Tabagismo & pfc

Anno V - n°45 - Maggio 2003


DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: I.Taroni, 
S.Nicoletti, E.Passanante, C.Vatteroni

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
gea@teklab.it

Collaborazione: LegaTumori - Globalink Italia

Distribuzione: 3.986 copie


 

1

-  EDITORIALE: Sussurri e Grida - di G.Mangiaracina

 

 

2

-  Aspettando il 31 - di S.Nicoletti

 

 

3

-  Scandaloso marketing - di V.Zaga'

 

 

4

-  Asfissiati Rai si ribellano - di E.Scalise

 

 

5

-  Rimini Rimini

 

 

6

-  La morte puo' attendere

 

 

7

-  Fiera del libro, colori della vita - di E.Passanante

 

 

8

-  Bugie in etichetta

 

 

9

OMS: aiutiamo i coltivatori - ADNKronos

 

 

10

-  Conoscenze osmotiche - di C.Chiamulera

 

 

11

-  22 litri a testa. E i NAS controllano -  di I.Taroni

 

12

-  Sponsor nosmoke in Formula Uno - Italia Oggi

 

 

13

-  Una vita in fumo - di Ezechiele2002

 

 

14

-  Sorprese in rete

 


1. EDITORIALE: Sussurri e Grida
di GIACOMO MANGIARACINA

Ernesto vorrebbe gridare ora, ma non ce la fa. Un'altra vittima del tabacco sta lottando in silenzio, pure contro il se' tollerante di un problema negato troppo a lungo. Al San Filippo Neri di Roma gli hanno detto senza possiblita' di equivoci che la macchia al polmone e' per le sigarette. Venti, trenta al giorno fanno 30.000 carcinomi bronchiali ogni anno in Italia. In 30 anni... Perche' SI, occorre guardarsi indietro e fare la somma per capire quanto sia impressionante questo massacro. Si devono moltiplicare le 90.000 famiglie italiane che annualmente subiscono perdite e danni a causa del Fumo, per tutti questi anni che sono trascorsi per sentire col cuore e con la mente la magnitudo di questo disastro. Ma anche l'altro problema "negato", quello di un mondo, di governi e della scienza che assitono quasi inermi all'ecatombe. Qualcuno oggi grida, ma le grida appaiono flebili lamenti davanti all'incedere nesorabile dei colossi del tabacco. Cinema, moda, cultura, arte, hanno colonizzato tutto perche' la gente fumi. Una immensa moltitudine, costretta da inafferrabili poteri, piu' occulti che palesi,  DEVE fumare, obbligata a succhiare fumo da un cartoccio di foglie secche per cacciarselo nei polmoni col sorriso sulle labbra. Ancora e poi ancora, niente affatto appagati. Si salva chi ha il coraggio di dire no o anche solamente "ci voglio provare", chi ha il coraggio di comporre un numero e chiamarci (www.tabaccologia.org/centri.html). Piu' di 100.000 fumatori in Italia hanno chiesto aiuto. Eppure ancora quest'anno il tabacco ne ha ucciso 4 milioni. Nel 2020, le stime dell'OMS indicano 10 milioni. C'e' da deprimersi. Esattamente un anno fa, proprio in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, nel presentare la mia relazione all'Istituto Superiore di Sanita', conclusi in modo inconsueto e paradossale piu' o meno con queste parole: "Il rischio di questi incontri, che hanno come scopo principale quello di aggiornare gli italiani  sulla problematica tabagica da una cattedra di alte competenze, e' quello di ritrovarci tra qualche anno a ripetere l'enunciazione grottesca delle stesse identiche cifre. Per non ritrovarmi in questa condizione, mi sono dato una scadenza. Se entro la fine di questo anno non succedera' qualcosa di nuovo in Italia, l'anno prossimo non saro' qui tra voi.". Eravamo a Maggio. A settembre e' partita la prima campagna antifumo della Commissione Europea (www.feel-free.info) per la quale ho ricevuto una richiesta di collaborazione; con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e' iniziato un rapporto collaborativo per il coordinamento dell'Area Tabagismo; a Febbraio 2003 ha preso il via la prima campagna antifumo del ministero della salute; e proprio in questi giorni si ha il battesimo della rivista scientifica ed organo della SITAB, "Tabaccologia" (http://gea2000.org/documenti/zip/tab_01.zip), dopo una lunga incubazione forzata per mancanza di fondi. Qualcosa si muove, percio' io non mi muovo. Rimango fermo al mio dovere di uomo di scienza, di operatore della salute pubblica e di cittadino impegnato, con una visione e una mission, ma pure con la gran voglia di gridare. L'urlo della manchette pubblicitaria della Lucky Strike, qui accanto, con un medico sorridente che la propone come "meno irritante" non ha avuto rivali negli anni 40. Per rimuovere il danno che ha fatto, stiamo lavorando e sudando da anni. La voce di questa News raggiunge a malapena i 4.000 fedelissimi, regolarmente autorizzati a farne copie e divulgarle, ma negli ultimi mesi la nostra voce ha circolato sui grandi Media. Dozzine di interviste radiotelevisive ed una diretta di due ore su Raitre con Toni Garrani (Cominciamo Bene). Abbiamo comunicato verita' incontestabili, per buona parte non note, con tutta la forza e la convinzione di cui siamo capaci.
 


