Tabagismo & pfc

Anno VII - n° 63 - Gennaio 2005

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina

COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.

COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: T.Busato, M.Giovenchi, C.Marini, T.Trina, C.Vatteroni.

REDAZIONE
Gea Progetto Salute - onlus

via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it

Collaborazione: LILT Globalink Italia

Distribuzione: 4.000 copie


 

1

- Oniria - di G.Mangiaracina

 

 

2

- Smokebusters - di C.Vatteroni

 

 

3

- Grasso passivo - di T.Trina

 

 

4

Psicologando - di L.Mangiaracina

 

 

5

- Il diveto e' proibizionismo? Solo per alcuni - di A.Stella

 

 

6

- Dedicata a un medico - di C.Marini

 

 

7

- Liberta' radicali - di M.D'Angeli

 

 

8

- Dateci l'aumento! - di R.Luise

 

 

9

Dalla non e' un cantante...

 

 

10

- Opportunismo tra virtu' e scienza 

 

 

11

- Il Monaldi cura e previene

 

 

12

- Chi inquina di piu'? - di D.Enea

 

 

13

- Chi di boicottaggio ferisce... - di T.Busato

 

 

14

Alcol e culture - di M.Giovenchi

 


1. EDITORIALE: Oniria

di GIACOMO MANGIARACINA

I tabagisti sognano di fumare. Anche quando smettono di esserlo. Domenico continuava a sognare di accendersi l'odiata sigaretta. La portava alla bocca, ne suggeva il fumo per poi aspirarlo e ficcarselo giu', profondamente, dentro il delicato labirinto dei suoi polmoni anneriti come canne fumarie. E cominciava, in sogno, ad inveire contro se stesso dandosi dell'imbecille. Aveva infatti smesso con una terapia di gruppo alla Lega contro i Tumori qualche anno prima. I tabagisti sognano. Sognano le minacce di un padre fumatore che non vuole che il figlio fumi, o la sberla di quello che che lo scopri', adolescente, di nascosto. Sognano la persecuzione, il dito puntato addosso, il rimprovero, l'emarginazione, la "ghettizzazione", la solitudine. Fanno incubi da cui vorrebbero uscire ma non possono. Scommettono certe volte, ma perdono; sperano nella liberta', ma si ritrovano prigionieri della nicotina; pensano di smettere ma non ci riescono. Aprono gli occhi ad un nuovo mattino, ed ecco, il primo gesto scatta contro ogni logica, il "click" dell'accendino, una fiammella esasperatamente amica, e poi il sapore acre di una nube tossica e grigia che invade la bocca e la gola. Perche', porcomondo? Provano sensi di colpa. Verso i figli, il coniuge, gli amici e i colleghi che non fumano, al ristorante, al bar, ogni volta che qualcuno li osserva mentre consumano i rituali ossessivi. Allora cercano una via di fuga. Reagiscono agli occhi di chi osserva, alle parole di chi chiede il rispetto delle norme, ai gesti intolleranti di chi non vuole respirare fumo esalato da bronchi altrui. Possono sembrare colpi che lasciano ferite. Eccome reagiscono. Cercano e affermano identita' che ritengono violate. Non si ritrovano in un mondo che si avvia ad essere diverso e che li guarda con occhi nuovi. Dopotutto loro sono quelli che sono sempre stati: fumatori. Sono cambiati gli altri invece. Reagire percio' ha un senso, verso chi detta regole nuove, verso chi cambia, verso chi "tradisce" (non c'e' persona peggiore degli ex-fumatori), sia esso coniuge o collega di lavoro. Un malessere pervade l'animo di chi non cambia o non riesce a cambiare. E allora sognano giustizie profane e si appellano a diritti presunti. Criticano, disapprovano, si ribellano, condannano, combattono battaglie anomale, feriscono a loro volta. I tabagisti lo sanno, ma preferiscono che la realta' conservi la sua propria dimensione onirica. Un paradiso perduto puo' essere riconquistato, ma solo nel sogno, dove il paradiso dei fumatori esiste davvero, dove al candore delle tuniche dei beati si unisce armoniosamente il lezzo di un maledetto toscano. Li' si troveranno un giorno Prodi, Buttiglione, Storace, Lucio Dalla e la sessuologa Chiara Simonelli. Mangeranno ogni bendidio (e' il caso di dirlo), fumando. Tanto, in quel luogo, gli aeratori non servono.
 

