Tabagismo & pfc

Anno VII - n° 64 - Febbraio 2005

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: M.Giovenchi, R.Luise C.Marini, E.Muto, T.Trina, B.Valentini, C.Vatteroni.
REDAZIONE
Gea Progetto Salute - onlus
via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it
Collaborazione: LILTGlobalink Italia
Distribuzione: 4.000 copie

 

1

- Giocare col fuoco - di G.Mangiaracina

 

 

2

- L'Italia e' piu' bella - di M.D'Angeli

 

 

3

- Curare il Fumo in giapponese - di E.Muto

 

 

4

Capena e i baby-fumatori - di T.Trina

 

 

5

- Smokebusters in action - RomaOne e BBC

 

 

6

- La Convenzione ci attende - di M.A.Franchi

 

 

7

- L'aforisma di Wilde e' realta'

 

 

8

- E a noi l'Italia non piace - di R.Luise

 

 

9

Come boicottare la ricerca - di A.Stella

 

 

10

- Patente a punti per locali nosmoking- di G.Luciani

 

 

11

- La Guerra di Eszterhas - di Anonimo

 

 

12

- Provato e Non-provato - di A.Mattei

 

 

13

- Non ti alza di un centimetro - di B.Valentini

 

 

14

Giuliano Ferrara da' l'esempio - Il Foglio

 


1. EDITORIALE: Giocare col fuoco
di GIACOMO MANGIARACINA
"Agli italiani dico: se vi piace giocare, fatelo, ma fatelo con cervello, con senso del limite e della moderazione". Questo appello alla nazione e' del ministro dell'economia Domenico Siniscalco, pronunciato alla recente audizione alla Camera, dopo la devastante reazione degli italiani al ritardo dell'uscita del numero 53 al gioco del Lotto. Qualcuno s'e' giocato l'anima. "Il gioco è sempre esistito, - ha spiegato il ministro - è un fenomeno di massa: in Italia giocano 30 milioni di persone, e lo scorso anno hanno vinto 13 miliardi di montepremi" (Repubblica, 27 gennaio 2005). Vi intravediamo tecnicamente l'universo dell'ignoranza. "Se vi piace giocare...". Ma cos'e' un Gioco? Nel 1955, il socio-antropologo Gregory Bateson riuni' a Princeton (New Jersey) autorevoli studiosi di varie discipline, sottoponendo loro un argomento tecnico di discussione che li coinvolse per alcuni giorni. L'argomento scelto da Bateson fu: "Quando e come e' possibile affermare: Questo e' un Gioco?". L'acceso dibattito che ne consegui', con disquisizioni filosofiche, etologiche, e persino teologiche e matematiche, venne registrato, scritto e pubblicato. In Italia, da Raffaello Cortina Editore (Questo e' un Gioco, 1996). Ne emerge la difficolta' oltre che complessita' di definire un Gioco. In quegli anni Cinquanta, Eric Berne, allievo delle scuola freudiana, provo' a descrivere il Gioco in chiave analitico-transazionale. Il profilo che ne venne fuori era del tutto negativo. Il Gioco rappresento' per Berne un meccanismo di relazione patogena in cui si produceva essenzialmente un vincitore e un vinto. Dunque elemento disfunzionale nella comunicazione tra gli individui, capace di fare a pezzi coppie e famiglie. Berne riusci' mirabilmente a delinearne i connotati, catalogandoli in schemi precisi, corrispondenti a meccanismi relazionali codificati. Le definizioni dei Giochi furono del tipo: "Si, Ma...", "Violenza Carnale", "Psicoterapia" e simili (Berne E, "A che Gioco Giochiamo?", Bompiani, Milano, 1971). Tra questi, uno venne classificato col nome di "Alcolismo". La Dipendenza, negli anni Cinquanta e Sessanta non aveva le caratteristiche che ha oggi, con le conoscenze che abbiamo, e che ne fa la patologia dominante del Duemila. Per Berne l'Alcolismo fu un Gioco, dove il protagonista assumeva sostanzialmente tre ruoli: Vittima, Carnefice e Salvatore. Lo chiamo' "Triangolo Drammatico". Nel ruolo di Vittima la persona si lamenta e si dispera per la sua condizione; in quello di Carnefice esprime tutta la sua aggressivita' verso chi gli sta accanto; in quello di Salvatore promette e giura che tutto cambiera'. E il ciclo ricomincia per non finire piu'. Ancora oggi, quando lavoriamo con le persone e sui loro problemi di dipendenza, analizziamo i Giochi che inconsapevolmente vengono messi in atto nelle relazioni interpersonali e che creano sofferenza. L'imperativo categorico e' uno solo: smettere di giocare! Chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui, ha buoni motivi per approvare un Governo che decide di devolvere le somme vinte e non ritirate (che ammontano a varie decine di milioni di euro) per la cura della Dipendenza da Gioco. Equivocamente pero' viene affermata la ragione di uno Stato biscazziere, che punta (e' il caso di dirlo) sulla promozione del fatto ludico puro, del divertimento garantito, e soprattutto della grossa vincita come miraggio nei deserti di tante vite. La gente, su questo gioco anomalo, travisato, continua a morirci, lentamente, penosamente, soffrendo. Quando Vittorio mi chiese di comprargli 50 biglietti della lotteria a Roma, seppi che ne aveva chiesto altrettanto ad amici di Milano, Bologna, Firenze e Napoli. Vittorio gioca in molte maniere. Ma, ad onta del nome, perde. Ha perso tanto. Ha giocato una volta persino col fuoco di un accendino, ed ogni anno, da trent'anni, giura che col primo di gennaio smettera' di fumare.
 

