Tabagismo & pfc

Anno VI - n° 62 - Dicembre
2004
DIRETTORE Giacomo
Mangiaracina
COMITATO DI
REDAZIONE C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino,
V.Zaga'.
COLLABORANO
A QUESTA EDIZIONE: S.Ammiraglia, M.Giovenchi, C.Marini, E.Muto,
P.Saccomanno, T.Trina,
B.Valentini, C.Vatteroni. |
Collaborazione:
LILT - Globalink Italia
Distribuzione:
4.000
copie |
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1
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- Regalo
d'Autore - di G.Mangiaracina |
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- 4000 ma non li
dimostra - di M.Nanni |
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- Schittulli
sfidato - di A.Stella |
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4
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- Comunicattiverie - di
T.Trina |
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- Ccm
Sanita'... e il Tabagismo? - di
V.Zaga' |
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- Linee
guida? Faccio comemipare - di
B.Valentini |
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- Convinci &
Vinci - di P.Saccomanno |
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- Martin,
politico esemplare -
di M.Giovenchi |
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9
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- Italia,
crocevia del contrabbando - La
Stampa |
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10
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- Piu' truci di
cosi'... - di E.Muto e A.Tricarico |
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- Un miliardo di
dollari - di S.Ammiraglia |
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- Un Reality Show
per smettere - TG-com |
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- Mobbing
casalingo sui bambini - La Repubblica |
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- Johnny Depp,
che maleducato! - GosspNews |
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1. EDITORIALE: Regalo
d'Autore
di GIACOMO
MANGIARACINA
Il 18
giugno 1815, a Waterloo, in Belgio, Napoleone Bonaparte decideva di attaccare e
battere le armate anglo-olandesi prima che arrivassero quelle prussiane.
L’artiglieria francese apri' il fuoco con qualche ora di ritardo sui piani, a
causa del terreno ancora fangoso per la pioggia. Le cariche della cavalleria si
infransero contro la resistenza dei quadrati inglesi, ma poco tempo dopo
irrompeva l’armata prussiana. Un ultimo disperato attacco, e l’esercito
francese fu distrutto. La battaglia era persa. Quando gli inglesi
intimarono la resa, il generale Pierre Jacques Etienne de Cambronne,
consapevole della disfatta, rispose soltanto: "Merde!". Il 2004 puo'
essere ricordato come l'anno della sconfitta. La nostra. Una perdita su alcuni
fronti: 1) Ricerca. E' in corso, fino al 15
dicembre, il progetto INSPIRO (www.tabaccologia.org, info: 800
054 541), una indagine studiata, preparata con cura sotto la direzione
del prof. Christian Chiamulera, per conoscere le metodologie di valutazione
del paziente fumatore in uso nei centri Tabagismo italiani, della Lega Tumori e
ospedalieri, pubblici e privati; l'adesione alla ricerca da parte dei
centri offre gia' una stima di quanto interesse vi sia in Italia a realizzare il
fronte unico nelle strategie di controllo del Tabacco, ma qualcuno ha ritenuto
di boicottarla; ci vuole tanto a costruire e molto, molto poco a demolire.
Se non prevale il buon senso su tutto, opto per
l'esilio in qualche parte nel mondo. 2) Informazione e
Documentazione. E' accaduto a molti: tu fai qualcosa di
importante e utile per la gente, sei innovativo, produci sapere, formi e
informi, te lo riconoscono tutti, ma ti esiliano ugualmente, perche' il tuo
"essere" infastidisce "qualcuno", che solitamente ha una poltrona in
alto, che anela alla dominanza per vocazione, e che valuta la
persona sulla base del grado di inclinazione della spina dorsale. La Societa' di
Tabaccologia ha prodotto la prima rivista scientifica italiana di aggiornamento
continuo nella materia dov'e' sovrana l'ignoranza, una rivista che ci invidiano
all'estero, ma che fa una fatica del diavolo per sopravvivere. Il consiglio
direttivo si e' dovuto autotassare, in assenza di supporti
istituzionali. 3) Legislazione. Nel 1975 la Legge 584
proibiva di fumare a scuola e in ospedale; col nuovo anno ci tocca
celebrare il trentennale della sua inosservanza. All'inizio del 2003
il parlamento varava la nuova legge sulla Pubblica Amministrazione, il cui
art. 51 faceva divieto di fumare in luoghi di lavoro con accesso di
pubblico o utenti. L'associazione "Aria Pulita" protesto' davanti al
Senato, in quanto lo stesso articolo permetteva di fumare nel 90% dei
luoghi di lavoro, ossia quelli privati senza accesso di pubblico o utenti.
