Tabagismo & pfc
Anno VI - n° 53 - 02-2004

DIRETTORE: Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, G.De Negri M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: L.Bersi, A.E.Forteschi, R.Giordano, C.Faberi, F.Fantozzi, L.Mangiaracina, A.Iovane, S.Martelli, D.Mocini.

REDAZIONE: Gea Progetto Salute

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail: gea2000.org@tiscali.it

Collaborazione: LegaTumori - SITAB

Ufficio Stampa: Giovanni De Negri

Distribuzione: 3.649 copie

     COME E PERCHE' SOSTENERE GEA   

 

1

-  Schema libero - di G.Mangiaracina

 

 

2

-  Capena di S.Antonio - nostro servizio particolare

 

 

3

-  Appuntamenti - di R.Giordano e   A.Forteschi

 

 

4

-  Befana: sigarette ai bambini buoni - di C.Faberi

 

 

5

-  ETI: precisiamo! - di F.Fantozzi

 

 

6

-  Io e il Produttore - di A.Iovane

 

 

7

-  Psicologando (il Piacere) - di L.Mangiaracina

 

 

8

-  Gabbana, socio onorario di AP - di M.D'Angeli

 

 

9

-  Cancro. Doppio nelle donne - Le Scienze

 

 

10

-  Fumatrici record nel Lazio - Metro 

 

 

11

-  La solitudine di Franzen - di D.Mocini

 

12

-  Elogio del Fumo - di A.E.Forteschi

 

 

13

-  Sottovoce, piano piano - di S.Martelli

 

 

14

-  Ballo e sballo - di L.Bersi

 


1. EDITORIALE: Schema libero

di GIACOMO MANGIARACINA

Me l'hanno raccontata cosi': all'imbarco per il volo Milano-New York, un passeggero nota un tizio, con uniforme da pilota e con il tipico bastone bianco per non-vedenti, che entra nella cabina di pilotaggio. Stupito e allarmato, si guarda intorno e vede un altro pilota, in apparenza anche lui cieco, salire a bordo. Visibilmente preoccupato, si rivolge alla hostess della compagnia aerea e chiede: "Scusi, ma chi sono quei due ciechi vestiti da piloti?". La hostess lo tranquillizza subito assicurando che, seppure ciechi, si tratta dei due più grandi piloti italiani, e che con le moderne tecnologie a disposizione, anche un cieco puo' pilotare un aereo. La notizia si sparge rapidamente tra i passeggeri, i quali, pur preoccupatissimi, si imbarcano incoraggiati dalla fiducia nella tecnologia. Dopo un po' l'aereo si allinea e comincia la corsa per il decollo, ma dopo vari chilometri non si alza e continua ad accelerare... la pista sta quasi terminando ed i passeggeri, ormai in totale preda al panico, cominciano a urlare, quando finalmente, ad un metro dalla fine della pista, il velivolo si alza da terra. I passeggeri tirano un sospiro di sollievo. Nella cabina di pilotaggio intanto, il pilota commenta con il copilota: "Il giorno che non strillano siamo fregati".
A mia memoria rimangono due le proverbiali evangeliche arrabbiature di Gesu': una contro i mercanti del tempio, e l'altra contro gli scribi e i farisei, che chiama "sepolcri imbiancati" e "ciechi e guide di ciechi". La questione della cecita' visiva ricorre notoriamente nella storia degli umani. Ci sono sempre cose che non si vorrebbero vedere ma anche cose che non si vogliono vedere. Infine ci sono cose che sono palesi al punto da sbatterci il naso contro, ma che alcuni fatalmente non riescono proprio a vedere. 
Quando questo riguarda i soggetti fumatori che negano la propria patologia da dipendenza, si puo' capire ed insegnare agli operatori come agire a riguardo. Quando invece il fenomeno si verifica tra coloro che sono preposti a vigilare ed intervenire per garantire il diritto alla salute dei cittadini, le cose cambiano. La maggiorparte delle regioni italiane per esempio non hanno ancora adottato Linee Guida per la prevenzione, la cura e le strategie di controllo del Tabagismo nonostante i Piani Sanitari Nazionali dal 1998 ad oggi insitono sulla priorita' di interventi in questa direzione. Ne deriva un quadro sociale a macchie, un cruciverba a schema libero, scomposto, disarmonico, difficile. E gli aumenti del prezzo delle sigarette sono stati destinati a sanare varie carenze e ammanchi, persino per la ricerca scientifica, ma mai alla prevenzione dei problemi Fumo-correlati. Due fatti sono certi pero' in questo scenario nazionale: Il primo e' che vi sono molti piu' occhi aperti oggi, puntati addosso a chi guida, dirige e presiede; il secondo, che io non ammetto piloti ciechi nell'aereo in cui sto viaggiando.
 

