Tabagismo & pfc

Anno VI - n° 62 - Dicembre 2004

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: S.Ammiraglia, M.Giovenchi, C.Marini, E.Muto, P.Saccomanno, T.Trina, B.Valentini, C.Vatteroni.

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - SITAB

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it

Collaborazione: LILT Globalink Italia

Distribuzione: 4.000 copie


 

1

- Regalo d'Autore - di G.Mangiaracina

 

 

2

- 4000 ma non li dimostra - di M.Nanni

 

 

3

- Schittulli sfidato - di A.Stella

 

 

4

Comunicattiverie - di T.Trina

 

 

5

- Ccm Sanita'... e il Tabagismo? - di V.Zaga'

 

 

6

- Linee guida? Faccio comemipare - di B.Valentini

 

 

7

- Convinci & Vinci - di P.Saccomanno

 

 

8

- Martin, politico esemplare - di M.Giovenchi

 

 

9

Italia, crocevia del contrabbando - La Stampa

 

 

10

- Piu' truci di cosi'... - di E.Muto e A.Tricarico

 

 

11

- Un miliardo di dollari - di S.Ammiraglia

 

 

12

- Un Reality Show per smettere - TG-com

 

 

13

- Mobbing casalingo sui bambini - La Repubblica

 

 

14

Johnny Depp, che maleducato! - GosspNews

 


1. EDITORIALE: Regalo d'Autore

di GIACOMO MANGIARACINA

Il 18 giugno 1815, a Waterloo, in Belgio, Napoleone Bonaparte decideva di attaccare e battere le armate anglo-olandesi prima che arrivassero quelle prussiane. L’artiglieria francese apri' il fuoco con qualche ora di ritardo sui piani, a causa del terreno ancora fangoso per la pioggia. Le cariche della cavalleria si infransero contro la resistenza dei quadrati inglesi, ma poco tempo dopo irrompeva l’armata prussiana. Un ultimo disperato attacco, e l’esercito francese fu distrutto. La battaglia era persa. Quando gli inglesi intimarono la resa, il generale Pierre Jacques Etienne de Cambronne, consapevole della disfatta, rispose soltanto: "Merde!". Il 2004 puo' essere ricordato come l'anno della sconfitta. La nostra. Una perdita su alcuni fronti: 1) Ricerca. E' in corso, fino al 15 dicembre, il progetto INSPIRO (www.tabaccologia.org, info: 800 054 541), una indagine studiata, preparata con cura sotto la direzione del prof. Christian Chiamulera, per conoscere le metodologie di valutazione del paziente fumatore in uso nei centri Tabagismo italiani, della Lega Tumori e ospedalieri, pubblici e privati; l'adesione alla ricerca da parte dei centri offre gia' una stima di quanto interesse vi sia in Italia a realizzare il fronte unico nelle strategie di controllo del Tabacco, ma qualcuno ha ritenuto di boicottarla; ci vuole tanto a costruire e molto, molto poco a demolire. Se non prevale il buon senso su tutto, opto per l'esilio in qualche parte nel mondo. 2) Informazione e Documentazione. E' accaduto a molti: tu fai qualcosa di importante e utile per la gente, sei innovativo, produci sapere, formi e informi, te lo riconoscono tutti, ma ti esiliano ugualmente, perche' il tuo "essere" infastidisce "qualcuno", che solitamente ha una poltrona in alto, che anela alla dominanza per vocazione, e che valuta la persona sulla base del grado di inclinazione della spina dorsale. La Societa' di Tabaccologia ha prodotto la prima rivista scientifica italiana di aggiornamento continuo nella materia dov'e' sovrana l'ignoranza, una rivista che ci invidiano all'estero, ma che fa una fatica del diavolo per sopravvivere. Il consiglio direttivo si e' dovuto autotassare, in assenza di supporti istituzionali. 3) Legislazione. Nel 1975 la Legge 584 proibiva di fumare a scuola e in ospedale; col nuovo anno ci tocca celebrare il trentennale della sua inosservanza. All'inizio del 2003 il parlamento varava la nuova legge sulla Pubblica Amministrazione, il cui art. 51 faceva divieto di fumare in luoghi di lavoro con accesso di pubblico o utenti. L'associazione "Aria Pulita" protesto' davanti al Senato, in quanto lo stesso articolo permetteva di fumare nel 90% dei luoghi di lavoro, ossia quelli privati senza accesso di pubblico o utenti. Qualcuno a malincuore concluse che comunque non si sarebbe fumato in bar e ristoranti e che ci si poteva pure accontentare, ma occorreva ancora il regolamento attuativo, il parere della conferenza stato-regioni, la pubblicazione nella gazzetta Ufficiale... fatto. Dalla fine del 2003 si dovuta attendere la fine del 2004 per l'entrata in vigore. Ma ecco che in dirittura di arrivo, tutti pronti a festeggiare il 29 dicembre, arriva la proroga al 10 gennaio. C'e' di piu'. Alla Commissione sanita' del Senato si discute di un'altra proroga. Il presidente Tomassini ammette che si tratta di due mesi, ma altre fonti parlano di un altro anno. Per non far protestare i commercianti. Tutto cio', dopo DUE ANNI di attesa. Poveri, poveri non fumatori italiani: sono i due terzi, il 75% della popolazione, ma messi sotto scacco dalla lobby dei commercianti, dalla FIPE e dal suo portabandiera, Edi Sommariva. 4) Campagne di Prevenzione. Il Corriere della Sera, Beppe Severgnini in testa, lancia una campagna di "prevenzione del tabagismo" nelle scuole; la solita musica: invitare i ragazzi a produrre elaborati; scriviamo dicendo che stanno sbagliando e che la LILT ha appena pubblicato un volume di 400 pagine che indica come fare una seria prevenzione del tabagismo. Severgnini ribatte con una ironia fuori posto. Pensa di far ridurre il consumo di tabacco ai giovani, il povero illuso, citando il supporto dell'Istituto Tumori di Milano, o forse tanto furbo da capire che "interessarsi ai giovani" e' acqua al mulino del Corriere. Tacendo ogni altra considerazione, solidarizzo con Cambronne ed elogio Manzoni, non Alessandro, ma Piero. La sua "merde d'artiste" in barattolo rischia di essere dimenticata. Non sia mai. La ripropongo come un distillato di genio. Metto questo sotto l'albero di natale. E' l'emblema del valore massimo alle cose minime, la conferma che basta una firma a fare importante una cosa, un prodotto, fosse anche la salute di una intera popolazione.
 

