Tabagismo & pfc 
Anno VI - n° 58 - Luglio-Agosto 2004

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: M.Antonielli, M.D'Onghia, A.Marastuta, L.Mangiaracina, I.Palminteri, A.Luccarelli, S.Cella.

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it

Collaborazione: LegaTumori - Globalink Italia

Distribuzione: 3.511 copie

     COME E PERCHE' SOSTENERE GEA   

 

1

-  Granelli di Sabbia - di G.Mangiaracina

 

 

2

-  Valori virtuali - di M.D'Onghia

 

 

3

-  Polveri fini mortali per gli over 65 - di I.Palminteri

 

 

4

-  La E e la B non servono a chi fuma

 

 

5

-  Come ti rovino il marchio - di S.Cella

 

 

6

-  Varese come Zurigo - di A.Luccarelli

 

 

7

-  Psicologando (Ma quanto ti stimi?) - di L.Mangiaracina

 

 

8

-  Le Iene amano i bimbi 

 

 

9

-  Lucarelli e le favole a colori

 

 

10

-  Polizze piu' care per chi fuma - LILT

 

 

11

-  Doppio rischio passivo - DoctorNews

 

12

-  Ipertensione: controlli approssimativi

 

 

13

-  Baciami stupido - di M.Badolato

 

 

14

-  I misteri del piacere: un'esperienza - di A.Marastuta

 


1. EDITORIALE: Granelli di Sabbia

di GIACOMO MANGIARACINA

Colleziono clessidre. Entrando nel mio studio si inciampa quasi su quella alta 62 centimetri. Ogni tanto mostro quella piccolissima di appena qualche centimetro che conservo nel cassetto. Quanto dura lo scorrere della sabbia? Tre minuti? La cottura di un uovo alla coque? Non lo so. Non l'ho mai misurato ne' con l'orologio ne' con le uova. In verita' non mi interessa. Quello che mi affascina e' osservare il tempo che se ne va, finisce, capovolgi la clessidra e ricomincia, scorre. Non esiste modello sperimentale arcaico che sia migliore dei granellini che passano per quella strettoia. Tutto questo esprime il sufficientemente perverso che mi lega al tempo. Lo amministro, lo gestisco, lo frammento, gli do' una struttura, lo occupo, lo riempio, lo organizzo, lo lascio passare in certe attese, lo impiego, lo inseguo, a volte lo perdo per ritrovarlo poi. Il tempo mi ha insegnato i ritmi della vita, con i minuti, le ore, i giorni e le stagioni, gli devo qualcosa, ma lo odio. Mi da' la prospettiva ma anche la durata di questa vita. Il mio gatto non sa che la vita finisce. Io si. Il tempo si nega e si accetta per quello che e', per l'ambivalenza che ha in se', maestro e minaccia. Nel recente spettacolare Troy, il regista mette nella bocca di Achille queste parole rivolte a Briseide: "Ti rivelo un segreto, gli Dei ci invidiano. Perche' siamo mortali. Perche' sappiamo che questi momenti sono per noi unici". Lo spirito epico, del guerriero, del samurai, come quello del manager di oggi, di chi sa imporsi regole di ferro e disciplina da marines, come quello di chi ama con passione, riempie il tempo della forza delle emozioni. Dunque vi e' una qualita' del tempo che si vive, una intensità, una pienezza, che non possono essere misurati se non con la grandezza dei nostri sentimenti. Amore e odio, Eros e Tanatos, e quant'altro ancora realizzi la proiezione della nostra potenza interiore, rende il tempo buono da vivere, e placa l'ansia. Ma non e' sempre cosi'. Paradossalmente l'estate evoca vacanza, e il popolo dei lavoratori che hanno impiegato costruttivamente il loro tempo, immancabilmente diventa popolo di "vacanzieri", e vacanza diventa simbolo di vacuita'. Il "tempo libero" chi l'ha inventato? Qualcuno che sotto-sotto sa quale sia l'angoscioso segreto che attanaglia gli umani. Il "tempo libero" non esiste. E se ci fosse, bisognerebbe occupare anche quello. Come il silenzio. Fa paura. Percio' gli umani lo "ammazzano". Nelle spiagge del mondo, d'estate, si compie ciclicamente questo rito macabro dell'uccisione del tempo. Gente ferma, immobile, che crede e si illude di fermare tutto, come una clessidra che non si capovolge. Rimangono le liturgie perpetue, i mantra dei comportamenti umani, gli atti quotidiani della vita appresi da bambini, come fumare sigarette e gettare la cicca nell'arenile, per riempire inappagati l'ultimo brandello di noia.

