Tabagismo & pfc

Anno V - n°42 - Febbraio 2003


DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI REDAZIONE

V.Bisogni, M.D'Angeli, D.Enea, F.Fabriani,
M.Nanni, E.Scalise.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE:
E.La Noce, C.Marini, M.Passarella, M.Badiani, V.Zaga'

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB
via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
gea@teklab.it
Collaborazione: LegaTumori - Globalink Italia
Distribuzione: 3.979 copie


 

1

- La Morte a colori - di G.Mangiaracina

 

 

2

- La legge si applica anche in carcere - di E.Scalise

 

 

3

- Le denuncie funzionano. ETI remissivo - di F.Fabriani

 

 

4

- Bruciare sapori e profumi

 

 

5

- Film ossigenati - di M.Passarella

 

 

6

- Legge fatta... ecco le beghe - di M.Badiani

 

 

7

- Tedeschi pro-tabacco. Si vota contro!

 

 

8

- Apoptosi Fumo-correlata - Le Scienze

 

 

9

- Bambini che masticano tabacco

 

 

10

- Me ne vado nel Buthan - di C.Marini

 

 

11

- Formazione in Tabaccologia

 

 

12

- L'Irlanda rivede i suoi Pub

 

 

13

- Altri su Altria

 

 

14

- Privatizzazione dell'ETI

 


1. EDITORIALE: La Morte a colori
di GIACOMO MANGIARACINA

Usavamo chiamarla PM, così, confidenzialmente. Ma il nome era anche usato dalla stessa Philip Morris come marchio di fabbrica impresso nei suoi documenti e nei suoi prodotti. Due leoni alati rampanti dorati che sostengono uno scudo rosso, sormontato da una corona regale, in cui spiccano due lettere: appunto, PM. Il marchio rimane tutt'ora immacolato in Internet, in "PMdocs.com", sito specialissimo, che contiene tutti i documenti cosiddetti "riservati" di PM, che hanno smesso di esserlo a seguito della condanna epocale dei signori del tabacco, la quale, oltre alle pene pecuniarie comminate, ha imposto la pubblicazione nel web di tutti i documenti presenti negli archivi. Milioni di pagine. Messe a disposizione dei ficcanaso di tutto il mondo. Ci sono cose ovviamente che riguardano anche l'Italia. Se nel motore di ricerca si inseriscono parole come "Andreotti", "Craxi" e ministri della prima repubblica, viene fuori una pioggia di documenti, rigorosamente in inglese che, da soli, testimoniano delle strategie di conquista della nazione per l'egemonia di quel maledetto 60% del mercato del tabacco, che ha procurato e procura dolore e morte a 8 milioni di italiani. Documenti strategici, come il N° 2501017535/7611, che descrivono nei dettagli il panorama politico italiano, e di indirizzo, che orientano i loro operatori sulla necessita' di avversare gli studi sul fumo passivo e di mettere in dubbio le ricerche dello IARC (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, dell'OMS). PM e' stata la sigla per eccellenza, che ha incarnato tutti gli altri marchi, British American Tobacco, JR Nabisco, RJ Reynolds, Brown & Williamson,... "grandi fratelli" anche nel finanziare la campagna elettortale di George Bush assieme a petrolieri e fabbricanti di armi. Le guerre esistono perche' esistono questi interessi, anche se l'interfaccia pubblica avra' cura di riportare sempre la santa crociata contro il terrorismo. PM e' stato per molti il nemico da combattere, ammettiamolo, il potere occulto e palese che manovrava le sorti del mondo anche attraverso il grande illecito e la grande criminalita' organizzata. Grande potenza, grandi misfatti. L'evasione fiscale le fu contestata in Italia negli anni 90. Poi sono piovute accuse da brivido sulla responsabilita' di PM e delle multinazionali nel contrabbando internazionale di sigarette. Ci sarebbero prove. Il cerchio si stringe, le ingiunzioni per danno all'umanita' si moltiplicano a dismisura, finche'... PUFF..!!! Il 27 gennaio 2003, alle ore 8, la Philip Morris "sparisce". Il logo dell'infamia non esiste piu'. Dalla mefitica crisalide nasce una farfalla di nome ALTRIA, ali colorate come l'arcobaleno. Un logo incubato per anni prima dello stappo. Perche' quei signori hanno brindato ancora alla conquista di nuovi mercati, ma non bastera' questa volta addurre motivi come i "minori interessi nel commercio del tabacco", per rassicurare l'umanita'. Come fa a dirlo il primo produttore mondiale di sigarette? Forse l'opinione pubblica sara' rabbonita, ed e' probabile che nello scacchiere mondiale abbiano fatto l'ennesima mossa giusta che spiazza tutti. Ma noi no. Per noi ALTRIA e' Philip Morris, che continuera' a finanziare cinema e cultura, dove si fuma tanto, pronta a comprare ogni cosa, politici e uomini di scienza, stampa e media. Quella farfalla e' una falena. Sul dorso, nero come il catrame delle sue sigarette, porta impresso il solito teschio. A perenne memoria di un marchio che vogliono "defunto", i nostri volontari hanno realizzato la versione italiana di una pagina web molto particolare che presentiamo in anteprima per l'Italia: www.gea2000.org/altria.htm.