2. Capena di S. Antonio

IN COLLABORAZIONE CON LA LEGA CONTRO I TUMORI
Non e' un refuso redazionale e' proprio Capena. La piccola cittadina a pochi chilometri a nord di Roma e' gia' un caso mondiale. Colpa della festa. Quella di S. Antonio Abate. La sorpresa e' averla scoperta. Non noi , ma una giornalista americana, Suzanne Bush. La festa si celebra il 17 Gennaio, organizzata dall'Università Agraria, che ha preso il posto dell'antica Confederazione dei Bovattieri, antichi affittuari delle terre del Monastero. Molto suggestiva, ha questo di particolare: la mattina presto, davanti al sagrato della Chiesa di S. Antonio, viene acceso un enorme "ciocco" di ulivo. La cosa curiosa e' cio' che avviene immediatamente dopo. Ogni cittadino di Capena, durante tutta la giornata, va ad accendervi le sigarette. L'uso del tabacco è recente. Alcuni anni fa c'era la tradizione di fumare aghi di rosmarino, messi a seccare e poi tritati, in rudimentali pipe di coccio e di canna. Alcuni studiosi hanno voluto vedere in questa usanza una trasposizione dell'antico rito pagano di gettare sul fuoco erbe odorose durante i sacrifici. La parte ancora piu' singolare, che ha scatenato una certa indignazione a livello mondiale, è quella dei bambini di pochi anni, che in quella occasione possono fumare tranquillamente per tutto il giorno. Fonte: www.lcnet.it/reticiviche/capena/manifestazioni.html. Suzanne Bush per la prima volta e' andata a vedere cosa succede veramente a Capena durante la festa di S.Antonio. Il servizio in italiano e' qui: www.gea2000.org/capena.htm.
Washington Times: http://washingtontimes.com/[...]119-121424-3714r.htm
Chicago Tribune, 19 January 2004: Mamma Mia, Baby's Smoking
http://pqasb.pqarchiver.com/chicagotribune/abstract/525992531.html
BBC News, 20 January 2004: Kids Celebrate Smoky Saint's Day
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/3409859.stm
Panorama: www.panorama.it/italia/cronaca/articolo/ix1-A020001022655
 