 


2. Valori virtuali
di MIRIANA D'ONGHIA
Le sigarette portano nelle casse dello stato 9,5 miliardi di euro l’anno. Una vera e propria “boccata d’ossigeno” per l’erario che ha potuto contare in 10 anni su un aumento delle tasse nel settore pari al 113%. Nel 2001 il totale delle entrate fiscali per i tabacchi lavorati - secondo un rapporto di Nomisma sulla filiera del tabacco - è stato pari a 9.477 milioni (2.147 milioni l’Iva e 7.330 milioni l’imposta di consumo), con una crescita del 2,4% rispetto all’anno precedente. Dal 1991 al 2001 il gettito fiscale è più che raddoppiato (+113%). Un vero e proprio “salto” nel ’93, quando le accise sono passate dal 56% al 57%, variazione che ha condotto ad un aumento delle entrate totali per quasi il 19%. Per l’erario si tratta di un vero e proprio pozzo di petrolio sia per la struttura dell’imposizione stessa sulle sigarette (che è mediamente pari al 74% del prezzo finale di vendita con una componete proporzionale sul prezzo di vendita al pubblico pari a circa il 71%) sia per il rilevante mercato di consumo - come si legge nel rapporto di Nomisma - esistente in Italia per tali prodotti. Nel panorama dell’imposizione diretta le sigarette detengono il primato in termini di crescita percentuale, +73% dal ’93 al 2001. Complessivamente gli introiti statali derivanti dal settore dei tabacchi lavorati a titolo di imposte indirette, corrispondono al 2,9% delle entrate fiscali complessive e al 6,4% del totale delle imposte indirette.
Fonte: L'Unione Sarda, 06-2003 - ECONOMIA - pag.37
 

3. Polveri fini mortali per gli over 65
di ILARIA PALMINTERI
Il Dipartimento di Epidemiologia dell ASL Roma E ha di recente svolto uno studio (Forastiere e Coll.) che dimostra la correlazione tra incremento di polveri sottili provenienti dall’inquinamento ambientale cittadino, e l'incidenza di eventi coronarici fatali nella popolazione di età superiore ai 65 anni. In conseguenza di tale studio, il Direttore Carlo Peducci ha fatto un appello all’Assessore Sanità, all’Assessore all’Ambiente, all’Assessore alle Politiche della Tutela Ambientale e molti altri ancora, riguardo alla necessità di attuare programmi a lungo periodo per il monitoraggio delle modifiche ambientali e dei possibili cambiamenti nello stato di salute della popolazione. E' evidente che la questione dell'impatto ambientale dell'inquinamento atmosferico da autoveicoli e' fortemente sentito dalla popolazione,  ma spesso risulta sovrastimato rispetto ad altri problemi che sono causa di malattia, invalidita' e morte. Gli appelli fatti per migliorare la nostra vita sono legittimi e devono sempre emergere se vogliamo che nel mondo cambi qualcosa e per far si che si attuano interventi di risanamento dell’ambiente in cui viviamo. Tuttavia lo studio di Forastiere ha evidenziato che la causa piu' rilevante di correlazione e mortalità e' comunque il Fumo, insieme con ipertensione e diabete, pertanto ci chiediamo se il direttore si attivera' anche per cio' che concerne la prevenzione nell'ambito dei problemi Fumo-correlati.
 

