Tabagismo & pfc

Anno VI - n° 60 - Ottobre 2004

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: C.Marini, S.Ammiraglia, M.Colantoni, F.Filippini, E.Muto, P.Saccomanno, A.Stella, C.Vatteroni, P.Valente.

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it

Collaborazione: Globalink Italia

Distribuzione: 3.883 copie

     COME E PERCHE' SOSTENERE GEA   

 

1

- Diritti e Rovesci  - di G.Mangiaracina

 

 

2

- Fumerai sano - di F.Filippini

 

 

3

- Scuole senza Fumo - M.Nanni, M.Colantoni

 

 

4

Mattone su mattone: come costruire - di P.Valente

 

 

5

- Prevenzione: come farla? - lettera firmata

 

 

6

- Ente Tabacchi risarcisce fumatore Light - ACU

 

 

7

- Le spiace se fumo? - di A.Stella e P.Saccomanno

 

 

8

- La Magna Carta di "Aria Pulita" - di M.D'Angeli

 

 

9

Comuni contro - di C.Marini

 

 

10

- Manuale di sopravvivenza - di M.Ramadori

 

 

11

- Colpire il Marketing sui giovanissimi - di S.Ammiraglia

 

 

12

- No Smoking Pride - di C.Vatteroni

 

 

13

- Smoke-Free Wirld - di E.Muto

 

 

14

Aderisci alla Giornata

 


1. EDITORIALE: Diritti e Rovesci

di GIACOMO MANGIARACINA

Nel Gennaio del 2000, scrissi un editoriale dal titolo "Oro o Princisbecco". Parlavo della difficolta' a distinguere il vero dal falso. Avrei potuto intitolarlo pure "smoking in your eyes", o fumo negli occhi. Perche' cosi' ancora avviene. Da un lato le istituzioni e le Societa' scientifiche hanno permesso di costruire la prevenzione e la terapia del Tabagismo, mediante la ricerca e le esperienze prodotte negli ultimi anni; dall'altro, una certa informazione continua a propinare noiosi "metodi per smettere di fumare". Persino Aziende Sanitarie si alleano con quelli dell'antismoking center, che sul "soddisfatti o rimborsati" ha fatto fortuna, riproponendo in chiave di marketing un antico ritornello, l'elisir di Dulcamara. Bufale. Scienza a gogo'. Inganni belli e fatti dai quali e' bene che imparino a deifendersene anche coloro che ci cascano in buona o mala fede. Si sappia chi sono gli impostori. La corretta informazione deve saper distinguere la Scienza dall'empirismo settecentesco. Regna purtroppo sovrana l'ignoranza che fa comodo a molti. Regna sovrana anche e purtroppo negli ambienti scientifici, da studenti di medicina, a medici e psicologi. Figure chiave, di riferimento, che lasciano il campo all'improvvisazione. E dunque, per stimolare l'attenzione pubblica, degli ambienti scientifici e politici, ci affidiamo anche agli eventi. Il 5 Novembre di ogni anno, da 5 anni, siamo invitati dalla collettivita' internazionale, a fare Prevenzione efficace. E' la "Giornata Nazionale per i Diritti dei Non fumatori", momento in cui affermiamo il Diritto alla Salute. Lo invochiamo semplicemente quando viene violato. Ci inquinano l'acqua? Ci appestano l'aria? Le etichette dei prodotti alimentari mentiscono? La frutta e' inzuppata di pesticidi? Quanto metanolo c'e' nel vino che beviamo? (abbiamo forse scordato la strage dei 50 morti dell'86? E quella attuale in Iran?). Noi ci occupiamo del Tabacco, dei suoi fatti e dei suoi misfatti, e il 5 novembre, con la sua "Giornata" e' alle porte. Al suo 5° anno, ha superato in Italia le 50 organizzazioni aderenti. Ma proprio in queste occasioni di maggiore incisivita' comunicativa, c'e' ancor piu' il necessita' di additare i "Rovesci". Sono quelli che ci vanno di traverso, che inquinano gli animi prima ancora che la salute, che ci motivano a combattere col coraggio dei cavalieri di Artu'. Tanti i ricordi e tante le storie infami, dal bieco "giuramento" dei grandi del Tabacco (nella foto), agli sporchi intrighi della connivenza con la grande criminalita' organizzata, negli affari del contrabbando. Non e' un caso la corruzione sitematica di scienziati (Raylander, Vettorazzi), ma tocca l'apice dello stupore la notizia che la Philip Morris si propone addirittura leader nella lotta contro il Fumo. Proprio cosi'. Fa parte delle sue strategie di "Friendy Marketing" educare col bollino blu dell'informazione. Almeno cosi' crede e fa credere. Un esempio e' la LIAF (Lega Italiana Anti-Fumo) e del del prof. Polosa. I giornali ne stanno parlando a raffica. E persino gli ambiti scientifici, che in quanto al Fumo difficilmente distinguerebbero un occhio da un ginocchio, lo danno con le credenziali. Eppure e' finanziato dalla Philip Morris. Il prof. Polosa, della facolta' di Medicina dell'universita' di Catania, giura su tutto che non e' minimamente influenzato, ne' condizionato dalla multinazionale, ma qualcosa lo tradisce. Non per i 400 mila dollari che ha dichiarato di intascare, ma per il fatto che si sia guardato bene dallo stabilire contatti con gli esperti del campo. Dice che vuol fare ricerca. Diffido della purezza delle sue intenzioni: www.liaf-onlus.org/not_home.asp?id=496&tipo=1. Ma ormai fanno tutti cosi'. Persino le istituzioni dello Stato. Questo mese c'e' proprio di che godere. Basta leggere qui di seguito.
 