2. 4000, ma non li dimostra
di MAURO NANNI *
Le GEA-News "Tabagismo & PFC" sono nate nel giugno del 1999, non appena internet ha cominciato a diffondersi anche in Italia. Iniziata come rudimentale forma di comunicazione tra operatori e persone interessata a vario titolo all'argomento, poi divenuto organo di informazione a basso costo sui PFC, sigla volutamente lasciata a lungo inspiegata da Mangiaracina per indicare i Problemi Fumo-Correlati e non solo le patologie indotte. I primi due invii sono andati perduti. Sul portale della SITAB (www.tabaccologia.org/news.html) sono state pubblicate tutte, a partire dall'agosto del 99. Il primo invio venne fatto ad una mailing list artigianale appena superiore ai 200 indirizzi in nostro possesso. Con gli anni vennero festeggiati i 1000 e i 3000 indirizzi. Abbiamo superato le 4000, persone, professionisti della salute, ASL, SERT, direzioni ospedaliere, dipartimenti di prevenzione, giornalisti, scuole e insegnanti. Ma i 4000 che contiamo e festeggiamo oggi erano gia', e sono, molti, molti di piu'. Le nostre news hanno viaggiato su altre mailing list e portali internet, per cui, se dovessimo fare una stima verosimile della sua diffusione oggi, dovremmo triplicare almeno quel numero. Queste News hanno oggi un valore storico. Raccontano la storia del tabacco in Italia in questi ultimi sei anni. Gli Editoriali di Mangiaracina continuano a parlare nelle rete, ma gli si deve di piu', oltre alle cose dette. Gli si deve di piu' per le cose fatte. Noi ci limitiamo a ringraziarlo e a sperare che il suo lavoro continui a conquistare e ad appassionare molti altri operatori della salute, certi che la materia che stiamo trattando e' la malattia piu diffusa al mondo e la piu' trascurata. Benedetta informazione dunque, dove non c'e'.
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* Il Dott. Mauro Nanni, ricercatore genetista dell'Universita' La Sapienza di Roma, e' presidente di GEA (centrostudi@tabagismo.it).
 