2. Smokebusters
di CRISTINA VATTERONI
Si vuol fare bagarre sul divieto di fumo nei locali pubblici. La stampa ha dato ampio risalto alla cosiddetta "protesta dei fumatori". Falso. I fumatori italiani non protestano cosi' tanto. Da un sondaggio emerge che circa l'80% degli italiani sono d'accordo con la legge antifumo. E allora chi sono questi sul piede di guerra? I "fumatori cortesi e non-fumatori tolleranti". Chi sono? Provate a indovinare. Ecco si, bravi. Ritengono il diveto invivibile e talebano, e invocano il diritto al fumo. Hanno organizzato un provocatorio "smoking party" in un locale milanese la notte del 9 con spettacolo e ospiti d'onore. Hanno anche avvisato la stampa nazionale che si sarebbero fatti sorprendere con la sigaretta in mano da un gruppo di finti poliziotti. E' stata un po' una delusione per noi, perche' avremmo preferito che i poliziotti fossero stati veri. Avrebbero dimostrato un VERO coraggio. Giuliano Bianucci, il grande capo, grida al proibizionismo e dice che nell'ultimo mese ha avuto 4.000 nuove adesioni. Molto bravi, non c'e' che dire. Nel loro comitato d'onore vi sono Loris Capirossi, Dino Zoff, Vecchioni, Venditti, Francesco Storace, il ministro Martino. Bene a sapersi. Gli italiani devono sapere chi ci tiene alla loro salute e chi no. Il popolo della nicotina minaccia di astenersi dal frequentare bar e ristoranti. Rassicuriamo i ristoratori: non perderanno nulla, anzi ci guadagneranno. Per ogni fumatore che disertera' il locale avranno almeno tre posssibili nuovi clienti. Perche' i non fumatori sono il 75% della popolazione. Ma c'e' di piu'. Tra gli ululati della federazione dei pubblici esercenti (FIPE) e le strategie pilotate dalle holding del tabacco si leva la voce dei consumatori e del movimento non fumatori, che con il Codacons, la Lega contro i Tumori, la Sitab, Gea e le associazioni dei non fumatori "Aria Pulita" e Aliberf, hanno organizzato a Roma e a Bologna il VERO no-smoking party, con tanto di testimonial, miss universo Silvia Ceccon, che fa da madrina alla contro-protesta, presente alla manifestazione romana con il vignettista Roberto Mangosi, autore del logo "Smokebusters" che compare per la prima volta in questa News. L'annuncio degli "Smokebusters", i cacciatori di fumo, e' una delle piccanti sorprese della serata. Perche' tutti stiano in campana e rispettino le norme. Non dovranno essere i gestori a fare gli sceriffi. Ci penseranno i clienti stessi. "Se qualcuno fuma nel locale dove siete andati a gustare un buon piatto, - suggerisce Vincenzo Zaga', pneumologo del S.Orsola di Bologna e vicepresidente della Societa' di Tabaccologia - alzatevi e provate ad andare via senza pagare. Il gestore potrebbe chiamare i carabinieri. E a questo punto dovra' scegliere se far punire il cliente che non paga o denunciare il cliente che fuma".
 

