Tabagismo & pfc 
Anno VII - n° 65 - Marzo
2005
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DIRETTORE Giacomo
Mangiaracina
COMITATO DI
REDAZIONE C.Chiamulera, M.D'Angeli,
D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino,
V.Zaga'.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE:
M.Giovenchi, C.Marini, G.Meucci,
E.Passanante,
A.Stella, T.Trina,
B.Valentini, C.Vatteroni. |
Distribuzione: 4.000
copie |
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1
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- Morire
Svegli - di G.Mangiaracina |
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2
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- Vittoria! Il
Mondo batte Big Tobacco - di
C.Vatteroni |
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3
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- Centri
Tabagismo: 139 OK - di A.Stella |
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4
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- Belgi in visita
da Sirchia per imparare |
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5
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- Fermate
la Mondaini - di T.Trina |
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6
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- Piemonte
volenteroso ma povero - di
E.Passanante |
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7
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- Martino:
pacato o pagato? - CorSera Magazine |
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8
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- Smokebusters
controllano il San Paolo - di
G.Meucci |
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9
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- Guarire
dal demone interiore - di
T.Trina |
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10
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- Salutismo
sospetto- di M.D'Angeli |
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11
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- Stop ai
distributori dalle 7 alle 23 - ANSA |
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12
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- Il Q.I. del
fumatore - di Le Scienze |
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13
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- Invenzioni: il
Contasigarette - di B.Valentini |
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14
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- Dialoghi
intorno all'ipnosi |
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1. EDITORIALE: Morire
Svegli
di GIACOMO
MANGIARACINA
"Di qualcosa si deve pur
morire". L'assioma e' incontestabile ma ha prodotto
una mole incredibile di pensieri e parole. Chi ha conosciuto la fame,
ha coniato "Meglio morire a pancia piena" (detto popolare che
guarda benevolmente a chi si ingozza); chi vuole esibire forza e celare paura,
ha il vecchio adagio: "Meglio vivere un giorno da leone che cento
da pecora"; sul filo di un antico pessimismo, c'e' il libro di Paolo
Rossi "Era meglio morire da piccoli" (Baldini e Castoldi,
2002). L'imperatore Adriano soleva concludere: "Purche' la morte ci
trovi vivi", che in epoca moderna e' stato perfezionato: "Che la
morte ci trovi vivi, e la vita non ci trovi morti". Al giovane che disse al
Maestro "Fammi andare prima a seppellire mio padre e mia madre", Gesu'
replico' in modo agghiacciante: "Lascia che i morti seppelliscano i loro
morti".
La definizione di morte ha acuito l'attenzione
della Scienza nell'era dei trapianti. Un espianto a cuore battente da un
soggetto in coma fa traballare anche i forti. "Chi ci dice che...?" e'
lo spettro che aleggia su tutto. Una formula bruta della consapevolezza di
vita e' che i vivi possono contare i morti. Nelle catastrofi
e nelle calamita' naturali li contiamo, e pertanto ce ne differenziamo. Li
contiamo in modo preciso nelle condizioni di prevedibilita' e di
controllo, come in guerra:
Caduti documentati in Irak dall’inizio del conflitto al
28 Gennaio 2005
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Civili
irakeni |
min. 15.500 / max. 17.723 |
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Militari
irakeni |
circa 3.750 |
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Militari americani |
1.433 |
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Militari inglesi |
70 |
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Italiani |
21 |
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Altre truppe della
coalizione |
64 |
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Giornalisti |
30 |
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Miliziani
irakeni |
circa 10.000 |
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Guardie del corpo |
175 |
Di qualcosa si deve pur morire certo, ma il "qualcosa"
inquieta. E' la morte che temiamo o la sofferenza? La complessita'
dell'argomento merita certamente di piu', ma una battuta non si
puo' negare. Quanta vita e quanta morte c'e' in noi? Come ci si
percepisce? Ipotizzando "gradi di consapevolezza", ci si potrebbe sentire
piu' o meno vivi. Il fatto che 1.200.000 americani assumano
regolarmente farmaci stimolanti senza averne bisogno puo' essere
che lo facciano per esistere "meglio". Ben 378.000 sono i
giovani dai 12 ai 25 anni che ne diventano dipendenti. Lo dice il
rapporto del Substance abuse and mental health services administration (SAMHSA -
dati 2003). Tra le sostanze piu' abusate, la metanfetamina, le pillole
dimagranti, il metilfenidato (principio attivo del Ritalin, usato nei disturbi
dell'attenzione) e la dexedrina, sostanza anfetamino-simile. Almeno una volta
nella vita, 12,3 milioni di americani (il 5,2 % dell'intera popolazione) hanno
assunto metanfetamina, 8,7 milioni (3,6%) pillole dimagranti, 4,2 milioni (1,8%)
metilfenidato e 2,6 milioni (1,1%) dexedrina (Doctornews, 7/2/05, n.116). Ma
allora e' relativamente facile concludere che se si cerca di essere
piu' vivi, e' probabile che ci si senta un po' morti.