2. Aspettando il 31
di SIMONA NICOLETTI
Qualcuno si muove sul fronte della ricerca, e se si tratta della Fondazione Pfizer si capisce che sotto c'e' qualcosa di importante. La Fondazione del colosso farmaceutico mondiale ha organizzato una conferenza stampa giovedi' 8 maggio, presso il Grand Hotel di Roma, sul tema: I giovani e le dipendenze: “Dipendi da te!”. Una ricerca su oltre 13.000 ragazzi tra i 13 e 18 anni svela l’atteggiamento dei giovani  verso le nuove forme di  dipendenza, dalla tecnologia al doping. Le dipendenze, con unaparticolare attenzione al consumo di tabacco, sono state il tema dell’indagine condotta da Demoskopea nell’ambito della quarta edizione della campagna di educazione alla salute “Alla Scoperta del Corpo Umano”, iniziativa promossa annualmente da autorevoli società medico-scientifiche con il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione, il contributo di Fondazione Pfizer e, quest’anno, anche la partecipazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio. I dati della ricerca sono stati presentati da Fausta Faini, vicedirettore di Demoskopea. Manuela Lucchini, giornalista del TG1-Rai, ha moderato gli interventi successivi dei rappresentanti delle varie societa' scientifiche che hanno contribuito a promuovere la manifestazione e che hanno commentato vari aspetti del problema.

Il P-Point dell'indagine Demoskopea e' scaricabile alla pagina:

www.gea2000 .org/documenti/zip/dipendidate.zip

 

