Tabagismo & pfc 
Anno V - n° 51
- 12-2003
DIRETTORE Giacomo
Mangiaracina
COMITATO DI
REDAZIONE C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, G.De Negri M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino,
V.Zaga'.
COLLABORANO
A QUESTA EDIZIONE: M.D'Auria, M.Ramadori, C.Marini,
A.E.Forteschi, R.Giordano,
S.la Gala, E.Carata,
C.Loperfido, V.Paganelli. |
Collaborazione:
LegaTumori - Globalink
Italia
Ufficio Stampa:
Giovanni De
Negri
Distribuzione:
3.618
copie |
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1 |
- Castelli
di rabbia - di G.Mangiaracina |
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2 |
- Aria di
"campagna" |
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3 |
- Appuntamenti
- di R.Giordano e A.Forteschi |
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4 |
- Manuale
di Sopravvivenza - di M.Ramadori |
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5 |
- Campagne
fallite? - di C.Marini |
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6 |
- Prevenzione: la
grande sfida - di M.D'Auria |
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7 |
- Commissione Tabagismo
LILT |
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8 |
- Bimbi
fumanti - di S.La Gala |
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9 |
- Forum
RAI: dialogo con l'esperto |
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10 |
-
Spagna: cover illegali - di
V.Paganelli |
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11 |
- Scienziato
venduto - di D.Fontana |
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12 |
- Storia
infame di un cammello - di
A.E.Forteschi |
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13 |
- Formare
operatori penitenziari - di M.Pia Tozzi |
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14 |
- "Io
no"...e invece Si - di
C.Loperfido |
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1.
EDITORIALE: Castelli di
rabbia
di GIACOMO MANGIARACINA
L'hanno chiamato "Warfare State"
(Praxis, n° 32, maggio-giugno 2003) questo modus di uccidere e morire
facile, in assonanza con un "Walfare State" che rappresenta invece il volto
buono di un mondo spietato. Una "R" tramutata in "L" fa cambiare lo
scenario mondiale. Rabbia, tanta rabbia, odio puro, che aiuta a
colpire nemici designati, a costo della propria vita. Rabbia alimentata,
coltivata, tramandata, insegnata. Rabbia vera, i cui effetti si vedono, che
atterrisce per la ferocia delle conseguenze, che trae vantaggio dalle
ingiustizie reali o presunte, dalla confusione, dalla commistione del sacro col
profano. Rabbia di destra e di sinistra, opulenta e affamata, religiosa e laica,
confusa. Tra le certezze assolute, dove un tempo c'era Dio, ora c'e' un nemico
da abbattere. Sembra un assioma inattacabile che chi ha un nemico, avrebbe una
ragione in piu' per vivere. La filmografia d'autore lo ha illustrato.
Stanley Kubrick lo ha immortalato negli allenamenti dei marines
in "Full Metal Jacket", e Quentin Tarantino ce lo ha
ricordato nel suo recente "Kill Bill", che promette
un seguito. Agghiacciante o educativo? Certo e' che il suo "volume 1" non ha la
pretesa di essere ricordato come un manuale di alta pedagogia, pero'
qualcosa forse la insegnano queste opere in materia di emozioni umane. Degli
anni Trenta e Quaranta ci sono rimasti gli stereotipi dei tedeschi nazisti che
urlano parole dure anche per dirsi buonanotte. Ora, dopo la violenza
di certi cartoon giapponesi somministrata ai giovanissimi, sono
arrivati i personaggi in carne e ossa, che all'urlo uniscono le espressioni del
volto ed un tono di voce che definire minaccioso e' una delicatezza, che
educano a coltivare la rabbia piu' profonda, con sapienza e persino con
saggezza, dietro il velo della bellezza angelica. La rabbia non piu' celata, la
rabbia palese. Aggiungerci la nostra, la mia, sembra come partecipare con le
proprie tessere al colossale puzzle dell'autoannientamento della specie
umana. Non voglio aggiungerne altre, per carita'. Preferisco affrettarmi a
cercare e trovare barlumi di speranza. Dopotutto il nostro lavoro e' un lavoro
per la Vita. Il nemico c'e', ma non ci interessa abbatterlo perche' tanto
sarebbe una guerra persa. Siamo professionisti e persone animate dal buon senso
e dalla positiva disponiblita' verso chi ci sta intorno, tanto piu' se chiede un
aiuto. Siamo persone attive, laboriose, che studiano e si aggiornano, che forse
hanno imparato ad esercitare la pìetas, quell'attegiamento compassionevole che
si insegnava negli hospitales dell'Alto Medioevo, che poi erano i
conventi. Con questo animo, e con la gioia dei risultati del nostro
incessante lavoro, vogliamo traghettare nel nuovo anno. Per noi, il 2004,
sara' intenso e produttivo.
