Tabagismo & pfc
Anno IV - n° 35 - Giugno
2002
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DIRETTORE Giacomo
Mangiaracina COMITATO DI REDAZIONE V.Bisogni, M.D'Angeli, D.Enea, L.Mangiaracina, M.Nanni,
E.Scalise.
COLLABORANO: A.Ruprecht, M.Badiani, V.Zaga',
S.Vianello, M.Torneri, B.Tinghino. |
via G.Scalia 39, 00136 Roma Tel.
06/39763500, fax 06-39722649 e-mail: gea@teklab.it
Distribuzione: 3.580
copie |
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1 |
- Attenti al cronico - di
G.Mangiaracina |
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2 |
- Parte la prima campagna europea -
di V.Bisogni |
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3 |
- Acrilonitrile e inquinamento
indoor - di A.Ruprecht |
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4 |
- Il business del Fumo? Sempre più a
Sud - di M.Torneri |
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5 |
- Svezia-Italia si gioca nel
Chianti |
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6 |
- Smetti & Vinci al traguardo -
di S.Vianello |
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7 |
- Stazioni e sanzioni very
light - di M.Badiani |
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8 |
- Voli no-smoking sotto tiro
- di Ale |
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9 |
- Cicche agli ungheresi - di T.Szilagyi |
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10 |
- Il Km zero della
SITAB - di V.Zaga' |
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11 |
- Qatar: Allah
protegge! - di R.M.Diabi |
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12 |
- Schumi citato per danni
- di C.Marini |
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13 |
- Info-Tab |
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14 |
- Lettere: partito
affumicato |
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1.
EDITORIALE: Attenti al
cronico
di GIACOMO
MANGIARACINA
"...La lingua madre in
medicina e' l'approccio alla malattia acuta. E' venuto il momento, per gli
operatori sanitari, di imparare un'altra lingua, quella della malattia
cronica."
A giudicarla sul piano semantico
sembra una coglioneria, ma questa frase, pronunciata dal prof. J.P.
Assal, direttore del centro per l'educazione terapeutica per le
malattie croniche del Policlinico di Ginevra, racchiude una verita'
assoluta. Dal report annuale dei Centers for the Disease Control and
Prevention di Atlanta (USA) si stima che 90 milioni di americani sono
portatori di una malattia cronica, e che per la loro cura si impiegherebbe oltre
il 60 % del budget sanitario complessivo. Ancora, su 20 pazienti visti dal
medico ogni giorno, solo uno o due non avrebbero patologie croniche.
Infine, 2/3 della popolazione di eta' maggiore di 65 anni avrebbe due o
piu' condizioni croniche, e 1/4 ne ha quattro. Insomma gli ambulatori medici
sono diventati cronicari, specie in Italia dove la popolazione invecchia
rapidamente, fatta eccezione per gli immigrati che risollevano le sorti della
natalita'. E quando si dice "cronico", nel rapporto medico-paziente,
si pronuncia una sorta di formula in codice che suona piu' o meno cosi':
"Nella malattia acuta, io medico, ti dico cosa devi fare e tu paziente devi
obbedire. In quella cronica, io medico, ho bisogno che tu paziente collabori,
altrimenti,...", e qui ci si puo' sbizzarrire nel proseguire. Per
esempio: A) ... io medico ti inondo di farmaci e me ne lavo le mani; oppure B)
... io medico mi frustro; oppure ancora C) ... tu paziente farai lievitare la
spesa sanitaria nazionale,... Divertente. O meglio, non lo e' affatto: quel
paziente rischia di mettere in crisi l'intero sistema sanitario se il suo stile
di vita non riceve una dritta. Per questo motivo nel 98 l'Organizzazione
Mondiale della Sanita' parlo' di Therapeutic Patients Education
(TPE), ovvero educare il paziente ad acquisire e mantenere le
competenze necessarie per condurre nel miglior modo possibile la sua vita di
malato cronico attraverso un atto di cura continuo, che deve comprendere
attivita' organizzative e supporti psico-sociali per renderlo consapevole e
informato. La TPE propone che il paziente faccia proprie le modalita' e le
procedure terapeutiche, e dunque collabori e si responsabilizzi, con
l'obbiettivo di mantenere e migliorare la sua qualita' di vita. Per lo stesso
motivo il Piano Sanitario Nazionale 2002-2004 pone gli
interventi sugli stili di vita, fra i 10 obiettivi prioritari.