3. Scandaloso marketing
di VINCENZO ZAGA'

Tema spinoso e importante quello dell'OMS per il 31 maggio. Si deve riflettere su come e quanto il cinema e la moda abbiano incoraggiato e diffuso il consumo di tabacco, con l’aggravante dello scandalo di una operazione di marketing orientato sui giovanissimi da parte dei big del tabacco. Dai fumetti ai Gran Premi, la promozione del tabacco è indirizzata ai nostri ragazzi. La spiegazione c’è. Ogni anno questo pianeta conta i morti da Fumo. Su www.nonfumatori.it e' ancora installato e funzionante il contatore delle vittime del tabacco, messo a apunto dall'Unione Internazionale contro il Cancro con un algoritmo scientificamente calcolato. L'ecatombe silenziosa spinge l’industria del tabacco ad assicurarsi almeno 4 milioni di nuovi clienti ogni anno, se vuole sopravvivere. La promozione del marchio ha trovato i suoi testimonial. Il Winston-Man, il Marlboro-Man ed l'uomo del Camel Trophy. I primi due testimonial, ironia della sorte, hanno contratto un tumore al polmone. Il Marlboro-Man muore, il Winston-Man sopravvive, si chiama Alan Landers, tutt’ora vivo e vegeto, con una mission speciale, quella di dedicare la vita a testimoniare ai giovani la follia del Tabacco (www.winstonman.com). Naturalmente la censura non è la risposta, né il mondo del cinema e della moda possono essere accusati apertamente di causare il cancro. Ma non devono promuovere un prodotto che senza alcun dubbio il cancro lo induce. L’OMS rivolge dunque un accorato appello all’industria del Cinema e della Moda. Che cessino di pubblicizzare il Tabacco. Nel novembre del 2002 l’OMS è stata affiancata da varie associazioni mediche nel promuovere il progetto “Smoke Free Movies” (www.smokefreemovies.ucsf.edu) presso l’università della California a San Francisco. Le industrie del cinema e della moda in questo modo verranno sensibilizzate verso il loro ruolo sociale, che è commensurato alla loro influenza globale. In particolare Hollywood e Bollywood (la grande industria indiana del cinema che si trova a Mumbai) sono state invitate a sbarazzarsi del loro ruolo di promozione del tabacco. Per cominciare, come affermato in un documento comune, l’OMS, l’associazione dei medici americani ed il dipartimento di salute pubblica di Los Angeles, le industrie del Cinema dovrebbero certificare, tra i crediti finali del film, che la produzione non è stata finanziata dalle industrie del Tabacco per aver mostrato prodotti del tabacco stesso. I cinema e i video dovrebbero inoltre mandare in onda con regolarità delle “comunicazioni sociali” anti-tabacco, e dovrebbero essere completamente eliminate le marche delle industrie del tabacco presenti sia nelle scene che nello sfondo. Il rating board dovrebbe infine identificare con una “R” i nuovi film che mostrano il fumo o utilizzano pubblicità dei prodotti del tabacco o ancora mettono in mostra le marche. Il rating sarà meno severo allorché il film mostra inequivocabilmente i pericoli e gli effetti negativi.

 


4. Asfissiati Rai si ribellano. Interviene AP
di EMILIO SCALISE
Alla RAI hanno chiesto ai dipendenti di limitare la presenza degli atti-fumo all'interno delle produzioni e nelle fiction. Un invito che fa propri i contenuti della campagna ministeriale. L'invito e' stato accompagnato da due allegati, i risultati di uno studio pubblicato sull'autorevole British Medical Journal, che evidenzia lo stretto legame fra atti-fumo televisivi e l'inizio della pratica del fumo tra adolescenti, ed una ricerca dell'OSSFAD (www.ossfad.iss.it/publ/ppdf/0005.pdf). In questo studio e' stato valutato il numero degli atti-fumo televisivi dal 1 maggio 2000 al 30 aprile 2001, per campionamento settimanale, sulla programmazione delle sette reti con maggiore visibilità di quel periodo, e su tutto il territorio nazionale: 3 reti Rai, 3 reti Mediaset e Telemontecarlo. Su un totale di 965 ore di valutazione sono stati registrati 2.202 atti-fumo, 1 ogni 26 minuti. Telefilm come Derrick, 1 ogni 12 minuti, con 11 sequenze di ragazzi dai 12 ai 17 anni nell’atto di fumare. La serie di Kojak si attestava su 1 ogni 9 minuti, battuto solo dal Grande Fratello dove gli atti-fumo mostrati al pubblico erano di 1 ogni 7 minuti. Tenendo conto della media di ascolto di 6.000.000 di spettatori ogni sera, l’impatto promozionale è impressionante. Da tempo la nostra redazione riceve appelli e richieste di intervento specialmente nell'ambito dei servizi giornalistici della RAI, dove i fumatori sono tra i piu' accaniti e incuranti delle norme e del rispetto di chi non fuma. Sull'onda della sensibilizzazione della campagna ministeriale la direzione dei sistemi di sicurezza RAI si e' messa in contatto con la sede romana della SITAB chiedendo un progetto di no-smoking policy. Nel frattempo e' scattata una denuncia di AP (Aria Pulita), l'associazione di non fumatori i cui membri si sono assunti il ruolo di vigilantes per il rispetto delle norme antifumo. Questo il loro comunicato inviato per conoscenza ai NAS, alla SITAB e alla Lega Tumori:
"Alcuni soci della nostra Associazione ci hanno più volte segnalato che il divieto di fumo secondo la legge n. 584/75 e l'interpretazione della circolare del Ministero della sanità n. 4 del 28/03/2001 non viene rispettato. Il personale lavora in ambienti trasformati in camere a gas, i cartelli sono pochi e comunque ignorati, i responsabili non svolgono  alcun controllo e tanto meno di sanzione nei confronti di chi quotidianamente viola la legge, mettendo seriamente a repentaglio la salute di coloro che non fumano. Tale violazione appare tanto più grave e contraddittoria in un momento in cui la RAI si sta impegnando con il Ministero della Salute nella campagna antifumo come testimoniano le tante trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate al problema. Si sottolinea che i dirigenti ed i controllori hanno il dovere di far rispettare le leggi e di comminare le multe, mentre l'invito a spegnere le sigarette non è sufficiente e non è nemmeno contemplato dalla leggi vigenti".
 