2. Aria
di "campagna"
La prima campagna Tabagismo del Ministero della Salute
italiano, tra esitazioni e qualche incertezza, prosegue. Un primo
report positivo si e' avuto proprio alla Conferenza Europea su Prevenzione,
Tabacco e Comunicazione che si e' avuta a Roma dal 13 al 15 novembre e che ha
rappresentato un evento di proporzioni straordinarie. Il dott. Alfredo D'Ari,
del ministero della Salute, che si sta occupando specificamente e operativamente
della campagna, ha presentato alcuni risultati dovuti ad una prima rilevazione:
sembra che il 6 % dei fumatori abbia smesso di fumare.
Rapportao sulla popolazione generale il risultato e' enorme. Quanto durino
queste decisioni e' da vedere, e sono in corso ulteriori verifiche e conferme.
Un fatto pero' e' certo, che le politiche di controllo del Tabacco hanno una
ragion d'essere, servono, producono risultati. Dunque giustificati anche gli
investimenti in denaro. La campagna su Alimentazione e Fumo costa allo stato
circa 10 milioni di euro. Sui cambiamenti in materia di comportamenti alimentari
sara' piu' complicato fare delle valutazioni, ma sul Fumo si puo' meglio
monitorare alcuni parametri relativi al consumo del tabacco. Certo,
per far mutare atteggiamenti a comportamenti non ci vogliono alcuni mesi, ma
molti anni. Questo lo sappiamo noi e lo sanno anche al ministero. Per questo
motivo non c'e' che una risposta: le capagne devono continuare per il bene di
tutti, anche dello Stato, che per ogni fumatore che smette, recupera un
po' dei soldi investiti.
3. Appuntamenti
di RAFFAELLA GIORDANO e ALESSANDRA E.
FORTESCHI
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10 Dicembre - Roma, ore 9–16,
“Perche' fumo?”, da status symbol a dipendenza. Professionisti a confronto
sull’identità del Tabagista. Università Cattolica, Policlinico Gemelli,
Istituti di Psichiatria e Psicologia, p/o Istituti Biologici, Largo F.Vito 1,
piano 1, stanza 315. Info:
centroantifumoisp@yahoo.it
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12-14 Dicembre - Sassari , "Formazione di
Formatori per la Disassuefazione dal Fumo", ASL n.1 SPISAL (Servizio
Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro), via Amendola 55. Info: 079 -
2062809, 2062888, fax 079 - 2062881. Referenti: Antonella Pittalis e Natalia
Spada (15 crediti ECM per medici).
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15 - 17
Dicembre - Caltanissetta, "Stili di vita
salutari: educazione,
informazione e comunicazione", in collaborazione con la Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori. Istituto
“Mottura” di Caltanissetta. Info: topilato@tiscali.it
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17 Gennaio - Velletri, Corso Operatori Tabagismo,
ASL RmH.