2. L'Italia e' piu' bella
di MASSIMO D'ANGELI
E' stata una dura battaglia ma abbiamo vinto. Dal 10 Gennaio 2005 l'immagine dell'Italia all'estero è migliorata. In quasi tutti i luoghi chiusi si respira bene grazie alla legge 3/2003 e alla tenacia del ministro della Salute prof. Girolamo Sirchia. La notizia è giunta agli esperti del Tobacco Control della rete Globalink International (UICC), che hanno voluto manifestare la propria gioia per una Italia "migliorata". Mentre alcuni furbi fomentavano l'idea di un calo di clienti, migliaia di italiani scrivevano nei forum Internet perchè per entrare al ristorante stavano proprio aspettando che il fumo se ne andasse. Ed aumenteranno pure i turisti perchè vedono meglio l'Italia, più bella, più accogliente, con l'aria più pulita. Ecco alcuni messaggi che ci sono pervenuti:
Fenton Howell (Irlanda): "L'Italia è appena diventata libera dal fumo e merita la nostra menzione. E' una fantastica notizia: ben fatto a chiunque in Italia ne ha preso parte!  Ora siamo proprio in attesa di venire in Italia".
Luk Joossens (Belgio): "Grazie Mille Italia, ben fatto: sei uno dei paesi più belli in Europa e adesso sei diventato anche libero dal fumo. E' di cruciale importanza che questi progressi si compiano anche nei paesi latini e mediterranei, per concincere il resto d'Europa a diventare libero dal fumo: se lo hanno fatto irlandesi, norvegesi e italiani, il resto dell'Europa può seguire il vostro esempio".
Stella Aguinaga Bialous (USA): "E' un meraviglioso passo in avanti ...Concordo con gli altri che è eccitante veder crescere il numero dei paesi che diventano liberi dal fumo, ciascuno a modo suo e col proprio ritmo, ma sempre andando avanti".
Elif Dagli (Turchia) "E' un buon esempio nel mediterraneo. Congratulazioni all'Italia per aver mostrato che questo si può fare anche nell'area mediterranea, dove il tabacco è una importante coltura e i medici fumano più che i cittadini.  Noi useremo questi fatti per rilanciare l'idea al nostro Primo Ministro, che dice di essere un grande amico di Berlusconi.  Grazie".
Wasim Maziak (Siria): "Italia, meriti un grande applauso. Complimenti a chi ha contribuito a questa vittoria".
Yussuf Saloojee (Inghilterra):  "Congratulazioni per questo bel risultato".
Stelios G. Sycallides (Cipro) "Ci congratuliamo di cuore con chi in Italia, superando grandi ostacoli e difficoltà, l'ha resa libera dal fumo. Ci avete dato soprattutto a noi mediterranei una lezione molto buona ed un esempio da seguire".
June Blau (Canada): "Congratulazioni all'Italia senza fumo".
Herm Perlmutter (USA): "Congratulazioni per il vostro lavoro. Siamo molto orgogliosi dei vostri sforzi".
Nicolas Villain (Francia): "Congratulazioni a Lei (al presidente di Aria Pulita, n.d.r.). Cosi, sarà un piacere ancora più grande venire in Italia" .
Marijke Huydts (Lussemburgo): "Calorose congratulazioni per il risultato di un duro lavoro, e per il coraggio e la determinazione di tutti voi".
Simon Chapman (Australia) "Calorose congratulazioni Massimo!!!" (al presidente di Aria Pulita, n.d.r.)
Gerard Dubois (Francia) "Congratulazioni. Ora siamo proprio indecisi se andare in Irlanda o in Italia".
Alberto Polli (Svizzera): "La situazione italiana sta influenzando positivamente la decisione che il Parlamento ticinese prenderà nei prossimi mesi e che, secondo le previsioni, seguirà la vostra linea" (www.nonfumatori.ch).
Joseph W.Cherner (USA) "Dateci l'indirizzo del Ministro Sirchia. Siamo in molti a volergli inviare una lettera di congratulazioni!" (Fatto: la sotttoscrizione per chi volesse inviare le congratulazioni al ministro Sirchia, e' in linea: www.smokefree.net/Italy).
 