3. Grasso passivo
di TATIANA TRINA
Marino Sinibaldi, il gradevolissimo conduttore di Fahreneit sulla terza rete di RadioRai, e' scivolato sulla buccia del Fumo. Come tutti, ha dedicato ampio spazio, nella puntata del 22 dicembre, alla legge 3/2003. Ospiti, Mangiaracina, il critico Claudio G.Fava, e l'onnipresente Bianucci dei "fumatori cortesi". Vietati gli interventi in diretta (chissa' perche'?), permesse solo le email. Il dibattito incede tra le invettive scontate di Bianucci e le osservazioni tecniche di Mangiaracina, con un Sinibaldi che appare subito di parte. Contro la legge. Chi si sarebbe aspettato che affermasse "fare una legge che obbliga a non fumare non e' una ingerenza nella vita privata dei cittadini che si vedono fortemente limitati nella loro liberta'? E' etico?". Anche la cultura ha le sue ignoranze. Il dibattito viene salvato dalla straordinaria ironia di G.Fava che dichiara di avere smesso di fumare e che osserva quanto i fumatori oggi gli appaiano persone che puzzano in modo indegno. Presume che anche lui, anni addietro, sia apparirso tale a chi non fumava. Massimo D'Angeli, presidente di Aria Pulita, associazione Nonfumatori, ha inviato due messaggi. Ne leggono frettolosamente uno sintetizzandolo: "...il grasso nelle vene danneggia solo chi ce l'ha; non esiste il "grasso passivo", mentre la legge che entra in vigore il 10 gennaio ha per titolo "Tutela della salute dei non fumatori". Citano subito la risposta di un certo Claudio: "Mica è vero,... se a causa del grasso nelle vene si dovesse avere una visione imperfetta o si sente male e investe qualcun'altro, anche in questo caso possiamo dire che si tratta di grasso passivo". Dunque sarebbe lecito una legge che vieti di mangiare grasso? La conclusione sottintesa di Fahreneit potrebbe essere: poiché siamo anche vittime del grasso passivo, non prendiamocela tanto con i fumatori: il fumo o non esiste o se esiste ci sono anche ALTRI problemi. Come osserva D'Angeli, il "benaltrismo" esiste ed e' noto ("c'è ben altro da affrontare"). Saremmo tutti vittime del grasso passivo? Grazie a Fahreneit ne siamo informati. Se un ciccione non ci ha ancora investiti siamo VERAMENTE sicuri che non ci investirà? Siamo sicuri che il camionista non sia obeso e per questo guidi male? Siamo al sicuro dai ciccioni? E perche' non menzionare il piercing passivo, magari un guidatore col piercing ha un doloretto, si tocca l'orecchio, sbanda e ci investe: siamo sicuri? E uno del milioni di diabetici italiani potrebbe avere una crisi ipoglicemica alla guida proprio mentre stiamo attraversando noi: siamo al sicuro dal diabete passivo? Com'e' facile cadere nel tranello passivo!
 

4. Psicologando: Quanto siamo capaci di relazione?
di LIDIA MANGIARACINA
La dipendenza tabagica non va vista soltanto come legame chimico tra nicotina e recettori cerebrali o come risposta a disagi interiori. Un ruolo determinante spetta al un profondo desiderio comunicativo / relazionale degli umani, che e' legato legato alla propria stima e all’identita' individuale e di gruppo. Gli "altri" rappresentano l'ago della bilancia del Se' sin dalla nascita. Le relazioni primarie, quelle che stabiliamo con i genitori o chi per loro, costituiscono il trampolino di lancio per una vita relazionale continua. Se assente o problematica, diventa patologica provocando sofferenza a se' stessi e di chi ci sta accanto. Talvolta la sigaretta diventa luogo di rifugio o di fuga da rapporti comunicativi spiacevoli, altre volte li provoca. Il fumo in famiglia ha in se' un insieme di significati relazionali. Genitori e figli fumatori si scambiano messaggi in codice, talvolta espliciti e tali da determinare veri e propri conflitti. In Italia, vi sono casi in cui gli stessi psicoterapeuti familiari trascurano questo aspetto comunicativo forte, ovviamente, perche' fumatori o vivono in famiglie in cui fumare e' “normale”. Dal mondo scientifico giungono conferme secondo cui esisterebbe un forte interscambio all’interno del binomio biologia / relazioni e che proprio in quei contesti sistemico-relazionali in cui l’aspetto fisiologico della patologia viene inteso come connesso a quello familiare / comunicativo, la problematica tabagica va presa in considerazione. Ha un ruolo importante. L’elemento biologico umano, fatto di input sensoriali, percettivi, a cui segue una risposta, interagisce con l’esterno, avrebbe implicazioni dirette, quindi, anche nel comportamento in famiglia e con gli altri, da cui, a sua volta, si viene influenzati. Smettere di fumare rappresenta un momento di sviluppo, di crescita, verso una maturità relazionale. Occorre essere capaci di interagire senza rimetterci, perché questo è il punto: esistono relazioni distruttive, dove uno esiste praticamente nell’oppressione / soppressione dell’altro e in cui l’altro trova, in esso,  il proprio senso esistenziale in un sottile piacere masochistico inconscio. Nell’attivazione di un processo di liberazione personale per il rispetto della propria dignita' personale, l’abbandono della dipendenza tabagica può costituire un importante passo per una vita vissuta da protagonisti.
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Malagoli T., Famiglia tra normalità e patologia, Bulzoni, Roma, 1983
Onnis L., Famiglia e malattia psicosomatica, Carocci, Roma, 1988
Fruggeri, L., Famiglie: Dinamiche interpersonali e processi psico-sociali, Roma, La Nuova ItaliaScientifica, 1997.