E qui, nel coacervo dei fattori che danneggiano la salute, emerge il Fumo.
Dappertutto. Come fattore, co-fattore e facilitatore della malattia e della sua
evoluzione. Che fa il medico in questo scenario? Al momento ancora
poco, per vari motivi, non ultimo quello di avere un'alta percentuale di
dipendenza da tabacco come categoria, ma rincuoriamoci. E' finalmente arrivato
il manuale di pronto intervento. Lo hanno chiamato "linee guida
cliniche", ma e' molto di piu', forse un vero tesoro, per aiutare il
medico concretamente a gestire in positivo il cambiamento dei propri
pazienti, e non solo di quelli che fumano.
2. Parte la prima
campagna europea
di VITTORIO BISOGNI
"Feel-Free to Say
No" (sentitevi liberi di dire NO). E' il motto della prima campagna
europea di prevenzione del tabagismo indirizzata agli adolescenti. In inglese in
tutti gli stati membri. La conferenza stampa di presentazione ha avuto luogo a
Roma in via IV Novembre, nella sede della Commissione Europea (CE). Presenti, il
sottosegretario Antonio Guidi, il direttore dell'OSSFAD
PierGiorgio Zuccaro, il presidente della SITAB Giacomo
Mangiaracina, la rappresentante della CE Virginia
Fragiskos, la responsabile del coordinamento europeo della campagna
Pia Elliott.
"E' impensabile che si possa
sconfiggere l'industria del tabacco, - ha sentenziato il vice-ministro
Guidi, - ma e' ragionevole ritenere che si possa costringerla a
pagare un prezzo per tanta strage, finanziando ad esempio programmi di
prevenzione affidate agli esperti.".
Ribatte Mangiaracina: "Qual e' la
ragione per cui un giovane debba dire no? Gli stimoli a fumare
continuano ad essere forti e non c'e' controtendenza. Dati ufficiali dicono che
l'industria del tabacco ha incrementato del 16,2% le spese pubblicitarie e
promozionali dal 1999 al 2000. Occorre a tutti i costi
difendersi". Questa campagna e' in
effetti il primo tentativo di difendersi, dura tre anni, e ha chiari obbiettivi:
aumentare la consapevolezza degli adolescenti circa gli effetti negativi del
consumo di tabacco. E' basata su una strategia di comunicazione integrata che fa
ricorso a pubblicita' classica, a spot televisivi, cinematografici e
radiofonici, ad inserzioni e cartelloni, e cosa piu' importante, mettendo in
rete tuti gli eventi e le risorse nazionali ed internazionali. Ha coinvolto pure
la FIFA e molti calciatori europei la stanno appoggiando:
Helveg, Maldini, Zidane, Ballack, Given, Sand, Raul, Mallberg, Donati, Van
Kerckoven, e tanti altri. Un depliant sara' inoltre distribuito in un milione di
copie in vari centri sportivi, dove un coupon da inviare a Gea Progetto
Salute permettera' di partecipare ad un concorso a premi. La campagna
intende promuovere inoltre nelle scuole il progetto "Smoke-Free Class
Competition" (www.nonfumatori.it). E c'e' pure il sito
internet di riferimento: www.feel-free.info.
3. Acrilonitrile e
inquinamento indoor
di ARIO A. RUPRECHT
Il fumo di sigaretta è il
maggiore responsabile dell'inquinamento da Acrilonitrile (cancerogeno). Un
documento tratto da "Physician for a Smoke Free Canada" dimostra che in
Canada i 52 miliardi di sigarette fumate annualmente producono circa 5.000
tonellate di inquinanti tossici e cancerogeni. Non sono a conoscenza di simili
statistiche per l'Italia.
Ho preparato alcune
considerazioni in merito alla reale esposizione individuale agli inquinanti
(http://www.gea2000.org/documenti/zip/inquin_siga.zip). Si notera' che un inceneritore di rifiuti urbani emette sì
una notevole quantità di inquinanti, ma da un camino di 30 metri di altezza e
quindi disperso in un'area molto vasta, ma il fumo di una sigaretta te
lo soffiano in faccia!
