima che aveva ignorato comunque
l'avvertimento sulla dannosita' del fumo.
La difesa di Philip
Morris:
7. Ravasi:
niente prove contro il tabacco
MILANO 15.3.2002 - «Nessuno potrà mai dire con certezza che la causa di un
tumore al polmone, in un fumatore, sia da attribuire al fumo. E, se non c’è certezza, non ci può essere condanna: la
legge può assolvere per insufficienza di prove». Il commento è di Gianni
Ravasi, vicepresidente nazionale della Lega per la lotta contro i tumori e
chirurgo toracico all’Istituto Humanitas di Milano. «Ci sono persone - continua
Ravasi - che fumano 40 sigarette al giorno fino a 80
anni e non muoiono di tumore».
Se è vero che non si può stabilire un preciso rapporto di causa-effetto
per quanto riguarda il singolo paziente, è anche vero che il fumo rimane un
fattore di rischio importante per i tumori.
«Certamente sì e per i fumatori il rischio di andare incontro al
tumore al polmone è elevatissimo. In Italia ogni anno muoiono per la malattia
35 mila persone. Ma se ragioniamo in termini di fantamedicina, se ipotizzassimo
cioè che tutti smettessero di fumare, il tumore non
scomparirebbe, anche se i casi potrebbero ridursi a meno di 1.000
all’anno. Non dimentichiamoci, poi, che il fumo favorisce anche altri
tipi di neoplasie e, se consideriamo il totale delle morti da fumo, arriviamo a
90 mila casi all’anno. La notizia che per la
prima volta in Italia si è riconosciuta la responsabilità del fumo può aiutare la propaganda per la legge antifumo, attesa
da molti, ma non può fare giustizia sul fumo».
Nel caso del fumo passivo, però, alcuni
tribunali hanno riconosciuto la sua responsabilità nel provocare malattie e
hanno condannato i datori di lavoro a un risarcimento.
«Alcune cause sono state vinte, ma c’è sempre la possibilità
del ricorso. Anche per il fumo passivo si è dimostrata
la nocività, ma non si può stabilire se, nel singolo caso, è davvero
responsabile della malattia. Il paziente potrebbe essere morto per quello, ma
anche per altri motivi».
In che senso?
«Il fumo è sempre una concausa di malattia: agisce cioè in associazione con altri fattori. Per esempio, con
quelli genetici. La scoperta di alcuni geni di
predisposizione al tumore ci spiega come alcuni individui siano più
suscettibili alle malattie da fumo rispetto ad altri. Se
una persona non ha una situazione genica predisponente, potrebbe fumare per
tutta la vita senza andare incontro a danni». [Fonte: Corriere della Sera]
Il commento:
Semplicemente scandalosa e devastante la presa di posizione del vicepresidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Dr. Gianni Ravasi su fumo e tumori del polmone. Tutta la mia solidarietà al caro amico Marcello Stalteri, vittima continua di manipolazioni, ingiustizie e ipocrisie, con i complimenti per i nuovi passi avanti nel suo processo e l'augurio che la verità finalmente si affermi e la memoria di suo padre ottenga doverosa giustizia.
Roberto Boffimedico pneumologo, responsabile dell'ambulatorio Tabagismo, Istituto Nazionale Tumori, Milano.