5. Rimini Rimini
Giovedi' 17 aprile, presso il locale "The Barge", al lungomare Tintori di Rimini, si e' tenuta la conferenza stampa per la presentazione della campagna antifumo della Commissione europea "Feel-Free to Say No" orientata sugli adolescenti. La conferenza stampa si e' avuta in concomitanza con il torneo internazionale di Frisbee "Paganello", con l'impressionante partecipazione di 1.200 atleti. Un evento nell'evento quello della presentazione ufficiale della campagna in Italia, che ha esordito con un "Truck Tour", un gigantesco caravan che, dopo avere effettuato la prima performance in Grecia, ha stazionato due giorni nel centro di Rimini, con gruppi musicali che si sono avvicendati senza sosta. Una musica giovane all'insegna della liberta' da qualsiasi dipendenza. Nel sito www.gea2000.org tutte le informazioni al riguardo.
 

6. La morte puo' attendere

di CRISTINA VATTERONI
Nell'ultimo film di 007 "La morte puo' attendere”, Bond  fuma sigari Havana e ne discute la qualità con un gangster cubano. Ian Fleming morì per problemi cardiaci legati al fumo a 56 anni e il suo 007 è  un fumatore, ma dopo una storia giudiziaria costata 200.000 dollari per la pubblicita' delle sigarette Lark in “Licenza di uccidere” del 1989, l'industria dello 007 è diventata molto attenta alla questione. Secondo il produttore del nuovo film,  Michael Wilson, l’attore Pierce Brosnan aveva assunto una posizione decisa, e Bond non aveva più acceso sigarette nei film degli ultimi 13 anni. Ma ora avrebbe lui stesso suggerito il sigaro a causa dell’ambientazione cubana della storia. La cosa ha prodotto la reazione della Fondazione Britannica contro il Cancro, promotrice del film nell'ambito di una raccolta fondi, ma anche per una intervista pro-tabacco alla rivista americana “Cigar Aficionado”. La presenza del tabacco nella cinematografia è aumentata negli ultimi anni, come compensazione ai divieti di pubblicità, ma in Inghilterra, dal prossimo anno una legge vieterà ogni forma di propanganda, anche da film e tv,  e si stima che salverà 3.000 vite e milioni di sterline. In un film su quattro nell'ultimo anno si e' avuta la promozione di una qualche marca di sigarette. In genere i protagonisti maschili fumano sempre (v. Independence Day, Pulp Fiction, Die Hard, The Perfect Storm,...). In “007 - La morte puo' attendere” i ricavi da pubblicità ammontano a 70 milioni di sterline.
Link: http://smokefreemovies.ucsf.edu/
Bond che fuma: http://www.ash.org.uk/html/advspo/pdfs/bond.pdf
 