 

5. Il divieto e' proibizionismo? Solo per alcuni
di ASTRID STELLA
Dal 17 Dicembre, una intera nazione ha il divieto assoluto non solo di fumare ma pure di vendere tabacco entro i suoi confini. E' il Buthan, la terra del "dragone tuonante", per i forti venti che stridono tra le grandi vette a quota 7000. Poco meno di un milione di abitanti, un sessantesimo di Italia. La legge era stata approvata a Luglio dall'Assemblea nazionale, e sono stati concessi sei mesi per consentire ad alberghi, ristoranti e negozi della capitale Thimpu, di adeguarsi, e ai tabaccai di vendere le scorte residue. Per i trasgressori è prevista una multa di 225 dollari, tre mesi di stipendio medio. Dagli anni '80, il dipartimento di salute pubblica, con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva lanciato una campagna di informazione sui danni provocati dal Fumo. Negli anni '90, il governo ha rafforzato un piano di miglioramento della salute nazionale, promuovendo campagne contro Alcol e Fumo. Il ministero della salute si e' impegnato inoltre a sviluppare servizi di assitenza ai fumatori che vogliono curare la propria dipendenza. Un sondaggio dimostra che oltre la meta' dei votanti e' favorevole al divieto. Qualcuno avrebbe dichiarato che "e' stata la scelta migliore che il governo potesse fare", ma altri si chiedono come procurarsi le sigarette oltre confine. La vendita e il consumo di tabacco nel Buthan sono regolati per laprima volta nel 1729. Si tratta di tabacco coltivato in India, dove per legge se ne vieta la pubblicita'. E sono i produttori indiani infatti ad avversare la scelta del governo. Il direttore della Golden Tabacco Company ha dichiarato: "Non è giusto impedire di esercitare il diritto a fumare, sia per ragioni di salute o altro". Questa notizia si presta al confornto con quello che accade qui, in Italia, ora. Una storia che inizia nel 1975, subito dopo la mia laurea in Medicina, con la Legge 584, che vietava di fumare in cinema, sale da ballo, mezzi di trasporto, scuole e ospedali. Una vicenda di ordinaria malasocieta' per questi motivi: 1) nelle scuole e negli ospedali si e' continuato a fumare per trent'anni; 2) le sale da ballo hanno avuto una deroga, con installazione di aeratori mai verificati, perche' si e' ritenuto inconcepibile ballare senza fumare; 3) i fumatori, che rappresentano una esigua minoranza della popolazione italiana (24-25%), hanno imposto il loro comportamento, la loro abitudine e la loro dipendenza al 75% degli aventi Diritto all'aria sana. Anni dopo, i ministri Veronesi e Sirchia, di opposti schieramenti politici, si sono trovati in buon accordo nell'adottare misure di controllo piu' efficaci. Questa comunione di intenti, al di la' delle bandiere e dei colori, basta a capire quanto sia devastante il problema.
 

