DIRETTORE Giacomo
Mangiaracina
COMITATO DI
REDAZIONE C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino,
V.Zaga'.
COLLABORANO
A QUESTA EDIZIONE: C.Marini,
S.Ammiraglia, M.Colantoni, F.Filippini, E.Muto,
P.Saccomanno, A.Stella,
C.Vatteroni, P.Valente. |
Collaborazione:
- Globalink
Italia
Distribuzione:
3.883 copie |
|
|
1
|
- Diritti e
Rovesci - di G.Mangiaracina |
|
|
|
2
|
- Fumerai
sano - di F.Filippini |
|
|
|
3
|
- Scuole senza
Fumo - M.Nanni, M.Colantoni |
|
|
|
4
|
- Mattone su
mattone: come costruire - di
P.Valente |
|
|
|
5
|
- Prevenzione: come
farla? - lettera firmata |
|
|
|
6
|
- Ente
Tabacchi risarcisce fumatore Light -
ACU |
|
|
|
7
|
- Le
spiace se fumo? - di A.Stella e
P.Saccomanno |
|
|
|
8
|
- La Magna Carta
di "Aria Pulita" - di M.D'Angeli |
|
|
|
9
|
- Comuni
contro - di C.Marini |
|
|
|
10
|
- Manuale di
sopravvivenza - di M.Ramadori |
|
|
|
11
|
- Colpire il
Marketing sui giovanissimi - di S.Ammiraglia |
|
|
|
12
|
- No Smoking
Pride - di C.Vatteroni |
|
|
|
13
|
- Smoke-Free
Wirld - di E.Muto |
|
|
|
14
|
- Aderisci alla
Giornata |
|
1. EDITORIALE: Diritti e
Rovesci
di GIACOMO
MANGIARACINA
Nel Gennaio del 2000, scrissi un editoriale dal titolo
"Oro o Princisbecco".
Parlavo della difficolta' a distinguere il vero dal falso. Avrei potuto
intitolarlo pure "smoking in your eyes", o fumo negli occhi.
Perche' cosi' ancora avviene. Da un lato le istituzioni e le Societa'
scientifiche hanno permesso di costruire la prevenzione e la terapia del
Tabagismo, mediante la ricerca e le esperienze prodotte negli ultimi anni;
dall'altro, una certa informazione continua a propinare noiosi "metodi
per smettere di fumare". Persino Aziende Sanitarie si alleano con quelli
dell'antismoking center, che sul "soddisfatti o rimborsati" ha fatto fortuna,
riproponendo in chiave di marketing un antico ritornello, l'elisir
di Dulcamara. Bufale. Scienza a gogo'. Inganni belli e fatti dai
quali e' bene che imparino a deifendersene anche coloro che ci cascano in
buona o mala fede. Si sappia chi sono gli impostori. La corretta
informazione deve saper distinguere la Scienza dall'empirismo
settecentesco. Regna purtroppo sovrana l'ignoranza che fa comodo a
molti. Regna sovrana anche e purtroppo negli ambienti scientifici, da studenti
di medicina, a medici e psicologi. Figure chiave, di riferimento, che lasciano
il campo all'improvvisazione. E dunque, per stimolare l'attenzione pubblica,
degli ambienti scientifici e politici, ci affidiamo anche agli
eventi. Il 5
Novembre di ogni anno, da 5 anni, siamo invitati dalla collettivita'
internazionale, a fare Prevenzione efficace. E' la "Giornata Nazionale per i Diritti dei Non
fumatori", momento in cui affermiamo il Diritto alla Salute. Lo
invochiamo semplicemente quando viene violato. Ci inquinano l'acqua? Ci
appestano l'aria? Le etichette dei prodotti alimentari mentiscono? La
frutta e' inzuppata di pesticidi? Quanto metanolo c'e' nel vino che beviamo?
(abbiamo forse scordato la strage dei 50 morti dell'86? E quella attuale
in Iran?). Noi ci occupiamo del Tabacco, dei suoi fatti e dei suoi misfatti,
e il 5 novembre, con la sua "Giornata" e' alle porte. Al suo 5° anno, ha
superato in Italia le 50 organizzazioni aderenti. Ma proprio in queste
occasioni di maggiore incisivita' comunicativa, c'e' ancor piu'
il necessita' di additare i "Rovesci". Sono quelli che ci vanno
di traverso, che inquinano gli animi prima ancora che la salute, che ci motivano
a combattere col coraggio dei cavalieri di Artu'. Tanti i ricordi e
tante le storie infami, dal bieco "giuramento" dei grandi del Tabacco
(nella foto), agli sporchi intrighi della connivenza con la grande
criminalita' organizzata, negli affari del contrabbando. Non e' un caso la
corruzione sitematica di scienziati (Raylander, Vettorazzi),
ma tocca l'apice dello stupore la notizia che la Philip Morris si propone
addirittura leader nella lotta contro il Fumo. Proprio cosi'. Fa parte delle sue
strategie di "Friendy Marketing" educare col bollino blu dell'informazione.
