Tabagismo & pfc

Anno VI - n° 55
- 04-2004
DIRETTORE:
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI
REDAZIONE C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, G.De Negri M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino,
V.Zaga'.
COLLABORANO
A QUESTA EDIZIONE: P.A.Diethelm,
A.Luccarelli, C.Marini, L.Mangiaracina, F.Mormile,
E.La Noce. |
Collaborazione:
LegaTumori - SITAB
Ufficio Stampa:
Giovanni De
Negri
Distribuzione:
3.651
copie |
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1 |
- Peccato
Mortale - di G.Mangiaracina |
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2 |
- Tabacco
Fuorilegge - di P.A.Diethelm |
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3 |
- Appuntamenti -
di A.Luccarelli |
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4 |
- Cancro
polmonare? Non interessa - di F.Mormile |
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5 |
- Consumo critico e
boicottaggi - Cunegonda Italia |
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6 |
- Si
inizia a 11 anni - ANSA
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7 |
- Psicologando - di
Lidia Mangiaracina |
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8 |
- Mangosi: cartoonist schierato -
di E.Zaga' |
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9 |
- Decalogo
Antifumo |
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10 |
- A volte ritornano...
- da "Leggo" |
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11 |
- Maria de
Filippi: fumachetipassa -
di E.LaNoce |
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12 |
- Brindisi:
si smette a 46 anni - ANSA |
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13 |
- Aria
Pulita continua a denunciare - di
C.Marini |
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14 |
- Noi,
poveri sfruttati e demonizzati |
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1.
EDITORIALE: Peccato
Mortale
di GIACOM
O
MANGIARACINA
Chi sia stato a suddividere i
peccati veniali da quelli mortali non lo so. Mi hanno informato che per un
cattolico non andare in chiesa la domenica sarebbe "peccato mortale". Siamo
lontani dalla pedagogia del perdono, piuttosto sprofondati nella teologia
della condanna, del ricatto e del terrore. E la tentazione di redigere una mia
propria lista e' stata forte. Il fondamentalismo biblico definisce il
"peccato" come "trasgressione della Legge Morale", vale a dire del 10
Comandamenti. Gli Ebrei hanno convissuto per migliaia di anni sotto questo
significato, finche' un certo Jheshua di Nazareth, tradotto come Gesu'
o Jesus (per distinguerlo da Giosue', visto che era uno dei nomi piu' diffusi in
Galilea), non venne ad intaccare pesantemente il sistema. Il
galileo di Nazareth, che viene oggi riproposto nella sua espressione
piu' carnale nel "The Passion" di Mel Gibson, esaspero' la Legge
mosaica in modo impressionante. I suoi biografi ci riportano frasi del tipo:
"Voi sapete che e' stato detto Non Uccidere, ma io vi dico che chiunque
abbia offeso a parole il proprio fratello e' come se lo
avesse ucciso". Oppure: "E' stato anche detto Non Commettere
Adulterio, ma chiunque abbia guardato una donna e l'abbia desiderata, e' come se
avesse gia' commesso adulterio". Il messaggio che ne deriva e' questo:
"Qualsiasi cosa facciate, non riuscirete mai e poi mai ad adempiere alla Legge
Morale". Non e' molto incoraggiante, ma la pedagogia del perdono parte proprio
da qui. L'ammissione della resa totale rappresentava allora, e rappresenta
ancora oggi per il credente, il primo passo verso la redenzione e la
salvezza. Teologia? Niente affatto. Non vi e' verita' piu' autentica,
applicabile al contesto delle problematiche umane. La salvezza di un
alcolista o di un fumatore che magari hanno provato varie volte ad uscire dalla
dipendenza senza riuscirci, accumulando frustrazione su frustrazione, parte
dall'ammissione della propria impotenza e dalla capacità di chiedere
aiuto. Comporre il numero telefonico di
un servizio per le dipendenze e' l'invocazione che salva. Da soli
non ce la si fa. Insieme si. Proprio su questa base, nel 1939, alla fine del
proibizionismo americano, nacque "Alcolisti Anonimi". Ma torniamo al
"Peccato". Secondo il modello fin qui analizzato ed applicato al contesto
socio-antropologico si potrebbe definire come la condizione di chi non vuole
salvarsi. Questo e' il modello che propone la Legge Fini sulle droghe.
Chi si droga in una qualche maniera e' un peccatore. Se veniale o mortale,
se candidato al paradiso o all'inferno, lo decidiamo qui e subito.