6. Dedicata a un medico
di CINZIA MARINI
Come posso convincere te che sei medico a sostenere AP? I medici danno in professione e ricevono in materia, sono subissati di richieste di vario genere, e sono occupatissimi da non trovare tempo per guardarsi intorno. Ma ti chiedo proprio questo: fermati un attimo e osservaci. Voglio provare a spiegare l’importanza della nostra collaborazione. Puoi averci come buoni alleati nella promozione della salute. Siamo un’associazione unica nel suo genere: tuteliamo i diritti dei Nonfumatori (unica parola, N maiuscola). Ci siamo assunti un impegno oneroso, visto l’altissimo numero di violazioni delle norme che regolano il divieto di fumare nel nostro Paese. Dell’attività di Aria Pulita si è parlato spesso in queste News e la testimonianza che il nostro lavoro è tenuto in grande considerazione e apprezzato, è rappresentata dalle tante lettere che ogni giorno riceviamo con richieste di aiuto ma anche proposte e suggerimenti per altre azioni da intraprendere. Per operare al meglio e far fronte alle nuove esigenze è fondamentale che la nostra associazione raccolga nuove numerose adesioni. Sai bene che il denaro è il motore del mondo senza il quale non si può fare nulla. E purtroppo il privato sociale in Italia langue senza appoggi in alto loco. Noi non ne abbiamo. Ti chiediamo pertanto di offrirci il tuo personale prezioso contributo divenendo socio di Aria Pulita. La quota associativa è di sole 18 euro. E ti aspettiamo pure nel forum: non-fumatori-subscribe@yahoogroups.com, dove ci sono tuoi colleghi interessati al problema. Io non sono medico, e proprio per questo ho bisogno del tuo aiuto. Scrivimi: cinziamarini @ nonfumatori.it.
 

7. Liberta' radicali
di MASSIMO D'ANGELI *
Questo motto si attribuisce a Voltaire: "Non sono d'accordo con te ma darei la vita affinchè tu possa dire la tua". Non si puo' dire che i radicali non ne abbiano fatto una regola ferrea, trasmettendo i congressi di tutti i partiti, in noiosa versione radiofonica integrale. Non c'e' convegno dove non diano spazio a chiunque per porre domande ai parlamentari, senza alcun tipo di taglio; dalle piazze grandi, ai gazebo sotto la pioggia, danno voce a tutti,  diseredati e ricchi, no-global e pro-global, commercianti etici e capitalisti. Il Radical Party sembra essere l'unico ad interessarsi persino dei detenuti, con un programma apposito "Radio Carcere". Da Bush alla Cambogia c'e' posto per tutti, tranne a chi vuol ridurre i danni del Fumo. Non solo non danno loro spazio (nonostante siano tabagisti Pannella, Bonino, Bernardini, De Lucia e altri), ma si schierano apertamente contro, e addirittura contro chi non vuole il fumo altrui nei propri polmoni.  Alla faccia della liberta' ! Liberta' di affumicare. I risultati si vedono. Pannella in TV, le censure plateali (sul sito dei Radicali Italiani ci sono 2 (due) documenti alla parola "tabagismo"; ad un intervento di chi scrive e' stato risposto "si, ma ci sono i fumatori..."), fino alle sciocchezze udite in queste ultime settimane da cronisti sedicenti "antiproibizionisti" sul fumare. Un salto mortale di parole in quanto fumare non e' proibito più di quanto lo sia sputare in aria o suonare a 120 Decibel. La loro credibilita' va in deficit a causa di un populismo che crea accoliti tra gli ignoranti, e gli uomini di scienza non sono esclusi. Eppure "Aria Pulita" li ha puntualmente informati. Nonostante si fregino dell'idea di "riduzione del danno" riguardo alle "droghe" - e nessuno e' mai riuscito a smentirli - nello stesso tempo incentivano l'aumento del danno da fumo, attivo e passivo. Per loro, se un maleducato va a fumare fuori - continuando quindi a fumare - è "proibizionismo". Sono gli unici sul pianeta Terra che citano Giannino (1) e Facci (2) senza farsi una risata, credendo che non sia uno scherzo (3). Hanno fatto un referendum per cercare una cura - che ora non esiste - con le cellule staminali embrionali, senza accorgersi che la cura del Tabagismo esiste già, ed è non fumare. Ma i radicali sono contro questa cura, contro i fumatori e contro i non-fumatori. Mai li abbiamo visti così in basso. In attesa di un pronunciamento ufficiale che non sia la solita negazione delle evidenze, la proverbiale auto usata non la compreremo certo da loro.
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(*) Massimo D'Angeli e' dottore in Psicologia, presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori".
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(1) Oscar Giannino, Vicedirettore de "Il Riformista" autore di un delirio pro-tabagismo: "Come e perche' il proibizionismo sia insensato e discriminatorio" su "Il Riformista" 11/12/04.
(2) Autore di un delirio pro-tabagismo su "Il Giornale" 20/12/04, a cui il direttori Feltri ha dato l'onore della prima pagina, con citazioni in tono biblico: passa senza alcun nesso dalla critica alle imminenti norme antifumo passivo ad affermazioni sul fumo attivo. Tra i due opinionisti uno "pro" e Facci "contro" RadioRadicale ha letto solo l'autore "contro".
(3)  Radio Radicale ha trasmesso almeno due volte, il 13/12 alle 13.10 e il 20/12 alle 13.07; i passaggi sono ascoltabili da  www.radioradicale.it/index.shtml.
 