2. La legge si applica anche in carcere

di EMILIO SCALISE

Il 31 gennaio, alle 9.30, era gremita la sala del Centro Altavista per gli studi penitenziari di via del Gonfalone a Roma. Il convegno "Il Tabagismo nella realta' carceraria: problemi, necessita' di intervento e formazione degli operatori penitenziari", e' stato promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e dalla SITAB, con il supporto del comitato tecnico-scientifico per la prevenzione del Tabagismo e delle Dipendenze, in collaborazione con la societa' italiana di medicina e sanita' penitenziaria, e con il patrocinio del comune di Roma. Ha presieduto l'assessore alle politiche sociali e promozione della salute, Raffaela Milano. Sono intervenuti da programma il direttore sanitario Franceschini, del carcere Regina Coeli; il dott. Biagiarelli, medico competente delle strutture penitenziarie; la dott.ssa Brunetti, direttore dell'ufficio servizi sanitari del DAP (dipartimento amministrazione penitenziaria). Ha aperto i lavori il dott. Silvio Arcidiacono, direttore generale della LILT, mentre Mangiaracina ha moderato l'incontro tra l'amministrazione penitenziaria e i componenti della commissione tabagismo del comune. Il convegno ha avuto lo scopo di formulare proposte operative per attuare una efficace no-smoking policy penitenziaria che da un lato faccia apllicare le normative sulla tutela dal fumo passivo, e dall'altro consenta la creazione di servizi di assistenza per i fumatori. Ovviamente l'incidenza di tabagismo nelle carceri e' massima. Fumano il 90% dei detenuti ed il 70% del personale di vigilanza e amministrativo. Da rilievi effettuati dai servizi sanitari interni, sembra che molti abbiano cominciato a fumare dopo l'assunzione nel carcere. E' emerso anche che i detenuti utilizzano le sigarette come moneta di scambio per piccoli favori, il che fa incrementare il valore simbolico del tabacco. "E' inammissibile - ha precisato l'avvocato Raffaele Luise, legale della LILT - che si consenta questo tipo di transazione, di un prodotto nocivo alla salute, In ogni caso le leggi che si applicano sul territorio nazionale, valgono anche per le strutture carcerarie, dove i non fumatori, anche se in netta minoranza vanno tutelati ad ogni costo". "Fin'ora abbiamo tutelato dal fumo passivo i detenuti a cui veniva diagnosticata una patologia cardiaca o respiratoria. - ha spiegato Franceschini - Ci rendiamo conto che e' necessario aggiornare i nostri regolamenti, ma ancor piu' aggiornare il nostro atteggiamento culturale". Su suggerimento dell'assessore Milano, verra' redatto un documento finale che sara' inoltrato alle autorita'.