Morti dentro. I giovani lo sanno. Per questo accolgono qualsiasi offerta
di parziale risurrezione: una volta c'era la fede, oggi sigarette
e sostanze chimiche, per atteggiarsi, eccitarsi,
inebriarsi, dimenticarsi, e morire ben svegli.
2. Vittoria! Il Mondo
batte Big Tobacco
di CRISTINA VATTERONI
Sono 57 i paesi che hanno
votato, e rappresentano 2 miliardi e 300 milioni di persone.
Finalmente la Framework Convention on Tobacco Control (FCTC),
Convenzione Quadro Internazionale sulle strategie di controllo del
Tabacco, e' entrata in vigore il 27 febbraio 2005. E'
giuridicamente operativa per i 40 paesi che l'hanno ratificata prima del 30
novembre 2004, mentre per i 17 paesi che l'hanno ratificata dopo il 29 Novembre,
e per quelli che lo faranno da ora in poi, la Convezione entra in
vigore dopo 90 giorni dalla ratifica. L'
entrata in vigore dell' FCTC obbliga i governi a trasformare le sue
direttive in leggi nazionali. Entro 3 anni, tutti i pacchetti di
sigarette, sigari e prodotti del tabacco dovranno riportare avvertenze sui danni
provocati alla salute, ed entro 5 anni dovra' essere vietata ogni tipo di
pubblicità e sponsorizzazione del fumo. La Dott.ssa Vera Luiza da
Costa e Silva, direttore del programma "Tobacco Free" dell' OMS precisa che
molti paesi hanno già attuato regolamenti simili, ma la differenza sta nel fatto
che la Convenzione internazionale stabisce un coordinamento globale e lascia
molte meno scappatoie alle industrie del tabacco, che sono diventate molto abili
nell' aggirare le leggi nazionali. Il
direttore generale dell' OMS, Lee Jong-Wook sottolinea che i paesi
che hanno ratificato l'FCTC rappresentano nel mondo 2,3 miliardi di
persone. Si riafferma il concetto che
il tabacco è l'unico prodotto legale che uccide prematuramente la
metà dei suoi consumatori abituali. Il problema e' ancora acuto e
desta allarme mondiale. Sono arrivati a 5 milioni l'anno le persone che
vengono ammazzate dal Fumo e si stima che arriveranno a 10 milioni nel 2020, se
il trend attuale non verrà invertito. L'incremento di consumo e' maggiore
nei paesi in via di sviluppo, e di questo passo, nel 2020 sette morti su dieci
si verificheranno in questi paesi. La Convenzione
è stata votata all' unanimità dalla 56-esima Assemblea Mondiale per la
Salute nel Maggio 2003. Comprende clausole
che pongono standard internazionali per l' incremento dei prezzi e delle tasse
sul tabacco, la pubblicità, le sponsorizzazioni, l'etichettatura, il
contrabbando, il fumo passivo, ecc. La
possibilità di divenirne firmatari è stata chiusa il 29 Giugno 2004
con 168 firme, compresa quella della Comunità Europea. L' FCTC rimane aperta alla ratifica per i paesi firmatari che
non l' hanno ancora ratificata, e all'adesione per i paesi non firmatari, senza
vincoli di tempo. La Conferenza dei Partners (COP), ovvero dei paesi che
hanno ratificato la Convenzione, sarà il suo organo di governo che deciderà
sulle questioni tecniche, procedurali e finanziarie relative alla effettica
applicazione. I paesi che ratificheranno la Convenzione entro Novembre 2005
avranno diritto di voto durante la prima COP, che si terrà nel Febbraio del
prossimo anno.