Studi relativi alla reale
esposizione all'inquinamento da ETS (sigla internazionale che indica il fumo di
tabacco espirato e dunque ambientale) non mi risulta siano stati fatti in
Italia. Esistono pero' studi americani che confermano quanto
anche da noi constatato e cioè che una serata in una pizzeria con
fumatori sottopone una persona ad un carico di particolato da ETS di
oltre 400-600 microgrammi/m3 corrispondente ad oltre 10 volte il limite di legge
per l'outdoor che è di 40! Ma non sappiamo, per
esempio, quale è il carico reale a cui è sottoposto un bambino con genitori
fumatori, oppure un cameriere della pizzeria di cui sopra, o
un camionista fumatore nella sua cabina. Sono necessari
ulteriori studi per approfondire
l'argomento.
4. Il business del Fumo? Sempre più a
Sud
Dal 2002 sui pacchetti di sigarette
dell’Unione Europea verranno stampate immagini di polmoni con il cancro e la
scritta “Il fumo uccide” e dal 2006 le marche di sigarette verranno bandite
dalle sponsorizzazioni della Formula 1. Al Sud questo non accade. E le
multinazionali del tabacco ne approfittano con campagne pubblicitarie aggressive
o ammiccanti per far salire i consumi. Attenzione, è un cambiamento
epocale: oggi a causa del fumo muoiono 4 milioni di persone l’anno, quasi la
metà nel Sud del mondo. Entro il 2030 i morti saranno 10 milioni e il 70% starà
nei Paesi più poveri. CONTINUA...
5. Svezia-Italia si
gioca nel Chianti
Montebuoni, una localita' del
Chianti, ospitera' il 14 giugno prossimo un internato di lavoro e
scambio di esperienze in materia di controllo del tabagismo tra una equipe
svedese diretta da Hans Gilljam, medico pneumologo ed esperto in smoking
cessation, ed il dott. Mangiaracina, presidente della societa' italiana di
tabaccologia. Il gruppo e' cosi' composto: 3 terapeuti di
disassuefazione dal fumo (uno psicologo e due infermiere professionali
specializzate, MPH), 2 segretarie, 1 ricercatore psicologo, 1 infermiera
studente di PhD, 1 dentista studente di PhD, 1 programmatore/statistico, 1
informatore e media-expert, 4 terapeuti della Quit-Line, accompagnanti
dall'italiana Rosaria Galanti, medico che sta svolgendo una esperienza di lavoro
in Svezia, presso il Centre for Tobacco Prevention di
Stoccolma.
6. Smetti & Vinci al
traguardo
di STEFANO VIANELLO
Siamo giunti all'epilogo di S&V
2002. Come potrete vedere i vincitori nazionali sono già sul sito http://www.smettievinci.it. Si
attendono i nominativi di tutti i premiati per aggiornare adeguatamente il sito
con i risultati regionali: sarebbero graditissime delle foto dei vincitori o
delle premiazioni che potremmo pubblicare grazie anche a Rosalba Giorcelli
della VeniceDream webprojects che
ha curato il nostro sito.
Il 31 maggio sono stato invitato al
convegno di Roma dell'ISS dove ho presentato come ultimo relatore della
mattinata di fronte ad una nutrita platea di colleghi una relazione sulla nostra
campagna. Chi fosse interessato a ricevere il power point illustrativo
dell'argomento, lo potra' chiedere direttamente a me (svianello11@libero.it). Ho avuto
l'occasione di ringraziare personalmente chi ci ha sostenuto, e la
provincia di Bolzano in particolare, che spedirà una nota di
ringraziamento-informazione-sostegno a tutti i partecipanti (oltre 700) della
campagna di Bolzano. Mi sembra un'ottima idea da suggerire a
tutti i colleghi coordinatori di area, in quanto sappiamo quanto sia importante
per il fumatore il sostegno nel tempo. Percio' i file con gli iscritti per
area saranno spediti ai vari responabili nelle prossime settimane per
mantenere un contatto. Il nostro abbonamnento all'eco della stampa sta
raccogliendo i ritagli di giornale con le segnalazioni e rinnovo la richiesta di
farci avere copia di tutte le uscite sulla stampa locale. Grazie ancora a
tutti!