3. Le denuncie funzionano. ETI remissivo.

di FEDERICA FABRIANI

Un modo di difendersi dalla pubblicita' delle sigarette ci deve essere e c'e', anche per chi ha abusato e abusa tutt'ora anche in Italia. Una legge approvata dai ministri della salute dell'UE vieta la pubblicita' di sigarette sui mezzi di informazione, internet compreso, e vieta anche la sponsorizzazione di grandi eventi da parte delle multinazionali del tabacco. Dunque, anche la Formula Uno. Il divieto scattera' entro il 31 luglio 2005, termine ultimo stabilito da un articolo della direttiva. Nei 15 Paesi erano stati gia messi al bando da tempo gli spot televisivi, e la maggior parte dei soci comunitari ha adottato leggi severe. Adesso la normativa diventa una sola per tutti e si allarga alla radio, alla carta stampata e al web. "Il divieto - sottolinea la futura direttiva - colpisce le manifestazioni o le attivita' che hanno luogo in vari stati membri o che producono in altro modo effetti che travalicano le frontiere nazionali". Il consiglio dell'Unione europea ha anche adottato una raccomandazione sulla prevenzione del fumo, e su nuove iniziative per migliorare il controllo del consumo di tabacco. Gli Stati membri dell'Unione dovrebbero effettuare una serie di monitoraggi. Uno riguarda la spesa sostenuta dall'industria del tabacco per la promozione dei prodotti, un altro la limitazione dell'accesso alle sigarette di bambini e adolescenti, soprattutto attraverso i distributori automatici, infine la tutela dal fumo passivo e la vendita a distanza, via internet. Ci siamo gia' espressi su questo argomento sulla Gea-News di Dicembre scorso quando abbiamo presentato la denuncia del Codacons all'ETI, Ente Tabacchi Italiano. Ebbene, la denuncia ha sortito il suo effetto. Le pagine web dell'ETI con la pubblicità di prodotti del tabacco, sono state rimosse del tutto. Al loro posto c'è solo questo: www.entetabacchi.it/laproduzione.htm.

Nota: Il filmato denuncia de "LE IENE" in TV: http://video.jumpy.it/iene/iene-25142-l.asf


4. Bruciare sapori e profumi

Alcuni studi hanno messo in evidenza le influenze del fumo sull'appetibilità dei cibi. Ecco una bibliografia di riferimento:
I sensi chimici - Robert M. Berne & Matthew N. Levy - Fisiologia: cap 12 pag 198/199.

Variazione della funzione gustativa nei soggetti fumatori - R. Raffaelli et Al. - Minerva Stomatologia; 98 - 38 (12): 1253 - 1255.

Effect of environmental pollutants on taste and smell - Susan S. Schiffman et Al. - Otolaryngology (Head & Neck Surgery); 92 - 106 (6): 693 - 700.

Taste differences between cigerette smokers and nonsmokers - Kathleen Redington - Pharmacology Biochemistry & Behavior; 84 - 21: 203 - 208.

Smoking and taste perception - Peterson DI, Lonergan et Al. - Archives of Environmental Health; 68 - 16: 219 - 222.

Comparison of odor perception in smokers, nonsmokers and passive smokers - Ahlstrom et al. - American Journal of Otolaryngology; 87 8: 1 - 6.

Taste perception in smokers and nonsmokers - Krut L. et. Al. - British Medical Journal – 71 - 4: 10 - 13

- - Fonte: http://www.viaggiesapori.it/59_1935.htm


5. Film ossigenati

di MENOTTI PASSARELLA

Dopo il meraviglioso "Il popolo migratore" di Jacques Perrin www.movieconnection.it/schede/popolo_migratore.htm un altro film e' completamente libero dal fumo: "Il mio grosso grasso matrimonio greco" di Joel Zwick. Il film è unico perché completamente libero dal Fumo. Nonostante i greci siano i più forti fumatori europei, il regista dimostra che un film può reggere anche senza che i protagonisti debbano continuamente accendere sigarette. Ad alcuni il film puo' non piacere per il suo ritmo scandito dai sentimenti e non da violenza, battute grevi, turpiloquio, sesso esibito, propaganda alcolista e tabagista. Alcune recensioni pero' presentano il film come "pieno di scene già viste, di episodi già vissuti...", ma nell' insieme viene giudicato gradevole e divertente. Bisogna dar credito a Tom Hanks e a sua moglie Rita Wilson che l'hanno prodotto. E' diventato la stella dei botteghini: http://it.groups.yahoo.com/group/sarannofumosi. L'enorme successo americano l'ha consacrato "sleeper" dell'anno: il termine sta ad indicare un film non troppo accreditato all'uscita che riesce invece a raggiungere incassi da record: www.movieconnection.it/schede/mio_grossomatrimonio-sognando_b.htm. Trionfo dei sentimenti e della famiglia. Percio' suona strana la stroncatura di Famiglia Cristiana, "commediola sempliciotta". Il giornale invece ha cura di sottolineare che tra "le pellicole migliori" vi sarebbero i tabagisti "L'uomo del treno" di Patrice Leconte e "L'uomo senza passato" di Aki Kaurismaki: LUI è un fumatore di Camel, ed il suo film è una tirata di sigarette dall'inizio alla fine.