8. Dateci l'aumento!
di RAFFAELE LUISE *
E l'Antitrust disse di no al prezzo minimo delle sigarette previsto dalla Finanziaria. Dissento. In sede di analisi economica risulta evidente che è possibile, anzi auspicabile che uno Stato liberale con correttivi di “welfare” accetti qualche piccolo effetto di distorsione della concorrenza per realizzare una precisa finalità sociale (es.: prezzi massimi di farmaci, tariffe di trasporti pubblici, forniture di gas elettricità, acqua; tasse su alcool, tabacco; divieto di commercializzazione di droghe; ecc) con le garanzie di controlli esercitati da Autorità indipendenti. Peraltro il prezzo minimo da solo non basta, dovendosi verificare almeno un'altra condizione perché si possa parlare di un impatto vero sulla quantità di sigarette acquistate a seguito dell’introduzione del prezzo minimo. Si tratta dell'aumento delle tasse sulla vendita di tabacco. Infatti il prezzo minimo potrebbe per assurdo favorire una o più compagnie produttrici (specialmente quelle che producono normalmente a costi ridotti). Ciò non avverrebbe se le tasse sul consumo di tabacco continuassero a salire: è stato effettivamente dimostrato in una “Compilation” di 303 rigorosi scritti provenienti da tutto il mondo e selezionati dalla Canadian Cancer Society che l’aumento dei prezzi delle sigarette incide sul consumo di tabacco. Non c’è dubbio che “tobacco taxes go higher, smoking goes down” come dicono i colleghi canadesi. Ma il sistema migliore per avere un impatto efficace sul numero dei fumatori è di alzare a ripetizione nel corso dell’anno le tasse sul tabacco. Questi aumenti addirittura in alcuni Paesi (da ultimo Israele lo scorso 12 dicembre) vengono applicati “a sorpresa” con il sistema della “Night Tax”, che genera un considerevole impatto sulla voglia di iniziare la giornata con un nuovo pacchetto di sigarette!
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* Raffaele Luise e' avvocato, responsabile dell'ufficio legale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (luise@lilt.it).
 

9. Dalla non e' un cantante...
Lucio Dalla, dalle pagine del Corriere della Sera, ha detto agli italiani: «Sono stato dodici anni senza fumare. Smisi quasi vent'anni fa, quando a Bologna organizzarono un referendum cittadino per vietare il fumo nel Palazzo dello Sport, un'iniziativa della squadra di pallacanestro "Virtus". Votai per l'abrogazione del fumo. Gli atleti avevano ragione, in quel caso: perché fumare in un Palazzo dello Sport? Poi ho ripreso sei anni fa. Fumare è cretino? Certo, lo ammetto, è sostanzialmente cretino». 
 