3. Schittuli sfidato
di ASTRID STELLA
Il prof. Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, e' stato pubblicamente sfidato a singolar tenzone per dimostrare scientificamente e pubblicamente la pericolosita' del "fumo passivo". L'organizzazione che svolge questo meticoloso e accurato lavoro da anni, e' Forces. Ci hanno provato pure con Mangiaracina ed altri. E' il loro lavoro. Arruolano anonimi (si capisce) ricercatori per contestare i danni da fumo passivo. Insieme con l'organizzazione dei "fumatori cortesi", sono presenti dappertutto, hanno stand in fiere e manifestazioni, con hostess che elargiscono gadget anti-antifumo, e conquistano importanti spazi mediatici televisivi e radiofonici nel pubblico e nel privato. La risposta e' stata: "Venite ai convegni scientifici. E' quello il luogo dove la scienza diventa oggetto di scambio e pure di scontro se necessario". Questo tipo di provocazione e della messa in discussione ad ogni costo dei dannni da fumo, e' codificata tra le strategie fondamentali dei grandi del Tabacco, pubblicate in alcuni documenti del sito www.pmdocs.com, sito della Philip Morris in cui venne condannata a pubblicare tutti i suoi documenti, anche quelli "segreti". Ve ne sono milioni. Mettete le parole chiave che volete nel motore di ricerca... ed e' fatta. Noi abbiamo provato con nomi di politici, e di qualche militante di queste organizzazioni e li abbiamo trovati. L'importante e' conoscere l'inglese. Quanto al "fumo passivo", la letteratura scientifica mondiale ha prodotto una mole tale di ricerche, che la sfida ci fa solo divertire quando non ci annoia.
 

4. Comunicattiverie
di TATIANA TRINA
Non si può certo dire che il nostro oggi sia parco di mezzi di comunicazione, ma è il "come" si comunica che ci lascia a volte perplessi, soprattutto quando si trattano argomenti importanti quali i rischi di una dipendenza che può rivelarsi fatale. Esempio di "insana informazione" è l'intervista rilasciata in occasione della giornata contro il cancro, dalla signora Sandra Mondaini, testimonial dell'AIRC, alla trasmissione "L'Italia sul Due". Dopo avere raccontato la propria difficile esperienza col cancro, vissuta prima come parente di un malato, suo marito, poi in prima persona a causa di un tumore al polmone, ha lanciato il fondamentale messaggio di speranza dinanzi a una malattia a volte subdola nei suoi sintomi. Tutto questo ovviamente poteva andar bene se non vi fosse stato anche dell'altro, un ulteriore intervento che faceva a pezzi la sostanza del messaggio: "Io continuo a fumare perche' faccio quello che voglio".  Agghiacciante. Non e' la prima volta che l'AIRC chiede soldi agli italiani tramite i discorsi "fumosi" della signora Mondaini. Come si può decidere di  essere testimonial di un messaggio importante, parlare di prevenzione, dare l'impressione di voler aiutare la gente a migliorare la qualità della vita, e un attimo dopo contraddire il tutto con frasi ambigue, a giustificazione della propria dipendenza camuffata dal libero arbitrio? Intanto, la gente continua a morire.
Altro spigoloso momento di comunicazione deviata e' stata la trasmissione "Uno Mattina" del 15 novembre scorso, intorno alla 9.30, ospitava prof. Claudio Tommaso Mineo, ordinario di chirurgia toracica dell'università "Tor Vergata" di Roma e il sig. Edi Sommariva, direttore generale della FIPE. Intervistava Franco Mare, affiancato da Enza Sampò. Sommariva, ribadendo il fatto che dal 10 gennaio prossimo, i luoghi pubblici dovrebbero affiggere un cartello indicante i controllori e le relative sanzioni cui va incontro chi trasgredisce, ha evidenziato che sino ad ora lo Stato non ha specificato nulla al riguardo. Il prof. Mineo ha speso pochissime parole. Si è limitato a dire che il fumo passivo ha la stessa incidenza di nocività del fumo attivo e questo lo dimostrano i casi di tumore accertati. Tutto qui, l'illuminato contributo. Null'altro a contrastare un Sommariva completamente schierato a difendere pressioni di categoria (lo ha fatto pero' GEA: www.gea2000.org/documenti/fipe.htm e www.gea2000.org/laguerradelgusto.htm ). Perche' la Rai, pur avendo fatto un anno di campagna tabagismo col ministero della salute, avvalendosi di esperti accreditati, tira la monetina quando deve scegliere qualcuno che sul Fumo sia almeno competente?
 