2. Fumerai sano. Parola di Istituto di Sanita'
di FRANCESCA FILIPPINI *
Dal 22 al 24 settembre ad Ancona c'e' stato un convegno dal titolo "Il trattamento del Tabagismo nei Centri Antifumo", organizzato dalla Regione Marche, in particolare dal Dr. Berti. Nella prima giornata è intervenuto il Dott. Pier Giorgio Zuccaro, direttore dell'OssFAD (Osservatorio Fumo Alcol Droghe) dell'Istituto Superiore di Sanita', che ha presentato un accordo (non so bene se probabile o di fatto esistente) con le multinazionali del tabacco per la creazione, da parte delle multinazionali stesse, di una sigaretta meno nociva. Al termine del suo intervento, sono intervenuta premettendo che l'affidarci e fidarci delle multinazionali del Tabacco, da parte dell'Istituto Superiore di Sanita' (ISS) mi faceva gelare il sangue. Sentendosi attaccato su quello che considerava a quanto pare un punto di orgoglio, ha replicato impettito, spiegando alla platea che non vi era nulla di strano, e che non siamo mai contenti: sappiamo che le sigarette fanno male e brontoliamo; loro provano a farne fabbricare una meno nociva alle multinazionali e brontoliamo... Insomma ci sarebbero fumatori che non smetteranno mai, per i quali una sigaretta meno nociva può essere una soluzione. Per niente soddisfatta della risposta, ho ancora replicato elencando tutte le dimostrazioni che le multinazionali del Tabacco ci hanno dato in merito a fregature, sottolineando che non potrà mai essere una loro priorità creare una sigaretta che porti alla disassuefazione dato che il loro primo obiettivo è creare dei dipendenti dal Fumo per vendere di più, e che non trovo accettabile che l'ISS si associ alle multinazionali del Fumo, perchè di loro non si fida piu' nessuno a livello mondiale, neanche se si tratta "aiutare" i fumatori piu' incalliti. Perchè allora l'ISS non si fa esso stesso promotore della ricerca coinvolgendo in un dibattito costruttivo i maggiori esperti italiani in Tabaccologia? Il Dott. Zuccaro risulterebbe essere un Chimico, e dunque comprendiamo l'affinita' della sua competenza in questo tipo di ricerca, ma la Chimica deve accordarsi con le strategie di Salute Pubblica. Ha risposto che "sulla parola dipendenza bisogna andarci piano e ci sarebbe a discutere tanto" e tira fuori un antico ritornello: non abbiamo soldi per produrla, la facciamo produrre alle multinazionali che invece li hanno, e noi la controlliamo. Il clima si era acceso, ed anche altri sono intervenuti a mio sostegno, sottolineando la preoccupazione che sarebbe un disastro per il concetto stesso di Prevenzione. I ragazzi sarebbero incoraggiati dal fatto che esisterebbero le sigarette "meno pericolose", con la benedizione dell'ISS e dunque dello Stato. A questo punto siamo stati fermati a forza con la scusa dell'ora, e la questione è stata rimandata all'anno del mai. Due giorni dopo è venuto  il dott. Stefano Nardini, che ha ripreso di nuovo la questione della "sigaretta meno nociva". Anche lui considera che sia una buona scelta, che non ci vede niente di male, perchè "bisogna fare i conti con la realtà delle cose". Sono frastornata e fortemente preoccupata. Qualcuno mi spieghi come mai ci affidiamo tranquillamente alle braccia di chi ci sta torturando da anni. Ho bisogno anch'io di fare i conti con realtà delle cose. Stiamo combattendo contro o con i produttori del tabacco? Chi sta con noi, chi sta contro di noi? Noi, come operatori per la cura del Tabagismo, sacrifichiamo il nostro tempo, e talvolta i nostri affetti, per il nostro lavoro, mettendoci a disposizione gratuitamente persino in orari impossibili, per degli ideali, per dei principi, ed in tutta risposta, all'improvviso, le piu' alte istituzioni di ricerca dello Stato ci invitano a fidarci di coloro che col Tabacco hanno fatto immense fortune uccidendo milioni di persone. Sono o non sono criminali? The Lancet ha sostenuto che il Tabacco dovrebbe essere addirittura bandito. Questa storia di certo non finisce qui, anzi, e' solo l'inizio.
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* La Dott.ssa Francesca Filippini e' medico, operatore dei servizi per la cura del Tabagismo.
 