4. la E e la B non servono a chi fuma
Supplementi a base di vitamine E o di Beta-Carotene non hanno effetti protettivi sull'incidenza di polmonite nei fumatori: lo rivela uno studio compiuto all'Università di Helsinki (Finlandia), pubblicato sulla rivista Chest. Partendo dai dati dell'Alfa-Tocoferolo Beta Carotene Cancer Prevention Study effettuato a Helsinki. La ricerca ha preso in considerazione quasi 30 mila uomini tra i 50 e i 69 anni che fumavano almeno 5 sigarette al giorno. Di questi, metà sono stati sottoposti a un trattamento con supplementi a base di vitamina E e betacarotene in forma di pastiglie da assumere ogni giorno, metà hanno ricevuto un placebo, cioè una pastiglia priva dei principi attivi. Lo studio è durato sei anni. In questo periodo i casi di polmonite che hanno richiesto un ricovero sono stati 898: tra questi, non è stata dimostrata nessuna differenza significativa tra chi assumeva vitamine e chi no. C'è poco da fare: bisogna smettere!
Fonte: "Cucina Naturale", Maggio 2004.
 

5. Come ti rovino il marchio
di STEFANIA CELLA
Dal 1° ottobre del 2004 i paesi dell'Unione potranno scegliere di stampare immagini sui pacchetti di sigarette. Dopo le scritte dissuasive in bianco nero, l'Unione Europea investe sulle immagini per convincere i fumatori a desistere. Tale direttiva europea non rende la scelta obbligatoria. E' stata emanata nel quadro della direttiva già in vigore dal 2001 per una più intensa sensibilizzazione sui danni del fumo. Gli stati europei potranno dunque scegliere o meno di apporre sui pacchetti queste illustrazioni, che potranno essere selezionate da un archivio centrale ancora in preparazione. E' inoltre prevista la creazione di un numero telefonico e di un sito internet dove sara' possibile informarsi su come smettere di fumare. L'utilizzo delle immagini sui pacchetti è obbligatoria da anni in Canada e Brasile. In questi Paesi, il 75% della superficie dei pacchetti di sigarette è occupata da foto raffiguranti i danni causati dal fumo, accompagnate da spiegazioni e dati statistici. Alla pubblicità del marchio è riservata solo la parte bassa del pacchetto.
 

6. Varese come Zurigo. Guai a chi sporca

di ALESSANDRA LUCCARELLI
Butti per terra il mozzicone? Eccoti pronta una bella multa. La città lombarda come Singapore: costa caro gettare sigarette, gomme da masticare, carte e liquidi nelle vie dell'area pedonale, nel centro storico. Gettare un mozzicone di sigaretta o un chewingum per terra può costare caro: da 55 a 330 euro di multa. A Singapore o a Zurigo? No a Varese. Su indicazione del sindaco leghista Aldo Fumagalli, infatti, il comandante della polizia locale ha emesso un'ordinanza che punisce chi getta gomma da masticare e mozziconi di sigaretta per strada, chi disperde olio dei motori ma anche chi imbratta manufatti di arredo urbano, dalle fontane ai monumenti, alla segnaletica stradale con graffiti o scritte. Finalmente, diciamo noi, un po' di civilta' "padana" non guasta proprio in questo Paese, dove le cicche dei senza-legge riempiono le spiagge d'Italia, e visto che ai batteri non piacciono i filtri, ci rimangono per due anni prima di biodegradarsi.
 