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24 Gennaio - Roma, Corso di Formazione "Operatori e
Conduttori nella Terapia di Gruppo del Tabagismo", Istituto per lo Studio
delle Psicoterapie, via San Martino della Battaglia 31. Referenti: Dott.ssa
Greta Cerretti -338/9240066; dott.ssa Federica Mannucci -347/1882019. Info:
iacatoie@libero.it
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25 Gennaio - Roma, Corso "Farmacisti e Tabagismo"
Policlinico Umb.I, I Clinica Chirurgica, Aula Magna. Informazioni: GEA
Progetto Salute, segreteria.
4.
Manuale di Sopravvivenza
di MARCO RAMADORI *
Da anni difendo i consumatori nelle cause
per il risarcimento dei danni causati dal fumo di sigaretta, prima causa di
morte evitabile al mondo (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Spesso il non-fumatore viene aggredito quando meno se lo aspetta. Magari dalla
“naturalezza” di chi si accende la sigaretta con un sorriso sul posto di lavoro,
nelle scuole o addirittura negli ospedali. E spesso il non-fumatore si trattiene
dal protestare, per non sembrare magari un “proibizionista”. Ma dove si puo’
fumare e dove invece e’ realmente vietato? La domanda non e’ banale, soprattutto
in questo periodo di relativa confusione, in cui e’ stata emanata una nuova
legge piu’ restrittiva contro il fumo (Legge n. 3 del 16 gennaio 2003), di cui
tanto si e’ parlato ma che ancora non e’ entrata in vigore. E
cosi’ riceviamo quotidianamente le richieste disperate di centinaia di
non-fumatori, costretti ad inalare il fumo degli altri, il cosiddetto “fumo
passivo”. Ci chiedono come possono difendersi, come possono proteggere la loro
salute dalla malattia del Fumo (il Fumo, secondo la medicina, non e’ certo un
simpatico “vizio”, ma una vera e propria malattia) che uccide ogni anno, solo in
Italia, 90.000 persone (dati del Ministero della Salute). Ma la legislazione in
materia di tabacco non e’ assolutamente semplice, neanche per un esperto di
diritto, figuriamoci per chi vuole semplicemente respirare aria pulita! Cosi’ ho
accettato con entusiasmo di scrivere questo Manuale di Sopravvivenza del
Non-fumatore, una guida immediata per dare risposte concrete a chi
vuole tutelare il proprio diritto di respirare. Ho volutamente
eliminato ogni inutile “tecnicismo giuridico”, per rendere questa guida uno
strumento di “pronto soccorso” per non-fumatori, facilmente
comprensibile da tutti: www.codacons.it/ebook/manuale_non_fumatore.htm
* Marco Ramadori è avvocato, coordinatore dell’Ufficio Legale
Nazionale del Codacons.
5. Campagne fallite?
di CINZIA MARINI
Si creato un equivoco di fondo intorno all'affermazione
del ministro Sirchia. Per meglio capire, partiamo dalla notizia comparsa da un
articolo su La Repubblica del 14 novembre scorso:
Non hanno avuto successo le campagne educative contro il fumo rivolte
ai giovani. "Purtroppo non hanno funzionato nei confronti dei giovani e
degli adolescenti". Lo ha detto il ministro della Salute, Girolamo
Sirchia, aprendo i lavori della conferenza internazionale "Tabacco,
prevenzione e comunicazione" promossa dalla Commissione Europea a
Roma. "Dobbiamo chiederci come cambiare le strategie per arrivare ai
giovani e far capire loro che inseguire cereti stereotipi e certi modelli
proposti nuoce alla loro salute". Nell'Unione europea il consumo di
tabacco provoca oltre mezzo milione di decessi l'anno, incide per circa il 90%
nella genesi dei tumori polmonari e per l'80% in quella delle pneumopatie
croniche ostruttive e per il 25% nei decessi da malattie cardiache. Il consumo
di tabacco tra i giovani (25-30%) è in leggero aumento dagli anni novanta.