Peccato invece che non vi abbia inserito la dipendenza da Tabacco di cui lo
stesso vicepremier e' affetto da una vita. Ancora un aspetto da
considerare. Nella sua lettera nel Nuovo Testamento, Giacomo, che fu
il vero capo spirituale della prima comunita' cristiana, afferma in modo
altrettanto sconvolgente: "Colui dunque che sa fare il bene e non lo fa,
commette peccato" (Giacomo cap.4, v.17). "Mortale" lo aggiungo io e mi
sento gia' perdonato per questa manomissione dei sacri testi. Nella mia
lista vi sono coloro che pur avendo la possibilita' di intervenire sulla
strage da Fumo (90.000 decessi in Italia, 4.000.000 nel mondo) non lo fa, o
impedisce che le strategie di controllo abbiano efficacia. In tutti questi
anni avrei voluto vedere un Papa affacciarsi da quella finestra guardata da
miliardi di occhi, e sentirlo pronunciare la frase: "Fermate il massacro da
Fumo!", tanto piu' oggi che la prossima Giornata senza Tabacco ha per tema
"Tabacco e Povertà". Per quale motivo mi e' stata negata la possibilita' di
effettuare l'indagine sui sacerdoti fumatori? Perche' la Federazione Nazionale
degli Ordini dei Medici e la Commissione Etica Nazionale hanno taciuto fino ad
oggi, a distanza di un anno, quando il 31 maggio 2003, con la Lega Tumori, la
SITAB, l'Istituto Superiore di Sanita', Garattini in persona, e tanti altri,
ponemmo la questione deontologica riguardo ai medici fumatori? Peccato mortale.
E noi non li assolviamo.
2. Tabacco
Fuorilegge
di PASCAL A. DIETHELM *
Si. Il
tabacco dovrebbe essere letteralmente bandito. Come dice l'Indipendent nel suo
editoriale, "è ovvio che se il tabacco fosse stato scoperto al giorno d'oggi
sarebbe stato bandito come una droga". L'uso legale del Tabacco di oggi è
il risultato di una anomalia storica, ampiamente dovuta alla nostra ignoranza
riguardo agli effetti dannosi del Fumo. Appena "ieri", nel 1999
alcune compagnie manifatturiere hanno ammesso il legame tra sigarette
e cancro del polmone. Questa ammissione, insieme all'ampio
consenso scientifico riguardante gli effetti del fumo di sigaretta radicato
maggiormente nelle ultime due decadi, viene a stabilire una nuova situazione, e
"The Lancet" giunge alla giusta conclusione: IL TABACCO DOVREBBE ESSERE
BANDITO! Consideriamo il precedente dell'amianto. Per decenni
poche industrie d'amianto sapevano come gli effetti del prodotto fossero
nocivi. Quando questo stato di ignoranza terminò e l'evidenza divenne
inconfutabile, la situazione era già pronta per vietare l'uso dell'amianto. Ci
troviamo all'incirca nella stessa situazione, sebbene in una diversa scala
temporale. Se perdiamo questa occasione possiamo dare al tabacco legittimità nel
campo della salute pubblica, il che può significare un nuovo periodo "di grazia"
di 50 anni nella storia del tabacco. Dobbiamo ammettere che, tenuto conto di ciò
che oggi sappiamo, il tabacco dovrebbe essere bandito e trattato alla stregua di
altre sostanze psicoattive che creano dipendenza come la marijuana, la cocaina,
l'eroina etc. L'unico obiettivo accettabile in una prospettiva di
salvaguardia della salute pubblica è la totale estirpazione del Fumo.
Ammettere ad esempio che sia accettabile un 15% di fumatori,
vorrebbe dire che 5 milioni di morti l'anno
sono intollerabili, ma che 2 milioni sono accettabili. Negli ultimi
cinquant'anni siamo stati minacciati da numerose campagne pubbliche a favore
dell'industria del Tabacco ed abbiamo paura di apparire come dei "salutisti
fascisti" che promuovono uno stato-balia; siamo intimiditi nello sbandierare
pubblicamente il nostro scopo, il nostro unico possibile scopo che consiste nel
bandire il Fumo. Anche le parole che utilizziamo oggi mancano di determinazione.
Parlando di "Controllo del Tabacco" abbiamo essenzialmente rinunciato al
nostro scopo, quello di liberare l'umanità dal fatto che il Tabacco controlla
gli umani, vogliamo solo "controllarlo". Immaginiamo di
trovarci nel diciannovesimo secolo e che al posto dell'abolizione della
schiavitù si parli del "Controllo della Schiavitù" o che i cinesi abbiamo un
programma per "Controllare l'Oppio". Dovremo asserire fermamente, a gran voce
e ripetutamente che il nostro scopo è di bandire il Fumo, e
dovremo fare i nostri complimenti a "The Lancet" per aver rotto questo
silenzio. Una volta chiarito il nostro scopo rimane da stabilire le
migliori strategie per raggiungerlo. Ovviamente bandire domani il Fumo
attraverso un decreto di legge non sarebbe l'approccio più efficace, e potrebbe
anche risultare controproducente.