Qualcuno a malincuore concluse che comunque non si sarebbe fumato in bar e
ristoranti e che ci si poteva pure accontentare, ma occorreva ancora il
regolamento attuativo, il parere della conferenza stato-regioni, la
pubblicazione nella gazzetta Ufficiale... fatto. Dalla fine del 2003 si dovuta
attendere la fine del 2004 per l'entrata in vigore. Ma ecco che in dirittura di
arrivo, tutti pronti a festeggiare il 29 dicembre, arriva la proroga al 10
gennaio. C'e' di piu'. Alla Commissione sanita' del Senato si discute di
un'altra proroga. Il presidente Tomassini ammette che si tratta di due
mesi, ma altre fonti parlano di un altro anno. Per non far protestare i
commercianti. Tutto cio', dopo DUE ANNI di attesa. Poveri,
poveri non fumatori italiani: sono i due terzi, il 75% della popolazione,
ma messi sotto scacco dalla lobby dei commercianti, dalla FIPE e dal suo
portabandiera, Edi Sommariva. 4) Campagne di Prevenzione. Il
Corriere della Sera, Beppe Severgnini in testa, lancia una campagna di
"prevenzione del tabagismo" nelle scuole; la solita musica: invitare i ragazzi a
produrre elaborati; scriviamo dicendo che stanno sbagliando e che la LILT ha
appena pubblicato un volume di 400 pagine che indica come fare una seria
prevenzione del tabagismo. Severgnini ribatte con una ironia fuori posto.
Pensa di far ridurre il consumo di tabacco ai giovani, il povero illuso,
citando il supporto dell'Istituto Tumori di Milano, o forse tanto furbo da
capire che "interessarsi ai giovani" e' acqua al mulino del Corriere. Tacendo
ogni altra considerazione, solidarizzo con Cambronne ed elogio Manzoni, non
Alessandro, ma Piero. La sua "merde d'artiste" in
barattolo rischia di essere dimenticata. Non sia mai. La ripropongo come un
distillato di genio. Metto questo sotto l'albero di natale. E' l'emblema del
valore massimo alle cose minime, la conferma che basta una firma a fare
importante una cosa, un prodotto, fosse anche la salute di una intera
popolazione.
2. 4000, ma
non li dimostra
di MAURO NANNI *
Le GEA-News "Tabagismo &
PFC" sono nate nel giugno del 1999, non appena internet ha
cominciato a diffondersi anche in Italia. Iniziata come rudimentale forma di
comunicazione tra operatori e persone interessata a vario titolo all'argomento,
poi divenuto organo di informazione a basso costo sui PFC, sigla volutamente
lasciata a lungo inspiegata da Mangiaracina per indicare i
Problemi Fumo-Correlati e non
solo le patologie indotte. I primi due invii sono andati perduti. Sul portale
della SITAB (www.tabaccologia.org/news.html)
sono state pubblicate tutte, a partire dall'agosto del 99. Il primo invio venne fatto ad una mailing list artigianale appena
superiore ai 200 indirizzi in nostro possesso. Con gli anni vennero festeggiati
i 1000 e i 3000 indirizzi. Abbiamo superato le 4000, persone,
professionisti della salute, ASL, SERT, direzioni ospedaliere, dipartimenti di
prevenzione, giornalisti, scuole e insegnanti. Ma i 4000 che contiamo e
festeggiamo oggi erano gia', e sono, molti, molti di piu'. Le nostre news
hanno viaggiato su altre mailing list e portali internet, per cui, se dovessimo
fare una stima verosimile della sua diffusione oggi, dovremmo triplicare almeno
quel numero. Queste News hanno oggi un valore storico.
Raccontano la storia del tabacco in Italia in questi ultimi sei anni. Gli
Editoriali di Mangiaracina continuano a parlare nelle rete, ma
gli si deve di piu', oltre alle cose dette. Gli si deve di piu' per le cose
fatte. Noi ci limitiamo a ringraziarlo e a sperare che il suo lavoro continui a
conquistare e ad appassionare molti altri operatori della salute, certi che la
materia che stiamo trattando e' la malattia piu diffusa al mondo e la piu'
trascurata. Benedetta informazione dunque, dove non c'e'.