7. Fiera del libro, colori della Vita

di EMANUELE PASSANANTE

Tutto è pronto per il 16 maggio. L'invito e' per tutti. Venerdì alle 10, nello stand della provincia di Torino, padiglione 5 del Lingotto, in sintonia con il tema conduttore della Fiera Internazionale del Libro 2003:  "Il grigio e il nero del fumo contro i colori della vita: giovani, promozione salute e autonomia". La SITAB Piemonte e "psicologiasalute.it" presentano un progetto realizzato nella scuola media Leon Battista Alberti e nel Liceo D'Azeglio, col contributo della Fondazione CRT, Cassa di Risparmio di Torino. Intervengono Maria Pia Brunato, assessore alla solidarietà sociale, politiche giovanili, sanità e pari opportunità; il preside Franco Massaia, il preside Francesco Miroddi, il gruppo di lavoro, coordinato dal sottoscritto, responsabile della SITAB-Piemonte. Il comunicato stampa si trova all'indirizzo www.psicologiasalute.ithtml ieralibro.html. Alla Fiera sara' presentata la neonata rivista "Tabaccologia" ed una sintesi delle attività e delle iniziative SITAB.

 

8. Bugie in etichetta
L'industria del tabacco nuoce gravemente alla verita'. Nulla di nuovo. Ma grazie ai processi vinti dalle vittime negli USA, le multinazionali del Fumo sono state obbligate ad aprire i loro archivi (http://tobaccodocuments.org, www.pmdocs.com) e a rendere pubblico ogni documento, anche il piu' riservato. E' stato proprio spulciando fra migliaia di documenti  che si comincia a capire com'e' stata costruita la cultura lucrativa della menzogna. Effettuando i test che i fabbricanti si rifiutano di fare, ABE ha verificato che le indicazioni che figurano sui pacchetti su catrame e nicotina danno valori inferiori del reale e che le sigarette "leggere" non sono meno cìnocive di quelle "forti". Tutti i parametri valutati dalla macchina fumatrice sono fissati da un regolamento internazionale, la norma ISO 3308. Questo significa che ovunque nel mondo questa macchina "fuma" e "aspira" alla stessa maniera. Tuttavia e' necessario moltiplicare i valori ottenuti per 2 o addirittura per 7 per ottenere i valori effettivamente inalati dai fumatori. Un articolo svizzero (in francese) ne spiega il motivo: www.tsr.ch/emission/abe/archive/99/991026.html .
 

9. OMS: aiutiamo i coltivatori

E' sbagliato pensare che le campagne antitabacco danneggeranno i contadini. Le dichiarazioni sul fatto che le campagne di prevenzione saranno causa di grande disoccupazione provengono da studi sponsorizzati dall'industria del tabacco. Una riduzione di consumo del tabacco non provocherebbe necessariamente una riduizione dei posti di lavoro. La produzione di tabacco è solo una piccola parte di economia dei paesi. Anzi, ci sarebbero più guadagni netti, perchè il denaro speso sarebbe utilizzato per altri beni e servizi. Anche per i paesi più pesantemente dipendenti come il Malawi e lo Zimbabwe, la domanda globale non  scenderebbe così tanto da essere penalizzati. Un eventuale rallentamento della domanda avverebbe così gradualmente da permettere un pari lento aggiustamento per chi ne è colpito direttamente. L'OMS riconosce in ogni caso la necessita' di venire incontro ai contadini più poveri e le agenzie internazionali hanno già iniziato a indagare su come aiutare questi lavoratori. Il vero problema del tabacco risiede nelle vittime che provoca. E mentre sempre più i ricchi smettono di fumare, i fumatori crescono tra i poveri. Per la salute e non per ragioni economiche bisogna fare qualcosa. La questione economica viene sollevata dall'industria del tabacco unicamente per ostacolarne il controllo.
 