(La Repubblica, 14/11/2003)
A queste dichiarazioni si e' aggiunto lo sproloquio di Vincenzo Donvito,
che su "Avvertenze On-Line" dell'ADUC, associazione consumatori,
ha attaccato gratuitamente e con una filippica qualunquista (testo
disponibile sul forum non
fumatori) le "campagne antifumo" dichiarandone l'inutilita' e concludendo
che "quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E
che poi ognuno scelga di farsi male o meno". Sulla
serenita', sulla pacatezza e
sulla efficacia auspicata delle informazioni non da'
alcuna indicazione ovviamente, perche' quello che conta e' solo sparare nel
mucchio, come sanno fare in tanti senza avere talenti. Noi invece abbiamo
preferito documentarci ed ecco la verita'. Cio' che il ministro ha detto
puo' essere inerpretato in un unico
possibile modo: si e' fatto poco e si e' fatto male. La logica
conseguenza e' stata proprio la convocazione dei 200 esperti europei allo
Sheraton di Roma, che hanno lavorato per tre giorni tirando fuori un
documento finale che diverra' la Magna Carta europea nella prevenzione
del Tabagismo tra i giovani. Adesso vivaddio si fa sul serio. Gli
errori servono a questo.
6. Prevenzione:
la grande sfida
di MARCO D'AURIA
Sono circa 200 gli esperti internazionali convenuti alla
Conferenza su Tabacco, Prevenzione e Comunicazione che si è svolto dal
13 al 15 novembre a Roma in occasione della Presidenza Italiana del Consiglio
dei Ministri Europeo. Obiettivo: fare il punto delle politiche di prevenzione e
controllo del fenomeno del Tabagismo nei giovani di tutta Europa. Il programma
della Conferenza - si legge sul sito internet del ministero della Salute - si
concentra "sull'analisi delle strategie mediatiche, già attuate o ancora in
fase sperimentale, per la promozione di stili di vita salutari nelle giovani
generazioni e in particolare nel contrastare l'iniziazione e dissuadere
dall'abitudine al fumo". Sono stati affrontati temi quali l'efficacia della
campagne per la lotta al Fumo, l'analisi e la valutazione dei metodi
comunicativi usati, il confronto delle cosiddette "best practice". Il ministro
della Salute italiano Girolamo Sirchia ha dato il via ai lavori. Gli
esperti hanno fatto un bilancio in particolare dei tre anni della
campagna di prevenzione lanciata nei Paesi dell'Unione Europea "Feel-Free to Say
No", finanziata con il 2% degli incentivi comunitari destinati ai produttori del
tabacco e che vengono trattenuti per le campagne di informazione sui danni del
Tabacco, per una cifra di sei milioni di euro. Per il dottor Giacomo
Mangiaracina, referente italiano della campagna e coordinatore dell'Area
Tabagismo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, si tratta
di una cifra irrisoria, "assolutamente insufficiente per una campagna
pervasiva a livello europeo. Basti pensare che solo per l'Italia il Ministero
della Salute ne ha stanziati 10 per un solo anno". Gli addetti ai lavori
chiedono l'innalzamento delle trattenute ad almeno il 5 per cento, considerato
che l'elevato somma complessiva dei finanziamenti ai produttori di tabacco, che
arriva a 300 milioni di euro. Per Mangiaracina, nella lotta alla
dipendenza dal Fumo la grande lacuna è la formazione in Prevenzione.
"L'operatore scolastico non si può improvvisare. E' una figura che deve
imparare a comunicare, altrimenti rischia di fare più danni che bene". Un
metodo moderno, ad esempio è quello della "peer education", cioè formare dei
ragazzi tutor che insegnano ad altri ragazzi. Fonte: Apcom -
Novembre
2003.
