Tabagismo & pfc

Anno VI - n° 61 - Novembre 2004

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: M.Giovenchi, V.A.Marinelli, C.Marini, E.Muto, P.Saccomanno, A.Stella, B.Valentini, C.Vatteroni.

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it

Collaborazione: LILT Globalink Italia

Distribuzione: 3.891 copie

     COME E PERCHE' SOSTENERE GEA   

 

1

- Il Falqui dell'Anima  - di G.Mangiaracina

 

 

2

- La Scuola in Farmacia - di M.Nanni

 

 

3

- Prevenzione in 150 Discoteche - di M.Giovenchi

 

 

4

Che Giornata! - di A.Stella

 

 

5

- Tossici tossici e Tossici tabagisti - di V.A.Marinelli

 

 

6

- Le vie della Prevenzione - di B.Valentini

 

 

7

- Fumo in carcere. Quanta ironia - di E.Muto

 

 

8

- Quei famosi recinti nipponici - di Anonimo

 

 

9

Sensibilita' Chimica Multipla - di A.M.I.C.A.

 

 

10

- SMS: Sei Meglio Senza - di M.Giovenchi

 

 

11

- Nei parchi di S.Francisco - di B.Valentini

 

 

12

- Tutte le leggi sul Fumo - Istituto Tumori di Milano

 

 

13

- ALTRIA parla cinese - Bloomberg Investimenti

 

 

14

Salutista sara' lei - Il Messaggero

 


1. EDITORIALE: Il Falqui dell'Anima

di GIACOMO MANGIARACINA

La dottrina del purgatorio è una delle trovate più spettacolari della storia religiosa degli umani, strategia di marketing vincente, machiavellico inganno di dimensioni epocali, costrutto teologico basato sulla tradizione dei “padri”. Sta di fatto che le Scritture Sacre non lo menzionano affatto. Fu Dante a dargli l'imprimatur. Nel purgatorio religioso si annida il massimo della contraddizione, dell’ipocrisia, della protervia, della confusione ad arte, di umana fattura. Tu pecchi? Noi ti assolviamo, e se muori da peccatore, ti aiuteremo comunque a traghettare in paradiso con le preghiere per i "cari defunti". Quando dissezionavo cadaveri in Anatomia, nella Palermo del 1970, mi chiedevo chi fossero stati e chi "pregasse" per loro. Geniale comunque: niente piu' inferno, per nessuno. Al compianto Cesare Marchi si deve il coraggio di avere scritto "Grandi Peccatori, Grandi Cattedrali". Affermo' il concetto che se non ci fossero stati i primi, sarebbero mancati i finanziamenti delle grandi opere religiose. Il concetto di purga come “purificatio” è d'altro canto noto. Ogni cultura ha elaborato sistemi liberatori di evacuatio corporis partendo dal presupposto che nel corpo si generano gli umori malsani, le esalazioni venefiche intossicanti, dei quali occorre liberarsi a tutti i costi. Descrizioni di esorcismi si concludono a volte con una deiezione la cui forma è stata assimilata a rettili (si capisce) o comunque a creature orripilanti. Gli odori hanno contribuito a definirne la natura venefica. Insomma, esalare qualcosa da se', nell'immaginario culturale, assume una dimensione purificatoria e dunque di piacere. Freud ebbe cura di codificare la "fase anale" del processo evolutivo. Delle caratteristiche di "analità" del fumare ho gia' scritto, annoverando il comportamento nell'ordine dei piaceri. Nella fattispecie quello di emanare i propri effluvi nell'ambiente. Non e' molto diverso dalla marcatura del territorio con feci e orina che si riscontra nel comportamento animale. Ma inevitabilmente il concetto di purificazione implica contaminazione. Ne consegue la necessita' di espellere altro da se'. La "purga" descrive bene il fatto che ogni contaminazione richiede una liberazione percepibile e osservabile. Perciò sono nate le penitenze. Conosciamo l’aspetto ludico della "penitenza per gioco" dove si fa lo strip per puro divertimento, ma la cultura “penitenziaria” è tutt'altra cosa. Persino le preghiere sono strumento espiatorio, forma di penitenza per il peccatore convertito. Due pater e tre ave possono riscattare un adulterio? La preghiera, paradossalmente, diventa Falqui dell’anima, Euchessina della "santità" dispensata. Per espiare cosa? Pensieri, parole, opere ed omissioni, come recita l’atto di dolore. Da un Paese di cultura cattolica attendo risposte: fumare, per un cattolico, o per santa romana chiesa, visto che 192 nazioni sono concordi nel ritenere che il fumo rappresenta la prima causa di morte evitabile al mondo, e che un fumatore su due viene precocemente ucciso dal tabacco,… non sarà peccato? Basteranno due pater e tre ave a cancellarlo? O a cancellarne gli effetti sulla persona e sui giovani? L'altra forma di purificatio riguarda dunque la coscienza. E' a questo livello che il gioco si fa duro, forse perverso. Gli aspetti "penitenziari" ed "espiatori" fanno emergere la necessita' del pagamento di un prezzo, o di un pizzo. A pensarci bene sto pagando il mio, per avere scelto, osato, sfidato, contrastato, proposto, denunciato, amato attraverso la relazione di aiuto. Pero' c'e' un costo anche per chi pensa di non dover pagare, per chi mette l'anestetico alla coscienza dando l'impressione di far bene, ancorati a un politically correct spesso privo di potenza. Sarebbe forse utile far rivivere un antico testo della Scrittura, della Lettera di Giacomo, cap.4, v.17: "Colui che  sa fare il bene e non lo fa, commette peccato". Bruno Ballardin ha una soluzione piu' moderna: "Gesu' lava piu' bianco".
 