3. Appuntamenti
di RAFFAELLA GIORDANO e ALESSANDRA E. FORTESCHI
  1. 28 Febbraio, Roma - Tabagismo e Prevenzione, Ospedale S. Andrea, aula Carlo Urbani. Organizzazione: Universita' La Sapienza 2, facolta' di Medicina, SItI, Soceta' Italiana di Igiene. Fax: 06-85352882, email: info@zeroseicongressi.it
  2. 7-11 Marzo 2004 - New Delhi, India. 3rd World Assembly on Tobacco Counter Health. Major General Avnish K.Varma, Honorary Surgeon to The President of India Convener. M-38-A, Rajouri Garden, New Delhi 110027. India. Tel.: +91-11.2544.7395. Fax: +91-11.2694.9573, +91-11.2510.9397
    email: watch2000@vsnl.com.  Web: www.watch-2000.org
  3. Premio Germano d’Argento - Concorso letterario, scientifico e artistico (arti espressive o audiovisive) a partecipazione gratuita, su Alcolismo e problemi Alcol-correlati. Scadenza presentazione lavori: 15 marzo 2004. Premiazione: primavera 2004, in provincia di Trento. Info: Centro Studi, via Giovanelli, 23 - 38100 Trento - tel. 0461985052 - fax 0461267343. Email: csdpa@iol.it - www.apcattrentino-centrostudi.it
  4. 13 Marzo: San Severo (Foggia), Convegno Studi Tabagismo. Programma in via di definizione. Info: torsert@tin.it
  5. 20 Marzo - Roma, Scuola Medica Ospedaliera. Corso per operatori dei programmi antifumo (25 ore di formazione). Info: dott.ssa Giusi Todaro, tel. 06-68352411, segreteria@smorrl.it.
  6. 25-26 Marzo - Roma. Accademia di Storia dell'Arte Sanitaria, Sala Alessandrina, Lungotevere in Sassia 3. Prima Giornata di Tabaccologia (corso di aggiornamento su Tabagismo e problemi correlati). Info: Tel. 06-6833626, Fax: 06-6833485, email: asas@quipo.it
  7. 25-27 Marzo: Roma, Foro Italico, Corso Bioinformatica e Biotecnologie in Sanità Pubblica, patrocinio Ministero Salute. La giornata inaugurale prevede l'intervento del prof. Martin Bishop del Centro Bioinformatica Università di Cambridge. 47 crediti ECM. Informazioni e programma disponibili qui: www.iusm.it/igiene. Prof. V. Romano Spica, IUSM, P.zza L. De Bosis 15, 00194 Roma. Tel/ax: 06-36733247.
  8. 4 Aprile - Il Farmacista e il Fumo. Ore 8.30-18.00.  Policlinico Umberto I, Auditorium 1° Clinica Medica. Organizzazione: Ordine dei Farmacisti, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Societa' Italiana di Tabaccologia. Corso ECM. Info: farmacisti.roma@tiscali.it. Tel.: 06.44234139, 06.44236734.
    5-8 Aprile - Cernobbio: Forum Sanità Futura. Sotto la direzione scientifica del Ministero della Salute e l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Info: www.sanitafutura.it
  9. 16 Aprile: Pontebba (UD), Convegno "... per non mandare la vita in fumo", informazioni e programma: monodut@univ.trieste.it  
 

4. Befana: sigarette ai bambini buoni
di CRISTINA FABERI *
Da tempo esistono le sigarette di cioccolata o di gomma americana. Sono racchiuse in pacchetti che assomigliano in tutto e per tutto a quelli veri. Si vendono soprattutto nei giorni precedenti alla befana, in tempo utile quindi per essere messi nella calza insieme agli altri dolciumi che, notoriamente, sono per i bambini buoni. Perchè solo il carbone è per i cattivelli. Fanno parte del genere delle leccornie quindi, del genere dei "premi" per essere stati bravi. Ve ne sono a piazza Navona, nei supermercati, nei negozi di alimentari, nei bar. Così, tra un lecca lecca, un cioccolatino, un bastoncino di zucchero multicolore, i bambini si possono mangiare anche una sigaretta di cioccolata o di gomma americana che, prima, però, nella maggior parte dei casi sarà servita ad atteggiarsi da "grande". Finalmente avranno potuto  "fumare" anche loro.  Dopo tutto l'ha portata la befana!!  Ma che idea diabolica! (la befana non si offenderà). E' lecito malignare che le ditte produttrici di sigarette di cioccolata possano essere finanziate dalle multinazionali del tabacco, che come si sa, si danno un gran da fare per accalappiare nella rete soprattutto "i pesci picoli"? E' vero che a malignare si commette peccato, ma spesse volte ci si azzecca. Sarebbe una bella trovata per indurre un comportamento ed avallare come buono ed innocente il fumo di sigaretta... in attesa di potersi finalmente fumare quella vera!! E pensando alla befana e alla sua calza, mi è venuto in mente il paese dei balocchi così apparentemente innocuo e così fatalmente attraente. Un posto dal quale, però, una volta entrati è difficile scappare (a parte Pinocchio) e il prezzo che si paga per chi rimane è lo stravolgimento del sè e la perdita della propria identità (ricordate Pinochio e Lucignolo che "ragliano"?). Ma quante trappole insidiose si possono nascondere tra un dolcetto e l'altro!!
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* Cristina Faberi e' psicologa, conduttrice del programmi antifumo dell'ospedale San Filippo Neri di Roma.
 