----
* Il Dott. Mauro Nanni, ricercatore
genetista dell'Universita' La Sapienza di Roma, e' presidente di GEA (centrostudi@tabagismo.it).
3. Schittuli
sfidato
di ASTRID STELLA
Il prof. Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori, e' stato pubblicamente sfidato a singolar
tenzone per dimostrare scientificamente e pubblicamente la pericolosita' del
"fumo passivo". L'organizzazione che svolge questo meticoloso e accurato lavoro
da anni, e' Forces. Ci hanno provato pure con Mangiaracina ed altri. E' il loro
lavoro. Arruolano anonimi (si capisce) ricercatori per contestare
i danni da fumo passivo. Insieme con l'organizzazione dei "fumatori cortesi",
sono presenti dappertutto, hanno stand in fiere e manifestazioni, con
hostess che elargiscono gadget anti-antifumo, e conquistano importanti spazi
mediatici televisivi e radiofonici nel pubblico e nel privato. La risposta
e' stata: "Venite ai convegni scientifici. E' quello il luogo dove la
scienza diventa oggetto di scambio e pure di scontro se necessario".
Questo tipo di provocazione e della messa in discussione ad ogni costo
dei dannni da fumo, e' codificata tra le strategie fondamentali dei grandi del
Tabacco, pubblicate in alcuni documenti del sito www.pmdocs.com, sito della Philip Morris in
cui venne condannata a pubblicare tutti i suoi documenti, anche quelli
"segreti". Ve ne sono milioni. Mettete le parole chiave che volete nel
motore di ricerca... ed e' fatta. Noi abbiamo provato con nomi di politici, e di
qualche militante di queste organizzazioni e li abbiamo trovati.
L'importante e' conoscere l'inglese. Quanto al "fumo passivo", la letteratura
scientifica mondiale ha prodotto una mole tale di ricerche, che la sfida ci fa
solo divertire quando non ci
annoia.
4. Comunicattiverie
di TATIANA
TRINA
Non si può certo dire che il nostro oggi sia parco di mezzi di
comunicazione, ma è il "come" si comunica che ci lascia a volte perplessi,
soprattutto quando si trattano argomenti importanti quali i rischi di una
dipendenza che può rivelarsi fatale. Esempio di "insana informazione" è
l'intervista rilasciata in occasione della giornata contro il cancro, dalla
signora Sandra Mondaini, testimonial dell'AIRC, alla
trasmissione "L'Italia sul Due". Dopo avere raccontato la propria difficile
esperienza col cancro, vissuta prima come parente di un malato, suo marito, poi
in prima persona a causa di un tumore al polmone, ha lanciato il fondamentale
messaggio di speranza dinanzi a una malattia a volte subdola nei suoi
sintomi. Tutto questo ovviamente poteva andar bene se non vi fosse stato anche
dell'altro, un ulteriore intervento che faceva a pezzi la sostanza del
messaggio: "Io continuo a fumare perche' faccio quello che
voglio". Agghiacciante. Non e' la prima volta che l'AIRC
chiede soldi agli italiani tramite i discorsi "fumosi" della signora
Mondaini. Come si può decidere di essere testimonial di un
messaggio importante, parlare di prevenzione, dare l'impressione di voler
aiutare la gente a migliorare la qualità della vita, e un attimo dopo
contraddire il tutto con frasi ambigue, a giustificazione della propria
dipendenza camuffata dal libero arbitrio? Intanto, la gente continua a
morire.
Altro spigoloso momento di comunicazione deviata e' stata la
trasmissione "Uno Mattina" del 15 novembre scorso, intorno alla 9.30, ospitava
prof. Claudio Tommaso Mineo, ordinario di chirurgia toracica dell'università
"Tor Vergata" di Roma e il sig. Edi Sommariva, direttore generale della FIPE.