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3. Appuntamenti
- 31 Maggio, Lussemburgo - Commissione Europea.
Convocazione per campagna di prevenzone "Feel Free to Say
NO".
- 4 Aprile, Roma - Il Farmacista e il Fumo. Ore
8.30-18.00. Policlinico Umberto I, Auditorium 1° Clinica Medica.
Organizzazione: Ordine dei Farmacisti, Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori, Societa' Italiana di Tabaccologia. Corso ECM. Info: farmacisti.roma@tiscali.it. Tel.: 06.44234139,
06.44236734.
-
5-8 Aprile, Cernobbio - Forum Sanità Futura.
Sotto la direzione scientifica del Ministero della Salute e l'Alto Patronato
del Presidente della Repubblica. Info: www.sanitafutura.it
-
-
23 aprile, Roma, Istituto Superiore di Sanità -
ALCOHOL PREVENTION DAY - MESE DI PREVENZIONE ALCOLOGICA. Partecipazione
gratuita previa comunicazione di partecipazione a mezzo e-mail o fax. L’evento
non prevede crediti formativi. Segreteria: tel. 0649902634, fax: 0649902016,
email: rosrusso@iss.it
-
23-24 Aprile, Roma -
Decennale di Federasma: Asma Allergia e Sport: una conquista alla portata di
tutti. Centro Congressi S.Raffaele H.Pisana. Info: 0574-541353, email: federasma@fsm.it
-
24 Aprile, Roma,
Scuola Medica Ospedaliera. Corso Operatori dei Programmi
Antifumo (25 ore di formazione). Info: dott.ssa Giusi Todaro, tel.
06-68352411, segreteria@smorrl.it.
4. Cancro
polmonare? Non interessa.
di FLAMINIO MORMILE
Il cancro del polmone uccide più di ogni altro e riceve fondi in misura
minore. Negli USA è terminato il Lung Cancer Awareness Month e ciò che ha
colpito molti osservatori, come Virginai Anderson dell’Atlanta
Journal-Constitution, è la scarsa risonanza ottenuta, soprattutto se confrontata
con quanto riesce a ottenere, in visibilità e finanziamenti pubblici e privati,
la rcerca sul cancro del seno. Eppure il cancro del polmone uccide molto di più
anche fra le donne. Ecco i dati USA per le donne: diagnosi annuali di cancro del
polmone 80.000, del seno 211.000; morti annuali per cancro del polmone 68.000,
del seno 40.000. E tra gli uomini, le morti annuali per cancro del polmone sono
84.000 per 92.000 diagnosi. Dati del National Cancer Research Institute rivelano
come il cancro del polmone riceva solo il 3% del denaro speso in Inghilterra per
la ricerca oncologica, sebbene causi il 22% di tutte le morti per cancro. Perchè
il cancro del polmone non mobilita fondazioni di largo successo come la
Fondazione Susan Komen o quella della Avon impegnate nella lotta al cancro
del seno? Le risposte sono più di una:
- Scarsa
sopravvivenza: difficile organizzare malati con mortalità pari all’85%
e sopravvivenza media limitata.
- Scarso coinvolgimento
emotivo: tumori al seno e alla prostata coinvolgono la sessualità e
l’immagine corporea; la mutilazione che ne risulta pone il cancro del seno al
primo posto tra i più temuti dalle donne, e ciò spiega l’impegno di produttori
di cosmetici come la Avon.
- Colpevolizzazione: la scarsa
comprensione della gravità del problema della dipendenza da nicotina fa passare
largamente il messaggio che il fumatore si ammala di cancro a causa di un
“vizio” voluttuario, minimizzando il problema della dipendenza e le difficoltà
del suo trattamento. Anche le tobacco companies mandano un messaggio
contraddittorio: da un lato chi fuma è seducente e vincente; dall’altro se si
ammala “se l’è cercata”.
- Ricerca insufficiente: pochi
fondi vogliono dire risultati ancora scarsi, soprattutto nella possibilità di
comprendere perché solo alcuni fumatori si ammalano e identificare i soggetti
più a rischio.
Certamente il problema non si risolve dirottando i fondi dalla
ricerca dal timore del seno a quello del polmone. Va ampliato il finanziamento
globale, pubblico e privato, della ricerca su tutti i tumori più frequenti. La
cura del tabagismo deve assumere un ruolo preventivo primario adeguatamente
finanziato. I gruppi attivi nel campo del cancro del polmone e delle patologie
fumo-correlate in genere, devono sviluppare nuove strategie di comunicazione e
di aggregazione per ottenere la concreta attenzione che il suo terribile impatto
sociale impone.