Almeno cosi' crede e fa credere. Un esempio e' la LIAF (Lega
Italiana Anti-Fumo) e del del prof. Polosa. I giornali ne stanno
parlando a raffica. E persino gli ambiti scientifici, che in quanto al Fumo
difficilmente distinguerebbero un occhio da un ginocchio, lo danno con
le credenziali. Eppure e' finanziato dalla Philip Morris. Il prof. Polosa, della
facolta' di Medicina dell'universita' di Catania, giura su tutto che non e'
minimamente influenzato, ne' condizionato dalla multinazionale, ma qualcosa lo
tradisce. Non per i 400 mila dollari che ha dichiarato di intascare, ma per
il fatto che si sia guardato bene dallo stabilire contatti con gli esperti del
campo. Dice che vuol fare ricerca. Diffido della purezza delle sue
intenzioni: www.liaf-onlus.org/not_home.asp?id=496&tipo=1.
Ma ormai fanno tutti cosi'. Persino le istituzioni dello Stato. Questo mese c'e'
proprio di che godere. Basta leggere qui di seguito.
2. Fumerai
sano. Parola di Istituto di
Sanita'
di FRANCESCA FILIPPINI *
Dal 22 al 24 settembre ad Ancona
c'e' stato un convegno dal titolo "Il trattamento del Tabagismo nei
Centri Antifumo", organizzato dalla Regione Marche, in particolare dal Dr.
Berti. Nella prima giornata è intervenuto il Dott. Pier Giorgio Zuccaro,
direttore dell'OssFAD (Osservatorio Fumo Alcol Droghe) dell'Istituto
Superiore di Sanita', che ha presentato un accordo (non so bene se
probabile o di fatto esistente) con le multinazionali del tabacco per la
creazione, da parte delle multinazionali stesse, di una sigaretta meno nociva.
Al termine del suo intervento, sono intervenuta premettendo che l'affidarci e
fidarci delle multinazionali del Tabacco, da parte dell'Istituto Superiore di
Sanita' (ISS) mi faceva gelare il sangue. Sentendosi attaccato su quello che
considerava a quanto pare un punto di orgoglio, ha replicato impettito,
spiegando alla platea che non vi era nulla di strano, e che non siamo
mai contenti: sappiamo che le sigarette fanno male e brontoliamo; loro provano a
farne fabbricare una meno nociva alle multinazionali e brontoliamo... Insomma ci
sarebbero fumatori che non smetteranno mai, per i quali una sigaretta meno
nociva può essere una soluzione. Per niente soddisfatta della risposta, ho
ancora replicato elencando tutte le dimostrazioni che le multinazionali del
Tabacco ci hanno dato in merito a fregature, sottolineando che non potrà mai
essere una loro priorità creare una sigaretta che porti alla disassuefazione
dato che il loro primo obiettivo è creare dei dipendenti dal Fumo per vendere di
più, e che non trovo accettabile che l'ISS si associ alle multinazionali
del Fumo, perchè di loro non si fida piu' nessuno a livello
mondiale, neanche se si tratta "aiutare" i fumatori piu' incalliti.
Perchè allora l'ISS non si fa esso stesso promotore della ricerca
coinvolgendo in un dibattito costruttivo i maggiori esperti italiani in
Tabaccologia? Il Dott. Zuccaro risulterebbe essere un Chimico, e dunque
comprendiamo l'affinita' della sua competenza in questo tipo di ricerca, ma la
Chimica deve accordarsi con le strategie di Salute Pubblica. Ha
risposto che "sulla parola dipendenza bisogna andarci piano e ci sarebbe a
discutere tanto" e tira fuori un antico ritornello: non abbiamo soldi per
produrla, la facciamo produrre alle multinazionali che invece li hanno, e noi la
controlliamo. Il clima si era acceso, ed anche altri sono intervenuti a mio
sostegno, sottolineando la preoccupazione che sarebbe un disastro per il
concetto stesso di Prevenzione. I ragazzi sarebbero incoraggiati dal fatto
che esisterebbero le sigarette "meno pericolose", con la benedizione dell'ISS e
dunque dello Stato. A questo punto siamo stati fermati a forza con la
scusa dell'ora, e la questione è stata rimandata all'anno del mai. Due giorni
dopo è venuto il dott. Stefano Nardini, che ha ripreso di nuovo la
questione della "sigaretta meno nociva". Anche lui considera che sia una
buona scelta, che non ci vede niente di male, perchè "bisogna fare i conti
con la realtà delle cose". Sono frastornata e fortemente preoccupata.
Qualcuno mi spieghi come mai ci affidiamo tranquillamente alle braccia di chi ci
sta torturando da anni. Ho bisogno anch'io di fare i conti con realtà delle
cose. Stiamo combattendo contro o con i produttori del tabacco? Chi sta con noi,
chi sta contro di noi? Noi, come operatori per la cura del
Tabagismo, sacrifichiamo il nostro tempo, e talvolta i nostri affetti, per
il nostro lavoro, mettendoci a disposizione gratuitamente persino in orari
impossibili, per degli ideali, per dei principi, ed in tutta risposta,
all'improvviso, le piu' alte istituzioni di ricerca dello Stato ci
invitano a fidarci di coloro che col Tabacco hanno fatto immense fortune
uccidendo milioni di persone. Sono o non sono criminali? The
Lancet ha sostenuto che il Tabacco dovrebbe essere addirittura bandito.
