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DIRETTORE COMITATO DI
REDAZIONE COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: T.Busato, M.Giovenchi, C.Marini, T.Trina, C.Vatteroni. |
REDAZIONE via G.Scalia
39, 00136 Roma Collaborazione:
LILT - Globalink Italia Distribuzione: 4.000 copie |
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1 |
- Oniria - di G.Mangiaracina |
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2 |
- Smokebusters - di C.Vatteroni |
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3 |
- Grasso passivo - di T.Trina |
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4 |
- Psicologando - di L.Mangiaracina |
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5 |
- Il diveto e' proibizionismo? Solo per alcuni - di A.Stella |
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6 |
- Dedicata a un medico - di C.Marini |
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7 |
- Liberta' radicali - di M.D'Angeli |
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8 |
- Dateci l'aumento! - di R.Luise |
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9 |
- Dalla non e' un cantante... |
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10 |
- Opportunismo tra virtu' e scienza |
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11 |
- Il Monaldi cura e previene |
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12 |
- Chi inquina di piu'? - di D.Enea |
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13 |
- Chi di boicottaggio ferisce... - di T.Busato |
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14 |
- Alcol e culture - di M.Giovenchi |
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1. EDITORIALE: Oniria
di GIACOMO MANGIARACINA
I
tabagisti sognano di fumare. Anche quando smettono di esserlo. Domenico
continuava a sognare di accendersi l'odiata sigaretta. La portava alla bocca, ne
suggeva il fumo per poi aspirarlo e ficcarselo giu', profondamente,
dentro il delicato labirinto dei suoi polmoni anneriti come canne
fumarie. E cominciava, in sogno, ad inveire contro se stesso dandosi
dell'imbecille. Aveva infatti smesso con una terapia di gruppo alla Lega contro
i Tumori qualche anno prima. I tabagisti sognano. Sognano le minacce di un padre
fumatore che non vuole che il figlio fumi, o la sberla di quello che che lo
scopri', adolescente, di nascosto. Sognano la persecuzione, il dito puntato
addosso, il rimprovero, l'emarginazione, la "ghettizzazione", la solitudine.
Fanno incubi da cui vorrebbero uscire ma non possono. Scommettono certe volte,
ma perdono; sperano nella liberta', ma si ritrovano prigionieri della
nicotina; pensano di smettere ma non ci riescono. Aprono gli occhi ad un nuovo
mattino, ed ecco, il primo gesto scatta contro ogni logica, il "click"
dell'accendino, una fiammella esasperatamente amica, e poi il sapore acre di una
nube tossica e grigia che invade la bocca e la gola. Perche',
porcomondo? Provano sensi di colpa. Verso i figli, il coniuge, gli
amici e i colleghi che non fumano, al ristorante, al bar, ogni volta che
qualcuno li osserva mentre consumano i rituali ossessivi. Allora cercano una via di fuga. Reagiscono agli occhi di chi osserva,
alle parole di chi chiede il rispetto delle norme, ai gesti
intolleranti di chi non vuole respirare fumo esalato da bronchi altrui.
Possono sembrare colpi che lasciano ferite. Eccome reagiscono. Cercano
e affermano identita' che ritengono violate. Non si ritrovano in un mondo che si
avvia ad essere diverso e che li guarda con occhi nuovi. Dopotutto loro
sono quelli che sono sempre stati: fumatori. Sono cambiati gli
altri invece. Reagire percio' ha un senso, verso chi detta regole
nuove, verso chi cambia, verso chi
"tradisce" (non c'e' persona peggiore degli ex-fumatori), sia
esso coniuge o collega di lavoro. Un malessere pervade l'animo di chi non cambia
o non riesce a cambiare. E allora sognano giustizie profane e si appellano a
diritti presunti. Criticano, disapprovano, si ribellano, condannano,
combattono battaglie anomale, feriscono a loro volta. I tabagisti lo sanno,
ma preferiscono che la realta' conservi la sua propria dimensione
onirica. Un paradiso perduto puo' essere riconquistato, ma solo nel
sogno, dove il paradiso dei fumatori esiste davvero, dove al candore delle
tuniche dei beati si unisce armoniosamente il lezzo di un maledetto
toscano. Li' si troveranno un giorno Prodi, Buttiglione,
Storace, Lucio Dalla e la sessuologa Chiara
Simonelli. Mangeranno ogni bendidio (e' il caso di dirlo),
fumando. Tanto, in quel luogo, gli aeratori non
servono.