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5. Consumo critico e
boicottaggi
Un aumento di venti centesimi circa per ogni pacchetto di
sigarette. Poco meno di quaranta lire. Che andranno a sostenere spese militari
dello Stato italiano: gli adeguamenti previsti dal contratto, ma anche le
missioni “di pace” in giro per il mondo, per un totale di circa 650 milioni di
euro (tanto si aspetta il governo). E’ stato tutto deciso il 22 dicembre, quando
anche il Senato ha dato il via libera alla Finanziaria 2004: una Finanziaria che
ha dovuto affrontare il nodo degli stipendi dei militari, nonché dei costi per
sostenere il prolungamento delle missioni all’estero (per le quali è stato anche
istituito un fondo di 1.200 milioni). Dove trovare i soldi necessari? La
proposta sarebbe arrivata da Alleanza Nazionale: un ritocco delle accise statali
sul tabacco. In realtà, AN avrebbe voluto anche incrementare il sostegno ai
piccoli comuni, ma alla fine si è deciso che tutto il maggiore incasso
servirà a pagare, nutrire, alloggiare, equipaggiare, trasportare, vestire,
curare, riscaldare e addestrare i militari. Anzi: pare che, oltre ai
fumatori, anche i bevitori di superalcolici e gli amanti della birra saranno
presto chiamati a dare il loro spontaneo contributo al patrio esercito
attraverso gli stessi meccanismi. E’ però sul fumo che si sta concentrando
l’attenzione dei movimenti pacifisti e di tutti quei settori contrari
all’impegno italiano in Iraq. Riccardo Bonacina, del mensile “Vita”, ha
addirittura deciso di smettere: “Trentacinque anni di fumo impenitente e
felice – scrive Bonacina in un pezzo intitolato significativamente “La pace
in fumo” -. E’ mai possibile che l’idea che qualche mio euro vada a
finanziare missioni militari mi spinga, alla soglia dei cinquant’anni, ad una
vera e propria obiezione di coscienza? Nessun odioso appello alla salute aveva
mai fatto breccia, nessuna minacciosa e ipocrita scritta sui pacchetti di
sigarette, nessun malanno o starnuto. Dagli ayathollah del fumo passivo mi aveva
sempre salvato un po' di buona educazione e qualche volta la simpatia. Le idee,
forse anche l'ideologia, può davvero tanto?”. Evidentemente
sì. Bonacina fa anche due conti: “Nel mese di gennaio 2004 non
ho fumato 500 sigarette, cioé 25 pacchetti non acquistati, 65 euro risparmiati
(o non andati in fumo), di cui tredici euro invece di finanziare le missioni
militari italiane rimarranno nelle mie tasche. L'obiettivo per il febbraio 2004
è salire a 32 pacchetti non acquistati, per 640 sigarette non fumate e 83,20
euro risparmiati. Insomma, un programma credibile, nessuna ultima sigaretta. Ma
obiettivi mese per mese, sino a spegnere definitivamente i recettori di nicotina
per il 19 marzo 2004, data dell'attacco contro l'Irak”. Un vero e
proprio invito all’obiezione militare attraverso il fumo. Ma, parlando di
sigarette, si possono fare anche altre riflessioni. Qualche tempo fa Beppe
Grillo disse che il prezzo “giusto” della benzina sarebbe almeno i 5 euro al
litro. “Bisogna imputare al costo del petrolio i suoi costi reali – spiegava in
un’intervista il comico genovese -: distruzione dell'ambiente, malattie, guerre.
Questo non lo possiamo pagare noi, se lo paga chi consuma petrolio. Oggi il
greggio è venduto in un regime di economia pianificato, ha un prezzo truccato
deciso da un'economia di bolscevichi”. In altre parole: se è vero (ed è vero)
che il mercato del petrolio è la principale causa dei danni all’ambiente, delle
tensioni internazionali che generano guerre e terrorismo, di mutamenti climatici
indotti dall’eccessivo consumo di carburanti, ebbene, perché mai la riparazione
di tutti questi danni viene scaricata sulla collettività? Sarebbe giusto,
sostiene Grillo, che il prezzo al consumo del petrolio e dei suoi derivati vada
a coprire non solo i costi di produzione e trasporto, ma anche i vari “effetti
collaterali” indotti da questo mercato. Analogo ragionamento si può fare allora
con le sigarette: quanto spende il servizio sanitario nazionale per
affrontare le malattie indotte più o meno direttamente dall’uso del tabacco?
Miliardi di euro all’anno, spaziando dal cancro al polmone ai vari tipi di
malattie cardiovascolari, per citare solo i due gruppi più consistenti.