7. Stazioni e
sanzioni very light
di MARCO BADIANI
Le tariffe delle multe "antifumo" in
vigore sui treni e nelle stazioni non sono state aggiornate. Si pensava,
sbagliando, che le maggiorazioni delle sanzioni introdotte dal ministro Sirchia
all'inizio dell'anno fossero state applicate anche per le infrazioni dei divieti
in vigore sui treni e nelle sale d'attesa delle stazioni, ma abbiamo scoperto
che ciò non è avvenuto. Così, se accendete una sigaretta in una carrozza
non-fumatori siete puniti con una multa che va dai 2 ai 7 euro, una cifra a dir
poco ridicola! Ho chiesto spiegazioni alla Polizia Ferroviaria, e quanto
segue è quello che mi hanno detto. Le nuove tariffe sono state applicate per
tutti i luoghi in cui fossero previsti divieti di fumo dalla legge del 1975. E'
avvenuto però che il D.P.R. 753 del 1980 avesse già modificato le tariffe in
ambito ferroviario rispetto a quelle previste dalla legge del 1975, portandole a
quella che allora poteva essere una cifra sensata. Così, poichè le maggiorazioni
attuali andavano a modificare SOLO le tariffe previste dalla legge del 1975 e
non facevano alcun riferimento al D.P.R. del 1980, ciò che era stato modificato
da quest'ultimo non è stato assolutamente intaccato. Insomma, in poche parole,
le Ferrovie sono state praticamente DIMENTICATE. A quanto pare, le "nuove"
sanzioni sarebbero applicabili, in ambito F.S, solo all'interno degli
uffici della Polfer, cioè proprio dove è meno probabile che qualcuno infranga i
divieti, essendo questi locali occupati da coloro che dovrebbero farli
rispettare. In altre parole, se veniste arrestati all'interno di una stazione
state tranquilli perché avete ottime probabilità di respirare aria
pulita!
8. Voli no-smoking sotto
tiro
Il 25 aprile 2002, sul Sunday
Mirror (Gran Bretagna) è apparso l'articolo "il divieto di fumo fa aumentare le
aggressioni in volo", sostenendo che sui voli no smoking l'aumento di problemi
dovuti alla violenza dei passeggeri è stato del 400% dal 1995. (L'articolo cita
brevemente che l'eccesso di alcool potrebbe avere un ruolo). In risposta a questo aumento di violenza, l'associazione britannica dei
piloti di aereo (BALPA) chiede una serie di interventi, tra cui nuove leggi
per colpire i colpevoli, la nootifica dell'accaduto a parenti e datori di lavoro
dei colpevoli e un loro ostracismo dai voli futuri. Purtroppo il BALPA sta anche
mettendo in discussione l'opportunità del divieto totale di fumo sui voli. Tale
divieto protegge piloti, assistenti di volo e passeggeri dai rischi per la
salute da fumo passivo, particolarmente evidenti in uno spazio angusto come la
cabina di un aereo, e altrettanto insopportabili quanto un'aggressione verbale o
fisica. Cosa si può fare? Questo
almeno:
1. contattare la International Civil
Aviation Organization (icaohq@icao.int), che nel 1992 ha
fatto passare una risoluzione sul divieto assoluto di fumo sui voli
internazionali; chiedere all'ICAO di impegnarsi affinchè non sio facciano passi
indietro in quasta sacrosanta politica
2. contattare il BALPA (balpa@balpa.org.uk) opponendosi alla
messa in discussione del divieto di fumo: reintrodurre uina sostanza tossica
nelle cabine di aereo non è la soluzione contro i passeggeri
violenti.
3. scrivere al direttore del Sunday
Mirror (fwalker@mirpix.com) criticando la
conclusione che il divieto di fumo renda i passeggeri più violenti e sostenendo
la necessità du un ambiente senza fumo a bordo.