Questa storia di certo non finisce qui, anzi, e' solo l'inizio.
--
* La Dott.ssa Francesca Filippini
e' medico, operatore dei servizi per la cura del Tabagismo.
3. Scuole senza
Fumo: senza esperti,
nulla
di MAURO NANNI e MANUELA
COLANTONI
I dati del Fumo nei giovani sono chiari e
preoccupanti: il 90% degli adulti fumatori hanno iniziato a 18 anni, e la prima
sigaretta per lo piu' tra 12 e 16 anni. Va considerata la grande difficoltà a
smettere. Secondo i dati piu' accreditati, un giovane su tre diventa dipendente.
Il 74% dei fumatori occasionali e il 65% dei giovani che fumano giornalmente,
hanno provato a smettere, ma solo l’1,5% di quelli che hanno sempre
fumato ci sono riusciti con successo (American Journal of Preventive Medicine).
Ma perché i ragazzi fumano? Problemi sociali? (Wendy Schwartz: A guide
to Youth Smoking Prevention Policies and Programs). Si ritiene che fumare
aiuti a ridurre lo stress, che serva a nascondere l'insicurezza, e
soprattutto che sia una “cosa da adulti”. Come demolire questi miti? La
prevenzione va fatta. E nelle scuole. I giovani trascorrono a scuola un terzo
del loro tempo, ricevendo importanti e significativi condizionamenti. Il fumo
incide anche sulla resa scolastica. Uno studio condotto in Corea, su 250
studenti liceali, ha mostrato che solo il 18,2 % di studenti non fumatori, ha
uno scarso rendimento scolastico, la percentuale sale a al 40 % tra gli studenti
fumatori. Occorre iniziare e presto. "The Journal of the National Cancer
Institute” nel 2001 ha scioccato gli esperti dimostrando che "i programmi di
prevenzione svolti nelle scuole non danno risultati in termini di efficacia e
che è necessario ridisegnarne di nuovi, partendo magari dall’analisi delle
influenze sociali dei fumatori sui giovani. Un’educazione anti-tabacco efficace,
può essere realizzata solo attraverso una varietà di strategie” (Cella et
all.1992; Gardner et al.,1994; Beales,1997). Cio' che rende efficace un progetto
di prevenzione e': 1) considerare una fascia di età precoce e assicurare
la continuita' del progetto negli anni; 2) dare priorità alla parte
educativa e formativa rispetto a quella informativa: 3) avvalersi di équipes
multidisciplinari (medici, psicologi, educatori); 4) rendere i ragazzi
protagonisti; 5) coinvolgere scuola e famiglie; 6) inserire il
progetto in un'ottica più ampia di benessere psico-fisico (Tinghino, 2003).
Con questi presupposti, GEA ha realizzato due progetti per studenti di
Medie inferiori e superiori: “L’ambiente in fumo” e
“Impariamo a non fumare”. Sono percorsi di
lavoro interattivi che incoraggiano i giovani a legare con i coetanei e
impegnano gli studenti in vari modi. Sono previsti incontri con genitori e
insegnanti, e si conclude con il "Congresso dei Ragazzi contro
il Fumo”, in cui gli studenti sono autori e attori dei propri
lavori. I ragazzi presentano i risultati del loro lavoro ad un
pubblico enorme: familiari, amici, compagni di scuola. “L’Ambiente in Fumo”
prevede un approccio innovativo. Il tema conduttore del lavoro non è il
Tabagismo, ma l’inquinamento ambientale. Tracciato per gli studenti delle scuole
superiori: “Impariamo a non fumare” , prende spunto dalla teoria
dell’intelligenza emotiva, secondo la quale, la capacità di riconoscere e
gestire i propri stati emozionali adeguatamente riduce la tendenza a far uso di
sostanze (Goleman, 1996). Per questo il progetto coniuga le conoscenze dei
ragazzi sul tabacco, con l’inquinamento ambientale da fumo. Mira anche a
promuovere la “competenza emotiva” e la capacità di “problem solving” per
favorire la scelta di comportamenti sani. I progetti sono stati realizzati
con la cooperazione di studenti, parenti, genitori, insegnanti, amministratori
scolastici, ma soprattutto con gli esperti, della cui collaborazione ci
avvaliamo costantemente sul territorio nazionale.
4. Mattone su
mattone: ed e' strategia
di PASQUALE VALENTE *
Una nuova
pubblicazione dell'OMS (WHO, Tobacco Free Initiative, TFI) e' stata
divulgata il 22 giugno 2004, in versione CD-ROM e presto disponibile in
formato stampa. Nasce dalla consapevolezza dell’assenza di una pubblicazione
completa in grado di guidare il processo di sviluppo delle capacità nazionali
nella costruzione di programmi di controllo del Tabacco efficaci e sostenibili.