7. Commissione
Tabagismo LILT
Si e' riunita il 5 dicembre la rinnovata "Commissione
Tabagismo" della direzione nazionale della Lega contro i Tumori, presieduta dal
dott. Michele Quaranta. Dopo una disamina del gia' fatto, si e' proceduto
ad elaborare una bozza di progetto per il futuro. Una caratteristica peculiare
di questa commissione e' dovuta innanzitutto eterogeneita' della sua
composizione, vale a dire che vi sono rappresentati esperti di societa'
scientifiche come AIPO, SIMG e SITAB in modo da far confluire competenze ed
esperienze in un'unica direzione. Argomenti di maggiore attenzione sono stati:
1) il dialogo con le Regioni e la raccomandazione di fare approvare
Linee-Guida per il controllo del Tabagismo anche in ossequio alle indicazioni
degli ultimi due Piani Sanitari Nazionali; 2) la Formazione di Operatori
specializzati nella prevenzione e nella terapia del Tabagismo; 3) la
riproposizione di alcuni progetti di prevenzione gia' approvati in precedenza;
4) la partecipazione piu' attiva nel contesto della Campagna europea "Feel-Free
to Say No".
8. Bimbi
fumanti
di SIMONA LA GALA
E' partita una
nuova campagna promossa dal Dipartimento della Salute inglese. Dai primi
risultati raccolti circa l'impatto della campagna,risulta che i familiari
fumatori sono maggiormente motivati a cambiare il proprio comportamento dopo
aver visto le immagini in Tv. Il filmato è stato trasmesso in Inghilterra ed ha
per protagonisti deei bambini che giocano in casa e che espirano fumo di
sigaretta quando parlano o ridono. In attesa di una prossima diffusione di
questa campagna di lotta al tabacco anche in Italia, vi segnaliamo il sito
internet in cui trovare ulteriori informazioni. Il video può essere visto o
scaricato collegandosi a: www.givingupsmoking.co.uk/shsmoke/shs_TV_ads/
9.
Forum Rai: dialogo con l'esperto
Il Forum RAI "No al Fumo" e' nato per
rispondere alle tante richieste di aiuto e di consigli che sono arrivare alla
redazione RAI, di persone che hanno voluto raccontare la propria esperienza
di fumatori. L'esperto, collaboratore della "Campagna per la Dissuasione
dal Fumo" del MInistero della Salute, e' a disposizione degli utenti per
rispondere, ascoltare e discutere dei problemi che riguardano la dipendenza dal
fumo di sigaretta.
10. Spagna:
cover illegali
di VALENTINA
PAGANELLI
Anche i
tabaccai spagnoli vendono copripacchetti per nascondere le
avvertenze. Ci provano dappertutto ormai. La parola d'ordine e' incoraggiare
i fumatori a ribellarsi e a coprire le avvertenze con i
soliti cover magari distribuiti dalla stessa compagnia che produce il
tabacco, o dai distributori di sigarette. I pacchetti di sigarette, che in
Spagna sono vendute unicamente nelle rivendite sotto licenza governativa,
possono essere ricoperte da vari modelli di copripacchetto che
somigliano molto al pacchetto originale, con slogan alternativi al posto
degli avvertimenti, del tipo “facciamoci una sigaretta”. Alcuni tabaccai
vendono degli adesivi da applicare sulle avvertenze. Tutto questo non e' legale,
e può costituire una violazione del diritto comunitario (Direttiva Europea
sui prodotti del Tabacco 2001 /37/EC), il quale prevede che
“i testi delle avvertenze devono essere stampati in modo
intangibile, indelebile e non dovranno in alcun caso esser nascosti, violati o tagliati da altre scritte o
immagini o da copertura del pacchetto”.