2. La Scuola in Farmacia
di MAURO NANNI
La Giornata del 5 Novembre 2004 tiene a battesimo il nuovo progetto di ASSOFARM, che in Italia raggruppa le 1.200 farmacie comunali. ASSOFARM, con il supporto tecnico scientifico e la collaborazione di noti esperti nel campo, lancia il progetto "La Scuola in Farmacia". Si rivolge ai giovani e alle scuole, per informare sui problemi del Fumo e contribuire a divulgare la cultura della Prevenzione. L'articolazione del progetto e' questa: i ragazzi delle scuole che gravitano intorno ad una farmacia comunale potranno recarvisi per ritirare un gioco in CD-Rom gratuito, ma devono complìilare un questionario con poche domande che permettera' di conoscere lo stato dell’arte degli interventi scolastici nei riguardi del Fumo. Tutto cio' servira' ad orientare meglio i futuri programmi di prevenzione, in sintonia con le progettualità attuate in rete a livello nazionale ed europeo (campagna "Feel Free to Say No" della Commissione Europea, di cui la LILT, GEA e SITAB, sono referenti). Il tema della prevenzione del consumo di tabacco sara' dunque affrontato in modo ludico e divertente. Perciò è stato realizzato il video-gioco "AIR DEFENDERS" (I Difensori dell'Aria), studiato dagli esperti e calibrato sui ragazzi delle scuole medie. "La Scuola in Farmacia" avrà dunque doppia valenza: 1) Scientifica (raccolta di dati sui programmi scolastici per tabagismo e fumo negli ambienti confinati; 2) Didattica (apprendimento attraverso il gioco) con un CD originale la cui progettazione didattico-multimediale, la redazione degli storyboard, la verifica della qualità dei lavori, sono stati curati da Telecom Italia Learning Services (TILS). La redazione dei contenuti e della progettazione didattica e' stata curata da esperti della Società scientifica di Tabaccologia. I risultati della ricerca, che evidenziera' cio' che le scuole fanno e come, nel campo dellaprevenzione, verranno presentati nella Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 maggio 2005. Sito web: www.gea2000.org/scuolainfarmacia.htm - email: scuolasenzafumo@fastwebnet.it
 