10. Oppportunismo tra virtu' e scienza
IL DIRETTORE RISPONDE AL PROF. POLOSA
il prof. Polosa, dell'universita' di Catania, ha scritto al nostro direttore contestandone l'editoriale di ottobre 2004, "Diritti e Rovesci", in cui si segnalava il finanziamento della ricerca scientifica da parte della Philip Morris. Si tratta di una lunga lettera, che non puo' essere pubblicata in queste news, ma lo abbiamo fatto inserendola in una pagina web, con l'annessa risposta del prof. Mangiaracina: www.gea2000.org/polosa.htm.
 

11. Il Monaldi cura e previene
Alcuni medici del Monaldi di Napoli con la direzione generale e sanitaria, organizzarono nel 2002 un servizio per la cura del Tabagismo. Responsabili, il dott. Brancaccio, dirigente medico della Pneumologia Oncologica e la dott.ssa Giovanna Sommella sociologa, coordinatrice dei Centri antifumo di Napoli per convenzione tra il Comune di Napoli e  gli ospedali, affidate per la fase operativa al Consorzio Equilibria. Otto gli attuali operatori socio-sanitari assegnati al Centro, dopo un training di formazione. Da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 17 i fumatori possono afferire al servizio con prenotazione del CUP (centro unico di prenotazione). La segreteria telefonica (081-7064211), e' attiva 24 ore su 24, o si puo' telefonare direttamente: 081-7062481. Il protocollo diagnostico terapeutico prevede: compilazione della cartella anamnestica, somministrazione del test motivazionale, test per la dipendenza nicotinica, determinazione del monossido di carbonio sull’aria respirata e la spirometria. La terapia si avvale di presidi farmacologici (NTR e Bupropione), supporto educazionale, supporto  psicologico e terapie complementari. Ogni paziente viene seguito per un anno dal suo primo accesso per la valutazione dei risultati a un anno di distanza. Il percorso diagnostico prevede con un unico ticket tre accessi ambulatoriali. I pazienti sono contattati telefonicamente ogni mese per il follow-up. Nel 2003 sono stati trattati 160 pazienti, mentre da gennaio a giugno 2004 sono stati 350, a testimoniare l’incremento di attività. La percentuale di successo è significativa. circa il 40% dei soggetti  trattati. Sembra che almeno un fumatore su due desidera smettere, e in Campania fumerebbe il 40% della popolazione. L'attività contribuisce cosi' a realizzare gli obiettivi della prevenzione primaria e secondaria, in linea con il Piano Sanitario Regionale 2002/2004 che prevede al capitolo 4° la promozione degli interventi di terapia del Tabagismo.
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Fonte: dott Luigi Brancaccio, pneumologo cardiologo, dirigente medico I Livello 2 UOC di Pneumologia Oncologica, A.O. Monaldi, via L. Bianchi Camaldoli, 80131 Napoli. Tel. 081-7065204. Email:  luigi.brancaccio @ ospedalemonaldi.it