Intervistava Franco Mare, affiancato da Enza Sampò. Sommariva, ribadendo il
fatto che dal 10 gennaio prossimo, i luoghi pubblici dovrebbero affiggere un
cartello indicante i controllori e le relative sanzioni cui va incontro chi
trasgredisce, ha evidenziato che sino ad ora lo Stato non ha specificato nulla
al riguardo. Il prof. Mineo ha speso pochissime parole. Si è limitato a dire che
il fumo passivo ha la stessa incidenza di nocività del fumo attivo e questo lo
dimostrano i casi di tumore accertati. Tutto qui, l'illuminato contributo.
Null'altro a contrastare un Sommariva completamente schierato a
difendere pressioni di categoria (lo ha fatto pero' GEA: www.gea2000.org/documenti/fipe.htm e
www.gea2000.org/laguerradelgusto.htm ). Perche'
la Rai, pur avendo fatto un anno di campagna tabagismo col ministero della
salute, avvalendosi di esperti accreditati, tira la monetina quando deve
scegliere qualcuno che sul Fumo sia almeno
competente?
5. Ccm
Sanita'... e il
Tabagismo?
di VINCENZO
ZAGA'
Dicono che serva a "far fronte in modo
rapido e coordinato alle emergenze di salute pubblica, dalle nuove infezioni
come Sars e influenza aviaria al bioterrorismo, promuovere i corretti stili di
vita e prevenire le malattie". Almeno con queste intenzioni il ministro
Sirchia ha inaugurato il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo
delle malattie (Ccm). ''Il Ccm, istituito presso il Ministero della
Salute - ha detto Donato Greco,direttore del Dipartimento prevenzione del
ministero - non e' pero' un nuovo palazzo ma un network di competenze,
capacita', e strutture, che lavora in collegamento con le Regioni e con i
principali centri di assistenza e ricerca pubblici e privati italiani'. Il
Centro, istituito con legge del maggio 2004, puo' contare su uno stanziamento di
circa 89 milioni di euro per il triennio 2004-2006, e si occupera' soprattutto
di malattie infettive, ambiente e clima, vaccinazioni, incidenti, bioterrorismo,
promozione della salute e degli stili di vita corretti. ''Sono 4 i
primi obiettivi del Ccm - ha riferito ancora Greco – In primis
gli screening dei tumori femminili e del colon retto, che ancora oggi
sono eseguiti da meno del 50% delle persone a rischio. Ci proponiamo poi
di allargare la copertura della vaccinazione antinfluenzale, non solo
agli anziani e alle altre categorie a rischio ma anche ai lavoratori a contatto
con il pubblico, a cominciare dai medici. Terzo punto, la lotta al
Diabete, che puntera' soprattutto a ridurre le complicanze della
malattia. Infine, vogliamo ampliare l'uso della cosiddetta 'carta del rischio
cardiovascolare', quello strumento che permette al medico di famiglia di
valutare il rischio di ogni singolo cittadino, in modo da poter fare educazione
e ridurre le probabilita' di ammalarsi". A conti fatti, il ritornello e'
sempre lo stesso: come prima cosa ci si butta sempre sulla prevenzione
"Secondaria" ovvero sulla diagnostica precoce. La lotta alle malattie
del progresso rimane il fanalino di coda. Forse la campagna per la dissuasione
dal Fumo e per la corretta alimentazione e' cosa chiusa? Pensiamo di no,
considerando lo zelo che il ministro Sirchia ha dimostrato in questo campo. In
ogni caso dobbiamo rilevare che il "Centro nazionale per la prevenzione e il
controllo delle malattie" il Tabacco non lo menziona proprio. Non vorremo
alimentare sospetti, ma la prevenzione primaria ancora non si vede, mentre un
mammografo si, e crea indotto e ricircolo di capitale. Col rischio di veder
morire di cancro sempre piu' gente.