Building blocks for tobacco control: a handbook è pertanto un manuale,
intenzionalmente pragmatico, che fornisce consigli pratici per la messa in opera
di possibili programmi nazionali di controllo del tabacco. Il manuale contiene
tre sezioni principali. La prima parte fornisce un quadro descrittivo
dell'epidemia del tabacco con i relativi costi sociali ed economici, le
strategie dell’industria del tabacco per neutralizzare le misure di sanità
pubblica nonché le prove scientifiche d’efficacia degli interventi di
controllo. La seconda parte si focalizza sulle principali capacità
necessarie per controllare con successo l’epidemia, indicate sulla base delle
lezioni apprese da esperienze in differenti paesi. Se ne ricava che lo sviluppo
di un piano nazionale è da considerare fondamentale per la riuscita del
controllo del tabacco assieme ad altri elementi di costruzione della capacità
nazionale quali la realizzazione di efficaci infrastrutture per lo sviluppo di
un programma nazionale di controllo, la formazione e l’istruzione,
l’innalzamento della consapevolezza pubblica tramite un’efficace comunicazione e
l’advocacy dei media, le misure legislative ed interventi economici e fondi
specifici per iniziative di controllo. Infine, i capitoli che suggeriscono
come replicare all'industria del tabacco, formare partnerships efficaci,
monitorare e valutare i progressi, scambiarsi informazioni e ricerca utili alla
comprensione delle modalità di miglioramento delle capacità di controllo del
tabacco. A partire dalla condivisione delle lezioni apprese da
differenti paesi ed utilizzando numerosi esempi, questo manuale potrà assistere
ed ispirare i governi nazionali ad intraprendere la sfida della riduzione del
consumo di tabacco e della mortalità e morbilità correlata.
Fonte: www.who.int/tobacco/resources/publications/tobaccocontrol_handbook/en/
--
Il Dott. Pasquale Valente e' Medico del Lavoro, dottorando presso
l'Istituto Superiore di Sanita' nell'ambito del rapporto Fumo e inquinamento
degli ambienti confinati. E' referente scientifico del progetto "Aziende senza
Fumo".
5.
Prevenzione: come farla?
Vi scrivo per esprimere i miei forti dubbi su alcuni punti del
daclogo Anti Fumo, trovato sul sito www.fumo.it. Innanzitutto mi pare che in
Europa a differenza degli USA il prezzo delle sigarette sia già regolamentato.
Non riesco inoltre a spiegarmi l'utilità di eliminare i pacchetti a contenuto
ridotto di sigarette (come i comodi pacchetti da 10) che caso mai aiutano a
fumare meno e non il contrario (avendo al massimo 10 sigarette nel pacchetto ci
si rende conto più velocemente di quanto si fuma e si hanno meno sigarette a
disposizione)!!! Infine una cosa che proprio non mi va giu (e sono un fumatore
occasionale) è il fatto di VIETARE IL FUMO AI MINORI DI 16 ANNI!!!! Cosi un
ragazzino a 16 e un giorno, spinto dagli amici comincia LEGALMENTE A FUMARE!! Ma
fumare non era vietato ai minori?? Inoltre è stato dimostrato che chi comincia a
fumare nell'adolescenza più facilmente sarà poi schiavo della sigaretta rispetto
a chi comincia in età adulta (come il sottoscritto, che riesce a mantenere il
fumo sotto controllo e in determinati momenti della vita sociale). Da una parte
quindi si cerca di criminalizzare il fumo (rendedolo tra pochi anni del tutto
illegale, come oggi la marihuana), dall'altra si da il permesso legale di
accedere alle sigarette a un ragazzino adolescente....non è un pò un
controsenso? Negli Stati Uniti in molti stati la vendita delle sigarette è
ammessa soltanto ai maggiori di anni 21 (come dovrebbe essere dappertutto), e
OGNI VOLTA che dovevo acquistare un pacchetto mi veniva chiesto di esibire un
documento che comprovasse la mia età, nonostante abbia 29 anni. Perchè non viene
mai rispetttata in Italia questa legge, perchè un minore può facilmente
procurarsi un pacchetto di sigarette mentre il governo pensa solo al numero
delle sigarette che deve esserci in ogni pacchetto? Negli Stati Uniti, dove la
vendita dei tabacchi non è regolamentata da nessuno e dove è permessa la
pubblicità del tabacco, il consumo è tuttavia molto inferiore che in Europa,
nonstante le leggi europee siano ormai molto più severe rispetto a quelle USA
(almeno sulla carta per quanto riguarda i divieti del fumo e la
pubblicità), non è con le leggi repressive che si elimina il tabagismo, nè
tantomeno con le scritte minatorie (assenti sui pacchetti Made in USA), a
caratteri cubitali, che deturpano i pacchetti delle nostre sigarette nel vecchio
continente. Spero che nel futuro si pensi un pò di più alla prevenzione
del fumo giovanile, senza permettere che un minore possa fumare
legalmente.
Lettera firmata (chi volesse rispondere puo' farlo tramite la nostra
redazione che la inoltrera' all'autore).
(NOTA DI REDAZIONE) - Sarebbe forse piu' preoccupato se le dicessimo
che il divieto e' per i minori di 14 anni? Ad ogni modo, in
Italia sfidiamo a dimostrare che i tabaccai chiedano i documenti ai
ragazzi. Quanto alle scritte sui pacchetti non si possono avere opinioni
personali. La questione e': vi e' alla base una riceca che ne provi
l'efficiacia, o no? Se e' possibile dimostrarne l'efficacia sono giuste.