3. Scuole senza Fumo: senza esperti, nulla
di MAURO NANNI e MANUELA COLANTONI
I dati del Fumo nei giovani sono chiari e preoccupanti: il 90% degli adulti fumatori hanno iniziato a 18 anni, e la prima sigaretta per lo piu' tra 12 e 16 anni. Va considerata la grande difficoltà a smettere. Secondo i dati piu' accreditati, un giovane su tre diventa dipendente. Il 74% dei fumatori occasionali e il 65% dei giovani che fumano giornalmente, hanno provato a  smettere, ma  solo l’1,5% di quelli che hanno sempre fumato ci sono riusciti con successo (American Journal of Preventive Medicine). Ma perché i  ragazzi fumano? Problemi sociali? (Wendy Schwartz: A guide to Youth Smoking Prevention Policies and Programs). Si ritiene che fumare aiuti a ridurre lo stress, che serva a nascondere l'insicurezza, e soprattutto che sia una “cosa da adulti”. Come demolire questi miti? La prevenzione va fatta. E nelle scuole. I giovani trascorrono a scuola un terzo del loro tempo, ricevendo importanti e significativi condizionamenti. Il fumo incide anche sulla resa scolastica. Uno studio condotto in Corea, su 250 studenti liceali, ha mostrato che solo il 18,2 % di studenti non fumatori, ha uno scarso rendimento scolastico, la percentuale sale a al 40 % tra gli studenti fumatori. Occorre iniziare e presto. "The Journal of the National Cancer Institute” nel 2001 ha scioccato gli esperti dimostrando che "i programmi di prevenzione svolti nelle scuole non danno risultati in termini di efficacia e che è necessario ridisegnarne di nuovi, partendo magari dall’analisi delle influenze sociali dei fumatori sui giovani. Un’educazione anti-tabacco efficace, può essere realizzata solo attraverso una varietà di strategie” (Cella et all.1992; Gardner et al.,1994; Beales,1997). Cio' che rende efficace un progetto di prevenzione e': 1) considerare una fascia di età precoce e assicurare la continuita' del progetto negli anni; 2) dare priorità alla parte educativa e formativa rispetto a quella informativa: 3) avvalersi di équipes multidisciplinari (medici, psicologi, educatori); 4) rendere i ragazzi protagonisti; 5) coinvolgere scuola e famiglie; 6) inserire il progetto in un'ottica più ampia di benessere psico-fisico (Tinghino, 2003). Con questi presupposti, GEA ha realizzato due progetti per studenti di Medie inferiori e superiori: “L’ambiente in fumo” e “Impariamo a non fumare. Sono percorsi di lavoro interattivi che incoraggiano i giovani a legare con i coetanei e impegnano gli studenti in vari modi. Sono previsti incontri con genitori e insegnanti, e si conclude con il "Congresso dei Ragazzi contro il Fumo”, in cui gli studenti sono autori e attori dei propri lavori. I ragazzi presentano i risultati del loro lavoro ad un pubblico enorme: familiari, amici, compagni di scuola. “L’Ambiente in Fumo” prevede un approccio innovativo. Il tema conduttore del lavoro non è il Tabagismo, ma l’inquinamento ambientale. Tracciato per gli studenti delle scuole superiori: “Impariamo a non fumare” , prende spunto dalla teoria dell’intelligenza emotiva, secondo la quale, la capacità di riconoscere e gestire i propri stati emozionali adeguatamente riduce la tendenza a far uso di sostanze (Goleman, 1996). Per questo il progetto coniuga le conoscenze dei ragazzi sul tabacco, con l’inquinamento ambientale da fumo. Mira anche a promuovere la “competenza emotiva” e la capacità di “problem solving” per favorire la scelta di comportamenti sani. I progetti sono stati realizzati con la cooperazione di studenti, parenti, genitori, insegnanti, amministratori scolastici, ma soprattutto con gli esperti, della cui collaborazione ci avvaliamo costantemente sul territorio nazionale
Info: scuolesenzafumo@fastwebnet.it.
 