Info: Marta Seoane, communications officer, WHO/Tobacco Free
Initiative (
seoanem@who.int)
3. Centri Tabagismo:
139 OK
di ASTRID STELLA
Lo studio sui Centri Tabagismo italiani, denominato
"Progetto INSPIRO", lanciato lo scorso autunno dalla
Societa' Italiana di Tabaccologia, con la collaborazione della Link-Italia
e con il supporto della Dompe' Farmaceutici, ha finalmente tagliato il
traguardo. I Centri che hanno aderito alla ricerca sono 139, e l'analisi
statistica preliminare e' stata consegnata ufficialmente il 1° marzo da
Alessandro Rossetti della Link. Soddisfazione e apprezzamento sono i sentimenti
che animano i membri del direttivo SITAB.
"Abbiamo una quantità tale di materiale da tenerci impegnati
per i prossimi anni..." ha commentato il Prof. Christian
Chiamulera, del direttivo nazionale, direttore del Centro ricerche e
documentazione e coordinatore scientifico, che si appresta a
stilare un piano di lavoro basato sull'identificazione delle sezioni e
sui diversi passaggi d'analisi che vedranno impegnati vari specialisti.
Finalmente avremo una panoramica generale di come in Italia si
lavora nella terapia del Tabagismo e soprattutto COME viene valutato il
paziente fumatore in sede di colloquio clinico. I risultati verranno
pubblicati e presentati in congresso. La SITAB ringrazia sentitamente
quanti hanno aderito allo studio contribuendo in modo determinante a fare un
ulteriore passo avanti nel difficile trattamento della dipendenza
tabagica.
4. Belgi in
visita da Sirchia per imparare
Roma, 2 Marzo, ore 11, nella biblioteca del
Dicastero alla Salute, a Lungotevere Ripa, una rappresentanza belga,
capeggiata dallo stesso ministro della salute Rudy Demotte, si e'
incontrata con Sirchia. Affiancavano il ministro la Dott.ssa Maria paola Di
Martino, direttore generale per le relazioni internazionali, Donato Greco,
direttore dell'ISS, Roberto Iadicicco, direttore generale per la comunicazione,
Daniela Galeone e Stefano Moriconi, medici, per la prevenzione e le
relazioni internazionali. Alle 14.30 il meeting tecnico scientifico con la
nutrita delegazione di 26 tra parlamentari e tecnici, e 5 rappresentanti della
stampa belga. Al centro dell'incontro, il Tabacco e le stretegie di controllo.
La signora Patricia Bernaert, uno dei delegati, riportava la qualifica
ufficiale di "assistant for tobacco questions", e cio' non lasciava
dubbi circa il significato dell'incontro. Il ministro Sirchia ha presentato
dunque la legge e i primi risultati del programma di
monitoraggio basato su tre punti: 1) la vendita di prodotti del tabacco, 2)
le ispezioni dei NAS (1263 ristoranti e 1297 discoteche), e 3) la vendita di
prodotti farmaceutici che aiutano a smettere di fumare: nella
prima settimana di dicembre 2004 sono stati venduti 13.400 confezioni, mentre
nella seconda settimana di gennaio le confezioni sono salite a 61.800. Insomma,
la riduzione c'e' davvero ed e' verificabile. Adesso tocca ai Belgi. Nel
frattempo il ministro ha delegato la Lega contro i Tumori ad attuare la
campagna divulgativa di supporto a quella che ormai, seppure
impropriamente, tutti chiamano "legge antifumo Sirchia".
5. Fermate la
Mondaini
di TATIANA TRINA
“Il peggio non è mai morto”. Sacrosante parole. Sandra Mondani,
testimonial dell'AIRC, colpisce ancora, senza ritegno. Ed eccoci di nuovo a
riflettere sulle sue affermazioni inerenti il fumo. Come si possono definire?
deliranti o allucinate? Di fatto ha altre volte lasciato un brutto segno, ed
ora abbiamo avuto la sua ennesima apparizione televisiva e l'ennesimo
messaggio contraddittorio agli italiani. Ancora una volta abbiamo assistito ad
una sua incursione drammaticamente programmata su RaiUno, a “Tuttobenessere” del
12 febbraio scorso, condotta da Daniela Rosati. “La prevenzione è
importante... - ha avuto cura di sottolineare la grande star
dell'ultimo quarantennio televisivo - ...ma amo fumare perché mi fa
stare meglio e piuttosto che ricadere in depressione preferisco il cancro.