7. Psicologando - Autoterapia iatrogena

di LIDIA MANGIARACINA
Il proverbio "chi fa da sé fa per tre" sembra particolarmente apprezzato dagli italiani. In un Working-Team sarebbe fatalmente limitante, ma per chi smette di fumare contiene una certa verità. Infatti, sembra che chi ce la fa da solo, per decisione personale, cestinando il pacchetto "una volta e per tutte", ha maggiori probabilità di farcela rispetto a chi prova e riprova, riducendo il numero delle sigarette. Tentativi fra l'altro che presentano una componente distruttiva, piu' orientata verso la ricaduta, che non verso un cambiamento vero e proprio. Talvolta, però, questa tendenza auto-terapeutica, si realizza al contrario. Sostanze come alcol, tabacco, caffè e altre droghe, assumerebbero significati terapeutici in sè. Recenti studi hanno trasformato ciò che era considerata una semplice e innocua tendenza individuale, in oggetto di analisi scientifica, i cui risultati hannno messo in luce che, se da un lato l'essere individui a componente "strategica" sembra sia inciso nei nostri neuroni, dall'altro è anche probabile che la persona scambi fischi per fiaschi. Insomma, piuttosto che semplificarci la vita, ce la complichiamo. Un esempio sono le "scorciatoie" mentali secondo le quali ad un oggetto o ad una sostanza si deleghi una qualche soluzione ad ansia, insicurezza, paura, depressione. Dunque una sorta di "farmaco" con l'intenzione di auto-medicarsi. In verita' si tratta di un meccanismo perverso, che va a costituire uno dei pilastri del comportamento dipendente. Chi usa o abusa di determinate sostanze, o chi perde il controllo su una qualsivoglia abitudine, e' anche motivato dal ritenere che il suo comportamento possa in una qualche maniera avere un effetto "curativo". La ricerca ha dimostrato che, seppure esse siano in grado di produrre risposte psico-fisiche dell'organismo, percepite come "positive", allo stesso tempo verrebbero a declinare le capacità di discernimento critico. In altri termini, in determinate condizioni di stress, chi riesce ad evitare di assumere sostanze o attivare comportamenti di dipendenza a scopo autoterapico, reagirebbe meglio, grazie alla capacità di attivare maggiori risorse cognitive ed emotive personali.
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- "Prospective Predictors of Quit Attempts and Smoking Cessation in Young Adults"
by Jennifer S. Rose, Ph.D., Laurie Chassin, Ph.D., and Clark C. Presson, Ph.D., Steven J. Sherman, Ph.D., in Health Psychology, Vol. 15, No. 4, pp 261-268.
- "Depression and Self-Medication with Nicotine: The Modifying Influence of the Dopamine D4 Receptor Gene" by Caryn Lerman, Ph.D., Georgetown University Medical Center; Neil Caporaso, MD, National Cancer Institute; David Main, MS, and Janet Audrain, Ph.D., Georgetown University Medical Center; Neal R. Boyd, Ph.D., Fox Chase Cancer Center; Elise D. Bowman, MS, and Peter G. Shields, MD, National Cancer Institute, in Health Psychology, Vol. 17, No. 1.
- "Escalated Substance Use: A Longitudinal Grouping Analysis From Early to Middle Adolescence" by Thomas Asby Wills, Ph.D., Grace McNamara, Ph.D., Donato Vaccaro, Ph.D., and A. Elizabeth Hirky, Ph.D. , in Journal of Abnormal Psychology, Vol. 105, No. 2, pp 166-180.
- Roberto Re, "Leader di te stesso - come sfruttare al meglio il tuo potenziale per migliorare la qualità della tua vita personale e professionale", Mondadori, 2004
 

8. Le Iene amano i bimbi
Le Iene non mordono, amano i bambini. Per vedere lo splendido servizio de "LE IENE" di domenica 9 maggio 2004, ecco il link a cui collegarvi: www.iene.it/programma/2004/05/09/puntata.shtml, poi cliccate su "Vendita di alcool ai minori". Lo spettacolo e' asssicurato. E soprattutto il messaggio. Meditate ministri, meditate,... ma soprattutto agite. I nostri figli vanno tutelati.
 

9. Lucarelli e le favole a colori

Bologna si e' incontrata con Carlo Lucarelli e altri autori di racconti fantastici contro il Tabagismo. L'obiettivo del concorso "Una favola a colori", racconti fantastici scritti da insegnanti ed educatori, era quello di creare percorsi didattici in grado affrontare in modo inusuale ma appropriato il tema del Tabagismo nella fascia di età che va dalla prima infanzia alla scuola elementare. L'iniziativa e' stata realizzata dalla Regione Emilia Romagna in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Reggio Emilia, con l´Istituto Oncologico Romagnolo e con l´Associazione Scrittori Bolognesi, ed ha avuto luogo a Bologna, nell'aula magna del dipartimento di Chimica "G. Ciamician" dell'Università di Bologna a via Selmi. Ha presenziato Carlo Lucarelli in persona, che ha pure partecipato al progetto didattico mettendo a disposizione un suo contributo letterario.
 