5. ETI: precisiamo!
di FULVIO FANTOZZI *
Un mio commento a caldo sul seguente passaggio, estratto dalla graditissima newsletter "Tabagismo & pfc n° 52 di gennaio 2004, ed in particolare il paragrafo 11: "ETI: fumo negli occhi", che testualmente recita: "Un apposito motore di ricerca ed una lista in ordine alfabetico che non c'e', permettono di non-trovare nicotina nel tabacco, nelle sigarette e nei sigari, cosi' come e' possibile non-trovare benzopirene, sostanze inquinanti, irritanti e tossiche. Insomma, come dire... "la Mafia non esiste". Provare per credere: www.etispa.it/indrub.asp?idrub=42&linid=1".
Sono un medico delle dipendenze e pertanto anche tabaccologo, ho fatto nascere il Centro Antifumo della AUSL di Reggio Emilia 4 anni fa, lavoro da 3 anni in quello di Sassuolo e prossimamente lavorerò molto volentieri in quelli di Carpi e Mirandola, da due anni svolgo consulenza per la Regione Emilia Romagna in tema di tabacco e alcol; "last but not least", non fumo e non ho mai fumato (è noto come il Super Io sia solubile, oltre che nell'alcol, come diceva un tal Freud, anche nel tabacco, nel senso che chi fuma può arrivare a dire cose indicibili circa la presunta innocuità del fumo). Credo che nessuno mi possa tacciare di seguire più o meno apertamente gli interessi e le tendenze di chi fabbrica tabacco o comunque lucra sul tabacco; o comunque di esserne suggestionato. Il problema è che mi occupo da anni di formazione professionale e soprattutto di comunicazione e divulgazione scientifica e certe cose non riesco proprio a digerirle, da qualunque parte esse arrivino. Tanto premesso, credo che pubblicare cose come quelle contenute nel ritaglio della newsletter in questione non giovi affatto alla credibilità di chi intende portare avanti un discorso serio di sensibilizzazione e coscientizzazione dell'opinione pubblica sui danni da fumo: l'infelice ritaglio infatti chiama in causa i produttori per avere omesso di comunicare cose che in quella specifica sede era da parte loro fuori luogo comunicare! Infatti ed in concreto, l'ETI nel suo sito web non fa altro che elencare le sostanze aggiunte al tabacco ed è ovvio che non può metterci nicotina, catrame e altro, in quanto sono notoriamente componenti del fumo di tabacco! Pertanto non è vero che l'ETI tace sulla composizione "del tabacco"! Non credo si tratti di formalismi. Dunque, cari colleghi: attenzione! Esagerare nel mettere ad ogni costo alla berlina i nostri "antagonisti" comporta il rischio di essere messi noi stessi alla berlina, oltre che di essere tacciati di operare "falsa informazione". In ultima analisi e sul piano tattico, scrivere cose del genere ci rende attaccabili da loro e dai lor epigoni! Se poi vogliamo dire che di falsa, occulta, ingannevole informazione "loro" da decenni ne fanno, impunemente, io sono d'accordissimo; a mio avviso però questo non legittima l'emissione da parte nostra di messaggi erronei ("loro" direbbero "faziosi"o "mendaci") come quello in parola.
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* Fulvio Fantozzi e' dirigente medico di Farmacologia e Tossicologia Clinica del SERT di Sassuolo, Modena, specialista in Medicina Legale, perfezionato in Dipendenze Patologiche, Tossicologia Clinica e Bioetica.
NOTA REDAZIONALE:  Siamo andati a verificare. 1. La prima omissione e' evidente e riguarda la "visualizzazione in ordine alfabetico" che manca del tutto disorientando il navigatore nel riconoscimento degli "ingredienti".  2. Il motore di ricerca ci e' sembrato altrettanto ambiguo. Abbiamo provato ad inserire gli ingredienti aggiunti descritti nei loro pdf come "citrato di potassio", "poligalattomannani", "silice", ecc... con vari incroci possibili tra quelli in elenco, e non si trova mai nulla. Consideriamo che il sito si rivolga alla popolazione generale e dunque debba informare. Visti i trascorsi di palesi scorrettezze e violazione della legge da parte dell'ETI, regolarmente denunciati dal Codacons e di cui sono dettagliatamente al corrente, riconosciamo sia fin troppo facile cadere nel peccato di malignita'.