Soldi che si scaricano sulla fiscalità generale, non certo sul prezzo del
pacchetto di sigarette. Anzi: il fumatore consuma e spende, produttori e
distributori intascano, e la collettività paga i danni. Un’altra
considerazione riguarda poi le multinazionali del tabacco, quasi sempre
sulla lista nera delle organizzazioni che difendono la salute pubblica e
l’economia del Sud del mondo. Philip Morris è il gigante della
famiglia e anche l’esempio più significativo. Multinazionale
con un fatturato annuo da 60 miliardi di dollari, vende i suoi prodotti in 180
paesi del mondo con marchi come Marlboro, Merit e Chesterfield. Negli
anni Novanta è finita nel mirino di associazioni di consumatori e gruppi di
cittadini a causa delle campagne pubblicitarie particolarmente aggressive, e nel
1997 è stata condannata a pagare una supermulta di 27 milioni di dollari per 25
anni a titolo di risarcimento in cause legali avviate da clienti un tempo molto
affezionati, e successivamente molto ammalati (informazioni tratte dalla
“Miniguida al consumo critico e al boicottaggio”, edizione dell’aprile 2003).
La Philip Morris sarebbe “la maggiore responsabile dei 4,2 milioni di
persone che muoiono ogni anno nel mondo per malattie legate al fumo”. A
seguito di azioni legali e campagne di boicottaggio, nel 1999 è stata costretta
ad ammettere che sì, il fumo fa male. Ma non per questo ha deciso di smettere.
Anzi, “poiché nel nord del mondo il consumo di tabacco è in diminuzione, sta
dirigendo le sue vendite verso il sud, aumentando a dismisura il consumo di
tabacco nei minorenni”. Come dire che la multinazionale statunitense viene
considerata dai movimenti solidaristici uno dei principali flagelli
dell’umanità. Sembra quindi che ci sia più di una buona ragione per
applicare i criteri del consumo critico anche alle sigarette. Tra
l’altro, oltre al discorso delle spese militari e dei danni al servizio
sanitario nazionale, vale sempre l’avvertimento che appare bene in evidenza
anche sui pacchetti: il fumo nuoce gravemente alla salute. E chi vuole dare il
proprio contributo al boicottaggio di gruppi come la Philip Morris stia attento:
la multinazionale ha anche avviato una divisione di prodotti alimentari alla
quale fanno capo prodotti che nulla hanno a che fare con le sigarette: come i
dolci targati Milka e i formaggi Philadelphia, Jocca e pure le italianissime
Invernizzi e Fattorie Osella.
6. Si inzia
a 11 anni
(ANSA) - ROMA, 5 MAR - La sigaretta in Italia ha i
pantaloni corti: su 100 ragazzi di 11 anni in quattro fumano; a 13 anni gia'
diventano il 14% i ragazzi con il vizio e basta entrare nel pianeta adolescenti,
a 15 anni, per veder fumare un ragazzo su tre. E' quanto emerge dall'ultima
indagine Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) nelle scuole italiane. Ed
un altro sondaggio rivela che tre ragazzi su quattro sono convinti che smettere
di fumare sia molto facile. Bisogna ricorrere ai ripari, sostiene il movimento
italiano genitori (Moige) che si allea con il ministero della Pubblica
istruzione, l'Istituto italiano di medicina sociale, i pediatri e gli
psicoterapeuti. Un pullman itinerante per tre anni con mostra multimediale e un
teatrino di burattini portera' a domicilio nelle scuole lezioni di salute
antifumo per gli studenti dagli 8 ai 13 anni. La partenza e' prevista da Roma
lunedi' 8 marzo. I dati sull'emergenza fumo fra i piu' giovani sono stati
presentati proprio in occasione del lancio dell'iniziativa. L'indagine e' stata
condotta in 289 scuole italiane, fra i giovani di 11, 13 e 15 anni,
dall'universita' di Torino, guidata dal professor Franco Cavalli, in
collaborazione con l'universita' di Padova e del professor Massimo Santinello,
nell'ambito di uno studio coordinato dall'Oms. L'abitudine del fumo nei ragazzi
e' trasversale in tutta Italia. Le differenze regionali esistono ma non sono
statisticamente significative. Nel nord-ovest infatti fumano 10,6 ragazzi su 100
da 11 a 15 anni, nel nord-ovest 7,2%, nel centro il 12%, nel sud il 9,5% e nelle
Isole il 10,3%. Fra i ragazzi di 11 anni quasi il 4% dichiara di fumare: lo 0,3%
ogni giorno, l'1,32% una volta alla settimana e l'1,78% meno di una volta alla
settimana.
7. Psicologando - Il dramma del desiderio
di LIDIA MANGIARACINA *
La persuasione è un'arte e la pubblicità, quella di
dar forma ai desideri esplicitandoli nelle sue più variegate manifestazioni.