3. Curare il Fumo in giapponese
di ELISABETTA MUTO
Come si dice e come si scrive "Curare il Fumo" in Giappone? Arduo rispondere per gli occidentali, ma un fatto e' certo: il manuale per operatori nella terapia del tabagismo, unico nel suo genere in Italia, pare che lo sia anche in Giappone. Infatti e' stato acquistato da una casa editrice giapponese e contemporaneamente va in ristampa in Italia con una veste editoriale rinnovata. La notizia e' stata data dall'editore Francesco Florenzano (EDUP) con soddisfazione in quanto e' la prima volta che il Giappone acquista diritti di pubblicazione dall'EDUP, e lo fa con la richiesta di un volume per la cura della malattia piu' diffusa al mondo. Tutto cio' la dice lunga sulla situazione del tabagismo tra i popoli dagli occhi a mandorla. Meno male che l'Italia qualche volta una mano la da' anche all'estero.
 

4. Capena e i baby-fumatori
di TATIANA TRINA
Li abbiamo visti coi nostri occhi i bambini di tre-quattro anni accendersi la pipa e persino la sigaretta, domenica 16 Gennaio. Giulia si schermiva davanti ai genitori che la invogliavano a fumare. Siamo intervenuti cosi', spinti dalla spontaneita', a dire, "ma e' diseducativo..." Nulla da fare. Quella madre ci guardo' storto, costrinse la figlioletta di pochi anni ad accendersi la pipa di ulivo, secondo la tradizione dei capenati devoti a S.Antonio, e per reagire al nostro desiderio di non vedere i bambini fumare, si accese nervosamente una sigaretta e la fumo' davanti a noi, davanti a tutti gli altri, che attingevano fuoco dal grosso ceppo ardente davanti al sagrato della chiesa nella piazzetta di un paesino di poche anime. Bambini che fumavano in gruppetti, fotografati da parenti per immortalare la gioiosa ricorrenza, avevano espressioni disgustate, credendo pero' di far cose da grandi. Questa storia era iniziata lo scorso anno, quando la giornalista free lance Suzanne Bush scrisse un articolo su questa anomalia mondiale di Capena dove ai bambini si insegna a fumare in onore di S.Antonio. La notizia fece il giro del mondo e ne parlarono le maggiori testate internazionali (www.gea2000.org/capena.htm). Il sindaco, Riccardo Benigni, medico, reagi' con fermezza a questa sorta di onta nei confronti dei propri cittadini, e il 12 gennaio scorso organizzo', con il supporto (e la presenza) dell'assessore regionale alla Sanita' Verzaschi, una giornata di studi proprio nell'aula consiliare del Comune. Ne seguira' un corso per operatori e la creazione di un centro per la cura del Tabagismo presso la ASL e in collaborazione con il Sert territoriale. Ma anche questa volta l'articolo che fa il giro del mondo non si e' fatto attendere, e puntualmente, Suzanne Bush e' tornata a colpire ancora. La storia adesso e' finita sulla BBC (http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4174431.stm), ma con una speranza in piu', quella di aiutare i bambini di Capena a capire che il fumo uccide.
 