Quanto alla sua speranza conclusiva, le assicuriamo che e' anche la nostra. Di
tutto si parla ma non di come fare prevenzione efficace. A questo proposito
segnaliamo, in questo mese, l'uscita del volume "La
Prevenzione del Tabagismo", di Mangiaracina e Ottaviano, edito dalla Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori, a cui ci si deve rivolgere per
chiederne una copia: 06-4425971, sede.centrale@lilt.it. La nostra
redazione e' inoltre disponibile a dare informazioni sui programmi di
formazione per operatori dela salute (www.gea2000.org).
6. Ente
Tabacchi risarcisce fumatore
Light
L'Ente Tabacchi
dovrà risarcire fumatore che si e' ammalato a causa del fumo. Lo
stabilisce Giudice di Pace. L'avere fumato
sigarette "Light" credendo che fossero meno nocive delle "normali" ha comportato
un danno esistenziale e da "perdita di chance": con questa motivazione il
giudice di pace di Napoli ha condannato l'ETI, Ente Tabacchi Italiano, a
risarcire 1.000 euro ad un napoletano che, in seguito a problemi respiratori e
cardiocircolatori, aveva deciso di passare alle sigarette "leggere". La
sentenza, emessa dal giudice di pace Antonio Di Rienzo, rappresenta "un
importantissimo precedente per tutti i fumatori italiani, che dopo essere stati
ingannati per anni dalla scritta "Light" potranno ora far valere i propri
diritti", commenta l'avvocato Angelo Pisani, leader del movimento Noi
Consumatori, che ha assistito nella causa il cittadino napoletano. Nella
sentenza, il giudice di pace di Napoli definisce "certa l'idoneità ingannatrice"
della dicitura, rilevando come, in assenza di quel messaggio pubblicitario,
l'uomo avrebbe potuto scegliere altre strade per tutelare la propria salute,
invece di utilizzare un prodotto rivelatosi ugualmente dannoso. Insomma, una
"perdita di chance" che il magistrato ha ritenuto meritevole di risarcimento del
danno. L'ETI è stato condannato anche a pagare le spese del giudizio. Per
l'avvocato Pisani, "l'Italia si avvicina sempre di più agli Stati Uniti, sul
piano della tutela giuridica dei diritti dei fumatori. Dopo aver subito per
decenni i danni indotti dai comportamenti delle multinazionali del tabacco,
finalmente si profilano le strade giuridiche per una autentica tutela".
Fonte: Associazione di Consumatori e Utenti -
Sede nazionale MDC - Via Piemonte 39/a - 00187 ROMA. Tel. 06.4881891- Fax
06.4820227 - E-mail: info@mdc.it, 20/09/2004.
7. Le spiace
se fumo?
di ASTRID STELLA e PAOLA
SACCOMANNO
I "non fumatori" sono una categoria o una tipologia di
persone difficili da definire, se non altro perche' il "non" essere ci mette
anche nelle condizioni di "non" definire. Tuttavia, coloro che hanno scelto di
non fumare si sono sempre trovati in condizioni penalizzanti, specie quando si
trattava di dovere rispondere a chi chiedeva: “Dispiace se fumo?”.
Sembrava quasi di ritenersi in dovere di dire "No" solo per non dimostrarsi
ineducati o scortesi nei confronti di chi inoltrava una richiesta. Quel "No"
aveva tutto il sapore di una frase del tipo: "Per carita' signore, non saro'
certo io a dovere limitare la sua liberta' di fumare...". E dunque si
accettava di essere intossicati purche' l'immagine che
volevamo dare di noi era quella delle persone "bene educate". L'aspetto
alternativo sarebbe stato quello di rifiutare, difendendo la propria salute ed
imponendo quindi una limitazione alla libertà del fumatore. In questo caso la
reazione di sdegno, reale o presunta, del fumatore poteva far sentire
patetici salutisti o allarmisti, maleducati, egoisti. Col passere del tempo qualcosa pero' e' cambiato. Qualcosa di
sostanziale. Ci siamo fondamentalmente chiesti se fosse stato proprio
necessario porsi il problema in questi termini. Sono davvero cose da
chiedersi? Il problema non si dovrebbe porre per il semplice fatto che il
fumo inquina, intossica, e' velenoso e provoca danni seri alla salute degli
altri. Come psicologhe abbiamo ficcato il naso in un campo la cui competenza non
ci appartiene, ma abbiamo realmente trovato una montagna di ricerche che lo
dimostrano senza possibilita' di equivocare. Siamo arrivati alla conclusione che
se un fumatore si trova in compagnia di un’altra persona non deve
fumare. Questo va fatto e basta, senza eccezioni! E se una volta l’astinenza del fumatore ci induceva
ad assolverlo pure dai sensi di colpa (“Ha acconsentito! Non è colpa
mia!”), grazie alle Campagne di pubblica informazione e alle
leggi che mirano alla tutela della salute, stiamo iniziando ad assaporare
finalmente il rispetto. Si sta diffondendo l’idea che “il fumo uccide”.