6. Linee
guida? Faccio comemipare
di BEATRICE VALENTINI
Dal Mattino di Napoli, cronache del Sannio,
grazie ai nostri corrispondenti locali, apprendiamo che l'Assessorato Sanità
della Regione Campania ha approvato e finanziato tre progetti presentati dalla
Struttura Semplice di Medicina Non Convenzionale dell'Azienda Ospedaliera
"Rummo" di Benevento, diretta dal dr. Luigi Coppola. Con questi chiari di luna
la notizia ha dello strabiliante anche se ormai alcuna cosa più non ci sorprende
in questa terra di tutti e di nessuno. Ci lascia sconcertati la facilità
con cui si dilapidano risorse economiche per la medicina delle non-evidenze,
consegnando il Tabagismo, con disinvoltura da brivido, in braccio ad una visione
metafisico-spiritualista della Medicina. Ben diverso sarebbe se il
progetto prevedesse l'integrazione della "natural-terapia" a supporto di terapie
scientificamete validate, per le quali esistono linee guida del Ministero della
Salute (vedi sito OSSFAD) con tanto di evidenza di efficacia. D'altro canto, tra
i compiti istituzionali di una societa' scientifica vi è quello di vigilare
sulla appropriatezza delle metodologie, in ambito di prevenzione, terapia e
strategie di controllo, nonche' della formazione degli operatori. Stiamo
lavorando sulla multidisciplinarieta' e sull'aggregazione delle risorse, delle
competenze e delle professionalità. Ma in questa Italia si ritiene utile fare il
contrario: isolare le risorse e fare "comecipare".
7.
Convinci & Vinci
di PAOLA SACCOMANNO
"Convincili a smettere e vinci
l'attestato". Il ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto
Superiore di Sanità e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici
chirurghi e degli odontoiatri, ha avviato una campagna di informazione
per la prevenzione dei danni provocati dal fumo. Tutti i medici che decidono di
svolgere una iniziativa diretta a prevenire e curare il tabagismo dovranno
iscriversi compilando il form e fornire al paziente le necessarie indicazioni da
seguire per smettere di fumare. Ad ogni medico il Ministro darà un
riconoscimento per i risultati raggiunti.
Fonte: www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?sub=2&id=77&area=ministero&colore=2&lang=it
NdR:
E' questa la risposta della FNOMCeO (Federazione degli Ordini dei Medici e
degli Odontoiatri), piu' volte interpellata da Garattini, dalla LILT, dalla
Sitab e dallo stesso Istituto superiore di sanita' in questi due anni passati?
La notizia l'abbiamo rilevata dal sito web del ministero. Non si precisano le
modalita' con cui i medici dovrebbero agire, ne' come si fa a conseguire
l'attestato premio, a chi si rivolge,.. nulla. Solo una scritta e null'altro.
La questione deontologica della straripante presenza di medici fumatori
in Italia rimane inalterata. Qualcuno ha il coraggio di spendere una
parola in merito?
8. Martin, politico
esemplare
di MANUELA GIOVENCHI
La Campagna Tabagismo in Irlanda ha funzionato. Il 30
Novembre scorso, il ministro irlandese Martin sembra l'antitesi del nostro
ministro Martino, e non e' solo la "o" finale a fare la
differenza. Martin, come riporta l'autorevole giornale "The European Voice"
(www.european-voice.com/archive/issue.asp?id=275), e' stato
insignito del premio "Combattente dell'Anno", come portabandiera dei
diritti civili e della salute pubblica. L'impegno profuso nel rivoluzionario
decreto legislativo che proibisce di fumare nei Pub, "fumoir" irlandese per
eccellenza, ha rischiato di far scivolare nell'impopolarita' il ministro. Un
vero sconvolgimento culturale che fa meritare a Martin il premio di
"Combattente". Tutta la comunita' virtuale di Globalink International ha avuto un ruolo
importante nel fare pressioni sul parlamento irlandese. Adesso sta venendo
incontro all'Italia con la petizione chiesta dalla SITAB, da GEA e dai
movimenti dell'attivismo antifumo "Aria Pulita" e ALIBERF. Un mucchio
di lettere, inviate da mezzo mondo sono gia' arrivare al tavolo del Senato
italiano e alla Commissione Sanita' in particolare. Ringraziamo viavamente tutti
coloro che stanno facendo pressing affinche' la legge 3/2003, dopo DUE anni di
attesa venga applicata e fatta osservare. Il 1° dicembre scorso, il
ministro socialista David Martin ha ricevuto dunque la medaglia a
riconoscimento del suo contributo nel campo della salute pubblica, dal Royal
College of Physicians di Irlanda. Non capita spesso vedere un uomo politico
impegnato fortemente nall'ambito delle strategie di controllo del tabacco. Se ce
ne fossero altri avrebbero almeno tutta la nostra ammirazione. Ci aspettiamo
molto da loro. Che facciano semplicemente la loro parte in difesa di chi ha
difficolta' a difendersi.
