Proteggere i cittadini dai pericoli del fumo passivo utilizzando come
armi la legge, la razionalità e la capacità di persuasione. Questa è la mission
del perfetto "Smokebuster" (www.smokebusters.it). La prima giornata nazionale di
formazione per "acchiappa-fumatori", che si è svolta presso la Facoltà Valdese,
nei pressi di Piazza Cola di Rienzo e organizzata dal Codacons, non è stato solo
l'occasione per fare un bilancio a pochi giorni dall'entrata in vigore della
legge a favore della salute dei non fumatori, ma si è rivelato prezioso e di
grande interesse per la quantità di informazioni scientifiche fornite da
Mangiaracina e Ramadori: "E' nostro compito demolire l'alone di leggenda che
negli anni ha ammantato la sigaretta attraverso un percorso analitico e critico.
Bisogna far capire che il mito del pacchetto di sigarette è illusorio, l'unica
cosa davvero reale è il messaggio che ci ricorda i danni". Compito
difficile quello degli Smokebusters: "Quando effettuiamo i blitz -
spiega Federica Barbagallo, prima smokebuster italiana, famosa per l'incursione
a Palazzo Chigi - le reazioni da parte dei fumatori sono rabbiose.
Siamo stati anche denunciati, ma questo non ci fermerà. L'importante è
perseverare nelle nostre azioni, mantenendo alta l'attenzione dei mass
media". Marco Ramadori, presidente del Codacons, è soddisfatto, ma sogna di
eliminare dai locali pubblici anche quegli spazi appositamente creati per chi
alla sigaretta proprio non vuole rinunciare: "Perché nei
ristoranti - domanda ai presenti - i camerieri sono costretti
a lavorare in sale piene di fumo? Accendersi una sigaretta è un libero
comportamento che smette di essere tale se si scontra con il diritto alla salute
di chi subisce il fumo passivo. Perfino l'interesse economico dello Stato è un
argomento che non regge: centinaia di migliaia di persone si ammalano ogni anno
e i costi che la sanità affronta per curarle sono nettamente più alti dei
guadagni che derivano dalla vendita di sigarette". A perorare la causa
degli Smokebusters è intervenuta anche Silvia Ceccon, Miss Universo e
testimonial d'eccezione della SITAB: "Se negli anni passati -
ha detto la Ceccon - la sigaretta era vista come un elemento che donava
fascino, oggi finalmente abbiamo gli occhi aperti e possiamo capire il male che
fa. La battaglia deve essere vinta nella testa della gente". (http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4161245.stm)
[Fonte: RomaOne - Roma, 29 gennaio
2005; - BBC World News]
6. La Convenzione ci
attende
di MARIADELAIDE FRANCHI
Il 21 maggio 2003 l’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha compiuto un passo storico: i 192 Stati Membri hanno
adottato all’unanimità la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (in
inglese: FCTC - Framework Convention on Tobacco Control) che definisce una
strategia globale per ridurre nel mondo le morti e le malattie correlate al
fumo. Un trattato internazionale con valore vincolante su una questione di
sanità pubblica così importante rappresenta una grande novità. La Convenzione
fissa un quadro di misure per la lotta contro il tabagismo applicabile a livello
regionale, nazionale e internazionale. L’accordo include norme internazionali
concernenti la tassazione sul tabacco, la regolamentazione nella produzione, la
lotta al contrabbando, oltre ché indicazioni sulla pianificazione di campagne di
informazione e di prevenzione contro il fumo. Un aspetto chiave dell'accordo, ed
obiettivo principale, consiste nella totale messa al bando della pubblicità del
tabacco. Il tabacco rappresenta la prima causa di morte evitabile al mondo.