3. Prevenzione in 150 Discoteche
di MANUELA GIOVENCHI
Il progetto e' nazionale e coinvolge proprio 150 discoteche. Tante sono le date in programma di una serie di eventi organizzati dalla M.P.Film, e in particolare un concorso di bellezza "al maschile" con le consuete selezioni regionali e la finale su reti televisive nazionali, che si terra' a S.Felice Circeo e mandata in onda da reti televisive nazionali. Testimonial Ascanio e Katia, del "Grande Fratello". Il progetto "Prevenzione in Discoteca" vede in prima linea la Commissione Europea con la campagna "Feel-Free to Say No", la Lega Italiana per le Lotta contro i Tumori, la Societa' Italiana di Tabaccologia, la Socielta' di Alcologia e La Fondazione Luigi Guccione per i familiari delle Vittime della Strada. Gli obiettivi sono quelli di veicolare informazioni e messaggi ai giovani concernenti la prevenzione di incidenti stradali, malattie sessualmente trasmesse, consumo di tabacco, alcol e droghe. Le modalita' sono varie: 1) allestimento di un desk per serata-evento con disponibilita' dimateriale documentativo; 2) proiezione su maxi-schermo di spot della Commissione Europea, della LILT e della Fondazione Guccione; 3) misurazione della qualita' dell'aria in discoteca; 4) alcol-test all'uscita dalla discoteca. E' stata inoltrata richiesta di adesione al Ministero della Salute, all'Istituto Superiore di Sanita' e all'ANLAIDS. Le presenze medie ad ogni evento sono calcolate su una media di 1.500 persone, dunque l'impatto diretto con il pubblico e' rilevante, senza contare i risvolti mediatici dell'operazione. La conferenza stampa di lancio si e' avuta a Roma, al "Centrale" di via Celsa, venerdi' 15 ottobre scorso, mentre il tour ha preso il via ufficiale il 22 ottobre in una delle maggiori discoteche d'Italia, l'Alcatraz di Milano: 4.000 presenze. Il progetto promette bene. Ne e' convinto Marco Pizzardi, produttore del noto gruppo dei "Centocelle Nightmare" (letteralmente "incubo di Centocelle", quartiere di Roma fino a qualche tempo fa noto per la decadenza), ironicamente contrapposto ai "California Dreams". Pizzardi scommette sul piano del messaggio sociale: "Smetto pure io di fumare", ha ammesso.
 

4. Che Giornata! 
di ASTRID STELLA
Questo 5 Novembre 2004 parte bene. Sono gia' arrivate a 60 le adesioni di organizzazioni istituzionali e non. Oltre alle sezioni provinciali della Lega contro i Tumori, anche il Comune di Roma e varie ASL come la Bari/4, stanno approntando iniziative di vario genere. Sul piano mediatico la notizia e' stata gia' trasmessa da varie emittenti. L'inserto Salute di Repubblica dedica sei pagine alla Giornata per i Diritti dei Non fumatori, e anche giornali come Metro, piccoli ma molto letti, pubblicano l'evento con brevi interviste. La mattina del 5 il TG3 fara' una intervista in diretta e alle ore 12 l'emittente RomaUno fara' un talk in studio con ospiti, interamente dedicato. Hanno ottenuto successo i nostri originali ironici cartelli di "Vietato Fumare" per gli ospedali e le scuole (www.gea2000.org/vietatofumare.htm) illustrati da Roberto Mangosi. Vogliamo segnalare anche una singolare iniziativa organizzata in caserma da Ernesto Serpe: www.gea2000.org/caserma.htm. Le pagine ufficiali della Giornata sono tre: www.gea2000.org/preferiscolaria.htm, http://www.gea2000.org/preferiscolaria1.htm, e www.nonfumatori.it/5nov.htm. Un nota dissonante in parallelo:
quando tutti in Italia avranno celebrato questa Giornata all'insegna dei Diritti di chi non fuma e soprattutto dei bambini, una sospettabilissima rappresentanza della "Tobacco Manufacturers Association" (TMA), in quella stessa gionata, si sara' recato alla Royal Institution di Londra, eminente organizzazione scientifica, per tenere un seminario su "The Science of Environmental Tobacco Smoke", ovvero "Tutta la Scienza sul Fumo Passivo". Deborah Arnott e Ian Willmore ci hanno avvisato dell'evento, ed hanno invitato gli scienziati a non partecipare, scoperto l'inganno. Gli argomenti trattati nel seminario sono prevedibilmente manipolati. Il gruppo della "Tobacco Manufacturers Association" ha presentato l'evento affermando che "il dibattito sul fumo passivo sia ancora aperto e che la scienza, considerata nella sua completezza (cioè proprio tutta!) non dimostra che il fumo passivo causa problemi nei non-fumatori". Sempre la solita strategia, ma ovviamente i conti non tornano, perchè alla Scienza mondiale risulta l'esatto opposto. Saremmo forse vittime di un tremendo errore che ci ha fatto credere per anni che il fumo crea seri danni a chi lo respira?
 