6. Io e il Produttore

di ANTONELLO IOVANE
Nel mio lavoro di tesi di laurea ho esaminato la possibilità di considerare responsabile, in base all’ordinamento giuridico italiano, il produttore di sigarette per i danni subiti dai fumatori. Ho sviluppato lo studio dapprima osservando l’evoluzione dell’istituto della responsabilità civile nei suoi due aspetti più rilevanti per il caso in studio: il danno alla persona e la responsabilità del produttore. In seguito, più specificatamente, ho posto l’attenzione su tutte quelle norme, seppur carenti, che possono essere ritenute applicabili in materia di danni da fumo attivo. Un’attenta e critica lettura delle uniche due sentenze in materia, la struttura di produzione e vendita di tabacco esistente in Italia (messa in evidenza da determinate decisioni da parte dell’Antitrust e della Commissione Europea), nonché i recenti provvedimenti con cui l'Antitrust giudica la qualifica "light" (attribuita a determinate sigarette) come pubblicità ingannevole, pongono le basi per poter imputare al produttore di sigarette una responsabilità che può essere di natura extracontrattuale, precontrattuale o contrattuale. Responsabilità che emerge anche da un’accurata analisi della normativa specifica che disciplina la responsabilità per danno da prodotti difettosi. La tesi sostenuta nell’elaborato poggia sulle fondamenta di diversi e noti studi medico-scientifici, nonché sull’esame delle diverse norme dell’ordinamento che riguardano la gestione della salute del proprio corpo. Si auspica, dunque, che il sistema giudiziario italiano imbocchi la strada che conduce al conseguimento di quei risultati già raggiunti nel contesto americano dove si registrano le prime vittorie dei cittadini, ex fumatori, a cui viene riconosciuto il risarcimento per le lesioni subite in seguito al consumo di tabacco.
 

7. Psicologando (Le dinamiche del Piacere)
di LIDIA MANGIARACINA *
Si comincia giocando, dai primi mesi di vita, e la bocca ha quel gran ruolo riconosciuto nelle esperienze di contatto con il mondo, sensazioni di gratificazione (piacere) e di conoscenza, il SE’ in via di strutturazione. Dal secondo anno di vita, l'uomo in crescita gioca per consolarsi dalla separazione della madre, e si lega ad oggetti da dove puo' trarre conforto. Il piacere assume connotati più complessi. Per Freud, il "principio" del piacere si fondava sul concetto di economia psichica. La mente tende a individuare percorsi che riducano l’eccitazione provocata da eventi spiacevoli. Una sorta di comode scorciatoie che, a livello emozionale, si traducono in reazioni, le più semplice ed istintive, di attacco o fuga, in situazioni stressanti. E’ ovvio che bisogna, talvolta e non sempre, fare i conti con la nostra parte logico-razionale, che implica la nascita di conflitti interiori. Stiamo quindi parlando di "dinamiche" del piacere. Così come il guardare una foto è più economico per la nostra mente, e dunque più piacevole di una lettura impegnativa, l’accendersi una sigaretta, costa meno che affrontare situazioni o emozioni complicate o scomode. Il problema sorge quando dopo una serie di fughe e attacchi a noi stessi, perché si sa che ci si fa del male, la nostra parte logico-razionale non ce la fa più a giacere assopita ma esaspera il conflitto-dinamica interiore al punto che il fumatore, illuminato da una maggiore consapevolezza si chiede: ma chi me lo fa fare? Ecco che, per fortuna, il piacere è un processo in evoluzione, non qualcosa di statico, e si muove secondo determinati percorsi relativi alla riduzione del conflitto. Smettere di fumare, si delinea, così, come inizio e non fine, della ricerca di nuovi percorsi individuali, familiari e di gruppo. Approfondimenti: www.filosofico.net/freud.htm , www.galileo.it/ludonord2/importanza_gioco/svil_aff.html
Zanuso A - La nostra parte nascosta: l'ombra. Ciò che ci permettiamo o non ci permettiamo di essere, mostrare e svelare al mondo. Baldini Castoldi Dalai, 2003.
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* Lida Mangiaracina e' psicologa, tutor dei programmi formativi di "GEA Progetto Salute".