4. Mattone su mattone: ed e' strategia
di PASQUALE VALENTE *
Una nuova pubblicazione dell'OMS (WHO, Tobacco Free Initiative, TFI) e' stata divulgata il 22 giugno 2004, in versione CD-ROM e presto disponibile in formato stampa. Nasce dalla consapevolezza dell’assenza di una pubblicazione completa in grado di guidare il processo di sviluppo delle capacità nazionali nella costruzione di programmi di controllo del Tabacco efficaci e sostenibili. Building blocks for tobacco control: a handbook è pertanto un manuale, intenzionalmente pragmatico, che fornisce consigli pratici per la messa in opera di possibili programmi nazionali di controllo del tabacco. Il manuale contiene tre sezioni principali. La prima parte fornisce un quadro descrittivo dell'epidemia del tabacco con i relativi costi sociali ed economici, le strategie dell’industria del tabacco per neutralizzare le misure di sanità pubblica nonché le prove scientifiche d’efficacia degli interventi di controllo. La seconda parte si focalizza sulle principali capacità necessarie per controllare con successo l’epidemia, indicate sulla base delle lezioni apprese da esperienze in differenti paesi. Se ne ricava che lo sviluppo di un piano nazionale è da considerare fondamentale per la riuscita del controllo del tabacco assieme ad altri elementi di costruzione della capacità nazionale quali la realizzazione di efficaci infrastrutture per lo sviluppo di un programma nazionale di controllo, la formazione e l’istruzione, l’innalzamento della consapevolezza pubblica tramite un’efficace comunicazione e l’advocacy dei media, le misure legislative ed interventi economici e fondi specifici per iniziative di controllo. Infine, i capitoli che suggeriscono come replicare all'industria del tabacco, formare partnerships efficaci, monitorare e valutare i progressi, scambiarsi informazioni e ricerca utili alla comprensione delle modalità di miglioramento delle capacità di controllo del tabacco. A partire dalla condivisione delle lezioni apprese da differenti paesi ed utilizzando numerosi esempi, questo manuale potrà assistere ed ispirare i governi nazionali ad intraprendere la sfida della riduzione del consumo di tabacco e della mortalità e morbilità correlata.
Fonte: www.who.int/tobacco/resources/publications/tobaccocontrol_handbook/en/
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Il Dott. Pasquale Valente e' Medico del Lavoro, dottorando presso l'Istituto Superiore di Sanita' nell'ambito del rapporto Fumo e inquinamento degli ambienti confinati. E' referente scientifico del progetto "Aziende senza Fumo".
 

5. Prevenzione: come farla?
Vi scrivo per esprimere i miei forti dubbi su alcuni punti del daclogo Anti Fumo, trovato sul sito www.fumo.it. Innanzitutto mi pare che in Europa a differenza degli USA il prezzo delle sigarette sia già regolamentato. Non riesco inoltre a spiegarmi l'utilità di eliminare i pacchetti a contenuto ridotto di sigarette (come i comodi pacchetti da 10) che caso mai aiutano a fumare meno e non il contrario (avendo al massimo 10 sigarette nel pacchetto ci si rende conto più velocemente di quanto si fuma e si hanno meno sigarette a disposizione)!!! Infine una cosa che proprio non mi va giu (e sono un fumatore occasionale) è il fatto di VIETARE IL FUMO AI MINORI DI 16 ANNI!!!! Cosi un ragazzino a 16 e un giorno, spinto dagli amici comincia LEGALMENTE A FUMARE!! Ma fumare non era vietato ai minori?? Inoltre è stato dimostrato che chi comincia a fumare nell'adolescenza più facilmente sarà poi schiavo della sigaretta rispetto a chi comincia in età adulta (come il sottoscritto, che riesce a mantenere il fumo sotto controllo e in determinati momenti della vita sociale). Da una parte quindi si cerca di criminalizzare il fumo (rendedolo tra pochi anni del tutto illegale, come oggi la marihuana), dall'altra si da il permesso legale di accedere alle sigarette a un ragazzino adolescente....non è un pò un controsenso? Negli Stati Uniti in molti stati la vendita delle sigarette è ammessa soltanto ai maggiori di anni 21 (come dovrebbe essere dappertutto), e OGNI VOLTA che dovevo acquistare un pacchetto mi veniva chiesto di esibire un documento che comprovasse la mia età, nonostante abbia 29 anni. Perchè non viene mai rispetttata in Italia questa legge, perchè un minore può facilmente procurarsi un pacchetto di sigarette mentre il governo pensa solo al numero delle sigarette che deve esserci in ogni pacchetto? Negli Stati Uniti, dove la vendita dei tabacchi non è regolamentata da nessuno e dove è permessa la pubblicità del tabacco, il consumo è tuttavia molto inferiore che in Europa, nonstante le leggi europee siano ormai molto più severe rispetto a quelle USA (almeno sulla carta per quanto riguarda i divieti del fumo e la pubblicità),  non è con le leggi repressive che si elimina il tabagismo, nè tantomeno con le scritte minatorie (assenti sui pacchetti Made in USA), a caratteri cubitali, che deturpano i pacchetti delle nostre sigarette nel vecchio continente. Spero che nel futuro si pensi un pò di più alla prevenzione del fumo giovanile, senza permettere che un minore possa fumare legalmente.
Lettera firmata (chi volesse rispondere puo' farlo tramite la nostra redazione che la inoltrera' all'autore).
(NOTA DI REDAZIONE) - Sarebbe forse piu' preoccupato se le dicessimo che il divieto e' per i minori di 14 anni? Ad ogni modo, in Italia sfidiamo a dimostrare che i tabaccai chiedano i documenti ai ragazzi. Quanto alle scritte sui pacchetti non si possono avere opinioni personali. La questione e': vi e' alla base una riceca che ne provi l'efficiacia, o no? Se e' possibile dimostrarne l'efficacia sono giuste. Quanto alla sua speranza conclusiva, le assicuriamo che e' anche la nostra. Di tutto si parla ma non di come fare prevenzione efficace. A questo proposito segnaliamo, in questo mese, l'uscita del volume "La Prevenzione del Tabagismo", di Mangiaracina e Ottaviano, edito dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, a cui ci si deve rivolgere per chiederne una copia: 06-4425971, sede.centrale@lilt.it. La nostra redazione e' inoltre disponibile a dare informazioni sui programmi di formazione per operatori dela salute (www.gea2000.org).