5. Tossici tossici e Tossici tabagisti
di VITTORIO AMEDEO MARINELLI
Ci siamo già occupati dei limiti invalicabili tra esercizio di una libertà e Diritto. Concetti che, nel caso del tabacco, sono in contrasto ed in crisi tra loro. Esiste la libertà di fumare? Che può essere anche formulato in altra maniera: esiste libertà di ammazzarsi? Che è l’esito percentualmente più verosimile dell’esperienza "tabagismo”. Noi crediamo di si. Nel senso che un soggetto ha il diritto di ammazzarsi. Ma ancora prima ha il diritto di sapere che si sta ad ammazzare. Non lo si può lasciare andare e dopo, solo una volta che gli si mette la maschera d’ossigeno, andarglielo a dire, che si stava ad ammazzare. E’ chiaro che quando si mette una persona al voltante, la pubblicità si guarda bene dall’informare che, si, la macchina arriva a 230 all’ora, ma se non sai guidare o, che, nel caso il guidatore sia provetto, che anche i guidatori non provetti hanno i soldi per poter circolare, se vai a sbattere, muori. O ammazzi, che è peggio, perché si va all’inferno. Come quando si arriva in sala di rianimazione col tubo in bocca: un inferno. Poi esistono i figli di Belzebù o Pinco Pallino. Ma quello è un discorso di demenza che riguarda altri tecnici e tecniche. In linea di massima, però, a parte il caso limite di cui da ultimo, il kamikaze che si fa saltare, ha come aspettative, il Paradiso, non l’Inferno. Così come il fumatore: belle donne; Montecarlo; lusso; auto incredibili oppure praterie con cow boy duri e macho e che hanno, verosimilmente, tante donne. Un po’ come le 72 vergini cadauno per i kamikaze. Ed invece: che delusione se si scopre che, anziché essere un uomo (o donna) di successo, si è dei tossici. Né più né meno che come quei poveracci che ti chiedono un’euro (prima erano 500 lire: leggi caroeuro) per il panino o perché sono rimasti senza benzina ed hanno la madre, la zia, la nonna o la sorella in ospedale. Perché il tabacco è e deve essere considerato, una droga, avendone tutte le caratteristiche. Quindi, ancor prima dell’esercizio del diritto di poter fumare, il soggetto ha il diritto di avere una corretta informazione. Il che vuol dire eliminazione assoluta di tutte le tecniche pubblicitarie occulte, subdole o palesi, che camuffano la “droga “ tabacco. Acquisita consapevolezza, potrà procedere ad un consumo responsabile ed, al limite, divenire come il drogato del sabato sera: assume pasticche, coca e pepsi-cola solo in tale sera. A meno che non ci sia un giorno festivo infrasettimanale ma adesso non è il caso di approfondire. Oltre a questa, le somiglianze non finiscono. Non sempre ma spesso muoiono entrambi: il tossico tossico per overdose il tossico tabagista per tumore. Entrambi sono dipendenti da sostanze. Terzo motivo: sono entrambi clienti dello spacciatore: solo, per il tossico tossico i colombiani agiscono da soli, per il tossico tabagista, gli altri spacciatori, hanno lo Stato come palo. Oltre che complice.
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Vittorio Amedeo Marinelli e' avvocato, presidente di European Consumers.
 

6. Le vie della Prevenzione
di BEATRICE VALENTINI
Il 5 Novembre segna anche la data di presentazione dell’ultima fatica di Giacomo Mangiaracina, in collaborazione con Maria Ottaviano, psicoterapeuta del direttivo nazionale della Lega contro i Tumori, "La Prevenzione del Tabagismo". L'argomento non e' mai stato trattato in un volume di 400 pagine, che raccoglie metodi, progettualita' ed esperienze. 65 i collaboratori, esperti in varie discipline, da Rosaria Galanti, medico epidemiologo della Karolinska University di Stoccolma, a Michelangelo Tagliaferri, direttore dell'Accademia della Comunicazione di Milano, artefice della Campagna Tabagismo del ministero della Salute. Grazie a loro è stato finalmente possibile mettere a disposizione materiale documentativo per medici, psicologi, operatori della salute, insegnanti per acquisire adeguate conoscenze ed esperienze in ambito di prevenzione. Le tematiche affrontate vanno dall'analisi del problema nella sua complessita', alla descrizione delle principali metodologie di provata esperienza ed efficacia, e alla raccolta delle principali esperienze italiane ed estere. Finalmente vengono relegate in cantina tutte quelle iniziative, magari creative, ma non in grado di ottenere risultati in termini di efficacia. L’analisi delle metodologie viene affrontata mantenendo il focus su due aspetti: il concetto di complessità, e quello di multimodalita' che necessariamente implica apporti differenziati sul piano della comunicazione, della relazione, dell'apprendimento, del coinvolgimento emotivo e razionale, dell'attivazione delle risorse individuali e collettive. Un lavoro completo insomma, sotto ogni punto di vista, che permette davvero di segnare un limite netto tra improvvisazione e professionalita'. Il volume sara' distribuito nelle 103 sezioni provinciali della LILT e potra' essere richiesto alla sede nazionale: sede.centrale@lilt.it.
 