Veramente. La mutazione in atto ci sta motivando ad un
maggiore coraggio, piu' capaci a rispondere un fenomenale: “Sì, mi
dispiace!”, senza sentirci maleducati ed egoisti.
8. La Magna Carta di "Aria Pulita"
1) Proclamiamo il Diritto alla
Salute (Art.32 della Costituzione) con precedenza assoluta su ogni
forma di liberta'.
2) Pretendiamo un'aria respirabile
nelle migliori condizioni di qualita' possibile. Sia nell'ambiente outdoor che
in qualli indoor. Il fumo della combustione dei prodotti del tabacco,
succhiato, aspirato e riesalato dai polmoni nell'ambiente, inquina ed è
gravemente nocivo. L'aria di qualsiasi ambiente deve essere garantita pulita e
respirabile, senza che produca alcun nocumento alla salute.
3) Incoraggiamo i
Nonfumatori, considerato il loro stato di dipendenza in cui versano, e
considerato anche il frequante riscontro dell'inerzia di dirigenti e
controllori, a rivendicare, sempre e dovunque, il loro Diritto,
anche avvalendosi di associazioni che tutelano i loro interessi, come "Aria
Pulita" fa.
4) Auspichiamo che la Ricerca
Scientifica si indirizzi in maniera adeguata al fenomeno
dell'inquinamento da fumo passivo, che sarebbe responsabile del decesso di
circa 2.700 italiani ogni anno; dovrà indicare non solo gli effetti del fumo
ambientale, ma anche gli strumenti di intervento che siano
efficaci a contenerne le conseguenze, considerando il contesto sociale e
culturale italiano.
5) Affermiamo la nostra particolare
attenzione e la nostra accurata vigilanza sulle indampienze delle normative e su
aspetti di "mobbing ambientale" da fumo passivo. Leggi e
Regolamenti non sono di per se' sufficienti: dirigenti e
controllori hanno il dovere di applicare le leggi, e di essere parte attiva
nell'operazione "Aria Pulita".
6) Esortiamo i fumatori al
rispetto del prossimo, e ad affrontare le reali cause del loro
male, quello della dipendenza da Tabacco, con le responsabillita' relative al
sistema socio-culturale e politico che favorisce la diffusione di questo
problema, indicato dall'OMS come "prima causa di morte evitabile" al
mondo.
7) Riteniamo indispensabile e
urgente una adeguata informazione da parte dei Media e della
Scienza, in particolare nei contesti educativi e informativi, nei
confronti di bambini, studenti, e operatori della sanita', per la rilevanza
dell'inquinamento da fumo, sul piano socio-sanitario e con le sue implicazioni
di carattere legale.
--
NB: Accettiamo suggerimenti per perfezionare questa "Magna
Charta", per diffonderla in tutta
Italia.
9. Comuni
contro
di CINZIA MARINI
Con l’avvicinarsi della data
fatidica entro la quale diverrà operativo il divieto di fumare in tutti i locali
pubblici, alcuni Comuni si stanno dando da fare, dotando le strade di
posacenere, per evitare che i marciapiedi si ricoprano di montagne di mozziconi
gettati da avventori di bar, ristoranti, pizzerie, pub ecc,. Sembra infatti che,
a causa degli alti costi degli impianti necessari per adeguarsi alle nuove
normative e delle ridotte dimensioni di moltissimi locali, la maggioranza dei
gestori preferiranno vietare totalmente il Fumo. Certamente la strada meno
difficoltosa e più economica. I Comuni di Ravenna, Pordenone e San Vito al
Tagliamento hanno già provveduto o sono in procinto di farlo. Diversamente ha
agito Codogno (Lodi) che, in collaborazione con la Pro-Loco, ha dato vita alla
sua terza "Campagna di Buona Creanza", affiggendo decine di manifesti, corredati
da una vignetta molto carina creata da un disegnatore locale, con i quali ha
invitato la popolazione a non gettare mozziconi e pacchetti di sigarette vuoti a
terra perché questo atto incivile inquina e sporca. E’ auspicabile che
l’iniziava, apprezzata dagli stessi fumatori, sia seguita anche da tutte le
altre città nella maggior parte delle quali la sporcizia delle strade è un
fenomeno grave che denota la scarsa sensibilità di molti nei confronti di questo
problema. e che potrebbe dimostrarsi uno strumento prezioso per tenere pulite le
città e non inquinare fiumi, laghi e mari del nostro bel Paese. Aria Pulita,
Associazione Non Fumatori, attraverso la sua rete di soci e simpatizzanti, sta
prendendo contatti con le amministrazioni comunali per proporre l’avvio di
questa campagna educativa.