La mia
esperienza
Un mio caro amico è pilota Alitalia,
quindi la fonte è certa e indipendente. Il malcapitato ha dovuto subire per anni
il fumo dei passeggeri (autorizzati) in quanto assistente di volo. Una vera
chicca. Quando il fumo era già vietato in Olanda ma non in Italia, i tour
operator olandesi facevano fare ai lori passeggeri il "giro" da malpensa onde
imbarcarli su un charter italiano dove potevano fumare e bere a sfondamento fino
a Bangkok, e lì continuare il viaggio culturale...). Diventato poi con gran
fatica pilota si illudeva di aver chiuso col fumo altrui, invece si è presto
accorto che il problema è forse peggiore. Molti comandanti sono fumatori e mica
tanto cortesi, per cui tendono a imporre i "due tiri" in cockpit (cabina di
pilotaggio), che tanto grande e aerata non è (camera a gas), così alcuni fumano
(e lasciano magnanimamente fumare il resto dell'equipaggio di cabina, per non
alienarselo), quantomeno in transito tra un volo e l'altro, alcuni in crociera o
addirittura durante il rifornimento di carburante (orrore!). Alle proteste del
malcapitato, che è pure preparato, parla di 626, si dichiara allergico, ecc.,
alcuni scocciatamente rinunciano, altri laconicamente lo invitano ad andarsene
dalla cabina durante i "2 tiri". Morale: o il povero si respira il solito fumo,
o lascia i comandi, con maggior rischio per tutti - se al capo gli piglia un
coccolone (e chi fuma ed è stressato è a rischio), e non c'è presente il
copilota, si finisce tutti sul più vicino grattacielo... E' giusto che si
sappiano queste cose.
9. Cicche agli
ungheresi
In occasione della Giornata
Mondiale senza Tabacco del 31 maggio scorso, un cilindro di vetro contenente
8.000 cicche di sigarette (una quantita' media giornaliera di cicche
buttate via dai fumatori ungheresi) e' stata collocata a vista al centro della
piazza principale della citta' di Gyula, in Ungheria. Si tratta in verita'
di un'opera d'arte creata da Imre Sós e Sándor Pénzes,
inaugurata dal sindaco di Gyulain persona, che ha smesso di fumare il 31,
proprio per onorare coerentemente la Giornata Mondiale di quest'anno. Gli autori
hanno voluto attirare l'attenzione dei cittadini sulle morti causate dal fumo in
Ungheria. Il cilindro rimarra' in piazza fino al 15 giugno e sara' rimosso solo
per essere collocato in altri punti della citta'.
Tibor Szilagyi MD, Health Hungarian
Foundation
10. Il Km zero
della SITAB
di VINCENZO ZAGA'
Torno sempre volentieri a San
Donà di Piave, luogo di grande sensibilità nel promuovere stili di vita
salutari. L'occasione mi è stata di nuovo offerta dal dinamico stratega della
lotta antifumo locale, dottor Paolo Madeyski. Il convegno sui tumori
polmonari era fissato per il 27 aprile. Ma sono affezionato alla citta'
perchè fu li' che nel '99, in un convegno sulla prevenzione del
tabagismo ebbi il felice incontro con Giacomo Mangiaracina e... fu subito
SITAB.
Dopo avere aderito alla rete europea delle Città Sane,
San Dona' ha riunito medici ed operatori della salute nella degna cornice
dell'Auditorium Leonardo da Vinci, in collaborazione con la ULSS 10 "Veneto
orientale", con il Rotary e naturalmente con il patrocinio della SITAB. Le relazioni, dopo i
rituali saluti degli organizzatori, hanno preso il via con la dott.ssa
Favretto e l'anatomo patologo dott. Sacchi. Il dott. Pagan, primario della
chirurgia toracica di Mestre, ha fatto una panoramica di quello che la Chirurgia
offre; il dott. Brauner ha illustrato le implicazioni medico legali del fumo
passivo, e sulla intenzione del suo gruppo medico-legale di procedere,
attraverso la Corte Europea, contro le multinazionali del tabacco. Un convegno insomma che rispecchia l'impegno del Comune e
della locale Unità Sanitaria, come già traspare dal fatto che si cominciamo a
vedere i risultati di quanto seminato: più di 20 sono i locali dove non si fuma
e sono in costante aumento; due si sono aggiunti dopo il convegno del 27.