5. Smokebusters in action
Proteggere i cittadini dai pericoli del fumo passivo utilizzando come armi la legge, la razionalità e la capacità di persuasione. Questa è la mission del perfetto "Smokebuster" (www.smokebusters.it). La prima giornata nazionale di formazione per "acchiappa-fumatori", che si è svolta presso la Facoltà Valdese, nei pressi di Piazza Cola di Rienzo e organizzata dal Codacons, non è stato solo l'occasione per fare un bilancio a pochi giorni dall'entrata in vigore della legge a favore della salute dei non fumatori, ma si è rivelato prezioso e di grande interesse per la quantità di informazioni scientifiche fornite da Mangiaracina e Ramadori: "E' nostro compito demolire l'alone di leggenda che negli anni ha ammantato la sigaretta attraverso un percorso analitico e critico. Bisogna far capire che il mito del pacchetto di sigarette è illusorio, l'unica cosa davvero reale è il messaggio che ci ricorda i danni". Compito difficile quello degli Smokebusters: "Quando effettuiamo i blitz - spiega Federica Barbagallo, prima smokebuster italiana, famosa per l'incursione a Palazzo Chigi - le reazioni da parte dei fumatori sono rabbiose. Siamo stati anche denunciati, ma questo non ci fermerà. L'importante è perseverare nelle nostre azioni, mantenendo alta l'attenzione dei mass media". Marco Ramadori, presidente del Codacons, è soddisfatto, ma sogna di eliminare dai locali pubblici anche quegli spazi appositamente creati per chi alla sigaretta proprio non vuole rinunciare: "Perché nei ristoranti - domanda ai presenti - i camerieri sono costretti a lavorare in sale piene di fumo? Accendersi una sigaretta è un libero comportamento che smette di essere tale se si scontra con il diritto alla salute di chi subisce il fumo passivo. Perfino l'interesse economico dello Stato è un argomento che non regge: centinaia di migliaia di persone si ammalano ogni anno e i costi che la sanità affronta per curarle sono nettamente più alti dei guadagni che derivano dalla vendita di sigarette". A perorare la causa degli Smokebusters è intervenuta anche Silvia Ceccon, Miss Universo e testimonial d'eccezione della SITAB: "Se negli anni passati - ha detto la Ceccon - la sigaretta era vista come un elemento che donava fascino, oggi finalmente abbiamo gli occhi aperti e possiamo capire il male che fa. La battaglia deve essere vinta nella testa della gente". (http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4161245.stm)
Vedi anche: http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/europe/4159587.stm 
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[Fonte: RomaOne - Roma, 29 gennaio 2005; - BBC World News]