5. Ccm Sanita'... e il Tabagismo?
di VINCENZO ZAGA'
Dicono che serva a "far fronte in modo rapido e coordinato alle emergenze di salute pubblica, dalle nuove infezioni come Sars e influenza aviaria al bioterrorismo, promuovere i corretti stili di vita e prevenire le malattie". Almeno con queste intenzioni il ministro Sirchia ha inaugurato il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). ''Il Ccm, istituito presso il Ministero della Salute - ha detto Donato Greco,direttore del Dipartimento prevenzione del ministero - non e' pero' un nuovo palazzo ma un network di competenze, capacita', e strutture, che lavora in collegamento con le Regioni e con i principali centri di assistenza e ricerca pubblici e privati italiani'. Il Centro, istituito con legge del maggio 2004, puo' contare su uno stanziamento di circa 89 milioni di euro per il triennio 2004-2006, e si occupera' soprattutto di malattie infettive, ambiente e clima, vaccinazioni, incidenti, bioterrorismo, promozione della salute e degli stili di vita corretti. ''Sono 4 i primi obiettivi del Ccm - ha riferito ancora Greco – In primis gli screening dei tumori femminili e del colon retto, che ancora oggi sono eseguiti da meno del 50% delle persone a rischio. Ci proponiamo poi di allargare la copertura della vaccinazione antinfluenzale, non solo agli anziani e alle altre categorie a rischio ma anche ai lavoratori a contatto con il pubblico, a cominciare dai medici. Terzo punto, la lotta al Diabete, che puntera' soprattutto a ridurre le complicanze della malattia. Infine, vogliamo ampliare l'uso della cosiddetta 'carta del rischio cardiovascolare', quello strumento che permette al medico di famiglia di valutare il rischio di ogni singolo cittadino, in modo da poter fare educazione e ridurre le probabilita' di ammalarsi". A conti fatti, il ritornello e' sempre lo stesso: come prima cosa ci si butta sempre sulla prevenzione "Secondaria" ovvero sulla diagnostica precoce. La lotta alle malattie del progresso rimane il fanalino di coda. Forse la campagna per la dissuasione dal Fumo e per la corretta alimentazione e' cosa chiusa? Pensiamo di no, considerando lo zelo che il ministro Sirchia ha dimostrato in questo campo. In ogni caso dobbiamo rilevare che il "Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie" il Tabacco non lo menziona proprio. Non vorremo alimentare sospetti, ma la prevenzione primaria ancora non si vede, mentre un mammografo si, e crea indotto e ricircolo di capitale. Col rischio di veder morire di cancro sempre piu' gente.
 