12. Chi inquina di piu'?
di DOMENICO ENEA *
Ho avuto modo di ascoltare l'intervista di un collega dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, in cui si mostrava sorpreso e  dispiaciuto per le mancate misure di limitazione del traffico automobilistico a Milano per il 24 dicembre, per abbassare il livello delle polveri sottili. Attualmente i livelli tollerati sono per una concentrazione di 55 microgrammi per metro cubo, e saranno di 50 microgrammi dal primo gennaio. E' ormai una conoscenza consolidata quella che il fumo di sigaretta, anche in modica quantità, nei locali chiusi, produca molto, ma molto più PM-10 rispetto all'inquinamento da traffico. E infatti i morti da inquinamento atmosferico (dato da voi citato) risultano circa 2.000 l'anno nelle prime 15 città italiane, mentre quelli da fumo di tabacco sono, solo per l'Italia, 90.000. Bene, anzi male: non solo si è spostata, dal 29 dicembre 2004 al 10 gennaio 2005, la data di entrata in vigore dell'art. 51 della Legge 3/2003, sul divieto di fumare nei locali pubblici, per la quale i gestori hanno gia' avuto ben DUE anni per potere apportare le modifiche tecnico-logistiche ai loro locali, qualora volessero riservare ambienti (separati) per fumatori, ma si è tentato di far passare persino una proroga di altri 6 mesi, tentativo fortunatamente abortito per l'azione compatta dell'opposizione (NDR: sul sito GEA l'elenco completo dei parlamentari votanti e astenuti). Malgrado il presidente della Commissione Sanita' del Senato, On. Tomassini (purtroppo anche lui mio collega), interrogato in proposito, avesse giurato e spergiurato che non ci sarebbe stata alcuna intenzione del genere. Che vergogna. Almeno su questo possiamo essere d'accordo... o no?
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* Domenico Enea e' medico, docente universitario, responsabile del centro antifumo del Policlinico Umberto I di Roma.
 

13. Chi di boicottaggio ferisce...
di TIZIANO BUSATO (tiziano.busato @ libero.it)
Spett.le FIPE, chi vi scrive è un vostro cliente che permette ai vostri associati di lavorare con i pasti e le consumazioni che consuma nei loro locali e non ha altro interesse che quello di veder tutelato il proprio diritto a non farsi inquinare ed avvelenare da parte di fumatori maleducati. Noto con disappunto e stupore che perseguite nella vostra miope campagna tesa a non voler applicare la nuova legge antifumo ad ormai pochissimi giorni dall'entrata in vigore dopo aver avuto a disposizione un tempo lunghissimo per predisporre le misure adeguate ed informare la clientela. Mi sembra evidente a questo punto che la vostra campagna appare strumentale a tutelare meri interessi particolari, oltretutto non tenendo in conto quelli che sono gli orientamenti prevalenti in modo nettamente maggioritario nei movimenti d'opinione a tutti i livelli. Una campagna miope appunto che state tentando di cavalcare in modo maldestro ed intempestivo. Non preoccupatevi, comunque che il sottoscritto, come innumerevoli clienti-cittadini decisi a non sorbirsi più il fumo di persone maleducate, non esiteranno un momento a chiamare loro stessi chi di dovere in presenza di situazioni d'illegalità qualora non provveda il gestore come prevede la nuova legge. Inoltre ricordatevi che chi di boicottaggio ferisce, di boicottaggio perisce, nel senso che i locali che "sgarrano" saranno prontamente segnalati alle varie associazioni che tutelano i diritti dei non fumatori, alle quali quali la presente comunicazione è trasmessa in copia. Riflettete bene prima di lanciarvi in una campagna che va contro i veri interessi della maggioranza dei clienti dei vostri associati e quindi contro i loro stessi interessi.
 

14. Alcol e culture
di MANUELA GIOVENCHI
Il Centro incontri della Regione Piemonte ha aperto le iscrizioni per il seminario di studio "Nord-Sud Europa e Alcol, questioni globali & culture locali", che si tiene il 31 gennaio 2005 in corso Stati Uniti, 23 a Torino, col patrocino dell'associazione Aliseo. Informazioni e costi sul sito della Societa' Italiana di Alcologia: www.dfc.unifi.it/sia, oppure rivolgersi alla segreteria organizzativa: siapiemonte @ libero.it oppure Telefono: 0118150259 Fax: 0118170765. Al termine del seminario viene rilasciato un attestato di partecipazione e un numero di crediti ECM non ancora comunicato dal Ministero della Salute. Nel caso in cui il ministero non comunicasse per tempo il numero di crediti da attribuire, l'organizzazione provvederà ad inviare l'attestato ECM a ciascun partecipante all'indirizzo specificato nella scheda di iscrizione.
 

Auguri 2005 !!!
Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html

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