NOTA: E se ci preparassimo al prossimo 31 maggio? La Giornata Mondiale senza Tabacco e' dedicata al tema: CINEMA e MODA.


6. Legge fatta... ecco le beghe

di MARCO BADIANI

Secondo la FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) un ristorante su tre si sarebbe gia' messo in regola con le nuove norme che vietano il fumo nei locali pubblici. Ma Edi Sommariva, direttore dell'associazione, è preoccupato, esplicitando cosi' le sue preoccupazioni: "C'è Il rischio che siano costretti a chiudere i locali negli edifici di pregio: gli impianti di areazione spesso non ottengono il nulla osta dalla sovrintendenza. Servono deroghe e sgravi fiscali per i locali piu piccoli, per i quali l'areatore è una bella spesa. Altrrimenti spariranno anche questi." Proprio quello che temevo. Cominciano ad essere sollevati i problemi per la creazione delle aree separate. Nelle lettere che ho inviato al ministro Sirchia, al senatore Passigli ed a molti altri politici, ho sempre messo in guardia contro le difficolta a cui sarebbero andati incontro i proprietari dei piccoli locali o di quelli situati in edifici storici. Spesso questi signori non si sono neanche degnati di rispondere. Comunque sia andata, è un fatto che i presunti "diritti" di chi va al ristorante per affumicare la cena e i commensali, hanno evidentemente meritato rispetto. Sicuramente hanno prevalso su quelli dei lavoratori di sala che dovrebbero essere tutelati da improbabili aspiratori/depuratori. L'idea delle aree separate sembra oltretutto un riconoscimento implicito dell'impossibilita di ottenere una depurazione totale attraverso queste macchine: se avessero avuto davvero i poteri miracolosi che ci immaginiamo, una volta installate avrebbero dovuto permettere a fumatori e non di stare gomito a gomito nella stessa sala senza darsi fastidio tra di loro, rendendo superflua la divisione dei locali. Insomma, si e' ragionato in questo modo: con le aree divise i clienti saranno soddisfatti e sara' certamente preferibile far respirare un po' di fumo a qualche cameriere che privare i poveri fumatori della liberta di poter "godere" della loro spirale di fumo. Ma cosa c'era di cosi malvagio in un semplice, ed immediatamente attuabile, divieto generale? Credo sia nella natura dei nostri politici complicare le cose, e che manchino persone con il coraggio di prendere decisioni efficaci, risolutive, anche quando possono apparire impopolari. E dunque assistiamo ai pastrocchi, con una legge che, se va bene, entrera' in vigore tra un'anno e che lascia problemi irrisolti e dubbi. E con le categorie dei ristoratori che chiederanno deroghe, slittamenti ed eccezioni.


7. Tedeschi pro-tabacco. Si vota contro!

Protesta contro le politiche internazionali tedesche in favore del Tabacco. Globalink international ha avviato una petizione a livello mondiale. Sta arrivando una marea di consensi all'inizaitiva, e soprattutto una valanga di firme. Invitiamo anche i nostri affezionattissimi lettori a firmare. Noi lo abbiamo gia' fatto. Potete collegarvi direttamente alla pagina della petizione a questo indirizzo: http://petition.globalink.org/view.php?code=de-eng, e naturalmente... passaparola.