6. Linee guida? Faccio comemipare
di BEATRICE VALENTINI
Dal Mattino di Napoli, cronache del Sannio, grazie ai nostri corrispondenti locali, apprendiamo che l'Assessorato Sanità della Regione Campania ha approvato e finanziato tre progetti presentati dalla Struttura Semplice di Medicina Non Convenzionale dell'Azienda Ospedaliera "Rummo" di Benevento, diretta dal dr. Luigi Coppola. Con questi chiari di luna la notizia ha dello strabiliante anche se ormai alcuna cosa più non ci sorprende in questa terra di tutti e di nessuno. Ci lascia sconcertati la facilità con cui si dilapidano risorse economiche per la medicina delle non-evidenze, consegnando il Tabagismo, con disinvoltura da brivido, in braccio ad una visione metafisico-spiritualista della Medicina. Ben diverso sarebbe se il progetto prevedesse l'integrazione della "natural-terapia" a supporto di terapie scientificamete validate, per le quali esistono linee guida del Ministero della Salute (vedi sito OSSFAD) con tanto di evidenza di efficacia. D'altro canto, tra i compiti istituzionali di una societa' scientifica vi è quello di vigilare sulla appropriatezza delle metodologie, in ambito di prevenzione, terapia e strategie di controllo, nonche' della formazione degli operatori. Stiamo lavorando sulla multidisciplinarieta' e sull'aggregazione delle risorse, delle competenze e delle professionalità. Ma in questa Italia si ritiene utile fare il contrario: isolare le risorse e fare "comecipare".
 

7. Convinci & Vinci
di PAOLA SACCOMANNO
"Convincili a smettere e vinci l'attestato". Il ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, ha avviato una campagna di informazione per la prevenzione dei danni provocati dal fumo. Tutti i medici che decidono di svolgere una iniziativa diretta a prevenire e curare il tabagismo dovranno iscriversi compilando il form e fornire al paziente le necessarie indicazioni da seguire per smettere di fumare. Ad ogni medico il Ministro darà un riconoscimento per i risultati raggiunti.
Fonte:
www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?sub=2&id=77&area=ministero&colore=2&lang=it
NdR: E' questa la risposta della FNOMCeO (Federazione degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri), piu' volte interpellata da Garattini, dalla LILT, dalla Sitab e dallo stesso Istituto superiore di sanita' in questi due anni passati? La notizia l'abbiamo rilevata dal sito web del ministero. Non si precisano le modalita' con cui i medici dovrebbero agire, ne' come si fa a conseguire l'attestato premio, a chi si rivolge,.. nulla. Solo una scritta e null'altro. La questione deontologica della straripante presenza di medici fumatori in Italia rimane inalterata. Qualcuno ha il coraggio di spendere una parola in merito?

8. Martin, politico esemplare
di MANUELA GIOVENCHI
La Campagna Tabagismo in Irlanda ha funzionato. Il 30 Novembre scorso, il ministro irlandese Martin sembra l'antitesi del nostro ministro Martino, e non e' solo la "o" finale a fare la differenza. Martin, come riporta l'autorevole giornale "The European Voice" (www.european-voice.com/archive/issue.asp?id=275), e' stato insignito del premio "Combattente dell'Anno", come portabandiera dei diritti civili e della salute pubblica. L'impegno profuso nel rivoluzionario decreto legislativo che proibisce di fumare nei Pub, "fumoir" irlandese per eccellenza, ha rischiato di far scivolare nell'impopolarita' il ministro. Un vero sconvolgimento culturale che fa meritare a Martin il premio di "Combattente". Tutta la comunita' virtuale di Globalink International ha avuto un ruolo importante nel fare pressioni sul parlamento irlandese. Adesso sta venendo incontro all'Italia con la petizione chiesta dalla SITAB, da GEA e dai movimenti dell'attivismo antifumo "Aria Pulita" e ALIBERF. Un mucchio di lettere, inviate da mezzo mondo sono gia' arrivare al tavolo del Senato italiano e alla Commissione Sanita' in particolare. Ringraziamo viavamente tutti coloro che stanno facendo pressing affinche' la legge 3/2003, dopo DUE anni di attesa venga applicata e fatta osservare. Il 1° dicembre scorso, il ministro socialista David Martin ha ricevuto dunque la medaglia a riconoscimento del suo contributo nel campo della salute pubblica, dal Royal College of Physicians di Irlanda. Non capita spesso vedere un uomo politico impegnato fortemente nall'ambito delle strategie di controllo del tabacco. Se ce ne fossero altri avrebbero almeno tutta la nostra ammirazione. Ci aspettiamo molto da loro. Che facciano semplicemente la loro parte in difesa di chi ha difficolta' a difendersi.
 