10. Manuale di
Sopravvivenza
di ASTRID STELLA
In vista della 5° "Giornata per i Diritti dei Non
fumatori", fissata per il 5 Novembre, riproponiamo il Manuale di Sopravvivenza
del Non fumatore, a cura di Marco Ramadori, avvocato, vicepresidente del
Codacons, della quale avevamo gia' fatto una recensione nelle News dello
scorso Dicembre (n.51). Il Manuale non si propone come guida per "smettere
di fumare", né tantomeno come un trattato giuridico sulla legislazione del
Tabacco. Scritto con linguaggio chiaro e' adatto a chiunque voglia avere
informazioni immediate e precise sui Diritti dei non-fumatori. La
struttura è originale e la lettura a tratti divertente. Riceviamo infatti
quotidianamente richieste disperate di centinaia di non-fumatori, costretti ad
inalare il fumo degli altri. Chiedono cosa possono fare, e come difendersi, come
proteggersi dalla malattia del Fumo, che ogni anno, solo in Italia, uccide
90.000 persone. La legislazione sul Tabacco è spesso complessa anche per un
esperto di diritto, figuriamoci per chi vuole solo respirare meglio. Dove si può
fumare e dove invece è realmente vietato? La domanda è lecita, specie ora che
sta per entrare in vigore la nuova legge che vieta il Fumo nei locali pubblici.
Il “Manuale di Sopravvivenza” e' dunque uno strumento di "pronto soccorso".
Unica nota, si deve "acquistare" registrandosi sul sito del
Codacons: www.codacons.it/ebook/manuale_non_fumatore.htm.
11. Colpire
il marketing sui
giovanissimi
di STEFANIA
AMMIRAGLIA *
Come in tutte le imprese, per chi
produce tabacco l’attività di marketing consiste nel definire a quali segmenti
di mercato voglia conquistare, con quali tipi di prodotto, a quale prezzo, e con
quali modalità di distribuzione e comunicazione. Quest’ultimo aspetto investe la
tematica della pubblicità e le sue implicazioni legali. La prima legge che in
Italia disciplina la pubblicità di prodotti da fumo risale al 1962 (L. 10 aprile
1962 n. 165) e dispone che “la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da
fumo, nazionale o estero, è vietata”. L’art. 8 del D.Lgs. n. 4/83 convertito
nella L. 22/02/1983 n. 52 ha inasprito le sanzioni già previste nella legge
sopra indicata (*). La legge italiana in materia pubblicitaria ha un particolare
riguardo per la tutela dei minori. Il D.Lgs. n. 74/92 stabilisce il divieto di
pubblicità di prodotti pericolosi per la salute (art. 5) e di pubblicità
suscettibile di raggiungere i minori idonea a minacciare la loro sicurezza
(art.6). Dal punto di vista normativo la situazione italiana appare evoluta
rispetto ad altre realtà, tuttavia sul piano pratico, in termini di effettiva
tutela non si è avuto un adeguato riscontro specie in rapporto all’effettivo
pericolo rappresentato dai prodotti da fumo per la salute dei cittadini. Le
multinazionali del Tabacco hanno saputo trovare un modo efficacissimo di
aggirare le leggi attraverso pubblicità indirette o alternative e, per di più,
efficaci soprattutto nei confronti (o meglio a danno) dei minori. Spesso i
marchi di sigarette sono associati a prodotti d'abbigliamento e soprattutto
a manifestazioni sportive che si rivelano uno strumento efficacissimo di
propaganda. Il problema in questi casi non è quindi la legge italiana, che di
per sé impedirebbe un simile uso dei marchi di sigarette, ma il fatto che le
manifestazioni sportive (GranPremi di F1 o di motociclismo) si svolgono in altri
paesi nei quali magari non vi sono analoghi divieti. In tali occasioni i marchi
in questione compaiono quindi sui nostri schermi vanificando di fatto gli
effetti restrittivi della nostra legislazione. E qualunque tentativo di
impedire, come è stato fatto da parte del Codacons (www.codacons.it; per la
tutela del diritto alla salute vedi anche www.articolo32.net), che ha
citato in giudizio le reti televisive, un simile comportamento si scontrerebbe
inevitabilmente con il diritto di cronaca. Per ovviare a questo problema è
intervenuta la Comunità Europea con una direttiva (2003/33/CE) che si prefigge
lo scopo di armonizzare le legislazioni dei vari paesi in materia di pubblicità
di prodotti da tabacco vietando la sponsorizzazione di eventi sportivi da parte
delle multinazionali del tabacco. La direttiva dovrà essere recepita entro il
31/07/05.
-------------
(*) (per
provvedimenti più recenti vedi: DM n. 425/1991, concernente l’attuazione della
direttiva 89/552/CE del 3/10/1989 in materia di pubblicità di prodotti da
tabacco, bevande alcoliche e tutela dei minori; vedi anche L. 112 del 3/05/04
“legge Gasparri” sul riordino del sistema radiotelevisivo. L’art. 4 lett. c) di
questa legge vieta messaggi pubblicitari che possano recare pregiudizio morale o
fisico ai minori o che inducano a comportamenti pregiudizievoli per la salute,
la sicurezza o l’ambiente).
---
* Stefania Ammiraglia e' Dottore in
Giurisprudenza, referente legale di GEA, e collabora con il
Codacons.
12. No Smoking
Pride
di CRISTINA VATTERONI
A fine
Dicembre entra in vigore la Legge 3/2003, a conclusione di una battaglia
iniziata nel 2000 con il boicottaggio in Parlamento del DDL Veronesi. Il nuovo
divieto di fumare nei locali pubblici è accompagnato da una campagna educativa.