Dietro quella semplicità di immagini, il lavoro particolarmente complesso dove
esperti, in ambito multidisciplinare (sociologi, psicologi, grafici, decoratori,
semiologi e linguisti) hanno tentato di misurarne e controllarne l'efficacia,
spesso riccorrendo ad accurati esperimenti scientifici. L'incorporazione dei
desideri nel sistema economico, è quanto promette una globalizzazione spietata e
incalzante a cui, secondo Christofer Lasch, vi si opporrebbe un narcisismo
individuale con il desiderio di sentirsi liberi dal desiderare. In tal modo,
l'autonomia personale si affermerebbe a scapito del rapporto con l'altro.
L'attitudine alla sfiducia e alla fuga dall'altro, incoraggiata dalla dipendenza
tabagica, assumerebbe dunque significati funzionali con un'immediata
gratificazione alla base. A lungo andare, cio' diventa disfunzionale dal
punto di vista relazionale, in quanto alimentando l'illusione di indipendenza,
agirebbe da limite nell'espressione, dell'apertura del sé all'altro. Piera
Aulagnier si riferisce a tale fenomeno con toni forti e drammatici, sostendendo,
in termini psicodinamici, l'esistenza di una pulsione di morte che agirebbe
annientando ogni motivo di ricerca e attesa dell'altro, verso un cammino di
ritorno al silenzio primario, dimensione primordiale precedente a quella in cui
si è condannati a desiderare, implicando l'importanza dei legami di
interdipendenza. La cessazione dal Fumo, in tale contesto, significherebbe
invece pulsione vitale verso la ricerca dell'altro, con la conseguente
consapevolezza dei propri limiti e quindi dello sviluppo del desiderare ciò che
è al di là di sé. Smettere di fumare, non comprometterebbe la perdita della
capacità di desiderare ma l'alimenterebbe.
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- "Soggettivita' e Desiderio nell'Era Globale",
Andrea Agostini, dal Manifesto del 26 giugno 2001
- "LA PIOVRA PUBBLICITARIA
La fabbrica dei desideri", Ignacio Ramonet, da Le Monde Diplomatique, Maggio
2001
- "La violenza dell'interpretazione", AULAGNIER P., Borla, Roma,
1993
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* Lidia Mangiaracina e' psicologa dell'area
formazione GEA Progetto Salute.
8. Mangosi: cartoonist
schierato
di VINCENZO ZAGA'
Dal prossimo numero della rivista Tabaccologia inizia la graffiante
collaborazione di Roberto Mangosi. Vignettista satirico e pittore, stile 1600,
ha collaborato con numerose testate (Il Giornale d’Italia, Il Male, Playboy, La
Settimana Enigmistica, Linus, PM e Domenica Quiz). E’ stato Art Director e
principale vignettista del sito umoristico Internet
www.ohmygoodness.com, fino al 2002 terzo sito al mondo di cartoline
virtuali. Nel 2003 ha fondato, insieme alla Soc. I.Go di Milano, il sito di
umorismo globale “www.funnylabs.com” di cui è Art Director. E’ inoltre il
vignettista fornitore del servizio di messaggeria telefonica MMS “Sorrisi” di
WIND ed I-Mode, oltre che di Vodafone. Nel settore dell’informazione collabora
con l’inviato del TG 1 Pino Scaccia nella rubrica on line “Filo
Diretto” e con “Rede Globo”, la più importante emittente televisiva
brasiliana, illustrando gli articoli di attualità dell’edizione online. Numerosi
i riconoscimenti ricevuti mentre molte sue opere sono custodite in vari musei
(Museo della Caricatura di Tolentino, Museo Umoristi a Marostica, Museo della
Satira e della Caricatura di Zemun di Belgrado, Centro di Documentazione
dell’Illustrazione Contemporanea di Bronzolo-(BZ), Museo Peynet
d’Antibes-Francia, Museo del Humor de San Antonio de los Banos-Cuba, Museo del
Festival Internazionale di Humor Grafico Portuguese Printing Press Museum).
Insomma un cartoonist con un formidabile palmares che portera' certamente una
ventata di urticante buon umore alla nostra rivista e alla Tabaccologia
italiana. Va detto che Roberto Mangosi e' un nemico giurato del
Fumo. Dal primo fugace incontro con Mangiaracina durante un corso di
formazione a Velletri, alla creazione di un rapporto stabile, il passo e' stato
breve. Mangosi e' oggi un collaboratore tecnico a pieno titolo inserito
nel quadro delle strategie di controllo del Tabagismo in Italia. Gli
diamo calorosamente il benvenuto e prevediamo un periodo aureo per la
comunicazione del messaggio antifumo.
9. Decalogo Antifumo
Le 10 regole fondamentali per il
Controllo del Tabagismo, valide a livello mondiale, estratte dalle 70
Regole Generali del Piano Anticancro Francese del 2003, sono illustrate ed
inserite nella sezione "Documenti" di Gea: www.gea2000.org/documenti
10. A
volte ritornano...