9. Italia,
crocevia del contrabbando
Il contrabbando di sigarette e' diminuito in Italia, nonostante i prezzi
sempre piu' alti sostenuti dai fumatori: e' il dato più sorprendente del
Rapporto «Il contrabbando di tabacchi lavorati: un'analisi economica e
istituzionale», promosso dalla British American Tobacco Italia e
presentato dall'istituto «REF», Ricerche per l'Economia e la Finanza. La
ricerca, che analizza il contrabbando di tabacchi lavorati dal punto di vista
economico e istituzionale e presenta una rassegna delle più recenti esperienze
internazionali sullo sviluppo del fenomeno e sulle iniziative che lo
contrastano, rivela come da cifre superiori al 13 per cento dei consumi rilevate
nella prima metà degli Anni Novanta (quando il danno per lo Stato era di oltre
2500 miliardi di vecchie lire), il contrabbando sia tornato oggi su livelli
«fisiologici» inferiori al 2 % dei consumi totali (pari a circa 2 miliardi
di sigarette l'anno, con una perdita per l'Erario superiore ai 200 milioni di
euro). Sono cifre in linea con quelle dei paesi tradizionalmente poco toccati
dal fenomeno. Quali le cause? Non si puo' escludere che il «successo» italiano
(ma anche in Spagna esistono molte similitudini) nella lotta al contrabbando
siano da mettere in relazione anche con l'emergere di destinazioni piu'
remunerative per le organizzazioni malavitose: il mercato inglese, ad esempio,
che negli ultimi anni ha subito uno fortissimo aumento delle tasse e dei prezzi
delle sigarette. La migrazione verso Nord dei flussi di contrabbando
potrebbe quindi essere dovuta anche a motivi prettamente di «business»
malavitoso: il rapporto fra costi, rischi e profitti illeciti indirizza
altrove le attività della criminalità organizzata. Il Rapporto analizza il
fenomeno del contrabbando di sigarette dal punto di vista economico e
istituzionale in Italia, in Europa (che svolge un ruolo centrale nel mercato
mondiale del tabacco: ai paesi europei nel 2001 faceva capo circa un terzo della
produzione mondiale di sigarette) e nel mondo: nell'ultimo decennio il
contrabbando di sigarette è stato caratterizzato da un notevole salto di qualità
compiuto dalle organizzazioni criminali, che hanno avviato una «gestione
imprenditoriale dell'illecito». Anche il ruolo dell'Italia e'
mutato: da teatro di consumo e' divenuta crocevia del commercio illegale
soprattutto verso i mercati nordeuropei, come Regno Unito, Germania, Francia,
Olanda e Belgio. Tra i punti di sbarco per i carichi di contrabbando
c'è il porto di Gioia Tauro. Sigarette di contrabbando provenienti dall'estremo
oriente, nella maggioranza dei casi dalla Cina, il maggior produttore a
livello mondiale di sigarette contraffatte, vengono stoccate nel porto di Dubai,
sul Mar Rosso; da Dubai, attraverso navi di linea, le merci giungono ai porti
dell'area tirrenica, Gioia Tauro e La Spezia. Fra le «basi» del
flusso in Europa c'è anche l'isola di Cipro: le sigarette vengono stoccate in
depositi doganali in attesa di essere caricate su piccole-medie imbarcazioni
verso i paesi dell?area mediterranea, come Portogallo, Stati che si affacciano
sul Mar Nero e quelli Baltici. Ha un ruolo centrale anche l'area balcanica e
Montenegro. La provenienza di una quota significativa dei tabacchi lavorati di
contrabbando dal Montenegro e', ancora una volta, confermata dai volumi di
esportazioni di sigarette rivolte a quel paese, che appaiono, come nel caso di
Cipro, del tutto sproporzionate rispetto alla capacità di consumo del mercato
interno.
[ Fonte: La Stampa, 23/11/2004
]
10. Piu'
truci di
cosi'...
di ELISABETTA MUTO e ANTONELLA
TRICARICO
Valerio, uno dei partecipanti al
Gruppo di Fumatori in Trattamento al San Filippo Neri di Roma, non fortemente
motivato a smettere di fumare, in attesa del colloquio preliminare legge un
depliant che menziona: “Fumare 30 sigarette al giorno equivale sottoporsi a 300
lastre l’anno”. Questa informazione, che per lui aveva la forma di una
rivelazione, lo ha motivato a partecipare con convinzione al programma di
terapia e a portare avanti con decisione il suo obiettivo di diventare non
fumatore. Ci siamo chiesti: quale sarebbe stata la reazione di Valerio se avesse
visitato il sito http://whyquit.com/whyquit/smokersbody.jpg?