Arrivata alla mia età, scelgo di cosa morire”. Dichiarazioni da
brivido, considerando che la donna e' gia' sopravvissuta al cancro. Se la
Mondani ha scelto di vivere a modo suo non vediamo perche' lo si debba far
dichiarare alla nazione. Ciò che invece risulta piu' grave e' che vi siano
trasmissioni di largo share che seguitino a darle voce, permettendole di
diffondere messaggi insensati, incongruenti e offensivi verso chi lotta ogni
giorno contro il cancro, verso il nobile lavoro di quanti si battono affinché
domini un’informazione corretta e completa, e verso chi, come la sottoscritta,
non ha piu' la fortuna e la gioia infinita di abbracciare quel “qualcuno” che, a
differenza sua, non ce l’ha fatta, che troppo tardi e' arrivato a capire quanto
male gli abbiano procurato 40 sigarette per 40 anni. “STOP” alla
Mondaini, vi prego.
6. Piemonte
volenteroso ma povero
di EMANUELE
PASSANANTE
Il 23 febbraio,
nell'aula Magna dell'Universita' di Torino, il convegno "Le attivita' di
contrasto al fumo di tabacco della Regione Piemonte", giornata di
studio organizzata dal Centro regionale di riferimento per l'epidemiologia e per
la prevenzione oncologica (CPO). Istituito nel 1995, impegna soggetti diversi,
la Regione Piemonte, l'Università di Torino, la ASL1, l'ospedale San Giovanni
Battista di Torino, l'Scdu Epidemiologia dei Tumori, e ha finalità di ricerca e
valutazione sui temi del rischio cancerogeno e della prevenzione primaria e
secondaria in ambito oncologico. Ha elaborato un progetto per la prevenzione e
riduzione del Tabagismo in Piemonte, finanziato nel 2002 dalla SanPaolo di
Torino. Obiettivi: 1) mettere in rete organismi, enti, associazioni e
istituzioni attivi sul territorio (individuate 3 macro-aree: prevenzione nelle
scuole, dissuefazione e interventi comunitari); 2) banca dati sul Fumo e sul
tabagismo; 3) integrazione e contributi del gruppo multidisciplinare costituito
presso il Cpo con il Piano regionale antitabacco 2004. SITAB Piemonte e
Psicologiasalute (www.psicologiasalute.it) hanno
partecipato a quest'indagine fornendo dati su iniziative e progetti nelle
scuole: - ricerca finalizzata alla prevenzione in otto Istituti di Torino e
provincia; - progetto "internet e salute, oltre il fumo"; - progetto sui
diritti dei non fumatori; - prevenzione negli eventi speciali
(Turinmarathon, Fiera del Libro, Salone del Gusto, Olimpiadi 2006 senza Fumo.
Qualcosa è stato pubblicato sul quaderno n.8 nel sito www.cpo.it, ma non tutto. La SITAB Piemonte
si è resa disponibile a collaborare e a far parte del gruppo di lavoro
regionale. Il CPO considera la lotta al tabagismo un intervento di
strategia globale, in grado di garantire risultati in termini di efficacia nella
riduzione di incidenza e di prevalenza; richiede un organo di coordinamento e di
programmazione della Regione; richiede la partecipazione delle scuole;
l'attenzione al "Ten-point programme dell'OMS" per una strategia di controllo a
livello sanitario, sociale, politico, economico e legislativo. Tra gli
ospiti, il dott. Laezza per l'Emilia Romagna e la dott.ssa Tamang per il Veneto.
La Lega italiana per la lotta contro i tumori, è stata citata per due
progetti, ma stranamente non si è parlato del volume appena pubblicato
"La Prevenzione del Tabagismo", perche' la ricerca si è conclusa prima della sua
pubblicazione. Tutto in fieri comunque, perche', come spesso accade,
mancano i fondi per un'azione massiccia e
incisiva.
7. Martino: pacato o
pagato?