PADOVA - Nasce il club dei sigari toscani. Passione per la buona tavola e i
sigari toscani. Questo il motore che ha portato alla nascita del "Toscano Padova
Club" che stasera al ristorante Dai Gemelli in via Dondi dell'Orologio vivrà il
primo appuntamento. Dopo un menu tipicamente veneto (si va dal risotto agli
asparagi ai gemelli col radicchio di Treviso) scatterà la degustazione più
attesa, quella dei sigari toscani. Un paio di aziende del settore
forniranno i tabacchi con i rispettivi liquori da abbinare. Il prezzo
per partecipare alla serata è di 20 euro tutto compreso. La sede del club è
nella tabaccheria di Lodovico Masetto in corso del Popolo. Info e prenotazioni
049-8750557.
Il Commento: l'ennesima promozione del Tabacco in un paese
(l'Italia) dove la pubblicita' e' vietata. Ci piacerebbe conoscere quel "paio di
aziende"... a qualcuno puo' interessare?
11. Maria
De Filippi: fumachetipassa
di EMANUELA LA NOCE
Chi ha visto il programma di
Maria De Filippi "Amici" la sera del 14 marzo scorso? I protagonisti
sono adolescenti, provenienti da varie parti di Italia, selezionati per le loro
abilità in canto, danza e recitazione, che hanno la possibilità di entrare nella
scuola per studiare e migliorarsi, seguiti da un corpo insegnante specializzato
nel settore, che prepara lezioni, compiti ed esami finali. La logica è la
competizione, poichè tutto si conclude con sfide sia interne sia esterne,
coinvolgendo adolescenti che vogliono entrare nella scuola, sottoponendosi al
sistema del televoto, che aumenta la partecipazione del pubblico da casa. Quello
che è avvenuto nella serata del 14 marzo ha dell'icredibile. Teniamo conto dello
share della diretta in prima serata. La sfida e' tra Catello e Valerio. Uno
dei due è inevitabilmente eliminato. Per arginare la delusione
del 18enne che sognava di diventare un ballerino, la De Filippi conclude:
"Adesso vai a fumarti una sigaretta fuori". La frase non e' frutto di una svista
in quanto è ribadita per ben due volte. Invito vivamente gli autori del
programma a colmare la totale o parziale ignoranza in tema di dinamiche
psicologiche adolescenziali o semplicemente di rievocare la propria di
adolescenza per rivivere il forte desiderio di trasformare un sogno in realtà o
semplicemente di esprimere le proprie emozioni con la danza, il ballo e la
recitazione. Forse non si ricordano o non sanno (o forse lo sanno e ne fanno un
uso diverso) quanto un idolo permette di identificarsi, di sognare ad occhi
aperti, in un momento in cui il corpo, i sentimenti e le percezioni cambiano e
non hanno forma, perché la forma la stanno cercando, e con essa una strada e dei
valori da seguire. Sono gli anni della contestazione alla famiglia, ai genitori,
ai valori. Sono gli anni delle grandi amicizie, pateticamente sottolineate nel
programma e contemporaneamente distrutte con competizioni e sfide. Chi da
adolescente non ha mai avuto un idolo, spesso anche irraggiungibile, un mito
dello spettacolo? E cosa succede quando questo idolo è un ragazzo molto vicino a
noi, palpabile, come noi e come tutti gli adolescenti d'Italia? Stiamo attenti.