10. Polizze piu' care per chi fuma

Dimostra di non fumare e la polizza per la salute ti costerà fino al 30% in meno rispetto ai fumatori. L'iniziativa arriva dalla società Generali, che lancia la sua originale e "salutista" proposta in contemporanea con la giornata mondiale anti-tabacco. La sua assicurazione contro infortuni e malattie gravi prevede infatti costi decisamente promozionali per chi non ha l'abitudine di fare uso della sigaretta. L'idea è stata presentata dai responsabili della stessa assicurazione, che hanno chiamato la speciale formula "Valore benessere". Un'ipotesi che è stata studiata in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e intende favorire, come hanno spiegato le Generali in una nota, "la prevenzione e la sensibilizzazione ai rischi connessi ad alcuni comportamenti che accrescono la probabilità di insorgenza di malattie premiando i comportamenti virtuosi dei clienti, coerentemente con le finalità della Lega italiana per la lotta contro i tumori". In questa ottica, la tariffazione è stata dunque legata, oltre che all'età e al sesso, anche all'abitudine al fumo. D'altra parte è ormai statisticamente e scientificamente dimostrato che i fumatori sono più soggetti a malattie e malesseri di vario genere. E soprattutto che sono più esposti al rischio di tumori. L'iniziativa di Generali, oltre a premiare chi non ha questa cattiva abitudine, punta anche a stimolare in tutti un comportamento più salutare. Nel segno dell'attenzione al benessere.
 

11. Doppio rischio passivo
Il fumo passivo potrebbe essere molto più pericoloso di quanto pensato. Prendendo il livello di cotinina come indice di esposizione al fumo passivo, i non fumatori con elevati livelli di cotinina sono portatori di un rischio cardiaco superiore circa del 50% rispetto a quelli con basso livello di cotinina. Studi precedenti avevano stimato l'aumento del rischio cardiaco nei termini del 25-30%, ed inoltre gli studi in questione si erano focalizzati su non fumatori che vivevano con fumatori. La necessità per nuove norme sulla proibizione del fumo in posti di lavoro, bar e ristoranti appare dunque evidente. L'Irlanda è stato il primo Paese ad introdurre un divieto nazionale di fumo nei luoghi pubblici, presto seguita da New York ed alcune regioni dell'Australia.
Fonte: BMJ Online First 2004, cit. da DoctorNews, 2-7-04
 

12. Ipertensione: controlli approssimativi

Solo i 2/5 dei medici di famiglia conosce le linee guida sull'ipertensione. I medici spendono poco tempo per spiegare ai pazienti i rischi dell'ipertensione e spesso si concentrano soprattutto sull'abbassamento dei valori pressori senza tener conto della complessita' di questo disturbo, da curare, secondo gli esperti, tenendo conto di diverse variabili come eta', sesso, presenza di altre malattie. Non solo. Tra i medici di famiglia soltanto 2 su 5 conoscono le linee guida per il controllo dell'ipertensione, messe a punto dagli specialisti. A denunciare il fenomeno e' Massimo Volpe direttore della Cattedra di Cardiologia della Seconda Facolta' di Medicina alla Sapienza di Roma, a margine del XIV Meeting Europeo di ipertensione, in corso a Parigi fino al 17. ''L'ipertensione - ha spiegato Volpe - e' ormai una vera epidemia: ne soffre il 30-35% della popolazione. Ma solo il 10% viene curato adeguatamente''. Colpa sopratutto della difficolta' da parte dei pazienti a considerare il disturbo come vero pericolo del sistema cardiovascolare, con gli aumentati rischi di infarto e ictus. ''Il tempo dedicato a spiegare al paziente la sua malattia e' mediamente scarso - precisa Volpe - e spesso tutto si riduce a tenere la pressione nei limiti, al di sotto dei 140-80, mentre sarebbero consigliabili strategie di cura che tengano conto del singolo paziente''. Un esempio per tutti: una persona sana, senza nessun altro fattore di rischio, con la pressione che misura anche 160-90 ha un rischio cardiovascolare assai minore di un diabetico con la pressione a 120-80. ''Ma i medici - lamenta l'esperto - focalizzano la loro attenzione su chi ha la pressione piu' alta''. Il problema si acuisce quando pensiamo che molti medici non chiedono neppure al paziente se fuma o no. Il Fumo e' un pesante fattore di rischio anche per l'ipertensione.
 