E' un prodotto che uccide la meta' dei suoi acquirenti. La
Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco permettera' di migliorare
notevolmente lo stato di salute della popolazione mondiale considerando gli
enormi danni causati dal tabacco. Attualmente i paesi membri dell’OMS che hanno
firmato il documento sono 170 (su 192). Nel complesso, i 170 paesi firmatari
rappresentano il 91,4% della popolazione mondiale. Al 31 gennaio 2005, 55 paesi
hanno gia' ratificato la Convenzione, anche se secondo fonti ufficiali in molti
altri procedure di ratificazione sono in corso o in direttiva d’arrivo. In
Europa, 16 dei 54 paesi aderenti all’OMS hanno ratificato la Convenzione:
Armenia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Islanda, Liyuania,
malta, Norvegia, San Marino, Slovacchia, Spagna, Turchia e Regno Unito.
L’Italia, che aveva sottoscritto la Convenzione il 16 giugno 2003, non
l’ha ancora ratificata. Il Ministero della Salute ci ha
informato che tutte le relazioni tecniche necessarie per ratificare la
Convenzione sono state preparate e trasmesse al Ministero degli Esteri,
che è competente del successivo iter procedurale. L'Associazione
nazionale dei malati di Asma sollecita un decisione rapida affinché il
nostro Paese possa dotarsi quanto prima delle misure necessarie all’applicazione
della Convenzione e possa contribuire a svolgere un ruolo importante a difesa
della salute dei cittadini del mondo.
7. L'aforisma di Wilde e'
realta'
E' nato l'indicatore di idiozia. L'idea e'
di Mike Sawyer, autore del sito
MoronIndicator.com. Lo abbiamo tradotto
e reso disponibile per l'Italia, soprattutto per i giovani, da diffondere nelle
scuole. Ecco a voi l'indicatore, il misuratore del livello di idozia secondo
l'aforisma di Oscar Wilde: "
La sigaretta e' quell'oggetto dove da una parte
c'e' il fuoco e dall'altra un cretino". In onore al maestro Wilde, e
riprendendo Sawyer, pastore e teologo, che si rende pure disponibile ad
assistervi religiosamente al funerale,
ecco a voi l'indicatore piu'
incredibile del mondo:
www.gea2000.org/indicatore.htm.
8. E a noi l'Italia non
piace
di RAFFAELE LUISE
Gli azionisti della Imperial
Tobacco, riuniti in asemblea, hanno mosso severe critiche all’Italia. Una nostra
collega inglese ha partecipato lo scorso 1° febbraio, in qualità di azionista,
all’Assemblea Generale della Imperial Tobacco, una delle multinazionali che
produce e vende numerosi marchi di sigarette in tutto il mondo. Tra i vari temi
trattati, anche il "Caso Italia", uno dei Paesi che, come la Norvegia e
l’Irlanda, hanno adottato una legislazione veramente efficace per limitare il
fumo passivo nei locali pubblici. Le vendite della Imperial Tobacco in
Europa sono rilevanti, soprattutto in Germania, percio' si e' capito che
l’esempio dell’Italia non e' stato gradito: per una volta
accettiamo serenamente le critiche all'Italia!