6. La Convenzione ci attende
di MARIADELAIDE FRANCHI
Il 21 maggio 2003 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha compiuto un passo storico: i 192 Stati Membri hanno adottato all’unanimità la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco (in inglese: FCTC - Framework Convention on Tobacco Control) che definisce una strategia globale per ridurre nel mondo le morti e le malattie correlate al fumo. Un trattato internazionale con valore vincolante su una questione di sanità pubblica così importante rappresenta una grande novità. La Convenzione fissa un quadro di misure per la lotta contro il tabagismo applicabile a livello regionale, nazionale e internazionale. L’accordo include norme internazionali concernenti la tassazione sul tabacco, la regolamentazione nella produzione, la lotta al contrabbando, oltre ché indicazioni sulla pianificazione di campagne di informazione e di prevenzione contro il fumo. Un aspetto chiave dell'accordo, ed obiettivo principale, consiste nella totale messa al bando della pubblicità del tabacco. Il tabacco rappresenta la prima causa di morte evitabile al mondo. E' un prodotto che uccide la meta' dei suoi acquirenti. La Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco permettera' di migliorare notevolmente lo stato di salute della popolazione mondiale considerando gli enormi danni causati dal tabacco. Attualmente i paesi membri dell’OMS che hanno firmato il documento sono 170 (su 192). Nel complesso, i 170 paesi firmatari rappresentano il 91,4% della popolazione mondiale. Al 31 gennaio 2005, 55 paesi hanno gia' ratificato la Convenzione, anche se secondo fonti ufficiali in molti altri procedure di ratificazione sono in corso o in direttiva d’arrivo. In Europa, 16 dei 54 paesi aderenti all’OMS hanno ratificato la Convenzione: Armenia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Islanda, Liyuania, malta, Norvegia, San Marino, Slovacchia, Spagna, Turchia e Regno Unito. L’Italia, che aveva sottoscritto la Convenzione il 16 giugno 2003, non l’ha ancora ratificata. Il Ministero della Salute ci ha informato che tutte le relazioni tecniche necessarie per ratificare la Convenzione sono state preparate e trasmesse al Ministero degli Esteri, che è competente del successivo iter procedurale. L'Associazione nazionale dei malati di Asma sollecita un decisione rapida affinché il nostro Paese possa dotarsi quanto prima delle misure necessarie all’applicazione della Convenzione e possa contribuire a svolgere un ruolo importante a difesa della salute dei cittadini del mondo.
 

7. L'aforisma di Wilde e' realta'
E' nato l'indicatore di idiozia. L'idea e' di Mike Sawyer, autore del sito MoronIndicator.com. Lo abbiamo tradotto e reso disponibile per l'Italia, soprattutto per i giovani, da diffondere nelle scuole. Ecco a voi l'indicatore, il misuratore del livello di idozia secondo l'aforisma di Oscar Wilde: "La sigaretta e' quell'oggetto dove da una parte c'e' il fuoco e dall'altra un cretino". In onore al maestro Wilde, e riprendendo Sawyer, pastore e teologo, che si rende pure disponibile ad assistervi religiosamente al funerale, ecco a voi l'indicatore piu' incredibile del mondo: www.gea2000.org/indicatore.htm.
 

8. E a noi l'Italia non piace
di RAFFAELE LUISE
Gli azionisti della Imperial Tobacco, riuniti in asemblea, hanno mosso severe critiche all’Italia. Una nostra collega inglese ha partecipato lo scorso 1° febbraio, in qualità di azionista, all’Assemblea Generale della Imperial Tobacco, una delle multinazionali che produce e vende numerosi marchi di sigarette in tutto il mondo. Tra i vari temi trattati, anche il "Caso Italia", uno dei Paesi che, come la Norvegia e l’Irlanda, hanno adottato una legislazione veramente efficace per limitare il fumo passivo nei locali pubblici. Le vendite della Imperial Tobacco in Europa sono rilevanti, soprattutto in Germania, percio' si e' capito che l’esempio dell’Italia non e' stato gradito: per una volta accettiamo serenamente le critiche all'Italia!
E intanto l'America conferma: e' necessario colpire l’industria del tabacco. Una giuria del Missouri ha ordinato alla Brown & Williamson Tobacco Corp. di corrispondere 22 milioni di dollari alla famiglia di una donna di 73 anni morta per problemi polmonari e cardiaci dopo avere fumato Kools per 58 anni. L'avvocato Ken McClain, dopo la morte della Signora Barbara Smith nel 2000, è risucito ad ottenere il quinto risarcimento (in ordine monetario) per una causa condotta da un singolo fumatore contro un'azienda del tabacco. Il risarcimento include 20 milioni di dollari in cosiddetti "punitive damages" cioè danni volti a punire oltre al danno inflitto fisicamente, anche il comportamento scorretto e ipocrita delle industrie di tabacco. Siamo ancora in primo grado ed è probabile che la Brown & Williamson ricorra in appello contro la sentenza, ma va riconosciuto alle giurie americane il merito di continuare a credere nella nocività del tabacco sulla salute, e, soprattutto il merito di diffidare delle buone intenzioni dei produttori di sigarette. [Fonte: Reuters - Los Angeles]
 