La lettera del Dott.
Madeyski:
San Dona' di
Piave, lunedi' 6 maggio 2002.
Carissimo, ho
aspettato qualche giorno, sia perché il tempo è quello che è ma anche perché
ho voluto lasciare sedimentare il tutto per stendere un giudizio più sereno.
Noi ci sentiamo soddisfatti di quanto fatto e di quanto abbiamo ottenuto. La
partecipazione è stata superiore a quanto previsto sia per le giornate del
ponte che per le manifestazioni della giornata.. La gente è stata attenta e
abbiamo ricevuto commenti positivi e complimenti sia per le relazioni che per
la loro semplicità: nessuno ha stancato.
Un medico di base che è anche
animatore dei medici di famiglia mi ha chiesto le tue diapositive per fare di
alcune dei quadretti da appendere nelle sale di aspetto: ho detto che ti avrei
chiesto il permesso e quando Brauner avrebbe ricevuto il tuo CD Rom avrei
fatto una copia per me e per i medici di famiglia.
Credo che quando scrivi
a Magiarancina potresti tu (parte meno in causa) dirgli di dare la notizia del
lavoro che si svolge a San Donà di Piave. Gli ospedali della Nostra ULS e la
casa di cura sono luoghi senza fumo e abbiamo cominciato un corso accreditato
per medici e infermieri che vede la partecipazione di un centinaio di
operatori con una partecipazione costante di 50 persone.
Abbiamo iniziato una
sensibilizzazione dei medici di base.
Diciamo che di progressi se ne fanno
e la strada è meno in salita di una volta. E tutto con l’aiuto di persone
generose come te e come lo stesso Giacomo che venne da Roma nella nostra
piccola realtà.
Ti ringrazio ancora e ci sentiremo spero
spesso.
Paolo
11. Qatar: Allah
protegge!
di RAMI M.DIABI
Chi è così stupido da credere che
l'industria del tabacco si possa preoccupare dei ragazzi che fumano? Gia', chi è
così stupido? L'industria del tabacco ha stretto un accordo con il
ministro della sanità del Qatar (che vergogna!) per iniziare una
campagna antitabacco!! Grazie ad Allah non ha
funzionato. L'industria del tabacco in Quatar si è offerta di
finanziare una campagna anti tabacco intitolata "Non si fuma sotto i 21
anni"; ma persone più intelligenti all'interno del ministero della sanità si
sono accorti dell'abile mossa che avrebbe accentuato nei ragazzi il desiderio di
fumare in quanto proibito; vietarlo ai ragazzi ma non agli adulti avrebbe
incrementato il desiderio da parte dei ragazzi di fumare per apparire adulti.
Questa strategia ha invece avuto credito in Romania. Credo a quanto detto dalla
voce pubblica dell'OMS, voce della verità, che abbiamo fatto credere alla
gente bugie così grandi che come dice il proverbio arabo: "non puoi biasimare
una volpe per attaccare una pecora, se la volpe era la guardiana della pecora".
Con grande dispiacere per i poveri ragazzi della Romania spinti verso la tomba
per poco e vile denaro. Fonte: http://www.tobacco.4t.com/whats_new.html
Il Dott. Rami M.Diabi e' anche autore di un
simpaticissimo filmato sul fumo visibile on-line:
12. Schumi citato
per danni
di CINZIA MARINI
"Schumacher citato per la pubblicità delle
sigarette"... e altro ancora sul sito del Codacons (http://www.codacons.it). L'avvocato Carlo
Rienzi lo ha annunciato in diretta il 31 maggio al Convegno Nazionale sul
Tabagismo organizzato dal Ministero della Salute, ma pochi giornali hanno
riportato la notizia. Un intervento molto applaudito quello di Rienzi che ha
preso scherzosamente in giro la Lega Italiana per la lotta contro i tumori per i
2 milioni di opusculi distribuiti con i maggiori quotidiani italiani, affermando
che tutti gli opuscoli e i cartelli del mondo non servono a molto senza "la sana
repressione". A conferma di questo Rienzi sostiene che in seguito all'incremento
delle sanzioni, i fumatori nei locali pubblici sono diminuiti del
20%.