E intanto l'America conferma:
e' necessario colpire l’industria del tabacco. Una giuria del Missouri
ha ordinato alla Brown & Williamson Tobacco Corp. di corrispondere 22
milioni di dollari alla famiglia di una donna di 73 anni morta per problemi
polmonari e cardiaci dopo avere fumato Kools per 58 anni. L'avvocato
Ken McClain, dopo la morte della Signora Barbara Smith nel 2000, è risucito ad
ottenere il quinto risarcimento (in ordine monetario) per una causa condotta da
un singolo fumatore contro un'azienda del tabacco. Il risarcimento include 20
milioni di dollari in cosiddetti "punitive damages" cioè danni volti a punire
oltre al danno inflitto fisicamente, anche il comportamento scorretto e ipocrita
delle industrie di tabacco. Siamo ancora in primo grado ed è probabile che
la Brown & Williamson ricorra in appello contro la sentenza, ma va
riconosciuto alle giurie americane il merito di continuare a credere nella
nocività del tabacco sulla salute, e, soprattutto il merito di diffidare delle
buone intenzioni dei produttori di sigarette. [Fonte: Reuters - Los
Angeles]
9. Come boicottare la
ricerca
di ASTRID STELLA
La rivelazione e' del 14 Gennaio 2005. La
stampa rende pubblica la notizia, a noi purtroppo gia' nota, che l'industria del
tabacco, almeno fino al 2001, avrebbe cercato di gettare discredito sui lavori
di ricerca che mostrano un effetto cancerogeno diretto del fumo da tabacco sui
polmoni dei fumatori, assoldando a questo scopo ricercatori o consulenti: e'
quanto sostiene la prestigiosa rivista medica britannica 'The Lancet' nel numero
del 15 gennaio. Una denuncia che suscita l'indignazione del dottor Peter Boyle,
direttore del Centro Internazionale di Ricerche sul Cancro (IARC), l'agenzia
internazionale sui tumori dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), con
sede a Lione, in Francia. 'L'impiego di consulenti che omettano di dichiarare la
loro associazione all'industria del tabacco, per pubblicare critiche prezzolate
a ricerche scientifiche sembra restare uno degli approcci strategici-chiave
dell'industria del tabacco', commenta Boyle. Per tale motivo l'industria del
tabacco avrebbe tentato di alterare i dati ottenuti dalle ricerche sul gene p53.
Questo gene e' preposto alla soppressione dei tumori ma la sua alterazione sotto
l'effetto del fumo conduce ad una proliferazione anarchica delle cellule. Una
ricerca del 1996, che attinge in gran parte alle banche dati dello IARC, ha
dimostrato che a provocarne la mutazione e' il benzopirene, una sostanza
cancerogena presente nel fumo del tabacco. "La portata e la sofisticazione del
coinvolgimento dell'industria del tabacco nella ricerca sul gene p53, secondo il
prof Stanton Glantz, dell'Universita' della California, che ha riesaminato 43
documenti confidenziali dell'industria del tabacco centrati sui dati delle
ricerche sugli effetti del fumo sul gene p53, dovrebbe spingere autori, editori,
direttori e lettori delle riviste scientifiche ad essere 'vigilanti' su questo
genere di conflitti d'interesse.
10. Patente a punti per
locali nosmoking
di GIOVANNA LUCIANI
SenzaFumo.com, in un momento di
tensione per i gestori, propone una soluzione gia' sollecitata dal Presidente
della Repubblica: applicare il meccanismo della patente a punti anche in altri
ambiti. Non avendo ... “forza di legge” proponiamo provocatoriamente un gioco
semplice per utilità dei frequentatori dei locali. Il meccanismo e'
semplice: basta inviare un sms (senza costi aggiuntivi) al n. 338 8474234
indicando: il Comune seguito da una virgola; il nome del locale seguito da una
virgola; la scritta: SI fuma, o NON si fuma, possibilmente seguito da una
virgola, il numero di telefono del locale. I locali piu' virtuosi, per i non
fumatori, saranno proposti nella classifica settimanale all'attenzione dei
nostri lettori, previa verifica. E' possibile mandare le segnalazione anche
tramite internet o telefonino cellulare UMTS dall'indirizzo:
www.SenzaFumo.com/mobile o su
internet da
www.SenzaFumo.com/patente. Vorremmo
che i gestori fossero incentivati a promuovere il benessere nel proprio locale.
In ogni caso un semplice meccanismo che imponga la sanzione non dalla prima
volta, ma raggiunto un certo numero di punti, porterebbe piu' attenzione e meno
tensione, soprattutto nei primi giorni di applicazione della legge.