6. Ente Tabacchi risarcisce fumatore Light
L'Ente Tabacchi dovrà risarcire fumatore che si e' ammalato a causa del fumo. Lo stabilisce Giudice di Pace. L'avere fumato sigarette "Light" credendo che fossero meno nocive delle "normali" ha comportato un danno esistenziale e da "perdita di chance": con questa motivazione il giudice di pace di Napoli ha condannato l'ETI, Ente Tabacchi Italiano, a risarcire 1.000 euro ad un napoletano che, in seguito a problemi respiratori e cardiocircolatori, aveva deciso di passare alle sigarette "leggere". La sentenza, emessa dal giudice di pace Antonio Di Rienzo, rappresenta "un importantissimo precedente per tutti i fumatori italiani, che dopo essere stati ingannati per anni dalla scritta "Light" potranno ora far valere i propri diritti", commenta l'avvocato Angelo Pisani, leader del movimento Noi Consumatori, che ha assistito nella causa il cittadino napoletano. Nella sentenza, il giudice di pace di Napoli definisce "certa l'idoneità ingannatrice" della dicitura, rilevando come, in assenza di quel messaggio pubblicitario, l'uomo avrebbe potuto scegliere altre strade per tutelare la propria salute, invece di utilizzare un prodotto rivelatosi ugualmente dannoso. Insomma, una "perdita di chance" che il magistrato ha ritenuto meritevole di risarcimento del danno. L'ETI è stato condannato anche a pagare le spese del giudizio. Per l'avvocato Pisani, "l'Italia si avvicina sempre di più agli Stati Uniti, sul piano della tutela giuridica dei diritti dei fumatori. Dopo aver subito per decenni i danni indotti dai comportamenti delle multinazionali del tabacco, finalmente si profilano le strade giuridiche per una autentica tutela".
Fonte: Associazione di Consumatori e Utenti - Sede nazionale MDC - Via Piemonte 39/a - 00187 ROMA. Tel. 06.4881891- Fax 06.4820227 - E-mail: info@mdc.it, 20/09/2004.
 

7. Le spiace se fumo?
di ASTRID STELLA e PAOLA SACCOMANNO
I "non fumatori" sono una categoria o una tipologia di persone difficili da definire, se non altro perche' il "non" essere ci mette anche nelle condizioni di "non" definire. Tuttavia, coloro che hanno scelto di non fumare si sono sempre trovati in condizioni penalizzanti, specie quando si trattava di dovere rispondere a chi chiedeva: “Dispiace se fumo?”. Sembrava quasi di ritenersi in dovere di dire "No" solo per non dimostrarsi ineducati o scortesi nei confronti di chi inoltrava una richiesta. Quel "No" aveva tutto il sapore di una frase del tipo: "Per carita' signore, non saro' certo io a dovere limitare la sua liberta' di fumare...". E dunque si accettava di essere
intossicati purche' l'immagine che volevamo dare di noi era quella delle persone "bene educate". L'aspetto alternativo sarebbe stato quello di rifiutare, difendendo la propria salute ed imponendo quindi una limitazione alla libertà del fumatore. In questo caso la reazione di sdegno, reale o presunta, del fumatore poteva far sentire patetici salutisti o allarmisti, maleducati, egoisti. Col passere del tempo qualcosa pero' e' cambiato. Qualcosa di sostanziale. Ci siamo fondamentalmente chiesti se fosse stato proprio necessario porsi il problema in questi termini. Sono davvero cose da chiedersi? Il problema non si dovrebbe porre per il semplice fatto che il fumo inquina, intossica, e' velenoso e provoca danni seri alla salute degli altri. Come psicologhe abbiamo ficcato il naso in un campo la cui competenza non ci appartiene, ma abbiamo realmente trovato una montagna di ricerche che lo dimostrano senza possibilita' di equivocare. Siamo arrivati alla conclusione che se un fumatore si trova in compagnia di un’altra persona non deve fumare. Questo va fatto e basta, senza eccezioni!  E se una volta l’astinenza del fumatore ci induceva ad assolverlo pure dai sensi di colpa (“Ha acconsentito! Non è colpa mia!”), grazie alle Campagne di pubblica informazione e alle leggi che mirano alla tutela della salute, stiamo iniziando ad assaporare finalmente il rispetto. Si sta diffondendo l’idea che “il fumo uccide”. Veramente. La mutazione in atto ci sta motivando ad un maggiore coraggio, piu' capaci a rispondere un fenomenale: “Sì, mi dispiace!”, senza sentirci maleducati ed egoisti.
 