10. Conoscenze osmotiche
di CHRISTIAN CHIAMULERA
All’interno del corso di Psicologia Biologica, recentemente attivato presso il Corso di Laurea di Scienza della Formazione dell’Universita’ di Verona, e’ iniziato il corso monografico sulle tossicodipendenze con focus sul Tabagismo. Lezioni ed esercitazioni sono dedicate agli studenti dei corsi di laurea per formatore ed educatore. Interessante sapere che alcuni di loro seguono un indirizzo igienico-sanitario, altri - studenti-lavoratori - sono gia’ al lavoro come operatori sanitari. Come immaginabile, questa e’ un'ottima occasione per sperimentare quanto sia possible tradurre e comunicare conoscenze, ottenute dalle nostre sperimentazioni di ricercatori, ai non addetti ai lavori. Tuttavia, definire gli studenti ‘non addetti ai lavori’, ci rendiamo conto non sara’ sempre corretto. Certamente alcuni di loro, spero molti, useranno queste conoscenze nella loro futura pratica professionale, diventando a loro volta dei soggetti, per usare una terminologia cibernetica, traslatori ed amplificatori della conoscenza scientifica sulle problematiche legate alle tossicodipendenze ed al tabagismo. Quindi, quale migliore dissemination se non quella di un esperto di formazione?
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Il prof. Christian Chiamulera e' docente di Psicobiologia all'universita' di Verona e consigliere nazionale del direttivo SITAB. Ricercatore indipendente (chchiamulera@genie.it).
 

11. 22 litri a testa. E i NAS controllano
di IRENE TARONI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Sirchia, ha approvato lo schema di regolamento applicativo dell'articolo 51, comma 2, della Legge 3/2003 in materia di tutela della salute dei non fumatori. Non si potra' fumare nei ristoranti dove non vi e' possibilita' di dividere il locale in due spazi separati. Chi ha un locale con un'ampia metratura disponibile, dovrà comunque riservare ai non fumatori un'area più grande, mentre nella zona a disposizione di chi vuol fumare a tutti i costi le regole saranno dure. Il gestore del locale dovra' per prima cosa garantire un minimo di 22 litri di aria pulita al secondo per ogni persona, e l'indice di affollamento non potrà superare il tetto di 0,7 persone per metro quadro. Circa le caratteristiche tecniche, il regolamento dispone di conservare i locali per fumatori in depressione non inferiore a 5 Pa (Pascal) rispetto alle zone circostanti e l'aria proveniente dai locali riservati ai fumatori non potrà essere riciclata, ma andrà espulsa all'esterno attraverso idonee e funzionali aperture. Progettazione, installazione, manutenzione e collaudo degli impianti di ventilazione dovranno conformarsi alle leggi vigenti in materia di sicurezza e di risparmio energetico e alle norme tecniche UNI (Ente italiano di unificazione) e CEI (Comitato elettrotecnico italiano). La dichiarazione di messa in opera "ad arte" degli impianti tocca ai tecnici abilitati. Certificati di installazione e certificati annuali di verifica dovranno essere sempre disponibili per i controlli. Appositi cartelli luminosi dovranno indicare gli spazi per i fumatori, con la scritta "Area per fumatori". Un cartello luminoso dovrà accendersi automaticamente indicando l'eventuale divieto di fumo in caso di guasto all'impianto di ventilazione. Nei locali per non fumatori, basterà il cartello "Vietato fumare", con il riepilogo delle sanzioni per i trasgressori. A partire dal 18 Aprile 2003, i gestori dei locali hanno un anno di tempo per adeguarsi. La legge si applica in tutti gli esercizi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro. Il ministro Sirchia ha raggiunto gli obbiettivi di garanzia e tutela della salute pubblica. I divieti antifumo stanno producendo i primi successi, grazie anche ai controlli capillari compiuti dai NAS. Nei luoghi pubblici i fumatori stanno adeguandosi, anche per evitare multe salate. Anche bar, ristoranti, uffici postali si stanno adeguando e sono davvero sporadiche le infrazioni che si commettono. La legge è chiara, ed i controlli saranno intensificati soprattutto in ospedali, scuole, aeroporti e in locali pubblici.
(www.lasicilia.it/giornale/2203/palermo/pa02/a02.htm).
 