Fonte:
IusOnDemand srl, tel. 02 733 625, fax al n. 02 700 400 261,
info@senzafumo.com -
www.senzafumo.com
11. La Guerra di
Eszterhas
di ANONIMO
"Ero un militante, fanatico fumatore. Fumavo dai 3 ai 4
pacchetti di sigarette (Salem Ultra Lights) al giorno. Ho cominciato a fumare a
12 anni, vedendo fumare nei film pensavo fosse "cool" (gagliardo). Ho scritto
molti film inserendovi fumo, sesso, alcol e altro, come in Basic Instinct,
Showgirls e altri. Mi svegliavo al mattino senza avere la cosidetta "tosse da
fumatore", percio' non pensavo ai danni che il fumo potesse arrecarmi. Mia
madre, fumava come una ciminiera. Mori' a 50 anni di cancro. Mezz'ora prima di
morire, mia madre fumo' l'ultima sigaretta. Anche la madre di mia madre,
fumatrice anche lei, mori' di cancro. Aveva 45 anni". Nel 2002, Joe Eszterhas
ebbe problemi alle corde vocali. Un medico di Los Angeles gli diagnostico' dei
polipi "benigni" ma una seconda e terza consultazione medica nella clinica di
Cleveland, venne fatta diagnosi di cancro. Dopo l'intervento chirurgo, durato 8
ore, con annesse complicazioni, tra cui quella di dover vivere per un certo
periodo con un tubo infilato nello stomaco per il "cibo liquido". In quel
momento Joe decise di fare un "patto con Dio": smettere la dipendenza del
tabacco. E anche smettere di bere alcol. L'operazione ando' bene, con un
trapianto della laringe, visto ne era stata demolita l'ottanta per cento a causa
del tumore.
Ora Joe fa il possibile per lottare contro il fumo nei film
di Hollywood, finanziati dalle grandi compagnie del Tabacco. Quasi una vendetta
personale. Rendera' anche noti certi nomi di attori che fumano nei film
pur conoscendone i rischi. Molti attori e attrici, da fumatori,
pretendono di fumare quando girano le scene nei film. Un paio di nomi: Brad Pitt
e Julia Roberts. E dire che per le sue sceneggiature "fumose" prendeva da 3 a 5
milioni di dollari a film. "Questa sara' la battaglia piu' grande della mia
vita, - afferma Eszterhas - lottare contro Big Tobacco".
[Fonte: Joe
Eszterhas. "Hollywood Animal" (
www.clevelandclinic.org/joinjoe/joinjoe.htm)]
12. Provato e
Non-provato
Una delle cose che ho imparato nel campo delle dipendenze è
che chi segue stili di vita che includono l'uso di droghe è capace di fare veri
salti mortali per dimostrare che:
1. è questione di quantità
(moderazione)
2. è questione di qualità (la purezza aiuta)
3. è questione
di età (ai bambini no)
4. è questione di cultura (condivisione
generalizzata)
5. è soprattutto problema degli altri (gli abusatori)
6. è
soprattutto da ribadire la personale estraneità
7. è scientificamente NON
PROVATO che...
8. è pericoloso ogni fanatismo e insistenza (nasconderebbe la
demonizzazione)
9. è scientificamente PROVATO che...
Insomma! di
qualcosa bisogna pure morire...
[Fonte: "Televisione: ladra di
vita", di Andrea Mattei]
13. Non ti alza di un
centimetro
di BEATRICE VALENTINI
Davide Ludovisi, studente alla
facoltà di Scienze della Formazione all'universita' di Trieste, ha analizzato in
una tesi di laurea la pubblicità del tabacco. Come ossserva, le multinazionali
del Tabacco hanno sempre operato nascosti nell’ombra, e sono riuscite a
diffondere un veleno mascherandolo da scatola di cioccolatini. Per ottenere
questo risultato hanno utilizzato molti mezzi psicologici, fino a far credere
alla gente che fumare permetteva di far risaltare la propria mascolinità e dava
punti in più di fronte alle donne. Per quanto riguarda queste ultime, invece, il
lavoro è stato ancora più facile: la sigaretta le rendeva "uguali" agli uomini.