9. Italia, crocevia del contrabbando
Il contrabbando di sigarette e' diminuito in Italia, nonostante i prezzi sempre piu' alti sostenuti dai fumatori: e' il dato più sorprendente del Rapporto «Il contrabbando di tabacchi lavorati: un'analisi economica e istituzionale», promosso dalla British American Tobacco Italia e presentato dall'istituto «REF», Ricerche per l'Economia e la Finanza. La ricerca, che analizza il contrabbando di tabacchi lavorati dal punto di vista economico e istituzionale e presenta una rassegna delle più recenti esperienze internazionali sullo sviluppo del fenomeno e sulle iniziative che lo contrastano, rivela come da cifre superiori al 13 per cento dei consumi rilevate nella prima metà degli Anni Novanta (quando il danno per lo Stato era di oltre 2500 miliardi di vecchie lire), il contrabbando sia tornato oggi su livelli «fisiologici» inferiori al 2 % dei consumi totali (pari a circa 2 miliardi di sigarette l'anno, con una perdita per l'Erario superiore ai 200 milioni di euro). Sono cifre in linea con quelle dei paesi tradizionalmente poco toccati dal fenomeno. Quali le cause? Non si puo' escludere che il «successo» italiano (ma anche in Spagna esistono molte similitudini) nella lotta al contrabbando siano da mettere in relazione anche con l'emergere di destinazioni piu' remunerative per le organizzazioni malavitose: il mercato inglese, ad esempio, che negli ultimi anni ha subito uno fortissimo aumento delle tasse e dei prezzi delle sigarette. La migrazione verso Nord dei flussi di contrabbando potrebbe quindi essere dovuta anche a motivi prettamente di «business» malavitoso: il rapporto fra costi, rischi e profitti illeciti indirizza altrove le attività della criminalità organizzata. Il Rapporto analizza il fenomeno del contrabbando di sigarette dal punto di vista economico e istituzionale in Italia, in Europa (che svolge un ruolo centrale nel mercato mondiale del tabacco: ai paesi europei nel 2001 faceva capo circa un terzo della produzione mondiale di sigarette) e nel mondo: nell'ultimo decennio il contrabbando di sigarette è stato caratterizzato da un notevole salto di qualità compiuto dalle organizzazioni criminali, che hanno avviato una «gestione imprenditoriale dell'illecito». Anche il ruolo dell'Italia e' mutato: da teatro di consumo e' divenuta crocevia del commercio illegale soprattutto verso i mercati nordeuropei, come Regno Unito, Germania, Francia, Olanda e Belgio. Tra i punti di sbarco per i carichi di contrabbando c'è il porto di Gioia Tauro. Sigarette di contrabbando provenienti dall'estremo oriente, nella maggioranza dei casi dalla Cina, il maggior produttore a livello mondiale di sigarette contraffatte, vengono stoccate nel porto di Dubai, sul Mar Rosso; da Dubai, attraverso navi di linea, le merci giungono ai porti dell'area tirrenica, Gioia Tauro e La Spezia.  Fra le «basi» del flusso in Europa c'è anche l'isola di Cipro: le sigarette vengono stoccate in depositi doganali in attesa di essere caricate su piccole-medie imbarcazioni verso i paesi dell?area mediterranea, come Portogallo, Stati che si affacciano sul Mar Nero e quelli Baltici. Ha un ruolo centrale anche l'area balcanica e Montenegro. La provenienza di una quota significativa dei tabacchi lavorati di contrabbando dal Montenegro e', ancora una volta, confermata dai volumi di esportazioni di sigarette rivolte a quel paese, che appaiono, come nel caso di Cipro, del tutto sproporzionate rispetto alla capacità di consumo del mercato interno.
[ Fonte: La Stampa, 23/11/2004 ]
 