13. Baciami stupido
di MAURIZIO BADOLATO
Finalmente un valido pretesto per convincere i fumatori più accaniti a rinunciare al tabacco, croce e delizia di tanti italiani e dei loro partner. Fumi? E io non ti bacio! La soluzione non è una nuova cura o una vecchia stecca di liquirizia, ma il dolce sapore di un bacio. Il 31 maggio scorso, a Roma, nella Giornata Mondiale senza Tabacco, presso il ristorante Cafè Friends Restaurant è partita una maratona che si svilupperà in tutta Italia, e che farà scintille fra milioni di appassionati di baci, coccole e carezze: una soluzione per smettere di fumare e che sarà sicuramente molto meno faticosa dei vecchi metodi. Alla serata inaugurale hanno partecipato numerosi personaggi della televisione, del cinema, dello sport e dello spettacolo. Tutti insieme per sensibilizzare i giovani e chiunque voglia definitivamente abbandonare il vizio del tabagismo. Lo spunto è stato preso dal film “50 volte il primo bacio”, commedia romantica con Drew Barrymore, diventato un vero cult negli Stati Uniti e distribuito dalla Columbia Tristar che uscirà in tutte le sale italiane dal 18 giugno. L'iniziativa consiste nel dare il proprio pacchetto di sigarette in cambio di gadget e di un bacio da parte di una bella hostess o di uno steward. Inoltre, le coppie che si faranno fotografare potrebbero anche avere una bella sorpresa. Infatti, il bacio più originale verrà premiato! Insomma, una bella occasione per smettere di fumare.
Fonte: www.gossipnews.it/news - Maurizio Badolato, Gold Foto MB.
 