8. Apoptosi Fumo-correlata

Le sigarette causano dipendenza, e fumarle causa il cancro ai polmoni. I ricercatori sono sempre stati convinti che dei due ingredienti attivi delle sigarette, la nicotina fosse responsabile della dipendenza, e il catrame dei tumori. Studi recenti, tuttavia, suggeriscono che le cose non sono così semplici, e che la nicotina e i suoi derivati potrebbero promuovere lo sviluppo e la progressione dei tumori. Phillip Dennis e i suoi colleghi del US National Cancer Institute di Bethesda hanno studiato gli effetti della Nicotina e del suo derivato Nitrosamina (NKK) sulle cellule epiteliali dei polmoni, quelle cioè esposte al fumo inalato. Come riferito sul Journal of Clinical Investigation, la stimolazione delle cellule con la nicotina e l'NKK, in dosi simili a quelle sperimentate dai fumatori, attiva un canale molecolare, chiamato Akt, che promuove la crescita e la sopravvivenza delle cellule. I ricercatori hanno anche visto che il canale Akt è attivo nei polmoni di topi trattati con NKK e nel tessuto tumorale dei fumatori. Questo è significativo, poiché l'Apoptosi, la morte programmata delle cellule, è uno dei più efficaci meccanismi di difesa contro il cancro. Le cellule verificano costantemente il loro stato di normalità e si suicidano al primo segno di anormalità, proteggendo il corpo dalla propagazione di cellule anormali che potrebbero, con il tempo, formare tumori. Praticamente tutti i tumori hanno trovato un modo per distruggere questo meccanismo e l'attivazione di Akt è uno di questi. Questo significa che sarà necessario rivedere il rapporto fra i rischi e i benefici associati ai vari prodotti a base di nicotina che vengono utilizzati per aiutare i fumatori a curare la dipendenza. Fonte: Le Scienze


9. Bambini che masticano tabacco

di STEFANO FEDELE

Sulll'ulti o numero del British Medical Journal (BMJ - 1° Febbraio 2003), una tra le più prestigiose riviste scientifiche mediche internazionali, è stata pubblicata una interessante lettera ad opera di un chirurgo specializzato in tumori del cavo orale, che denuncia l'enorme diffusione del consumo di tabacco masticato tra i bambini in età scolare. Sebbene questa fosse una tradizione quasi esclusivamente dell'India (dove il cancro del cavo orale è il tumore più frequente e la prima causa di morte per malattie neoplastiche), sembra che negli ultimi anni si stia diffonendo velocemente anche negli USA, in Inghilterra, in Canada, rappresentando quasi un'epidemia. Particolarmente colorita è la conclusione dell'autore:" Anche se il tabacco, utilizzato nelle sue varie forme, ha ucciso più persone che al-Qaeda, sino ad oggi non abbiamo ancora creato una coalizione internazionale contro il Tabagismo. Dobbiamo fare in modo che le compagnie produttrici di tabacco non avvelenino anche le nostre future generazioni" .

Per saperne di piu': http://www.gea2000.org/documenti/smokeless.htm

[Il Dr. Stefano Fedele e' Odontoiatra, dottorando di ricerca in Medicina Orale, Università di Napoli "Federico II" (stefedele@unina.it). ]


10. Me ne vado nel Buthan

di CINZIA MARINI

Nel Bhutan e' vietato fumare nei luoghi pubblici, ma pure in quelli privati. C'e' di piu'. E' proibito fumare anche all'aperto, e persino in montagna. Il Bhutan potrebbe diventare la prima nazione al mondo vietata ai fumatori. Il governo del piccolo Stato himalayano sta per approvare il primo bando totale del tabacco. Per il ministro della salute è un provvedimento che va incontro alle richieste degli abitanti del regno. Difatti, proprio a seguito delle firme raccolte dai cittadini è stata già vietata la vendita di sigari e sigarette in 18 dei 20 distretti. Dietro alla generale avversione degli abitanti del Bhutan per il tabacco ci sono ragioni storiche ma anche economiche, visto che tutto il tabacco è importato. Il divieto varrà anche per i turisti e per gli stranieri in genere. Non ci sorprende sapere che una delle maggiori attiviste antifumo, impegnata a livello internazionale, ma che vive e lavora a Padova, la Dott.ssa Elizabeth Tamang, vice-segretario della Consulta Italiana sul Tabagismo, sia originaria del Buthan.