La risposta di Stalteri:
Chi fa lo scienziato, spesso non ha neppure bisogno di parlare per condividere le stesse impressioni su temi che dovrebbero essere ormai acquisiti. Al di là del mio caso specifico, e con mio sincero rammarico, la Lega Tumori italiana seguita nel fare errori di impostazione nell'affrontare problemi seri e quanto mai complessi. Un vero peccato, laddove la stessa istituzione volesse dimostrare il proprio sincero riscatto avverso il totale silenzio lobbistico del passato, durato non un giorno ma quasi un trentennio, a cospetto di un danno tossico di massa che non è certo in loro potere, nè di alcun altro, far cessare con un colpo di bacchetta magica. In realtà, finchè il lavoro che in altre società viene svolto da istituzioni non profit realmente indipendenti viene svolto in Italia da enti pubblici in situazioni di monopolio e di scarsa accountability, la teoria delle organizzazioni ci insegna che vi sarà un prezzo da pagare in termini di efficienza e di crescita del capitale umano complessivo. Sul tema specifico, tuttavia, in parziale soccorso del Dottor Ravasi vorrei sottolineare che in generale in Italia sussistono paurose lacune e arretratezze a livello giurisprudenziale in punto di causalità giuridica in materia di danni tossici; tema assai complesso, anche per questo fonte di notevoli distorsioni da più parti. Oscure e confuse sovrapposizioni tra temi giuridici e scientifici di primaria importanza, come quelle manifestate sul Corriere dal Dr.Ravasi, però, confermando le lacune - non solo italiane - in campo di ricerca interdisciplinare, contribuiscono a far muovere il sistema nella direzione sbagliata. Esse infatti: 1) risultano epistemologicamente scorrette; 2) accrescono la confusione complessiva all'interno della società circa l'esatta percezione del rischio; 3) al di là dei proclami autarchici di maniera, intaccano sensibilmente la reputazione ed il prestigio del nostro Paese sul piano scientifico, per non dire in termini di public health, relativamente ai danni da fumo. Nel complesso davvero un vero peccato, specie ripensando ai grafici che mostrano l'evoluzione storica dei consumi di sigarette in Italia, vis-à-vis le conoscenze scientifiche circa il rischio tumori, internazionalmente - piuttosto che autarchicamente - acquisite.
Marcello Stalteri, LL.M. Ph.D.ricercatore in Diritto comparato. Ha svolto attività di docenza presso gli insegnamenti di sistemi giuridici comparati e diritto privato comparato. È stato Jean Monnet Fellow all'Istituto Universitario Eurpeo ed ha conseguito un Master presso la Yale Law School (1993). Tra i suoi scritti alcune pubblicazioni sulle prove genetiche, sulle professioni legali in Inghilterra e sulla responsabilità del produttore di sigarette ed una monografia dal titolo Enti non profit e tutela della Fiducia, Giappichelli, Torino, 2002. I suoi interessi di ricerca prevalenti vertono sull'analisi economica del diritto, sulle regolamentazione della vendita di prodotti pericolosi e sulle organizazioni non-profit.
8. Telecom
condannata a Bari
di MARCO RAMADORI (dal forum Non-fumatori)
Il Tribunle di Bari ha accolto le nostre tesi e ha condannato la
Telecom a disporre il divieto di fumo nell'open-space dove la sig.ra Nicotra,
una telefonista del 187, lavora insieme ad altre 100
persone, di cui il 70% fumatori. La Nicotra, che presenta le classiche malattie
da fumo passivo, sfociate in un laringocele che dovra' essere operato al piu'
presto, aveva piu' volte protestato con i suoi superiori e inviato
alla Telecom gentili (e disperate) lettere raccomandate rimaste tutte
senza risposta. Alla fine
ha fatto la scelta piu' difficile, quella di agire in
giudizio contro la Telecom.
Abbiamo portato al giudice una "lettera aperta" dove oltre 20
colleghi della Nicotra denunciavano la situazione ambientale insostenibile, e
abbiamo avuto il pieno appoggio anche dei sindacalisti della UGL, sindacato di
Alleanza Nazionale, gli unici che si sono dimostrati molto sensibili al
problema. Si tratta di una pronuncia importante perche' nei luoghi di lavoro
privato non si applica il divieto di fumo della legge del
1975 ma e' necessario, come in questo caso, purtroppo, agire davanti al
Tribunale per tutelare la salute del lavoratore. Ora seguira' il giudizio di
merito, dove chiederemo alla Telecom il risarcimento dei danni.