Cio' rivestiva una grande importanza in un periodo in cui le donne erano alla
ricerca del riconoscimento dell’uguaglianza tra i due sessi. Ma finalmente ci si
rende conto che fumare non è piu' "vizio". Scrive Ludovisi: “Un vizio può
essere... mettersi le dita nel naso ai semafori. Fumare sigarette o iniettarsi
eroina nelle vene non è un vizio, è una dipendenza”. Percio' sono fiorite
le pubblicità anti-fumo. L’autore le ha divise e raccolte per settori, a seconda
del mezzo utilizzato, o della natura della pubblicità, preventiva o di
scoraggiamento. La Lega contro i Tumori la fa da padrona tra le pubblicità, con
lavori che risalgono a più di trent’anni fa, come quello riportato nel titolo, e
tanti altri, in cui si combinano un head (intestazione)
sintetico, a volte lapidario, ma molto efficace, con una immagine che cerca
di attirare l’attenzione dei più giovani, con colori accesi o testimonial presi
dal mondo dello sport. Un’altra nota positiva è la grande attenzione rivolta
alla campagna "Feel Free to Say No" della Commissione Europea, alla quale anche
GEA ha partecipato come partner. Il lavoro si chiude con uno sguardo alle
pubblicità anti-fumo trasmesse dalla televisione, dove campeggiano il Ministero
della Salute, l’Ufficio Federale per la Sanità Pubblica Svizzera, e anche
l’Unione Europea. Non giudichiamo il lavoro dal punto di vista tecnico, ma
apprezziamo il tono leggero delle argomentazioni, e la nutrita rassegna delle
immagini, che permettono di avere un immediato riscontro di quanto si legge. Ma
ora che il divieto di fumo è esteso a tutti i luoghi pubblici, ci sarà
forse meno bisogno di campagne anti-fumo? Sembra di no, a giudicare dal recente
appalto che il ministero della Salute ha affidato alla Lega contro i Tumori per
il 2005.
14. Giuliano Ferrara da'
l'esempio
"Che cosa mi ha convinto a piegarmi senza tante
storie a questa scempiaggine del divieto di fumo? Stamane getterò nel cestino i
due portacenere che sono nel mio ufficio, con una breve ma solenne cerimonia,
poi parteciperò a una brevissima riunione di redazione pensando alle elezioni
palestinesi e alla nicotina, ai noiosi guai dell'Ulivo e alla sigaretta, al
viaggio americano di Chirac e al sigaro toscano, [...] e alla piccola droga che
mi mancherà. Scambierò sguardi di solidarietà con i non pochi fumatori
d'ufficio, finalmente vittime anche noi della legge uguale per tutti, senza
emendamenti salvifici ad personam. Per qualche giorno faremo un giornale
veramente schifoso, con la testa altrove e i nervi a pezzi. Si moltiplicheranno
le liti e le insofferenze e i refusi tipografici. Forse i non fumatori, solo
alcuni dei quali ne sono degni, prenderanno il potere in redazione e faranno un
giornale sano. Dio ne guardi. [...]Sarà uno spettacolo penoso uscire in strada
ogni poco per fumare, incontrare i viziosi come te e fare squadra con loro, con
gli emarginati, i reprobi, i portoricani dalle cattive maniere [...] Finalmente
sarà riconosciuta l'esistenza di un feroce scontro di civiltà, ma il nemico
saremo noi. [...]Perché dunque piegarsi senza combattere? [...] Se rinunciamo a
batterci è in omaggio al decisionismo politico: si faccia per una volta quel che
è stabilito, si riconosca un'autorità esecutiva e ci si conformi a un divieto,
senza eccezioni. C'è tanto bisogno di conculcare diritti e negare desideri che
sono disposto a cominciare dai miei."
[Fonte: Il Foglio
10/01/2005]
Se per errore
hai ricevuto questa email scusaci. La redazione di
GEA.