8. Gabbana, socio onorario di AP

Gentile signor Stefano Gabbana, abbiamo molto apprezzato la sua iniziativa di regalare agli amici il libro "Easy way to stop smoking" di Allen Car’s e le sue considerazioni su cosa significhi smettere di fumare. La nostra organizzazione di volontariato è orientata alla tutela dei diritti dei cittadini, in particolare alla salute dei non fumatori. Ci auguriamo le sia gradita la nostra tessera di socio onorario, qui allegata. Il 2003 si e' caratterizzato come un anno denso di iniziative verso l’opinione pubblica e i media sulle tematiche riferite al consumo di tabacco e per la dissuasione al fumo legate al mondo giovanile, della moda e della bellezza. L’OMS ha scelto per la Giornata Mondiale senza Tabacco, il 31 maggio scorso il tema "Moda e Film liberi dal tabacco" e le finaliste di Miss Universo 2003 sono state testimonial di una campagna contro il fumo. Se gradisce, le proporremmo di aderire ad iniziative ed eventi importanti che Aria Pulita con Gea Progetto Salute e SITAB (Società Italiana di Tabaccologia) sta portando avanti allo scopo di sensibilizzare cittadini e organi di informazione sulle problematiche legate al consumo di tabacco. Tra le altre stiamo organizzando, dal 27 al 31 maggio 2004, un autocaravan della Commissione Europea con gruppi musicali che si esibiranno in una piazza di Roma. In attesa di un suo cortese riscontro le porgo i miei più cordiali saluti e auguri.
Massimo D'Angeli, Presidente di Aria Pulita, Associazione Non-fumatori.
NDR: Lo stilista Stefano Gabbana ha smesso di fumare alcune settimane fa.
 

9. Cancro. Doppio nelle donne

Uno studio durato 10 anni condotto mediante l'uso della tomografia computerizzata (TAC), dimostra che rispetto agli uomini le donne presentano una probabilità doppia di sviluppare un tumore del polmone a causa del tabacco. La ricerca ha anche scoperto che il rischio di questo tipo di tumore cresce con l'aumentare della quantità di tabacco fumato e con l'età del fumatore. I risultati sono stati presentati il primo dicembre al convegno annuale della Radiological Society of North America (RSNA). "Per le donne il rischio è più alto indipendentemente da quanto fumano, dall'età o dalla dimensione e dalla consistenza dei noduli nei loro polmoni",  spiega Claudia I. Henschke, radiologa del Medical Center della Cornell University di New York. "Sulle cause di questo fenomeno, tuttavia, non c'è ancora un chiaro consenso". Lo studio, finanziato dai National Institutes of Health (NIH), ha riguardato 2.968 fra uomini e donne di età dai 40 anni in su e fumatori da tempo, allo scopo di determinare quali indicatori di rischio - età, sesso, numero di anni trascorsi a fumare - risultavano associati con la dimensione e il tipo di noduli individuati con la TAC per influenzare la probabilità di sviluppare un tumore dei polmoni. Fra tutti i soggetti, sono stati diagnosticati in totale 77 tumori. La ricerca faceva parte dell'Early Lung Cancer Action Project (ELCAP), un programma per valutare l'utilità di esami annuali di TAC nei pazienti più a rischio.
Fonte: www.lescienze.it/index.php3?id=8253 - 05.12.2003
 

10. Fumatrici record nel Lazio
Il Lazio ha la più alta percentuale di consumatrici di sigarette in Italia (il 28%). Fatale la conseguenza di questo triste primato: le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nella regione, con 43,79 decessi all'anno ogni 1.000 abitanti per gli uomini (la media nazionale è di 42,45) e 28,20 per le donne (la media nazionale è di 28,18). Tra le principali cause di mortalità nel Lazio seguono i tumori, responsabili di 168 morti all'anno ogni 1.000 abitanti per gli uomini e 91,20 per le donne. È quanto emerge dal rapporto Osservasalute-2003 pubblicato dall'osservatorio nazionale sulla salute dell'istituto di Igiene dell'Università Cattolica. (Omniroma) ora impegnata nell'ultimo film di Pieraccioni. Il giro di squillo d'alto bordo sarebbe esteso, e l'elenco dei coinvolti comprenderebbe nomi molto famosi. Nomi che per ora non trapelano ancora.
Fonte: Stefania Divertito, Metro - 20/11/2003.
 