7. Fumo in carcere. Quanta ironia
di ELISABETTA MUTO
Era da tempo che non si sentiva piu' parlare di Komeini (o Khomeini?), ormai soppiantato dai "Talebani". Prosegue comunque lo sproloquio contro le norme antifumo. Se si pensa che in Italia il divieto di fumare delle scuole e negli ospedali esiste dal fatidico 11 novembre del 1975, e che fra poco entriamo nel trentennale dell'inadempienza di questa legge, ci appare grottesco sentire giornalisti inveire e abbaiare alla luna come nel pezzo che vi sottoponiamo. Si deve tenere conto che il dibattito sul Fumo nelle carceri e' ultradecennale. Persino in provincia di Trento e a Roma (Regina Coeli) hanno creato celle per detenuti non fumatori. Inoltre dal 22 al 26 Novembre, sempre a Roma, Vita e Salute e GEA, fanno un corso per smettere di fumare a Rebibbia, 50 detenuti si sono gia' iscritti.
Il Giornale 09/10/2004, Filippo Facci - Anche un khomeinista anti-fumo dovrebbe scorgere un tratto inumano nella mascella del governatore Arnold Schwarzenegger noto fumatore di sigaro, che di punto in bianco ha deciso di vietare il tabacco in tutte le carceri della California. È assurdo. È cretino. Non è neanche più fobia: è crudeltà pura. Ufficialmente la norma dovrebbe contribuire a tagliare la spesa sanitaria e migliorare la salute dei detenuti, che in California sono 160 mila e per metà sono (erano) fumatori: ma non occorre improvvisarsi sociologi per comprendere che il fumo è l'abitudine più diffusa tra i socio-economicamente svantaggiati (insomma i poveri) e che spesso, e non a caso, diviene un pilastro esistenziale nelle abitudini di chi non può averne praticamente altre. Non basta essere dei khomeinisti anti-fumo, forse occorre anche essere profondamente ottusi per non riuscire a immaginare minimamente quanto una sigaretta, per un fumatore abituale, sia una fonte di autocontrollo e comunque una preziosa e intima sensazione semplicemente insostituibile: figurarsi per un galeotto. In Italia, per fortuna, una norma analoga è stata fermata dall'approvazione di un emendamento di Rifondazione comunista. Il fanatismo cattivo allo stato puro, in compenso, è stato raggiunto sempre negli Usa, laddove a un condannato a morte è stata rifiutata la tradizionale ultima sigaretta: ritenendo, forse, che potesse accorciargli la vita.