13.
Info-Tab
-
Nasce in Svizzera il piu'
noir dei siti dedicati ai giovani, in collaborazione con l'Universita' di
Ginevra. Secondo gli organizzatori dovrebbe aiutare i giovani a smettere, in
supporto all'ormai consolidato Stop-Tabac la cui efficacia e'
stata provata su giovani di 15-19 anni (Arch Intern Med 2001;161:2596).
Creato da Evelyne Laszlo, istituto di medicina sociale e preventiva
dell'universita' di Ginevra: www.nuitgrave.ch
-
Uno studio mostra che a Ginevra
bastano 12,5 minuti di lavoro per potersi comprare un pacchetto di sigarette,
ponendo cosi' Ginevra al quinto posto fra le citta' dove le sigarette hanno il
miglior mercato fra i 48 paesi studiati. A Londra ci vogliono 39.7
minuti, a Parigi 20,5 minuti, a Milano 26 minuti e a Berlino 18.4 minuti.
Fonte: Guindon, Tobin, Yach. Tobacco Control
2002;11:35-43.
http://tc.bmjjournals.com/cgi/content/abstract/11/1/35
-
Il fumo di tabaco e' la prima causa
di incendio negli 8 paesi che dispongono di statistiche al riguardo.
Esso causerebbe 100.000 incendi negli USA, ovvero il 36% di tutti gli
incendi. Il costo complessivo di tali incendi ammonterebbe a circa 7
miliardi di dollari l'anno. Gli appartamenti abitati da fumatori avrebbero
5 volte piu' possibilita' di subire un incendio rispetto agli
appartamenti di non fumatori. Fonte:
Leistikow et al. Preventive Medicine
2000;31:91.
-
7 - 8
giugno - Potenza: Workshop su linee guida
europee.
14. Lettere: partito affumicato
Sono iscritta al partito da tre anni, e
sono persino candidata alle prossime comunali. Frequento
il club di partito (omissis...) del mio paesotto lombardo da due
anni, compatibilmente con gli impegni di lavoro (sono medico ospedaliero)
e di mamma (ho un bimbo di 8 mesi). Mi sono avvicinata
alla politica forse ingenuamente, nell'idea di dare un contributo a migliorare
nel mio piccolo la realtà che abbiamo intorno, per consegnare ai nostri figli
un mondo un po' meno scoraggiante. Mi domandavo
se avrei trovato persone interessanti, con idee e volontà condivisibili,
ma non è questo cio' di cui vorrei lamentarmi.
Trovo vergognoso (per usare un incipit
alla Fallaci) che in questi tempi di pur tardiva sensibilizzazione
dell'opinione pubblica e del Legislatore al problema dei comprovatissimi danni
da fumo passivo, io debba ancora, costantemente, passare per rompiscatole
(eufemismo) e chiedere per favore agli altri presenti nella sede del
club di non fumare impunemente nell'aula di riunione. C'è anche un ottimo
balcone dove i nicotino-dipendenti potrebbero esercitare la loro
abitudine, ma è più comodo farlo da seduti, senza sentirsi ghettizzati o
discriminati. Ho precisato di soffrire di asma e allergie, ma non dovrebbe
essere necessario questo per ottenere il divieto di fumo. Mi hanno
laconicamente risposto che non fumeranno ogni volta che io sarò presente alle
riunioni, ma che non posso pretendere che siano eliminati i posaceneri nè che
sia affisso il divieto di fumo, perchè SI TRATTA DI UN LUOGO DI RIUNIONE
PRIVATO e non pubblico, quindi "non siamo multabili" (parole del
Coordinatore del club: che coda di paglia in questa affermazione!).
Morale: gliela do vinta e rinuncio a frequentare il
partito per non litigare, o insisto a difendere il mio elementare diritto di
respirare, di arrivare in una stanza che non sia già satura di fumo puzzolente
e cancerogeno, tra musi e occhiate di malcelata intolleranza? Chi è l'intollerante?
Aspetto una risposta e direttive di
comportamento. Una vostra candidata.
(NB: per
garantire la scrivente e' stato omesso il suo nome e quello del
partito)
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