Fonte: The Guardian -
Best case scenario for Spanish smokers, 1 Ottobre 2003
11. Scienziato venduto
Si chiama Ragnar Rylander. Oggi è in pensione, ma è stato sino a poco tempo
fa un emerito tossicologo, professore di igiene all'Università di
Ginevra. Gli altri si chiamano Jean-Charles Rielle e Pascal Diethelm,
medico ginevrino coordinatore del Centro d'informazione e prevenzione del
tabagismo il primo, economista ginevrino da trent'anni alle dipendenze dell'OMS
il secondo. Un giorno di marzo del 2001 i due, tramite un comunicato stampa,
attaccano frontalmente Rylander accusandolo di una frode scientifica senza
precedenti per essre da anni segretamente al soldo della Philip Morris e,
in questa veste, aver condizionato, modificandola, la ricerca scientifica da lui
condotta sugli effetti del fumo. Rylander reagisce d'istinto e querela i due per
calunnia e diffamazione. Errore clamoroso. Chiamati a produrre la prova della
verità Rielle e Diethelm aprono le cataratte di una straripante diga di
documenti che i due sono riusciti a racimolare grazie anche al primo grande
processo svoltosi negli Stai Uniti contro il gigante del tabacco. Penalmente la
vicenda è sfociata in una sentenza del Tribunale federale (comunicata il 23
aprile di quest'anno ma le cui motivazioni non sono ancora state diffuse) che ha
scagionato i due da qualsiasi addebito. Ma sostanzialmente la clamorosa svolta
era già avvenuta tre mesi prima quando la Camera penale di Ginevra aveva messo
nero su bianco i fatti finalmente svelati. Rylander era sotto contratto con la
Philip Morris dal 1972. Un contratto tenuto ben nascosto (che complessivamente
gli ha fruttato oltre 3 milioni di franchi) in base al quale egli
sostanzialmente pilotava, tramite convocazioni ed esposizioni, simposi
internazionali sugli effetti del fumo. Ma il suo 'capolavoro' lo ha perfezionato
quando alcuni anni fa, nell'ambito di uno studio sulle malattie
respiratorie nei bambini, modifico' una base di dati in modo che non si
potesse stabilire alcuna correlazione tra il fumo passivo e la frequenza delle
affezioni respiratorie. Un ' taroccamento' dei risultati che egli ha poi
propagato nell'ambito di una conferenza internazionale. Una frode scientifica
che la stessa Camera penale ha definito "troublante".
Fonte: Daniele Fontana, Regione Ticino,
2003.
12. Storia
infame di un cammello
di ALESSANDRA EDONIDE
FORTESCHI
"I'd walk a mile for a
Camel" (Farei un miglio a piedi per una Camel)... è stato uno
degli slogan più famosi della pubblicità americana, più precisamente della
straordinaria, storica campagna pubblicitaria della Camel. E' proprio
questo l'argomento di "Le avventure pubblicitarie di un dromedario",
una vera chicca editoriale curata dal Musée de la Publicité di Parigi,
edito in Italia da Lupetti - Editori di Comunicazioni s.r.l. Il libro passa
in rassegna la costruzione del Mito, che va ben oltre il semplice consumo della
sigaretta; esso mostra come, attraverso una serie di intuizioni geniali, uno
staff di artisti nel campo dell'immagine e una costante attenzione allo sviluppo
di nuove tecniche nel campo della pubblicità, nell'arco di settant'anni, la
R.J.Reynolds Tobacco Co. sia riuscita a creare immagini che sono entrate a far
parte della memoria collettiva di diverse generazioni. L'attaccamento dei
consumatori al suo animale simbolo è tale che quando nel 1957 il dromedario
venne ridisegnato, i più fedeli protestarono vivamente convincendo la
R.J.R. a riprendere il vecchio disegno. Per i nostalgici, gli interessati ai
fenomeni sociali o, più semplicemente i curiosi, si tratta di una lettura
sicuramente interessante sotto ogni profilo, che ci riporta indietro nel tempo e
ci consente di capire come, attraverso il collezionismo, l'arte e una buona
campagna di marketing, una marca di sigarette può entrare
nella leggenda.
13. Formare operatori
penitenziari
di MARIA PIA TOZZI
La realtà del Tabagismo nelle carceri è un fenomeno di enormi proporzioni
e che esiste da sempre, molto difficile da contenere sia per la tensione
emotiva del soggetto, che per la condizione strutturale in cui versano questi
individui. La maggioranza dei ristretti
provengono da più etnie. Tali ristretti multietnici, a differenza delle
popolazioni occidentali, dove fumare simboleggia benessere economico, sicurezza
ed emancipazione, attribuiscono al Fumo significati più complessi. Per i latino
americani e gli asiatici, avrebbe significati molto vicini al magico-religioso.