8. Quei famosi recinti nipponici
di ANONIMO
Descrivo in sintesi, quello che ho osservato sul fumo di tabacco in Giappone, senza alcun commento. Un pacchetto di sigarette nazionali costa 270 Ien (2 Euri), straniere 300 Ien (2 Euri e 20). Le sigarette sono in vendita nella maggior parte dei negozii tipo emporio, nei supermercati ed anche nelle veramente numerosissime macchine automatiche presenti pressoche' in tutti gli angoli di strada. I luoghi dove e' consentito fumare sono chiaramente indicati dalla presenza dei portaceneri o della scritta "smoking area". Facilmente si impara a capire che, se davanti all`entrata in qualsiasi luogo c'e' un portacenere, da quel punto in poi non e' gradito che si fumi. Non si fuma nei cinema e nei teatri. Si fuma invece in pressocche' tutti i locali dove si mangia o si beve. Del resto per legge sono dotati di potentissimi impianti di ventilazione. Comunque circa la meta' dei fumatori presenti nel locale va a fumare fuori. Qualche locale particolarmente raffinato e' diviso in due, per dare la scelta di stare tra fumatori o non, ma e' comunque ventilato. Nei treni locali e nella metropolitana non si fuma, neanche sui marciapiedi di attesa. Solo la JR, gestrice della gran parte delle linee a lunga percorrenza (ma non solo!), ha mantenuto il consenso a fumare sui marciapiedi di attesa, naturalmente solo nelle apposite aree delimitate da striscie bianche ma soprattutto segnalate dalla presenza di portaceneri. Inoltre sui treni a percorrenza maggiore di un'ora senza fermate sono sempre presenti carrozze per fumatori, che occupano circa il 15 per cento del treno. Ultimamente e' comparso il divieto di fumare anche in un luogo all'aperto e cioe' nella piazza dell'uscita Nord della stazione ferroviaria di Shibuya (Tokyo) che, effettivamente, e' tanto affollata da creare possibile fastidio agli altri se si fuma. Nella piazza e' stato allestito un recinto per chi vuole fumare, delimitato da cristalli e potentemente ventilato sia in emissione che in aspirazione. Tali recinti sono presenti anche in altri luoghi chiusi dove si prevede che il soggiorno sara` molto lungo. Ad esempio esistono nei terminal degli aeroporti e nelle sale antistanti l`imbarco sugli aeroplani. Sugli aeroplani delle linee giapponesi non si fuma. In Giappone e' consentita la pubblicita' ai prodotti del tabacco. Esiste anche, come in qualsiasi altra attivita', un martellamento volto al buon comportamento. Prima che comparisse il recinto per fumatori a Shibuya, molte volte in tv comparvero degli spots che invitavano a non fumare in luoghi affollati, ancorche' all'aperto. C'e' stata per un certo periodo anche pubblicita' ad un tabacco che era stato privato delle sostanze sgradevoli. Il giapponese accende la sigaretta, da' tre o quattro tiri e la spegne. Fuma rarissimamente quando cammina. Non fuma alla guida (ma parla al telefonino!), neanche quando e' solo in macchina. Non ho mai visto un giapponese infrangere il divieto di fumare, fumare fuori delle aree riservate ai fumatori, chiedere ad altri di spegnere la sigaretta o di non accenderla. Fonte:
http://unavitainfumo.splinder.com/
 

9. Sensibilita' Chimica Multipla
di A.M.I.C.A.
Per la prima volta in Italia un workshop dedicato al tema: “FOCUS sulla Sensibilità Chimica Multipla (MCS): una emergenza tra le malattie rare?” presso l'Istituto Superiore di Sanita' il 15 ottobre scorso. Se ne intravede lapossibilita' di una emergenza sanitaria, una malattia evocata dall’esposizione alle sostanze comuni sia ad alte dosi, ma anche ad esposizioni croniche di bassi livelli. Quando la malattia esordisce, il malato non è più in grado di tollerare anche quantità bassissime di prodotti chimici e sostanze irritanti presenti negli ambienti e normalmente tollerate dalla maggioranza delle persone. Una sindrome cronica e invalidante che colpisce più sistemi ed apparati del corpo. Ci sono vari livelli di sensibilità alle sostanze chimiche: lieve, moderata, grave e totalmente disabilitante. Alfonso Mele, del Centro epidemiologico nazionale dell'ISS, ha puntualizzato che la malattia e' multisistemica e grave. D'altro canto questa sindrome rientrava nella 14^ e 15^ edizione di un testo di medicina interna, ma poi sparita nella 16^ edizione. La prevenzione va fatta negli stadi iniziali e l’informazione attraverso la costituzione di centri con esperti, sia per la diagnosi che la cura. Focus sulla Medicina del lavoro, perche' spesso la MCS ha una causa occupazionale. La diagnosi si basa su 6 criteri. Paolo Carrer, dell'Università di Milano, Ospedale Luigi Sacco, ha presentato gli studi sugli ambienti confinati/indoor. Ludovica Malagutti, del servizio Prevenzione Sicurezza del Lavoro, ISS, ha elencato la lista di sostanze tossiche, con i livelli standard permessi dalle leggi italiane ed europee, con l'elenco delle sostanze sensibilizzanti, le classificazione e i simboli delle suddette sostanze. Il dott. Adolfo Mele ha definito questa sindrome "terribile" e "devastante". Paola Riboni presidente del Comitato ITTAS Monferrato, un’insegnante ammalata da anni di MCS a causa di esposizioni nel territorio di residenza a pesticidi, ha raccontato la sua storia e le iniziative per informare l'opinione pubblica. Massimo D’Angeli, presidente di "Aria Pulita - Associazione Non fumatori", intervenuto a sostegno dei malati di MCS, ha illustrato le problematiche legate all’esposizione del fumo passivo. Migliaia di email sono pervenute alla dott.ssa Taruscio responsabile dell’ISS, nel corso del convegno, a sostegno del riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla. E' stata indetta una campagna nazionale per il riconoscimento della MCS, al sito: www.riconoscimentomcs.135.it. Uno scambio banner e' possibile a questo indirizzo: riconoscimentomcs@email.it.
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Fonte: Associazione per le Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale (AMICA), Casella Postale 3131 - 00121 Roma. infoamica@ciaoweb.itdstocchi@aliceposta.it, www.infoamica.org e www.infomcs.org
 