Ma la gente, che ruolo ha in questo cambiamento? I gruppi organizzati di
cittadini che si occupano di Fumo sono ancora pochi e piccoli, ma si fanno
sentire. "Aria Pulita" ha attivamente appoggiato la nuova legge, ha ottenuto il
rispetto dei divieti nella metropolitana di Roma, in alcune universita', ed ha
aiutato molti lavoratori ad ottenere, tramite il bistrattato DL 626/94,
l'indroduzione del divieto nei loro luoghi di lavoro. Una sezione distaccata,
presso l'Ospedale San Paolo di Napoli, è un altro segno. Ma ora ci proponiamo di
coinvolgere l'universo dei non fumatori italiani a rivendicare il propio status
di non fumatore, come dire, un "No Smoking Pride". Per questo vogliamo
invitare tutti i Centri Antifumo italiani, quelli censiti dall'Istituto
Superiore di Sanita', quelli della Lega contro i Tumori e quelli della Societa'
di Tabaccologia, ad informare TUTTI i fumatori in trattamento che
esiste l'associazione "Aria Pulita". Dopo aver finito il percorso terapeutico, potranno iscriversi al
forum (gratuitamente) inviando una email vuota a non-fumatori-subscribe@yahoogroups.com, e soprattutto saranno accolti in una famiglia grande che
offrira' loro un sostegno e una collaborazione. Potranno anche loro collaborare
ai vari progetti dell'associazione, organizzare eventi per il 5 Novembre e per
il 31 maggio di ogni anno, organizzare feste, e sentirsi comunque dall'altra
parte, quella opposta, quella che prima si negava e alla quale poi si
da' un valore immenso. Non dare ai fumatori l'opportunita' del "No
Smoking Pride", negando loro questa possibilita', per ignoranza o chissacche',
e' un grave errore. Secondo quando riportano certi lavori scientifici,
servirebbe pure a contenere le ricadute.
13. Smoke-free
World
di ELISABETTA
MUTO
Smoke-Free-World (www.smokefreeworld.com) è il sito che
permette ai non fumatori (e anche ai fumatori), di avere una finestra aperta
sullo scenario mondiale degli ambienti confinati "senza
fumo". L'organizzazione informa i milioni di utenti che ogni giorno, dal
mondo intero, chiedono quali siano le leggi in vigore che consentano
loro di respirare aria non inquinata. Il sito tende a precisare che il
fatto che vi siano leggi antifumo, non significa che vengano rispettate. Ed
e’ proprio il caso dell’Italia. A differenza di paesi più evoluti che
tutelano i Diritti dei non fumatori, come ad esempio Canada e Australia,
quando si tratta dell’Italia, l'unica cosa che e' possibile trovare e' una
serie di ristoranti di "ottima cucina" e se si è fortunati la segnalazione di
una eventuale saletta per non fumatori. Questi risultati rispecchiano anche la
situazione europea in generale, poco confortanti. Perché questo? Per una cattiva
gestione del sito o perché, nel nostro e in altri
Paesi, abbiamo "leggi fantasma"? E' comprovata la nocività e la
cancerogenicita' del fumo passivo (ambientale), e di conseguenza occorre essere
decisi nell'approntare ogni misura di Salute Pubblica. Le strategie di controllo
del tabagismo a livello internazionale, suggeriscono di creare a questo
riguardo una fitta e attiva rete di collaborazione fra le varie nazioni. In
Italia i movimenti di attivisti. Incoraggiamo quantomento, fumatori e non, ad
aderire gartuitamente all'interessante forum di discussione: www.nonfumatori.it/ariapulita.
Ci sentiremo forse piu' cittadini di un mondo in cui la
salute tendera' la mano al rispetto per l'uomo e all'intelligenza dei
popoli.
14. Aderisci alla
Giornata
di ANTONELLA TRICARICO
ADERITE, ADERITE, ADERITE. La "5° Giornata
Nazionale per i Dirittti dei Non fumatori", fissata come ogni anno, il 5
Novembre, ed organizzata dal 1999 dall'International Coalition Against Tobacco
(ICAT) vi aspetta puntuale. Come formalizzare l'adesione? Inviateci una email
che dica "Aderisco (o aderiamo) alla Giornata". Cosa fare in concreto? Le nostre
raccomandazioni sono evidenziate in questi punti:
-
-
Organizzate nella vostra zona un
incontro nella scuola, o pubblico, che abbia come
argomento principale la Prevenzione, la tutela dei non fumatori, dei
lavoratori nei luoghi di lavoro, ma soprattutto dei bambini, in casa e a
scuola.
-
Iniziate un progetto
scolastico che si conluda magari il 31 maggio del 2005, in
occasione della "Gionata Mondiale senza Tabacco" indetta dall'Organizzazione
Mondiale della Sanita'.
-
Inviate un comunicato
stampa agli organi di stampa con cui siete in
contatto.
-
Stampate e diffondete un
volantino o depliant con il vostro programma della
Giornata.
-
Inviateci un
report sommario delle vostre attivita': le faremo conoscere ad
altri.
Se per errore
hai ricevuto questa email scusaci. La redazione di GEA.