10. Piu' truci di cosi'...
di ELISABETTA MUTO e ANTONELLA TRICARICO
Valerio, uno dei partecipanti al Gruppo di Fumatori in Trattamento al San Filippo Neri di Roma, non fortemente motivato a smettere di fumare, in attesa del colloquio preliminare legge un depliant che menziona: “Fumare 30 sigarette al giorno equivale sottoporsi a 300 lastre l’anno”. Questa informazione, che per lui aveva la forma di una rivelazione, lo ha motivato a partecipare con convinzione al programma di terapia e a portare avanti con decisione il suo obiettivo di diventare non fumatore. Ci siamo chiesti: quale sarebbe stata la reazione di Valerio se avesse visitato il sito  http://whyquit.com/whyquit/smokersbody.jpg? E’ utile divulgare i danni del Fumo attraverso cio' che molti definiscono ormai coralmente "barbaro terrorismo psicologico"? Ci si attende forse che la gente reagisca in modo razionale, saggiamente e positivamente? Siamo pronti a dire NO. Tuttavia l'esempio norvegese, con la campagna volutamente terroristica, che ha mostrato arterie incrostate e cervelli sanguinolenti (veri), avrebbe avuto il 9% di riduzione del consumo di tabacco nella popolazione. Questo ci deve far pensare. Non e' affatto vero che sbattere in faccia la verita' nuda e cruda non serva a nulla. A qualcosa serve, o forse a qualcuno. Per scuotere i neuroni l'effetto drammatizzante a volte funziona. Non con la maggioranza degli individui naturalmente, che sviluppano atteggiamenti reattivi completamente negativi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una persona muore ogni minuto a causa del tabacco. Le ricerche mediche suggeriscono che chi inizia a fumare da adolescente (il 90% dei fumatori) ha più probabilità di accorciare la sua vita di 20-25 anni rispetto ai non fumatori. Prevenzione, informazione ed educazione sono quindi le strade da percorrere per non cadere nella trappola della propaganda immorale. L'esperienza dei Gruppi di terapia per fumatori insegna che la maggior parte delle persone vive, e fuma, nella più completa ignoranza del non sapere quali sono realmente i rischi di questa "malattia cronico-recidivante" che per tutti sembra essere una piacevole abitudine. Pensiamo che a volte farglieli vedere sia appropriato... ma con garbo.
 

11. Un miliardo di dollari
di STEFANIA AMMIRAGLIA *
Il colosso Philip Morris dovrà ancora mettere mano al portafoglio e sborsare all’UE un miliardo di dollari (820 milioni di euro). Si è conclusa in questo modo la vicenda che ha visto l'UE contrapporsi alla multinazionale del tabacco per la vicenda del contrabbando di sigarette. L’Unione Europea aveva presentato quattro anni fa un ricorso, depositato presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti – Distretto Orientale di New York) nel quale accusava il colosso americano di collusione con i contrabbandieri di sigarette. Nonostante il ricorso sia stato respinto l’UE ha reiterato l’accusa, spostando il tiro sul riciclaggio di danaro. La Philip Morris avrebbe infatti intrapreso veri e propri rapporti d’affari con i contrabbandieri ai quali vendeva sigarette destinate al mercato nero. Ufficialmente si è parlato di accordo tra la Philip Morris e l’UE per collaborare alla lotta al contrabbando, ma in effetti è parso a molti che la multinazionale abbia preferito chiudere in via stragiudiziale la vicenda dato l’enorme danno di immagine che avrebbe subito se la causa avesse avuto un seguito. In effetti la Philip Morris ha sempre avuto un atteggiamento ambiguo. Da un lato si è schierata ufficialmente contro il contrabbando di sigarette (contraffatte) dall’altro, come emerge dalla lettura della motivazione del ricorso presentato dalla UE, la stessa avrebbe tratto non pochi profitti dal contrabbando. Vendendo sigarette ai contrabbandieri (che per l’occasione avrebbero creato società di comodo da far figurare come acquirenti di sigarette), la Philip Morris avrebbe senza dubbio accresciuto le proprie quote di mercato, avrebbe, inoltre, sfruttato l’esistenza del contrabbando come strumento di pressione sia in Europa che negli USA per indurre le autorità ad abbassare le imposte sulle sigarette. Si tratta chiaramente di circostanze da provare in sede processuale. L’UE presentò il ricorso ritenendo di avere buone carte e valide argomentazioni a sostegno delle proprie accuse. Oggi, PM preferisce evitare il processo e pagare cifre astronomiche.
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* L'avv. Stefania Ammiraglia e' referente legale di "GEA Progetto Salute" presso il Codacons.
 