Sempre rimanendo in Asia, una curiosita' viene proprio da Tokio. Vi sarebbe il divieto di accendere sigarette a certi incroci stradali (multe fino a 200 euro). Così una compagnia di tabacchi ha pensato di aggirare l'ostacolo (ti pareva che se ne stessero a guardare), parcheggiando nei punti strategici della metropoli appositi furgoni dove i fumatori possono rifugiarsi senza rischiare nulla. Non ci vuole molto a capire che queste "SmoCar", come vengono chiamati in gergo i furgoni, anche se dotati di impianti di aerazione, devono essere tra i posti più irrespirabili del pianeta.

Fonti: L'Espresso - Metro (21 Gennaio 2003).


11. Formazione in Tabaccologia

I medici trentini vogliono imparare a curare i pazienti fumatori. E' partito il "Corso di formazione di Counselling per la disassuefazione al fumo", approvato dal direttore dell'azienda provinciale per i servizi sanitari "in linea con le indicazioni del Piano sanitario nazionale 1998-2002 e la bozza del Piano 2002-2004, che hanno inserito la lotta al tabagismo tra gli obiettivi prioritari da perseguire". E' dimostrato che l'azione di counselling rivolta ai fumatori da parte degli operatori sanitari, specialmente dal medico di famiglia, risulta efficace nella terapia del tabagismo, percio' la direzione ha siglato un accordo con l'Ordine dei Medici. Quest'ultimo si è occupato dell'organizzazione dell'evento formativo ed ha provveduto anche al necessario accreditamento del corso presso il programma di Educazione Continua in Medicina (ECM) del Ministero della Salute. Legatumori e Sitab sono organismi formativi riconosciuti per l'ECM. Sono gia' stati realizzati programmi per operatori e sul management del paziente fumatore per medici e infermieri, realizzati al Policlinico Umberto I di Roma. Il prossimo evento formativo punta ai farmacisti. Sono in corso accordi con l'Ordine dei Farmacisti di Roma il cui presidente, Giacomo Leopardi, ed il vicepresidente Claudio Passalacqua hanno gia' assunto una posizione chiara ed una disponibilita' a collaborare con Legatumori e Sitab nella realizzazione di progetti formativi indirizzati ai farmacisti.


12. L'Irlanda rivede i suoi Pub

di EMANUELA LA NOCE

Irlanda, paese dei pub per eccellenza. Dal 1° Gennaio 2004 sarà proibito fumare nei posti di lavoro, pub inclusi. Undici mesi per prepararsi a questo forte cambiamento culturale. Il ministro della sanità irlandese Martin ci prova. Contro di lui sono già insorti i produttori di birra e i gestori dei pub, questi ultimi affermando che è sufficiente una buona ventilazione. Ma Martin ha sondato l'opinione pubblica, riscontrando che il 70 % non si accontenta di aree "no-smoking", ma vuole il divieto assoluto. Oltre al divieto totale, Martin ha innalzato l'età minima per l'acquisto delle sigarette da 16 a 18 anni, ed ha vietato qualsiasi forma di pubblicità e sponsorizzazione, in perfetta linea con le nuove direttive europee (www.gea2000.org/documenti/pdf/EU_racc.pdf - per la versione *.zip: www.gea2000.org/documenti). Il sindacato dei lavoratori dei pub ha supportato il bando, per tutelare i lavoratori dei pub dal fumo passivo. Si calcola che ogni anno 150 dipendenti muoiano prematuramente a causa del fumo passivo. Anche i barman si sono espressi in modo positivo, accordandosi per il divieto totale, poichè la gente va nei pub per incontrarsi, fare due chiacchiere e socializzare, e per questo non serve una sigaretta.


13. Altri su Altria

Philip Morris ha formalmente cambiato il nome in Altria Group Inc. L’annuncio era stato già ampiamente anticipato nel Novembre 2001. Secondo gli amministratori della multinazionale americana il cambio è inteso a prospettare la differenziazione di alcuni settori di attività, in particolare quello dell’alimentazione (PM, oggi Altria, detiene la maggioranza delle azioni di Kraft Foods North America e di SABMiller, azienda di produzione di birre.