E’ utile divulgare i danni del Fumo attraverso cio' che molti definiscono ormai
coralmente "barbaro terrorismo psicologico"? Ci si attende forse che la
gente reagisca in modo razionale, saggiamente e positivamente? Siamo
pronti a dire NO. Tuttavia l'esempio norvegese, con la campagna volutamente
terroristica, che ha mostrato arterie incrostate e cervelli sanguinolenti
(veri), avrebbe avuto il 9% di riduzione del consumo di tabacco nella
popolazione. Questo ci deve far pensare. Non e' affatto vero che sbattere in
faccia la verita' nuda e cruda non serva a nulla. A qualcosa serve, o forse a
qualcuno. Per scuotere i neuroni l'effetto drammatizzante a volte
funziona. Non con la maggioranza degli individui
naturalmente, che sviluppano atteggiamenti reattivi completamente
negativi. Secondo l’Organizzazione
Mondiale della Sanità, una persona muore ogni minuto a causa
del tabacco. Le ricerche mediche suggeriscono che chi inizia a fumare da
adolescente (il 90% dei fumatori) ha più probabilità di accorciare la sua vita
di 20-25 anni rispetto ai non fumatori. Prevenzione, informazione ed
educazione sono quindi le strade da percorrere per non cadere nella
trappola della propaganda immorale. L'esperienza dei Gruppi di terapia per
fumatori insegna che la maggior parte delle persone vive, e fuma, nella più
completa ignoranza del non sapere quali sono realmente i rischi di questa
"malattia cronico-recidivante" che per tutti sembra essere una piacevole
abitudine. Pensiamo che a volte farglieli vedere sia appropriato... ma con
garbo.
11. Un
miliardo di
dollari
di STEFANIA AMMIRAGLIA *
Il colosso Philip Morris dovrà ancora
mettere mano al portafoglio e sborsare all’UE un miliardo di dollari (820
milioni di euro). Si è conclusa in questo modo la vicenda che ha visto l'UE
contrapporsi alla multinazionale del tabacco per la vicenda del contrabbando di
sigarette. L’Unione Europea aveva presentato
quattro anni fa un ricorso, depositato presso la Corte Distrettuale degli Stati
Uniti – Distretto Orientale di New York) nel quale accusava il colosso americano
di collusione con i contrabbandieri di sigarette. Nonostante il ricorso sia
stato respinto l’UE ha reiterato l’accusa, spostando il tiro sul riciclaggio di
danaro. La Philip Morris avrebbe infatti intrapreso veri e propri rapporti
d’affari con i contrabbandieri ai quali vendeva sigarette destinate al mercato
nero. Ufficialmente si è parlato di accordo tra
la Philip Morris e l’UE per collaborare alla lotta al contrabbando, ma in
effetti è parso a molti che la multinazionale abbia preferito chiudere in via
stragiudiziale la vicenda dato l’enorme danno di immagine che avrebbe subito se
la causa avesse avuto un seguito. In effetti la
Philip Morris ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo. Da un lato si è
schierata ufficialmente contro il contrabbando di sigarette (contraffatte)
dall’altro, come emerge dalla lettura della motivazione del ricorso presentato
dalla UE, la stessa avrebbe tratto non pochi profitti dal contrabbando. Vendendo
sigarette ai contrabbandieri (che per l’occasione avrebbero creato società di
comodo da far figurare come acquirenti di sigarette), la Philip Morris avrebbe
senza dubbio accresciuto le proprie quote di mercato, avrebbe, inoltre,
sfruttato l’esistenza del contrabbando come strumento di pressione sia in Europa
che negli USA per indurre le autorità ad abbassare le imposte sulle sigarette.
Si tratta chiaramente di circostanze da provare
in sede processuale. L’UE presentò il ricorso ritenendo di avere buone carte e
valide argomentazioni a sostegno delle proprie accuse. Oggi, PM preferisce
evitare il processo e pagare cifre astronomiche.