10. SMS: Sei Meglio Senza
di MANUELA GIOVENCHI
E' lo slogan dell’edizione 2004-2005 dello Smoke Free Class Competition, progetto europeo per la prevenzione del fumo di tabacco nelle scuole. In parte finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma “L’Europa contro il Cancro”, in collaborazione con la Rete Europea dei Giovani contro il Tabacco (European Network on Young People and Tabacco). L’obiettivo è prevenire o ritardare l’inizio dell’abitudine al fumo tra i giovani e ridurre (o eliminare) il consumo di sigarette negli alunni che hanno già sperimentato il fumo, affinché non diventino fumatori abituali. Il concorso e' nato in Finlandia, approda in Italia nel 1997 ed e' oggi coordinato dalla fondazione Zancan di Padova. In Italia si calcolano oltre 85 mila morti correlate al Fumo ogni anno. Secondo l’OMS, i fumatori che iniziano a fumare in giovane eta', e continuano a farlo regolarmente, hanno il 50 % di probabilità di morire a causa del tabacco. Purtroppo nei paesi industrializzati le ragazze oggi che cominciano a fumare eguagliano o superano il sesso maschile. Questo porta loro maggiori problemi: nelle donne, infatti, le malattie legate al Fumo, come quelle cardiovascolari, tumori, trombosi, insorgono in tempi piu' brevi rispetto ai maschi. Crescendo, sempre piu' i ragazzi sperimentano la sigaretta: a 15 anni, oltre il 60 % dei maschi e delle femmine hanno provato a fumare una sigaretta. Tra i piu' giovani (11-13 anni) vi è una netta prevalenza maschile tra coloro che sperimentano per la prima volta il fumo, ma col passare del tempo tale differenza si attenua. L’età media della prima sigaretta si attesta intorno ai dodici anni e mezzo.
Info: Fondazione Zancan, via Vescovado 66, 35141 Padova, tel. 049-663800, fax 049-663013, email: fz@fondazionezancan.it. Web: www.smokefreeclass.info.
 

11. Nei parchi di S.Francisco
di BEATRICE VALENTINI
Un altro passo verso la liberazione delle città dal Fumo. Arriva dall'America, in particolare dal super-revisore Michela Alioto-Pier, che ha proposto una legge che vieta di fumare o drogarsi nei parchi cittadini, pena la sanzione di 250 dollari. A sostegno della sua proposta la Alioto-Pier sottolinea il disgusto alla vista nei parchi dei mozziconi di sigaretta in terra, oltre al pericolo per i bambini che giocano. La proposta ha ovviamente creato polemiche, con schieramenti da ambo le parti. Tra le persone a favore il dr. Mitchell Kats, a capo della Sanità Pubblica della città, che appoggia questa e tutte le altre proposte contro il Tabacco. Si aggiungono molti residenti della città che, a causa del fumo passivo, hanno finora visto violato il loro diritto di respirare Aria Pulita. A contrastarla invece fumatori e non-fumatori che la considerano esagerata. I fumatori si ritengono infatti capaci di discriminare i luoghi dove sarebbe piu' o meno lecito fumare, anche senza chiari divieti. Sempre dalla California arriva la proposta di bandire il fumo dalle auto con a bordo un bambino. Sono passi in avanti, ma difficili nella lotta al Tabacco.
Fonte: tratto da "San Francisco Chronicle", 22 settembre 2004.
 