12. Un Reality Show per smettere
Anche i reality show possono avere fini educativi nonostante ciò che si dice in giro. Durante il Grande Fratello italiano di quest’ anno più volte i protagonisti sono stati richiamati perchè fumavano troppo. Sulla scia dell’ enorme successo di questo genere di show i produttori americani si sono chiesti cosa succederebbe se si togliesse, all’interno di un reality (quindi con la promessa di un premio finale e della popolarità), ad un fumatore la sua sigaretta e lo si costringesse all'astinenza da nicotina? Il risultato potrebbe essere imprevedibile, i telespettatori americani lo stanno vedendo dal 3 ottobre in Cold Turkey, un nuovissimo reality in onda sulla Pax, un canale televisivo specializzato nei programmi di intrattenimento per famiglie. La produzione della trasmissione ha infatti attirato in una casa stile Grande Fratello dieci fumatori incalliti facendo credere loro che l'occasione sarebbe stato un trampolino per il successo. Era invece tutta una trappola: i partecipanti sono finiti in una villa di Calabasas in California, trasformata in una sorta di clinica- laboratorio dove combattere con la propria dipendenza. I telespettatori americani quindi saranno testimoni del cambiamento o meno dei protagonisti, potranno spiare i “malcapitati” per dieci settimane. L'iniziativa è un riflesso delle campagne lanciate in America per sradicare il fumo mettendo al bando le sigarette dai luoghi pubblici e multando i gestori dei ristoranti se solo possiedono un portacenere. La domanda che si pone è: basterà a queste persone come motivazione la spinta alla vittoria e al successo?  Costringere le persone a non fumare senza una scelta da parte loro porterà ad un risultato a lungo?
[Fonte: www.tgcom.it/televisione/articoli]
 

13. Mobbing casalingo sui bambini
Mangiano troppo. E fumano, ma non per vizio, semplicemente perché sono costretti a vivere accanto a genitori con la sigaretta accesa. L´ultimo Rapporto sull´Infanzia presentato dalla Federazione italiana medici pediatri è sconsolante, almeno in Sicilia dove vanno a rilento le vaccinazioni contro meningite e varicella. Il 65 per cento dei bambini è esposto al fumo passivo, il 26 per cento è vittima della sigaretta della mamma e il 44 per cento dei piccoli,tra uno e due anni, ha almeno un genitore che fuma in casa. Ancora meno esaltanti i numeri sul consumo di merendine, cibi preconfezionati e pasti fuori orario:ci cascano 80 bambini su cento. La combinazione di morbillo e antimorbillo-parotite-rosolia ha una copertura dell´80,5 per cento (la media nazionale è dell´83,9). «Il bambino siciliano - dice Giuseppe Montalbano, segretario della Federazione italiana medici pediatri della Sicilia - con l´aumentare dell´età acquisisce delle cattive abitudini alimentari che unite alla sedentarietà e alla televisione peggiorano la situazione».
[ La Repubblica 12/11/2004 ]
 

14. Johnny Depp, che maleducato!
Johnny Depp, uno degli attori più affascinanti di Hollywood, ha avuto una sonora caduta di stile. L'interprete di "Chocolat", l'incredibile pirata ne "La maledizione della prima luna", a cena in uno dei più trendy ristoranti di Londra, ha snobbato una signora americana che gli chiedeva cortesemente di non fumare nel locale. La star, non solo ha continuato imperterrito a gustare la sua sigaretta alla liquirizia ma, all'obiezione della donna, ha anche sfacciatamente risposto: "Qui non siamo mica a Los Angeles". E' vero che la "tollerante" Europa ancora non è arrivata agli eccessi degli Stati Uniti dove è proibito fumare anche in mezzo alla strada ma, la buona educazione ci insegna che se i nostri "vizi" possono dare fastidio a chi ci sta accanto è meglio, per l'occasione, accantonarli.
Fonte: http://it.movies.yahoo.com/041130/107/3136x.html - GossipNews (Gossip.it), Francesca Domenici, 30 Novembre 2004
 

Auguri 2005 !!!
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