11. La solitudine di Franzen
di DAVID MOCINI *
Segnalo il libro di Jonathan Franzen "Come stare soli". ISBN 88-06-16516-X. L'autore è forse meglio conosciuto per il romanzo "Le correzioni" che al di là del problema fumo vale comunque la pena di leggere. Un capitolo e' intitolato "setacciare le ceneri" in cui l'autore descrive con severità ma anche ironia la sua contraddizione di fumatore. Eccone uno stralcio:
Non esiste una ragione semplice ed universale per cui le persone fumano, ma di una cosa sono certo: non è perchè sono schiave della nicotina. L'ipotesi più plausibile con cui spiego la mia stessa propensione al vizio è che appartengo a una categoria di persone dalla vita non sufficientemente strutturata ......... Assorbiamo una tossina letale come la nicotina, sospesa in un aereosol di idrocarburi e nitrosamine perchè non abbiamo ancora trovato piaceri o routine che rimpiazzino l'alternanza consolatoria e strutturante di bisogno e gratificazione che il vizio della sigaretta ci offre. Un'espressione per definire questo bisogno di struttura potrebbe essere "automedicazione" un'altra potrebbe essere "tirare avanti". Ma sono pochissimi, forse nessuno, i forti fumatori sopra i trent'anni che non si sentono in colpa per il danno che infliggono a se stessi.  ........  Il consorzio di studi legali che ha intentato una causa collettiva a nome di tutti o fumatori americani non mi sembra meno rapace delle aziende imputate. Non ho mai incontrato un fumatore che desse la colpa del suo vizio a qualcun altro.
La consapevolezza del danno ma nello stesso tempo la necessità di perpetuare il comporamento. Credo sia uno spunto interessante per partecipare il mondo del fumatore soprattutto perchè è scritto da un fumatore. Divertente e utile per chi fumatore non lo è mai stato e per chi .... ha cambiato mondo. Buon divertimento.
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* Il dott. David Mocini e' cardiologo dell'ospedale S.Filippo Neri di Roma

12. Elogio del Fumo

di ALESSANDRA E. FORTESCHI

Dopo le scritte a lutto sui pacchetti, la nuova legge sul Fumo che entrera' in vigore a gennaio 2005 prosegue le forti polemiche da parte dei fumatori, destinate ormai a crescere. A tale proposito, anche se uscito qualche anno fa, un libro che si può riproporre come attualissimo e' “Elogio del Fumo”, una lettera semiseria di Paola Grassa, insegnante trapanese di Latino e Greco. L'autrice dichiara di volere educare al rispetto degli altri, e lo fa immaginando un maestro, Boccadoro, scrivere una lettera a un suo discepolo, Candido, che in verita' rappresenta il volto delle centinaia di suoi allievi. Candido vuole intraprendere una crociata contro il Fumo. Da buon Socratico, Boccadoro si lancia in un'arringa in favore con un'ode al Dio Fumo, e ancor più a sostegno dei poveri fumatori, sempre circondati da rompiscatole grigi e sciocchi, che non hanno mai conosciuto “la sintesi delle sintesi…..paradiso dei bronchi e delle narici” (pag.23). Lo stile e' quello antico, di matrice filosofica, con una prefazione del Dott. Salvatore Mantia, cardiologo, primario medico dell'ospedale "V.Emanuele" di Castelvetrano, che da informazioni raccolte in redazione, risulterebbe essere un "grande fumatore". Dedicato a chi fuma, un invito a riflettere e a porre attenzione a chi ci sta intorno.

Grassa P. - Elogio del Fumo. Edizioni Mazzotta, Castelvetrano, 1995.

 