9. Come boicottare la ricerca
di ASTRID STELLA
La rivelazione e' del 14 Gennaio 2005. La stampa rende pubblica la notizia, a noi purtroppo gia' nota, che l'industria del tabacco, almeno fino al 2001, avrebbe cercato di gettare discredito sui lavori di ricerca che mostrano un effetto cancerogeno diretto del fumo da tabacco sui polmoni dei fumatori, assoldando a questo scopo ricercatori o consulenti: e' quanto sostiene la prestigiosa rivista medica britannica 'The Lancet' nel numero del 15 gennaio. Una denuncia che suscita l'indignazione del dottor Peter Boyle, direttore del Centro Internazionale di Ricerche sul Cancro (IARC), l'agenzia internazionale sui tumori dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), con sede a Lione, in Francia. 'L'impiego di consulenti che omettano di dichiarare la loro associazione all'industria del tabacco, per pubblicare critiche prezzolate a ricerche scientifiche sembra restare uno degli approcci strategici-chiave dell'industria del tabacco', commenta Boyle. Per tale motivo l'industria del tabacco avrebbe tentato di alterare i dati ottenuti dalle ricerche sul gene p53. Questo gene e' preposto alla soppressione dei tumori ma la sua alterazione sotto l'effetto del fumo conduce ad una proliferazione anarchica delle cellule. Una ricerca del 1996, che attinge in gran parte alle banche dati dello IARC, ha dimostrato che a provocarne la mutazione e' il benzopirene, una sostanza cancerogena presente nel fumo del tabacco. "La portata e la sofisticazione del coinvolgimento dell'industria del tabacco nella ricerca sul gene p53, secondo il prof Stanton Glantz, dell'Universita' della California, che ha riesaminato 43 documenti confidenziali dell'industria del tabacco centrati sui dati delle ricerche sugli effetti del fumo sul gene p53, dovrebbe spingere autori, editori, direttori e lettori delle riviste scientifiche ad essere 'vigilanti' su questo genere di conflitti d'interesse.
 

10. Patente a punti per locali nosmoking
di GIOVANNA LUCIANI
SenzaFumo.com, in un momento di tensione per i gestori, propone una soluzione gia' sollecitata dal Presidente della Repubblica: applicare il meccanismo della patente a punti anche in altri ambiti. Non avendo ... “forza di legge” proponiamo provocatoriamente un gioco semplice per utilità dei frequentatori dei locali.  Il meccanismo e' semplice: basta inviare un sms (senza costi aggiuntivi) al n. 338 8474234 indicando: il Comune seguito da una virgola; il nome del locale seguito da una virgola; la scritta: SI fuma, o NON si fuma, possibilmente seguito da una virgola, il numero di telefono del locale. I locali piu' virtuosi, per i non fumatori, saranno proposti nella classifica settimanale all'attenzione dei nostri lettori, previa verifica. E' possibile mandare le segnalazione anche tramite internet o telefonino cellulare UMTS dall'indirizzo: www.SenzaFumo.com/mobile o su internet da www.SenzaFumo.com/patente. Vorremmo che i gestori fossero incentivati a promuovere il benessere nel proprio locale. In ogni caso un semplice meccanismo che imponga la sanzione non dalla prima volta, ma raggiunto un certo numero di punti, porterebbe piu' attenzione e meno tensione, soprattutto nei primi giorni di applicazione della legge.
Fonte: IusOnDemand srl, tel. 02 733 625, fax al n. 02 700 400 261, info@senzafumo.com - www.senzafumo.com