8. La Magna Carta di "Aria Pulita"
di MASSIMO D' ANGELI
1) Proclamiamo il Diritto alla Salute (Art.32 della Costituzione) con precedenza assoluta su ogni forma di liberta'.
2) Pretendiamo un'aria respirabile nelle migliori condizioni di qualita' possibile. Sia nell'ambiente outdoor che in qualli indoor. Il fumo della combustione dei prodotti del tabacco, succhiato, aspirato e riesalato dai polmoni nell'ambiente, inquina ed è gravemente nocivo. L'aria di qualsiasi ambiente deve essere garantita pulita e respirabile, senza che produca alcun nocumento alla salute.
3) Incoraggiamo i Nonfumatori, considerato il loro stato di dipendenza in cui versano, e considerato anche il frequante riscontro dell'inerzia di dirigenti e controllori, a rivendicare, sempre e dovunque, il loro Diritto, anche avvalendosi di associazioni che tutelano i loro interessi, come "Aria Pulita" fa.
4) Auspichiamo che la Ricerca Scientifica si indirizzi in maniera adeguata al fenomeno dell'inquinamento da fumo passivo, che sarebbe responsabile del decesso di circa 2.700 italiani ogni anno; dovrà indicare non solo gli effetti del fumo ambientale, ma anche gli strumenti di intervento che siano efficaci a contenerne le conseguenze, considerando il contesto sociale e culturale italiano. 
5) Affermiamo la nostra particolare attenzione e la nostra accurata vigilanza sulle indampienze delle normative e su aspetti di "mobbing ambientale" da fumo passivo. Leggi e Regolamenti non sono di per se' sufficienti: dirigenti e controllori hanno il dovere di applicare le leggi, e di essere parte attiva nell'operazione "Aria Pulita".
6) Esortiamo i fumatori al rispetto del prossimo, e ad affrontare le reali cause del loro male, quello della dipendenza da Tabacco, con le responsabillita' relative al sistema socio-culturale e politico che favorisce la diffusione di questo problema, indicato dall'OMS come "prima causa di morte evitabile" al mondo.
7) Riteniamo indispensabile e urgente una adeguata informazione da parte dei Media e della Scienza, in particolare nei contesti educativi e informativi, nei confronti di bambini, studenti, e operatori della sanita', per la rilevanza dell'inquinamento da fumo, sul piano socio-sanitario e con le sue implicazioni di carattere legale.
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NB: Accettiamo suggerimenti per perfezionare questa "Magna Charta", per diffonderla in tutta Italia.
 

9. Comuni contro
di CINZIA MARINI
Con l’avvicinarsi della data fatidica entro la quale diverrà operativo il divieto di fumare in tutti i locali pubblici, alcuni Comuni si stanno dando da fare, dotando le strade di posacenere, per evitare che i marciapiedi si ricoprano di montagne di mozziconi gettati da avventori di bar, ristoranti, pizzerie, pub ecc,. Sembra infatti che, a causa degli alti costi degli impianti necessari per adeguarsi alle nuove normative e delle ridotte dimensioni di moltissimi locali, la maggioranza dei gestori preferiranno vietare totalmente il Fumo. Certamente la strada meno difficoltosa e più economica. I Comuni di Ravenna, Pordenone e San Vito al Tagliamento hanno già provveduto o sono in procinto di farlo. Diversamente ha agito Codogno (Lodi) che, in collaborazione con la Pro-Loco, ha dato vita alla sua terza "Campagna di Buona Creanza", affiggendo decine di manifesti, corredati da una vignetta molto carina creata da un disegnatore locale, con i quali ha invitato la popolazione a non gettare mozziconi e pacchetti di sigarette vuoti a terra perché questo atto incivile inquina e sporca. E’ auspicabile che l’iniziava, apprezzata dagli stessi fumatori, sia seguita anche da tutte le altre città nella maggior parte delle quali la sporcizia delle strade è un fenomeno grave che denota la scarsa sensibilità di molti nei confronti di questo problema. e che potrebbe dimostrarsi uno strumento prezioso per tenere pulite le città e non inquinare fiumi, laghi e mari del nostro bel Paese. Aria Pulita, Associazione Non Fumatori, attraverso la sua rete di soci e simpatizzanti, sta prendendo contatti con le amministrazioni comunali per proporre l’avvio di questa campagna educativa.
 

10. Manuale di Sopravvivenza
di ASTRID STELLA
In vista della 5° "Giornata per i Diritti dei Non fumatori", fissata per il 5 Novembre, riproponiamo il Manuale di Sopravvivenza del Non fumatore, a cura di Marco Ramadori, avvocato, vicepresidente del Codacons, della quale avevamo gia' fatto una recensione nelle News dello scorso Dicembre (n.51). Il Manuale non si propone come guida per "smettere di fumare", né tantomeno come un trattato giuridico sulla legislazione del Tabacco. Scritto con linguaggio chiaro e' adatto a chiunque voglia avere informazioni immediate e precise sui Diritti dei non-fumatori. La struttura è originale e la lettura a tratti divertente. Riceviamo infatti quotidianamente richieste disperate di centinaia di non-fumatori, costretti ad inalare il fumo degli altri. Chiedono cosa possono fare, e come difendersi, come proteggersi dalla malattia del Fumo, che ogni anno, solo in Italia, uccide 90.000 persone. La legislazione sul Tabacco è spesso complessa anche per un esperto di diritto, figuriamoci per chi vuole solo respirare meglio. Dove si può fumare e dove invece è realmente vietato? La domanda è lecita, specie ora che sta per entrare in vigore la nuova legge che vieta il Fumo nei locali pubblici. Il “Manuale di Sopravvivenza” e' dunque uno strumento di "pronto soccorso". Unica nota, si deve "acquistare" registrandosi sul sito del Codacons:
www.codacons.it/ebook/manuale_non_fumatore.htm.
 