13. Sottovoce, piano piano
di SARA MARTELLI *
Gira per mail una patetica storiella con fini pseudo-educativi sull’abuso di alcol. Suona più o meno così: "Cara mamma, ti ringrazio per avermi insegnato a non bere ma stanotte nonostante i tuoi consigli - che io ho diligentemente seguito - sono tramortita sull’asfalto perché qualcun altro non ha avuto una mamma come te" (o non ha voluto seguire i suoi consigli, NDR). In coda alla mielosa invettiva si apprende che una giornalista ha carpito queste parole dalla bocca di una ragazza e ha voluto pubblicarle. Non per polemizzare, ma: cosa ci faceva una giornalista con un taccuino accovacciata davanti ad un corpo insanguinato e morente (e fra l’altro nel finale addirittura già morto)? E perché non c’è il nome della giornalista e/o del giornale in cui è stato pubblicato l’articolo? Si capisce che è una bufala ma il grave è che non e' il peggio. Il grave è che ci si è ridotti a relegare ruoli educativi esclusivamente a mezzi subdoli e avaloriali come il sentimentalismo, lo scandalismo, e tutti gli "ismi" più patetici che possiamo immaginare. Non è con un servizio al giorno su dolci cucciolotti di gatto appena salvati da morte certa da un eroica vecchietta o sull’ennesimo cane massacrato di botte (di cui il telegiornale non ci risparmia ingrandimenti su ferite incrostate e sanguinolente) che insegniamo il rispetto o addirittura l’amore (il servizio con musichina new age è sentimentalismo, l’amore è un sentimento!) per gli animali. Lo stesso vale per le gigantesche scritte addobbate a funerale, definite macabre, comparse sui pacchetti di sigarette negli ultimi mesi. Sembra l'ultima trovata di un mondo fatto di immagini e di parole urlate subito e altrettanto subito dimenticate. Ma c’è di peggio: pare che le scritte funzionino davvero! Perché allora mi lamento? Perché ancora una volta il fine non giustifica i mezzi. Trovo che questo sia un indicatore, tanto eclatante quanto preoccupante, della superficialità con cui abbiamo imparato a vivere. Non esiste fumatore che non sappia, prima di quelle scritte, che il fumo fa venire il tumore, rovina i denti, famalealtuobambino… insomma, se a forza di botte sono riuscita ad insegnare a mio figlio che non deve mettere le mani sul forno che scotta, ho avuto un successo solo parziale. Perchè le botte non gli hanno insegnato a schivare i pericoli del fuoco, gli hanno solo insegnato… a schivare le botte. E quei fumatori non scappano dalla sigaretta perché li ucciderà ma scappano da quelle scritte! E questo e' difficile digerirlo. Non si insegna ad avere paura della morte e a regolare le azioni in base a questa paura. Si deve insegnare ad avere abbastanza amore per la vita da non accettare di scegliersi come morire in anticipo (che il Destino si ingegni a trovare un altro modo, che faccia almeno un po’ di fatica!); si deve insegnare ad avere abbastanza stima di sé da non aver bisogno di un oggetto puzzolente da brandire; si deve insegnare ad essere abbastanza sportivi da trovare inaccettabile di rinunciare a tutto il fiato di cui siamo capaci. Come se non bastasse, lo stesso metodo servirebbe anche a farci smettere di prendere ogni altro psicotropo (alcol, pasticche o qualunque altra diavoleria che si inventerà a breve); farci smettere di picchiare, bullizzare, seviziare, sfruttare gli altri. E tutto questo si può fare, meravigliosamente, a bassa voce.
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* Sara Martelli è docente di Didattica e Pedagogia Speciale all'Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
 

14. Ballo e sballo
di LUCA BERSI
Non è il fumo. E non è nemmeno un polmone incatramato. Il vero e unico problema del fumo è il fumatore. La sua purtroppo ancora attuale esistenza fisica in questo universo, oggi. Oggi, civiltà del viagra omeopatico. Oggi, che anche un turco analfabeta non fuma più così convinto. Eppure eccolo lì - sano no, ma salvo - il fumatore. Infatti, la nicotina - come tutte le sostanze che creano dipendenza - non è altro che una fragile stampella psicosomatica. Quindi, fateci caso, dietro alla nebbia di fumo di una sigaretta c'è sempre un ego che zoppica, una personalità incompleta. Il primo esempio che mi viene in mente di questa tara è il tipico fumatore incivile e incurante del resto del mondo che potete trovare soprattutto nei migliori bistrot. Be', qualcosa dovete pur dirgli. Dovete pur dire qualcosa al vostro boss che spavaldamente fuma in ufficio - perché lui è il boss e quindi può fumare quando e dove vuole - anche se alle sue spalle c'è tanto di divieto. Dovete pur dire qualcosa anche a chi vi bacia alitando di posacenere perché, è vero, l'amore è cieco ma almeno l'olfatto regge ancora. Il fumo, l'alcol, il gambling, il ballo latino americano: troppe le dipendenze. E più una dipendenza è devastante, più è silenziosa. Quindi, nel dubbio, fate casino: fumate un sigaro in chiesa; bevete whisky ad un corso di yoga. Fate voi, ma fate in modo che qualcuno se ne accorga, e subito. E se non basta, prendete pure un passante a caso, abbracciatelo, e cantategli una canzone. Non so, provate con questa: «cerco un centro sociale permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle droghe e sulle dipendenze». Non assicuro nulla, ma dovrebbe capire.
 

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