11. La Guerra di Eszterhas
di ANONIMO
"Ero un militante, fanatico fumatore. Fumavo dai 3 ai 4 pacchetti di sigarette (Salem Ultra Lights) al giorno. Ho cominciato a fumare a 12 anni, vedendo fumare nei film pensavo fosse "cool" (gagliardo). Ho scritto molti film inserendovi fumo, sesso, alcol e altro, come in Basic Instinct, Showgirls e altri. Mi svegliavo al mattino senza avere la cosidetta "tosse da fumatore", percio' non pensavo ai danni che il fumo potesse arrecarmi. Mia madre, fumava come una ciminiera. Mori' a 50 anni di cancro. Mezz'ora prima di morire, mia madre fumo' l'ultima sigaretta. Anche la madre di mia madre, fumatrice anche lei, mori' di cancro. Aveva 45 anni". Nel 2002, Joe Eszterhas ebbe problemi alle corde vocali. Un medico di Los Angeles gli diagnostico' dei polipi "benigni" ma una seconda e terza consultazione medica nella clinica di Cleveland, venne fatta diagnosi di cancro. Dopo l'intervento chirurgo, durato 8 ore, con annesse complicazioni, tra cui quella di dover vivere per un certo periodo con un tubo infilato nello stomaco per il "cibo liquido". In quel momento Joe decise di fare un "patto con Dio": smettere la dipendenza del tabacco. E anche smettere di bere alcol. L'operazione ando' bene, con un trapianto della laringe, visto ne era stata demolita l'ottanta per cento a causa del tumore. Ora Joe fa il possibile per lottare contro il fumo nei film di Hollywood, finanziati dalle grandi compagnie del Tabacco. Quasi una vendetta personale. Rendera' anche noti certi nomi di attori che fumano nei film pur conoscendone i rischi. Molti attori e attrici, da fumatori, pretendono di fumare quando girano le scene nei film. Un paio di nomi: Brad Pitt e Julia Roberts. E dire che per le sue sceneggiature "fumose" prendeva da 3 a 5 milioni di dollari a film. "Questa sara' la battaglia piu' grande della mia vita, - afferma Eszterhas - lottare contro Big Tobacco".
[Fonte: Joe Eszterhas. "Hollywood Animal" (www.clevelandclinic.org/joinjoe/joinjoe.htm)]

12. Provato e Non-provato
Una delle cose che ho imparato nel campo delle dipendenze è che chi segue stili di vita che includono l'uso di droghe è capace di fare veri salti mortali per dimostrare che:
1. è questione di quantità (moderazione)
2. è questione di qualità (la purezza aiuta)
3. è questione di età (ai bambini no)
4. è questione di cultura (condivisione generalizzata)
5. è soprattutto problema degli altri (gli abusatori)
6. è soprattutto da ribadire la personale estraneità
7. è scientificamente NON PROVATO che...
8. è pericoloso ogni fanatismo e insistenza (nasconderebbe la demonizzazione)
9. è scientificamente PROVATO che...
Insomma! di qualcosa bisogna pure morire...
[Fonte: "Televisione: ladra di vita", di Andrea Mattei]
 