11. Colpire il marketing sui giovanissimi
di STEFANIA AMMIRAGLIA *
Come in tutte le imprese, per chi produce tabacco l’attività di marketing consiste nel definire a quali segmenti di mercato voglia conquistare, con quali tipi di prodotto, a quale prezzo, e con quali modalità di distribuzione e comunicazione. Quest’ultimo aspetto investe la tematica della pubblicità e le sue implicazioni legali. La prima legge che in Italia disciplina la pubblicità di prodotti da fumo risale al 1962 (L. 10 aprile 1962 n. 165) e dispone che “la propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale o estero, è vietata”. L’art. 8 del D.Lgs. n. 4/83 convertito nella L. 22/02/1983 n. 52 ha inasprito le sanzioni già previste nella legge sopra indicata (*). La legge italiana in materia pubblicitaria ha un particolare riguardo per la tutela dei minori. Il D.Lgs. n. 74/92 stabilisce il divieto di pubblicità di prodotti pericolosi per la salute (art. 5) e di pubblicità suscettibile di raggiungere i minori idonea a minacciare la loro sicurezza (art.6). Dal punto di vista normativo la situazione italiana appare evoluta rispetto ad altre realtà, tuttavia sul piano pratico, in termini di effettiva tutela non si è avuto un adeguato riscontro specie in rapporto all’effettivo pericolo rappresentato dai prodotti da fumo per la salute dei cittadini. Le multinazionali del Tabacco hanno saputo trovare un modo efficacissimo di aggirare le leggi attraverso pubblicità indirette o alternative e, per di più, efficaci soprattutto nei confronti (o meglio a danno) dei minori. Spesso i marchi di sigarette sono associati a prodotti d'abbigliamento e soprattutto a manifestazioni sportive che si rivelano uno strumento efficacissimo di propaganda. Il problema in questi casi non è quindi la legge italiana, che di per sé impedirebbe un simile uso dei marchi di sigarette, ma il fatto che le manifestazioni sportive (GranPremi di F1 o di motociclismo) si svolgono in altri paesi nei quali magari non vi sono analoghi divieti. In tali occasioni i marchi in questione compaiono quindi sui nostri schermi vanificando di fatto gli effetti restrittivi della nostra legislazione. E qualunque tentativo di impedire, come è stato fatto da parte del Codacons (www.codacons.it; per la tutela del diritto alla salute vedi anche www.articolo32.net), che ha citato in giudizio le reti televisive, un simile comportamento si scontrerebbe inevitabilmente con il diritto di cronaca. Per ovviare a questo problema è intervenuta la Comunità Europea con una direttiva (2003/33/CE) che si prefigge lo scopo di armonizzare le legislazioni dei vari paesi in materia di pubblicità di prodotti da tabacco vietando la sponsorizzazione di eventi sportivi da parte delle multinazionali del tabacco. La direttiva dovrà essere recepita entro il 31/07/05.
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(*)  (per provvedimenti più recenti vedi: DM n. 425/1991, concernente l’attuazione della direttiva 89/552/CE del 3/10/1989 in materia di pubblicità di prodotti da tabacco, bevande alcoliche e tutela dei minori; vedi anche L. 112 del 3/05/04 “legge Gasparri” sul riordino del sistema radiotelevisivo. L’art. 4 lett. c) di questa legge vieta messaggi pubblicitari che possano recare pregiudizio morale o fisico ai minori o che inducano a comportamenti pregiudizievoli per la salute, la sicurezza o l’ambiente).
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* Stefania Ammiraglia e' Dottore in Giurisprudenza, referente legale di GEA, e collabora con il Codacons.
 