12. Sponsor nosmoke in Formula Uno

NITQUIN, marchio del gruppo GlaxoSmithKline, è il nuovo sponsor della scuderia Williams-Bmw. E' la prima sponsorizzazione di un prodotto anti-tabacco a favore di un team di F1. Il logo e la scritta del nuovo brand sponsor sono apparsi sulle vetture di Pablo Montoya e Ralf Shumacher, durante il gp di San Marino 2003 (svoltosi ad Imola domenica scorsa). L'obiettivo di GlaxoSmithKline è promuovere Niquitin in un contesto tradizionalmente legato a messaggi in favore del Fumo.
Fonte: Italia Oggi - martedi 22 Aprile 2003
 

13. Una vita in fumo
@ E' un blog che nasce dal dolore ma che sembra guardare lontano, alimentato dalla consapevolezza e dalla speranza di potersi rendere utile a tutti coloro che vogliono, fortissimamente vogliono, liberarsi dalla schiavitù mortale del fumo. (Marco Traferri)
@ Segnalo a tutti un nuvo blog d'informazione sociale e medica: "Una vita in fumo", che redarguisce sui rischi da fumo e su tutto ciò che bisognerebbe sapere ma che nessuno ci ha mai raccontato. Per fumatori e non. (Ocurrencia)
@ Sono (purtroppo) un fumatore passivo; a tutti i fumatori attivi segnalo un blog e mi permetto di dare un consiglio: non gettate in fumo la vostra vita! (La sensa)
@ Un Blog che mi è stato segnalato, e che ho visitato. Nato da una dolorosa esperienza personale, vuole puntare l'attenzione sul fumo. A casa mia nessuno di noi fuma, nemmeno i figli. Mio suocero è morto per un cancro ai polmoni: era un fumatore incallito. (Alchimie)
@ "Tanto prima o poi dobbiamo morire tutti". La mia professoressa d'arte del liceo era un po' pazza, ma l'unica cosa sensata che abbia mai detto è stata: "il fumo è un cancro pagato". (Billiejoe)
Visitatelo anche voi: http://unavitainfumo.splinder.it (Ezechiele2002)
 

14. Sorprese in rete
@ La Campagna Antifumo del ministero della salute approda anche sul web, con possibilita' di dialogare direttamente con gli esperti. Ecco il Forum RaiNet:
 
@ Il volto bello e piacevole della Prevenzione potrebbe essere definita l'intervista a Mangiaracina nelle News di Libero: http://news2000.libero.it/primopiano/pp1626.html.
Era stato pubblicato anche questo: http://news2000.libero.it/webmagazine/wmc21.html
 
@ Un sito campionissimo dell'ironia piu' noir, "Licensed to Kill" (www.licensedtokill.biz). Dalla home page: "Licensed to Kill, Inc. e' il nostro marchio, e produciamo tabacco. Consapevolmente uccidiamo persone per profitto e ne siamo orgogliosi. Nella nostra azienda abbiamo un obiettivo esplicito. Non siamo come gli altri che cercano di nascondere la verita'  sui loro affari.E' fin troppo evidente che trattare sigarette equivale a trattare morte. In un paese che permette alle imprese di essere create non tenendo conto dei loro obiettivi, le organizzazioni possono uccidere per guadagnare. La dipendenza alle sigarette può essere letale, ma ricavare profitti dalle strage è perfettamente legale. Alla nostra azienda non interessano i danni che il fumo delle nostre sigarette puo' causare; il nostro scopo è e sarà sempre quello di ricavarne un ottimo profitto. Del resto, se non le vendessimo noi, lo farebbe qualcun altro. E se abbiamo il diritto di farlo, approfittiamo di questo beneficio offertoci dallo stato". Licensed to Kill, Inc. ringrazia il Commonwealth della Virginia per avere concesso il diritto a diffondere la morte nel mondo intero.
 

I numeri precedenti di Gea-News sono qui:
www.tabaccologia.org/news.html

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