Le dinamiche identificative sono fortissime. Attenti. Nel sito del
programma vi sono le schede degli allievi con peso e altezza... e si apre
l'altro tema sui disordini alimentari. Giudicate voi:
12. Brindisi:
si smette a 46 anni
(ANSA) - MILANO, 9 MAR - Qual e' il
prototipo del fumatore pentito? Quali motivazioni lo
spingono? E, in caso di fallimento, quali le cause della
sua ricaduta nel fumo? Sono informazioni che possono
essere molto utili per affinare la
strategia delle campagne antifumo e per aiutare meglio a
smettere chi oggi non ci riesce. Per questo partira' a giorni uno studio promosso dall'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) e dalla Pfizer,
che prevede di coinvolgere una ventina di centri
antifumo in tutto il Paese. Ognuno di essi avra' il
compito di reclutare almeno 20 fumatori di piu' di 10
sigarette al giorno, di eta' compresa fra i 25 e i 54
anni, equamente suddivisi fra i due sessi. Fra un anno
saranno noti i risultati. Questo lavoro, per il momento,
e' stato fatto da uno solo di questi centri, quello di
Mesagne (Brindisi), i cui risultati sono stati resi
noti. Da essi risulta che coloro che si sono rivolti a
quel Centro per smettere di fumare sono nel 79,3%
dei casi di sesso maschile, con un'eta' media di 47 anni. Nelle donne l'eta' media
e' lievemente inferiore (45
anni). Prevalgono i diplomati della media inferiore (40,6%) e superiore (35,9%), mentre i laureati sono
solo il 5,3%. La ragione che ha
spinto queste persone a cercar di smettere e'
riconducibile soprattutto a un problema di salute (47,3%), ma ci sono molte altre motivazioni, come l'aumento del prezzo delle
sigarette piuttosto che l'aumento della discussione sui
media in occasione della nuova legge. Ci sono poi
impennate stagionali, a maggio, in occasione della
giornata antifumo e a settembre con la crisi dopo il
rientro dalle vacanze. Secondo i dati, resi noti da
Eugenio Sabato, responsabile del gruppo di studio AIPO sulla prevenzione e il controllo del
fumo di tabacco, oltre il 40%
dei fumatori che si rivolge a un Centro antifumo riesce
a smettere, ma questo dato dovra' essere confermato al
termine dello studio. I candidati a smettere vengono curati nel 98% dei casi con terapia sostitutiva di
nicotina, ma si tende a combinare vari sistemi, a
seconda del caso.
13. Aria Pulita continua a
denunciare
di CINZIA MARINI
Alcune Regioni hanno attivato un servizio al quale ci si può rivolgere per
avere informazioni sulla legislazione vigente nell’applicazione delle norme
sulla sicurezza nei luoghi di lavoro comprese quelle derivanti dalla mancata
applicazione del divieto di fumare e della conseguente esposizione al fumo
passivo. Alla Regione Piemonte vengono fornite esclusivamente informazioni ;
alla Regione Toscana si possono lasciare messaggi nella segreteria telefonica;
alla Regione Lazio è possibile segnalare anche le disfunzioni. In questo caso le
richieste di intervento sono inoltrate alla A.S.L.di competenza che si occupa di
inviare i propri ispettori per prendere contatto con i responsabili aziendali
della sicurezza, verificare quanto segnalato e risolvere le problematiche. Il
funzionario con cui
Aria Pulita - Associazione Non
Fumatori ha preso contatti telefonici ha confermato che è
possibile inviare anche le
segnalazioni fatte a nome della nostra
associazione alla quale continuano ad arrivare molte richieste di
intervento. Aria Pulita sta verificando se anche le altre Regioni
abbiano attivato un servizio analogo. Il numeri verdi finora disponibili
sono: Regione Piemonte
800-580001, Regione Toscana
800-634701, Regione Lazio
800-626600, ed è
attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 16. Il sito è:
14. Noi, poveri
sfruttati e demonizzati
Siamo fumatori e siamo
stanchi di essere sfruttati dallo stato e in più demonizzati anzichè aiutati.
L'attenzione pubblica viene dirottata su di noi per distoglierla da altri
argomenti, come ad esempio, il cibo che siamo obbligati a mangiare e che ormai
in massima parte è stato geneticamente modificato, con conseguenze ancora
sconosciute che si vedranno nel corso degli anni. E' ridicolo che lo stato
venda le sigarette e poi sia in prima fila nella caccia alle streghe ormai in
atto nei confronti dei fumatori. Aumentare le sigarette (ormai in pratica una
volta al mese) è diventato per lo Stato l'ultima frontiera per racattare
soldi. Se lo stato fosse veramente interessato alla salute pubblica dovrebbe
prevedere interventi gratuiti di disassuefazione al fumo. Ma niente viene
fatto in quanto in realtà i soldi dei fumatori fanno comodo; se smettessimo di
fumare dove troverebbero le migliaia di miliardi che incassano? Sarebbero
costretti a mettere nuove tasse a tutti, compreso chi non fuma. Un gruppo di
fumatori. (Lettera pubblicata su Metro del 2 marzo e
ri-pubblicata su Leggo del 24 marzo, praticamente
riciclata).
Caro lettore "fumatore, stanco di essere sfruttato e demonizzato anziché
aiutato", hai scelto tu di fumare e chiedi anche di essere aiutato? E come
vorresti essere aiutato? L'attività che Sirchia sta portando avanti è già di per
sé un grande aiuto, perché tutela la salute di tutti - fumatori attivi e
fumatori passivi! I non-fumatori non intendono "demonizzare" i fumatori, ma
questi ultimi molto spesso non si curano minimamente del fastidio che possono
arrecare agli altri, ed è giusto che di ciò inizino a prenderne
coscienza.
Buona
Pasqua!
I numeri precedenti di Gea-News sono
qui:
Se per
errore ricevi questa email schiediamo scusa, ma
avvertici. La redazione di
GEA.