Per altri gruppi invece, il fumare insieme
ha significato di integrazione nel
gruppo. E’ dunque complesso per un operatore
sanitario o medico farne comprendere la nocività, e si evince quanto possa
essere deleterio per chi non fuma e si trova a vivere forzatamente insieme in un ambiente chiuso. La ristrettezza aumenta l’emotività e fumare da la sensazione
che la tensione si allenti, portando così un certo benessere psicologico e
rilassatezza fisica. Tutti questi fattori
ostacolano fortemente un approccio di prevenzione, ma ciò non toglie che non si
possa fare nulla, anzi tra i compiti infermieristici, abbiamo quello primario
che è l’educazione sanitaria. Si può attuare
un programma di lavoro formando un èquipe composta da: medico, infermiere,
psicologo ed anche il mediatore culturale. Il programma, attraverso lo sviluppo
di precisi protocolli, deve permettere di attuare un tipo di comunicazione
specifica, che consenta di entrare in relazione con questa particolare
utenza. L’obiettivo che ci poniamo di raggiungere è quello di far ridurre almeno
la quantità di fumo e soprattutto di far rispettare, dove è possibile la
convivenza con gli altri. Sottolineo che
nell’Istituto Regina Coeli di Roma, dove lavoro, vi è stata una
certa attenzione al problema da parte di alcuni operatori penitenziari, che su
richiesta di detenuti non fumatori, sono riusciti a trovare spazi riservati a
loro, impresa non facile, ma proprio perché non facile ciò ha messo in luce la
sensibilità delle Istituzioni, nel garantire comunque il rispetto per il
prossimo.
14. "Io no"...e
invece SI
di CAMILLA LOPERFIDO
E’ bello. E’ un film indubbiamente molto bello
quello di Ricki Tognazzi e Simona Izzo. Fa ridere e fa piangere. Un film in
cui si litiga, ci si arrabbia, si tradisce, si mente, si ama. Insomma, dove
si vive. Ma è anche un film in cui si fuma, e molto… troppo. Il cinema è sempre
stato uno specchio della società, ma anche un’inesauribile fonte in cui la
società stessa ha attinto mode, stili di vita, modalità di comportamento. E’
vero, il film non fa altro che presentare dei personaggi, con le loro storie, i
loro problemi, i loro vizi, la loro grandezza, le loro piccolezze, ed è vero
anche che quando è arrabbiato, nervoso o stressato, un fumatore fuma, e fuma
anche parecchio. Però è vero anche il contrario. Anche chi non fuma può essere
arrabbiato, nervoso, stressato, ansioso senza avere per forza la necessità di
fumare, e allora perché insistere con queste sigarette (gli atti-fumo nel film
sono davvero numerosi) e i pacchetti in bella mostra per tutta la durata della
pellicola? Perché continuare a mostrare la sigaretta come immancabile metodo
antistress, unico "conforto" nella tensione, riempitivo nei momenti di pausa,
aiuto per la concentrazione? Persino quando perde tutto, la moglie, il fratello,
l’amante, al protagonista non resta altro che accendersi una sigaretta. Il film
poteva avere il successo che meritava anche senza quel fumo, e la
caratterizzazione dei personaggi, così forte e definita, non ne avrebbe perso.
Il film di Tognazzi e la Izzo deve il suo nome (nome del
romanzo da cui il film è tratto) alle risposte che uno dei protagonisti dà ad
ogni domanda: "io no", ma credo che gli autori, di fronte alla decisione di far
diventare il proprio film veicolo dell’abitudine tabagica, abbiano invece
risposto "Sì, io sì".
Auguri e
Buon 2004.
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