13. Non ti alza di un centimetro
di BEATRICE VALENTINI
Davide Ludovisi, studente alla facoltà di Scienze della Formazione all'universita' di Trieste, ha analizzato in una tesi di laurea la pubblicità del tabacco. Come ossserva, le multinazionali del Tabacco hanno sempre operato nascosti nell’ombra, e sono riuscite a diffondere un veleno mascherandolo da scatola di cioccolatini. Per ottenere questo risultato hanno utilizzato molti mezzi psicologici, fino a far credere alla gente che fumare permetteva di far risaltare la propria mascolinità e dava punti in più di fronte alle donne. Per quanto riguarda queste ultime, invece, il lavoro è stato ancora più facile: la sigaretta le rendeva "uguali" agli uomini. Cio' rivestiva una grande importanza in un periodo in cui le donne erano alla ricerca del riconoscimento dell’uguaglianza tra i due sessi. Ma finalmente ci si rende conto che fumare non è piu' "vizio". Scrive Ludovisi: “Un vizio può essere... mettersi le dita nel naso ai semafori. Fumare sigarette o iniettarsi eroina nelle vene non è un vizio, è una dipendenza”. Percio' sono fiorite le pubblicità anti-fumo. L’autore le ha divise e raccolte per settori, a seconda del mezzo utilizzato, o della natura della pubblicità, preventiva o di scoraggiamento. La Lega contro i Tumori la fa da padrona tra le pubblicità, con lavori che risalgono a più di trent’anni fa, come quello riportato nel titolo, e tanti altri, in cui si combinano un head (intestazione) sintetico, a volte lapidario, ma molto efficace, con una immagine che cerca di attirare l’attenzione dei più giovani, con colori accesi o testimonial presi dal mondo dello sport. Un’altra nota positiva è la grande attenzione rivolta alla campagna "Feel Free to Say No" della Commissione Europea, alla quale anche GEA ha partecipato come partner. Il lavoro si chiude con uno sguardo alle pubblicità anti-fumo trasmesse dalla televisione, dove campeggiano il Ministero della Salute, l’Ufficio Federale per la Sanità Pubblica Svizzera, e anche l’Unione Europea. Non giudichiamo il lavoro dal punto di vista tecnico, ma apprezziamo il tono leggero delle argomentazioni, e la nutrita rassegna delle immagini, che permettono di avere un immediato riscontro di quanto si legge. Ma ora che il divieto di fumo è esteso a tutti i luoghi pubblici, ci sarà forse meno bisogno di campagne anti-fumo? Sembra di no, a giudicare dal recente appalto che il ministero della Salute ha affidato alla Lega contro i Tumori per il 2005.
 

14. Giuliano Ferrara da' l'esempio
"Che cosa mi ha convinto a piegarmi senza tante storie a questa scempiaggine del divieto di fumo? Stamane getterò nel cestino i due portacenere che sono nel mio ufficio, con una breve ma solenne cerimonia, poi parteciperò a una brevissima riunione di redazione pensando alle elezioni palestinesi e alla nicotina, ai noiosi guai dell'Ulivo e alla sigaretta, al viaggio americano di Chirac e al sigaro toscano, [...] e alla piccola droga che mi mancherà. Scambierò sguardi di solidarietà con i non pochi fumatori d'ufficio, finalmente vittime anche noi della legge uguale per tutti, senza emendamenti salvifici ad personam. Per qualche giorno faremo un giornale veramente schifoso, con la testa altrove e i nervi a pezzi. Si moltiplicheranno le liti e le insofferenze e i refusi tipografici. Forse i non fumatori, solo alcuni dei quali ne sono degni, prenderanno il potere in redazione e faranno un giornale sano. Dio ne guardi. [...]Sarà uno spettacolo penoso uscire in strada ogni poco per fumare, incontrare i viziosi come te e fare squadra con loro, con gli emarginati, i reprobi, i portoricani dalle cattive maniere [...] Finalmente sarà riconosciuta l'esistenza di un feroce scontro di civiltà, ma il nemico saremo noi. [...]Perché dunque piegarsi senza combattere? [...] Se rinunciamo a batterci è in omaggio al decisionismo politico: si faccia per una volta quel che è stabilito, si riconosca un'autorità esecutiva e ci si conformi a un divieto, senza eccezioni. C'è tanto bisogno di conculcare diritti e negare desideri che sono disposto a cominciare dai miei."
[Fonte: Il Foglio 10/01/2005]
 

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 

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