12. No Smoking Pride
di CRISTINA VATTERONI
A fine Dicembre entra in vigore la Legge 3/2003, a conclusione di una battaglia iniziata nel 2000 con il boicottaggio in Parlamento del DDL Veronesi. Il nuovo divieto di fumare nei locali pubblici è accompagnato da una campagna educativa. Ma la gente, che ruolo ha in questo cambiamento? I gruppi organizzati di cittadini che si occupano di Fumo sono ancora pochi e piccoli, ma si fanno sentire. "Aria Pulita" ha attivamente appoggiato la nuova legge, ha ottenuto il rispetto dei divieti nella metropolitana di Roma, in alcune universita', ed ha aiutato molti lavoratori ad ottenere, tramite il bistrattato DL 626/94, l'indroduzione del divieto nei loro luoghi di lavoro. Una sezione distaccata, presso l'Ospedale San Paolo di Napoli, è un altro segno. Ma ora ci proponiamo di coinvolgere l'universo dei non fumatori italiani a rivendicare il propio status di non fumatore, come dire, un "No Smoking Pride". Per questo vogliamo invitare tutti i Centri Antifumo italiani, quelli censiti dall'Istituto Superiore di Sanita', quelli della Lega contro i Tumori e quelli della Societa' di Tabaccologia, ad informare TUTTI i fumatori in trattamento che esiste l'associazione "Aria Pulita". Dopo aver finito il percorso terapeutico, potranno iscriversi al forum (gratuitamente) inviando una email vuota a non-fumatori-subscribe@yahoogroups.com, e soprattutto saranno accolti in una famiglia grande che offrira' loro un sostegno e una collaborazione. Potranno anche loro collaborare ai vari progetti dell'associazione, organizzare eventi per il 5 Novembre e per il 31 maggio di ogni anno, organizzare feste, e sentirsi comunque dall'altra parte, quella opposta, quella che prima si negava e alla quale poi si da' un valore immenso. Non dare ai fumatori l'opportunita' del "No Smoking Pride", negando loro questa possibilita', per ignoranza o chissacche', e' un grave errore. Secondo quando riportano certi lavori scientifici, servirebbe pure a contenere le ricadute.
 

13. Smoke-free World
di ELISABETTA MUTO
Smoke-Free-World (
www.smokefreeworld.com) è il sito che permette ai non fumatori (e anche ai fumatori), di avere una finestra aperta sullo scenario mondiale degli ambienti confinati "senza fumo". L'organizzazione informa i milioni di utenti che ogni giorno, dal mondo intero, chiedono quali siano le leggi in vigore che consentano loro di respirare aria non inquinata. Il sito tende a precisare che il fatto che vi siano leggi antifumo, non significa che vengano rispettate. Ed e’ proprio il caso dell’Italia. A differenza di paesi più evoluti che tutelano i Diritti dei non fumatori, come ad esempio Canada e Australia, quando si tratta dell’Italia, l'unica cosa che e' possibile trovare e' una serie di ristoranti di "ottima cucina" e se si è fortunati la segnalazione di una eventuale saletta per non fumatori. Questi risultati rispecchiano anche la situazione europea in generale, poco confortanti. Perché questo? Per una cattiva gestione del sito o perché, nel nostro e in altri Paesi, abbiamo "leggi fantasma"? E' comprovata la nocività e la cancerogenicita' del fumo passivo (ambientale), e di conseguenza occorre essere decisi nell'approntare ogni misura di Salute Pubblica. Le strategie di controllo del tabagismo a livello internazionale, suggeriscono di creare a questo riguardo una fitta e attiva rete di collaborazione fra le varie nazioni. In Italia i movimenti di attivisti. Incoraggiamo quantomento, fumatori e non, ad aderire gartuitamente all'interessante forum di discussione: www.nonfumatori.it/ariapulita.
Ci sentiremo forse piu' cittadini di un mondo in cui la salute tendera' la mano al rispetto per l'uomo e all'intelligenza dei popoli.
 

14. Aderisci alla Giornata
di ANTONELLA TRICARICO
ADERITE, ADERITE, ADERITE. La "5° Giornata Nazionale per i Dirittti dei Non fumatori", fissata come ogni anno, il 5 Novembre, ed organizzata dal 1999 dall'International Coalition Against Tobacco (ICAT) vi aspetta puntuale. Come formalizzare l'adesione? Inviateci una email che dica "Aderisco (o aderiamo) alla Giornata". Cosa fare in concreto? Le nostre raccomandazioni sono evidenziate in questi punti:
  1. Usate il logo (banner) dalla pagina web ufficiale, www.gea2000.org/preferiscolaria.htm (in corso di aggiornamento), o dal sito europeo dell'ICAT, www.gea2000.org/icat, pubblicandolo su altri siti con il collegamento ipertestuale indicato, o su qualsiasi organo di stampa.
  2. Organizzate nella vostra zona un incontro nella scuola, o pubblico, che abbia come argomento principale la Prevenzione, la tutela dei non fumatori, dei lavoratori nei luoghi di lavoro, ma soprattutto dei bambini, in casa e a scuola.
  3. Iniziate un progetto scolastico che si conluda magari il 31 maggio del 2005, in occasione della "Gionata Mondiale senza Tabacco" indetta dall'Organizzazione Mondiale della Sanita'.
  4. Inviate un comunicato stampa agli organi di stampa con cui siete in contatto.
  5. Stampate e diffondete un volantino o depliant con il vostro programma della Giornata.
  6. Inviateci un report sommario delle vostre attivita': le faremo conoscere ad altri.
 

I numeri arretrati li trovi QUI: www.tabaccologia.org/news.html

La gestione della mailing list e' a cura di GLOBALINK International e dell'Unione Internazionale Contro il Cancro (UICC) di Ginevra, che ringraziamo per l'hosting gratuito. Per iscriverti o cancellarti: www.gea2000.org/mlist.htm.
Se per errore hai ricevuto questa email scusaci. La redazione di GEA.