14. I misteri del piacere: un'esperienza
di ANDREA MARASTUTA (murastuta.com@libero.it)
Mi piace fumare. Un pacchetto al giorno è la mia media, ma in alcune occasioni, la sigaretta è davvero speciale. Dopo  un buon caffè, mentre sorseggio una birra o un cocktail, quando sono bloccato nel traffico, quando sono in compagnia  di amici e quando guardo le partite di calcio. Ecco, queste sono le sigarette che preferisco, già, quasi mi dimenticavo, anche quella al ristorante tra una portata e l’altra, semplicemente magnifica. In teoria mi piacciono sei o sette sigarette (quelle delle occasioni citate), in pratica me ne fumo venti. Come mai? Ho provato a ridurre il consumo giornaliero, limitandomi a fumare solo quelle che mi piacevano di più. Ho resistito tre giorni, poi di nuovo un pacchetto al giorno e forse qualcosa in più. Durante quei tre giorni, tra una sigaretta e l’altra, venivo tormentato dal desiderio di fumare, eppure io e solamente io  avevo deciso di fumarne meno, non me lo aveva consigliato nessuno. Calma, pensai. Qui c’è qualcosa che non va. Potevo decidere di fare o non fare parecchie cose: lavare la macchina, accendere la tv e dopo sceglierne il canale, idem con la radio, ascoltare un cd piuttosto che un altro, se cenare a casa o meno, se continuare o terminare questa lista,... ma sulle sigarette non decidevo proprio un bel niente!! (eppure mi piacciono!!). Allora  pensai  di fare un salto nel passato, ossia, 14 anni fa. Provai a fumarmi una sigaretta o decisi di diventare un fumatore? Le  prime sigarette erano schifose, come mai dopo un po’ sono diventate buone? All’inizio ne fumavo poche, ora un pacchetto. Ma io, quando ho deciso di fumarmi un pacchetto al giorno? E poi, perché alcune sigarette sono buone, e  altre mi piacciono meno? Eppure  le  prendo  tutte  dallo  stesso  pacchetto. Il risultato è stato che all’assaggio della  prima sigaretta ho pensato (e anche tossito): “Bene!!, fa talmente schifo, che posso liberarmene quando voglio.” Le  immediate sigarette successive, mi hanno dato la conferma: “Fantastico, fanno ancora schifo. Non diventerò mai un fumatore”. Evidentemente, ero vittima di un inganno. Ma come funziona l’inganno? Dopo aver fumato la prima sigaretta,  ho introdotto nel mio corpo la nicotina. Quando ho sentito il desiderio della seconda, in realtà lo stimolo partiva così: “vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina”, ma quando arrivava al cervello, era già modificato ossia: “voglio semplicemente un’altra sigaretta”. Tutto ciò avveniva senza che io me ne accorgessi, lasciandomi una sensazione di potere decisionale, che in realtà non avevo. Il tabacco genera questa modifica del pensiero. Allora decisi di osservare  con attenzione i comportamenti delle persone estranee al tabacco: i non fumatori. Ho sempre creduto che il caffè istigasse il consumo della sigaretta, e se è veramente il caffè, deve avere questo effetto su tutti. E allora, come mai, prendo il caffè con i miei genitori (non fumatori), e dopo l’unico che va in terrazza a fumare sono io? Perché su di loro il caffè non aveva lo stesso effetto? Birra con amici (non fumatori): stessa marca ma non lo stesso effetto. Dopo un po’ che bevo mi viene di accendere una sigaretta, guardo loro e noto che non ne hanno alcun bisogno. E’ veramente la birra che fa fumare? (Ho detto birra, ma questo vale anche per i cocktail). Salerno-Reggio Calabria, un nome un incubo. Agosto, io ero lì. Inchiodato in code interminabili, in compagnia di due amici (uno non fumatore). Tutti e tre subivamo il disagio della fila, e indovinate chi erano quelli che fumavano? Bingo!! Potrei continuare con esempi infiniti, situazioni di noia, stress, tensione, concentrazione, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso: l’unico motivo per cui fumavo era perché dovevo introdurre nicotina nel mio organismo. A trovarmi la scusa ci pensava il tabacco stesso, ovvero il  messaggio partiva così: vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina. Ma quando arrivava al cervello il pensiero veniva fuori già modificato: hai preso il caffè, ora puoi gustarti a pieno una bella sigaretta; stai bevendo birra/cocktail, una sigaretta ci sta proprio bene; sei fermo in mezzo al traffico, che palle!! Una sigaretta ti rilassera'... Va bene, però a me piace fumare. In realtà, quello che mi piace veramente è far passare quella pressione mentale che ho tra una sigaretta e l’altra, e l’unico sistema che ho per farlo è fumare un “cicchino”. Peccato che a crearmi quel desiderio è stata proprio la sigaretta precedente, ossia la dose di nicotina precedente. La nicotina, essendo una droga, crea assuefazione; e come tutte le droghe la tendenza è aumentare la dose, ecco perché adesso mi faccio fuori un pacchetto al giorno. Insomma, dopo 14 anni di sigarette ho detto basta! Basta autoingannarmi!! Ora sono veramente felice!! Sì, vivo senza le sigarette, non ne sono più schiavo e non ne sento nemmeno la mancanza!! Ma quale forza di volontà!? Non ho fatto il minimo sforzo per liberarmi da questa trappola, ho semplicemente letto un libro. Chi mi conosce ha provato a offrirmi una sigaretta: “Dai, lo so che c’hai voglia. Te la offro io”. “Tu dammela, poi vediamo cosa ci faccio". Nessuno, e ribadisco, nessuno ha mai avuto il coraggio di offrirmi una sigaretta, da quando non fumo più.
 

"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero" (anonimo arabo)

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