----
* L'avv. Stefania Ammiraglia e'
referente legale di "GEA Progetto Salute" presso il Codacons.
12. Un
Reality Show per smettere
Anche i reality show possono
avere fini educativi nonostante ciò che si dice in giro. Durante il Grande
Fratello italiano di quest’ anno più volte i protagonisti sono stati richiamati
perchè fumavano troppo. Sulla scia dell’ enorme successo di questo genere di
show i produttori americani si sono chiesti cosa succederebbe se si togliesse,
all’interno di un reality (quindi con la promessa di un premio finale e della
popolarità), ad un fumatore la sua sigaretta e lo si costringesse all'astinenza
da nicotina? Il risultato potrebbe essere imprevedibile, i telespettatori
americani lo stanno vedendo dal 3 ottobre in Cold Turkey, un nuovissimo reality
in onda sulla Pax, un canale televisivo specializzato nei programmi di
intrattenimento per famiglie. La produzione della trasmissione ha infatti
attirato in una casa stile Grande Fratello dieci fumatori incalliti facendo
credere loro che l'occasione sarebbe stato un trampolino per il successo. Era
invece tutta una trappola: i partecipanti sono finiti in una villa di Calabasas
in California, trasformata in una sorta di clinica- laboratorio dove combattere
con la propria dipendenza. I telespettatori americani quindi saranno testimoni
del cambiamento o meno dei protagonisti, potranno spiare i “malcapitati” per
dieci settimane. L'iniziativa è un riflesso delle campagne lanciate in America
per sradicare il fumo mettendo al bando le sigarette dai luoghi pubblici e
multando i gestori dei ristoranti se solo possiedono un portacenere. La domanda
che si pone è: basterà a queste persone come motivazione la spinta alla vittoria
e al successo? Costringere le persone a non fumare senza una scelta da
parte loro porterà ad un risultato a lungo?
[Fonte: www.tgcom.it/televisione/articoli]
13. Mobbing casalingo
sui bambini
Mangiano troppo. E fumano, ma non per
vizio, semplicemente perché sono costretti a vivere accanto a genitori
con la sigaretta accesa. L´ultimo Rapporto sull´Infanzia presentato
dalla Federazione italiana medici pediatri è sconsolante, almeno in Sicilia dove
vanno a rilento le vaccinazioni contro meningite e varicella. Il 65 per cento
dei bambini è esposto al fumo passivo, il 26 per cento è vittima della sigaretta
della mamma e il 44 per cento dei piccoli,tra uno e due anni, ha almeno un
genitore che fuma in casa. Ancora meno esaltanti i numeri sul consumo di
merendine, cibi preconfezionati e pasti fuori orario:ci cascano 80 bambini su
cento. La combinazione di morbillo e antimorbillo-parotite-rosolia ha una
copertura dell´80,5 per cento (la media nazionale è dell´83,9). «Il bambino
siciliano - dice Giuseppe Montalbano, segretario della Federazione italiana
medici pediatri della Sicilia - con l´aumentare dell´età acquisisce delle
cattive abitudini alimentari che unite alla sedentarietà e alla televisione
peggiorano la situazione».
[ La Repubblica 12/11/2004
]
14. Johnny
Depp, che maleducato!
Johnny Depp, uno degli attori più affascinanti di Hollywood, ha avuto una
sonora caduta di stile. L'interprete di "Chocolat", l'incredibile pirata ne
"La maledizione della prima luna", a cena in uno dei più trendy ristoranti di
Londra, ha snobbato una signora americana che gli chiedeva cortesemente di non
fumare nel locale. La star, non solo ha continuato imperterrito a gustare la sua
sigaretta alla liquirizia ma, all'obiezione della donna, ha anche sfacciatamente
risposto: "Qui non siamo mica a Los Angeles". E' vero che la
"tollerante" Europa ancora non è arrivata agli eccessi degli Stati Uniti dove è
proibito fumare anche in mezzo alla strada ma, la buona educazione ci insegna
che se i nostri "vizi" possono dare fastidio a chi ci sta accanto è meglio, per
l'occasione, accantonarli.
Fonte: http://it.movies.yahoo.com/041130/107/3136x.html
- GossipNews (Gossip.it), Francesca Domenici, 30 Novembre
2004
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