12. Tutte le leggi sul Fumo
Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n.753 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 314, del 15 novembre). Nuove norme in materia di polizia, sicurezza e regolarità dell'esercizio delle ferrovie e di altri servizi di trasporto) 
Decreto Presidente Consiglio Ministri 14 novembre 1995 - Recepimento della direttiva n. 93/12/CEE relativa al tenore dello zolfo di taluni combustibili liquidi (G.U. 29 novembre 1995, n. 279)
Luoghi di lavoro 
Decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 19/3/1956 Norme generali per l'igiene del lavoro 
Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. (G.U. n. 265 del 12-11-1994 Suppl. Ordinario n. 141)
Giurisprudenza 
Corte Costituzionale - Sentenza 20 dicembre 1996, n.399
Pubblicità 
L. 10 aprile 1962, n. 165
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13. ALTRIA parla cinese
INIZIA LA GRANDE PRODUZIONE DI SIGARETTE IN CINA. IL MERCATO DEL PAESE ASIATICO VALE 31 MILIARDI DI DOLLARI ALL'ANNO.
Il cow boy della Marlboro cavalca verso la Cina. La Philip Morris, controllata dalla holding Altria, inizierà presto la produzione delle famose sigarette nel Paese del Drago. Una mossa necessaria dopo che le numerose cause di richieste danni gli stanno rendendo la vita difficile in patria. Pechino, invece, è un mercato tutto da sfruttare. Nel Paese, secondo stime governative, si contano circa 350 milioni di fumatori che, solo l'anno scorso, hanno acceso quasi 2mila miliardi di sigarette. Monetizzando si tratta di un mercato da oltre 31miliardi di dollari l'anno, sul quale il governo di Pechino non ha intenzione di perdere il controllo. Ma ha deciso comunque, di aprire le porte agli stranieri. Le tasse sull'importazioni di sigarette sono state portate dal 65% al 25%. I pacchetti che arrivano dall'estero, tuttavia, rappresentano soltanto il 5% del consumo locale. Chi vuole produrre in loco deve per forza formare una partnership con un'azienda del posto. Altria ha scelto la Longyan Cigarette della provincia di Fujian. «L'operazione in Cina - spiega Annette Nikol, analista di Jyske Bank -, seppur non vitale per i conti del gruppo, è strategicamente fondamentale». Nel secondo trimestre di quesf anno l'utile netto dell'azienda è stato di 2,62 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 2,43 dello stesso periodo del 2003. Il tìtolo da inizio anno ha perso il 12,62 %. La quota di mercato negli Stati Uniti, è salita dell'1,3% arrivando al 39,1 %, grazie a una aggressiva politica di sconti che fa aumentare le vendite ma incide poco sugli utili. II problema vero è di tipo legale. Il gruppo, insieme ad altri concorrenti, si trova davanti ai giudici per una causa di ri- chiesta danni, da parte di alcuni ex fumatori, per 280 miliardi di dollari il cui esito è incerto. Se dovesse perdere, procedimenti simili potrebbero diventare una consuetudine. Un problema che non si dovrebbe verificare in Cina. Anche per questo, il gruppo americano ci punta con forza. «H mercato di Pechino - dice Dinyar Devitre, direttore finanziario di Altria- è per noi fondamentale. Una priorità. Il più importante tra i Paesi emergenti ». Peraltro, lo stato asiatico resta un mercato non facilissimo. La Japan Tobacco, il terzo produttore mondiale di sigarette, ha rotto la joint venture con a Xiamen Cigarette, per divergenze di opinioni con il governo cinese nella gestione dell'impianto di produzione delle Carnei. Secondo le indicazioni della società giapponese, a questo punto, è più conveniente esportare che produrre. Così facendo, si potrà concentrare sul mercato domestico. Il gruppo ha siglato un accordo per diventare importatore unico dei marchi Carnei, Salem e Winston. Una mossa necessaria, visto che a aprile del prossimo anno cesserà, la commercializzazione delle Marlboro. La fine del contratto, secondo le stime del gruppo nipponico, potrebbe far perdere al gruppo 50 miliardi di yen (451 milioni di dollari) all'anno. «Ma i nuovi marchi potrebbero aiutare la ripresa degli utili», spiega Shuichi Shibanuma, di Credit Suisse First Boston. Nel primo semestre il gruppo ha registrato un utile di 36,9 miliardi di yen, contro i 16,33 dello stesso periodo dell'anno scorso.
Fonte: Bloomberg Investimenti 09/10/2004 - MARCO CAPROTTI 
 

14. Salutista sara' lei
Festa salutista all'Harry's Bar di Rino Lepore in via Veneto con il ministro della Salute, Girolamo Sirchia. Il raduno tra amici è stato organizzato per il compleanno di Roberto ladicicco direttore generale della Comunicazione del Ministero della Salute. Con lui anche il professor Francesco Bove e il tenente colonnello dei Carabinieri Antonio Maiella. In tutto il locale anche gli altri clienti hanno rispettato scrupolosamente il divieto di fumo seguendo le indicazioni salutiste del ministro. A candeline spente e festa finita, però, quando il ministro e i suoi amici sono andati via, come d'incanto si sono accese un'infinità di sigarette.
Fonte: Il Messaggero 20.10.2004
 

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