9. Psicologo
sana-conflitti cercasi
ROMA, 13/3/2002. - La sigaretta in ufficio e' uno
strumento per combattere lotte interne. Un mezzo per 'offendere' l'altro,
ignorando il suo fastidio per il fumo, o di dominarlo impedendogli di
fumare. Ma dietro queste 'scaramucce' banali ci
sono altre ragioni di conflitto: la lotta per la leadership, per la
carriera, per la difesa dei propri spazi. Ne sono convinti gli esperti di
psicologia e medicina del lavoro che oggi, nel corso del convegno in corso a
Roma sulle nuove norme per la tutela della salute negli ambienti chiusi,
proporranno alle aziende un progetto
per 'disinnescare' i conflitti che
nascono dietro le scrivanie. Lo strumento e' un corso, bastato su 6 incontri di
gruppo. ''La sigaretta e' utilizzata in
ufficio - spiega all'Adnkronos Salute Riccardo Dominici,
igienista, medico del lavoro, psicologo clinico e uno degli ideatori del corso
- come scusa per litigare, cosi' come si fa con l'aria condizionate. Si tratta pero' di
un 'paravento' che deve essere rimosso per portare a
galla i reali problemi''. Ed e' questo
l'obiettivo delle 'sedute collettive',
messe a punto dal gruppo di consulenza
e formazione Alea 96. ''In
6 incontri di un'ora e mezza fumatori e non fumatori
- continua Dominici - discutono del
problema sotto la guida di un terapeuta, che ha il compito di 'soffiare via il
fumo' per vedere cosa c'e' sotto. In questo modo si aumenta la comunicazione e
la visibilita' di alcune dinamiche piuttosto normali
negli ambienti di lavoro''.
Fonte:
Adnkronos/Adnkronos Salute
10. Toscani
anti-Fumo
L'Organizzazione Mondiale della Sanità affiderà a Oliviero Toscani la sua
campagna mondiale per vietare le pubblicità sul fumo. Sarà un'operazione su
stampa, tv e affissioni che inizierà a maggio con un
test-pilota in 4-5 paesi, uno per continente, e un lancio di una trentina di
nazioni a ottobre. Target: i giovani tra i 15 e i 25 anni. Toscani è un ex fumatore. Ma quando
lavorava per Benetton realizzò una campagna per la Japan Tobacco, sponsor della
Formula 1. A Ginevra, il 21 marzo, all'incontro con le
organizzazioni del volontariato,
si è detto ravveduto: "Un fumatore pentito è peggio di una prostituta
redenta". Ha aggiunto: "Il mondo è un campo di concentramento dove i giovani sono affumicati dall'industria del tabacco".
Qualche tedesco s'è offeso. E ha rincarato: "Le multinazionali cercano nuovi mercati e nuove vittime
tutti i giorni". Furibondi, alcuni delegati delle
industrie Usa si sono alzati e sono usciti.
Fonte: L'Espresso
2.4.2002
11. Notiziario
di EMILIO SCALISE
A tu per tu con
il Ministro della Salute, sulla questione dell'emendamento rifiutato per motivi
buroscratici in parlamento. Sirchia giura che sara' ripresentato quanto prima a
tutela dei non fumatori: www.ministerosalute.it/dettaglio/pdATuPerTu.jsp?id=5
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Il concorso a premi Smetti & Vinci,
edizione 2002, diventa adulto, capace di coinvolgere istituzioni e organismi
del privato sociale grazie alla tenacia del suo coordinatore nazionale dott. Stefano Vianello. Puoi visitare il
sito (www.smettievinci.it) e scaricare il file
zip con il comunicato stampa, tutte le informazioni sull'iniziativa, il
pieghevole promozionale e la scheda di iscrizione.
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L'esperienza condotta da Manuela Monti e Lauro Braga dei
programmi antifumo condotti negli Istituti Ortopedici Rizzoli di Bologna: www.gea2000.org/documenti/zip/rizzoli01.zip
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La fotocopia dell'articolo de "Il Quotidiano" del
22.3.2002 con la contestazione riportata del Dott. Antonio Costantino: Premio Philip Morris contestato
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Una ricerca relativa ad un progetto tabagismo nelle
scuole di Torino, redatta in 92 pagine, a cura di Emanuele
Passanante, coordinatore regionale SITAB Piemonte, da scaricare in
"zip" al sito: www.psicologiasalute.it
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Dirigente e capufficio, che non tutelano
la lavoratrice asmatica dal fumo passivo, in caso di decesso di quest'ultima,
sono colpevoli del reato di omicidio colposo. E' questo il principio affermato
dal Tribunale di Milano, in cui il giudice ha riconosciuto il nesso causale tra
la morte di una lavoratrice affetta da una grave forma di asma
allergica, e la sua esposizione al fumo passivo degli altri lavoratori
dell'azienda. (19 marzo 2002)
http://www.cittadinolex.kataweb.it/Article/0,1519,17553%7C6,00.html.
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Articolo su PM10 e inquinamento
outdoor e indoor
http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,101695,00.html