Questa decisione in realtà è stata considerata da molti osservatori come un tentativo di cancellare almeno nominalmente i legami con la produzione di tabacco che comunque costituisce la maggior parte dei profitti per il gruppo.

Il principale business di Altria, la produzione di tabacco, non cambierà né il nome né il marchio.

Da: Los Angeles Times del 28 gennaio 2003.

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PM tenta di mascherare la sua vera identita'.
"Quando ho sentito che la Philip Morris aveva mutato il nome in ALTRIA ho pensato che fosse una parola priva di significato e difficile da ricordare. Poi ho osservato il logo che l'accompagnava. Penso che voglia rappresentare tutte le marche di prodotti che vende. Ma guardando bene mi ha fatto venire in mente quelle immagini quadrettate, digitalizzate, che mettono in TV quando si vuole coprire il volto di qualcuno e la sua vera identita'. E' stato come capire un trucco. Adesso, quando osservo il marchio Altria e il suo logo, quello che mi viene in mente e' che la Philip Morris stia tentando di nascondere la sua vera identita' al grande pubblico".

Beverly Adler / Newbury Park. Los Angeles Times, 2 febbraio 2003.

www.latimes.com/business/la-fi-letters2.1feb02,0,7641188.story?coll=la%2Dheadlines%2Dbusiness

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PM ha comunicato che i suoi dipendenti che lavoravano in altri settori e non nel campo del tabacco, come ad esempio quelli della Kraft, si vergognavano (sic!) di dire che lavoravano per PM. Così nel cambiare nome si sarebbe sminuito il peso del tabacco e dato quindi una copertura ai suoi dipendenti. Nonostante questo motivo addotto, un gruppo di ragazzi militanti di "Revolution", una organizzazione dedicata alla lotta al tabacco, ha creato uno spot sul cambiamento del nome della PM, che fa vedere due mucchi di letame. Un mucchio si chiama Philip Morris e l'altro si chiama Altria. Lo slogan recita: "same sh**t, different pile" (mucchi diversi, stessa merda)

Joseph W. Cherner, President Smoke – free educational service. NY, 2 febbraio 2003.

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Philip Morris è il primo produttore di sigarette del mondo (fonte: "Guida al consumo critico", Editrice Missionaria Italiana, 1998). L'interesse principale di PM è il commercio di tabacco. La stessa fonte indica che il 72% dei suoi profitti proviene dalle sigarette, ma il 56% delle sue entrate complessive proviene da prodotti alimentari e ciò la rende un facile bersaglio per i consumatori. In Italia opera nel settore alimentare attraverso varie divisioni e società fra cui: Fattoria Osella Spa, Fini Telesforo, Invernizzi Spa, Jacobs caffè srl, Kraft, Jacobs, Suchard Italia Spa, Simmenthal. Nella guida è presente con i marchi: Baika, Bittra, Suchard, Caramba, Cote d'Or, Dover, Faemino, Fini, Gim, Hag, Invernizzi, Invernizzina, Jocca, Legeresse, Lila Pause, Maman Louise, Mato Mato, Mayonnaise, Milione, Milka, Milka Slurp, Milka Tender, Mozary, Negroni, Osella, Philadelphia, Primolo, Simmenthal, Sottilette Kraft, Splendid, Spuntì, Terry's, Toblerone, Vallé, Yoplait. Lamentarsi è facile. Ma vediamo che anche AGIRE non è poi molto difficile, basta scegliere.

Massimo D'Angeli - Aria Pulita - Associazione Nonfumatori.


14. Privatizzazione dell'ETI

Entra nel vivo la privatizzazione dell'ETI, Ente Tabacchi Italiani. Il 3 febbraio scorso il comitato per le privatizzazioni del Tesoro darà il via alle procedure. Al nastro di partenza 5 cordate. La multinazionale BAT (British American Tobacco) candidata all'acquisto, ha ridotto il prezzo delle Pall Mall di 40 centesimi. L'obiettivo è quello di fare abbassare i prezzi dell'ETI. Il Tesoro infatti, che in un primo momento aveva ipotizzato di incassare dalla vendita 1,4 miliardi di euro, ha ridotto già l'introito a 1,2 miliardi.


I numeri precedenti di Gea-News sono qui:

www.tabaccologia.org/news.html


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