Quando gli storici avranno accesso
ai documenti riservati di Palazzo Chigi per studiare il governo Berlusconi,
dovranno ricordarsi che a redigere i verbali delle riunioni è stato Gianni
Letta. Sarà quindi difficile ritrovare nelle ricostruzioni del sottosegretario
alla presidenza i vapori caldi che si sono sprigionati in Consiglio dei
ministri, le asprezze e gli scontri che hanno animato le sedute dell'esecutivo
dedicate alla legge contro il fumo. Sicuramente il braccio destro del premier,
nelle note ufficiali, avrà applicato un filtro ai furibondi litigi tra
Girolamo Sirchia e Antonio Martino. Da quelle pagine non si saprà mai
se si è consumata la vendetta, se il responsabile della Difesa avrà tenuto fede
alla minacciosa promessa rivolta al titolare della Sanità, dopo l'approvazione
della legge: "Sappi che al prossimo Consiglio verrò a fumarti in faccia il
Moro, ventitrè centimetri di toscano lavorato a mano". Era chiaro che non
si trattava di un calumet della pace, visto quanto era accaduto durante la
discussione sulle norme, quando lo scontro tra il crociato del Diritto alla
salute e l'alfiere del Liberismo era tracimato fino all'offesa personale. Il
fatto è che Sirchia aveva chiesto di vietare il fumo anche nei circoli privati,
provocando la reazione di Martino: "Ma questa è una limitazione della
libertà. Porre un tale divieto nei circoli è peggio di dover porre il divieto
nelle case dei cittadini. E' pura farneticazione". "Lo sappiamo
tutti che sei una persona pagata", gli rispose d'istinto
il titolare della Sanità. L'allusione fu pesante e inquietò il consesso
di governo. Tutti volsero lo sguardo verso Martino, che si mondò subito
dall'infamia: "Forse volevi dire che sono una persona
pacata. E lo sono, perchè non intendo restituirti l'offesa con un
ceffone". Chissà se Letta avrà riportato nei verbali il colloquio, perchè
in tal caso si sarebbe autocitato. "Signori, vi prego", disse per
riportar la calma. "Nella norma possiamo scrivere che il fumo è vietato
anche nei circoli privati... se così prevede lo statuto". Va bene la legge,
ma Sirchia avrebbe fatto meglio a non eccedere, specie nei vocaboli. Eppoi Letta
rimane pur sempre un fumatore di toscani.
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Fonte: CorSera
"Magazine": Onorevoli Segreti, di Francesco Verderami, 20/01/05,
pag.44.
8. Smokebusters
controllano il San Paolo
di GENNARIO MEUCCI *
L’Ospedale San Paolo di Napoli è
finalmente un vero ospedale libero dal fumo. Fino all’anno scorso all’interno
di questo che è uno dei dieci ospedali della ASL NA1, era la norma per
operatori, visitatori, guardie giurate fumare ovunque. Fino al giorno in cui è stato
richiesto l’intervento di Aria Pulita. Subito dopo la lettera di denuncia è
scattata la prima ispezione dei NAS e sono iniziate a cambiare le cose. Sono
comparsi i primi cartelli a norma omettendo però il nominativo del responsabile
addetto ai controlli. Intanto si continuava a fumare. A distanza di quattro mesi,
la seconda richiesta di intervento di Aria Pulita con relativa denuncia e nuovo
intervento dei NAS che questa volta hanno elevato alcune sanzioni.
Dopo il 10
gennaio 2005, con l’entrata in vigore della legge 3/2003, anche la Polizia
municipale a eseguito di un controllo, ha multato due
visitatori presso il reparto di ortopedia del presidio. Nonostante tutto si continuava a
fumare e a questo punto Aria Pulita ha deciso di indirizzare la terza denuncia,
oltre che ai responsabili interni e ai NAS, anche al Sindaco di Napoli e alle
redazioni locali dei quotidiani. Questa si è rivelata l’azione
decisiva. Finalmente il Direttore generale ha nominato anche il responsabile del
controllo nella persona del Direttore sanitario del presidio. Nello stesso
tempo, nella riunione annuale indetta dal Responsabile della Sicurezza della
ASL, è stato messo in rilievo l’intervento di Aria Pulita. La conseguenza di questa azione
determinata è sotto gli occhi di
tutti. Oggi la situazione al San Paolo è decisamente
migliorata. "Smokebusters" (www.smokebusters.it) preposti al
controllo (sentinelle antifumo del progetto ASL NA1 libera dal fumo)
appositamente addestrati, vigilano sul rispetto del divieto.
Sono stati
inoltre ordinati contenitori ripieni di sabbia da collocare negli spazi aperti
con cartelli che invitano i visitatori a spegnere le sigarette prima di entrare
nell’ospedale.
----------
* Gennaro Meucci e' coordinatore di "Aria Pulita -
Associazione Nonfumatori" per la Campania.
9. Guarire dal demone
interiore
di TATIANA
TRINA
Era ora! Un film spot di due
ore contro il Fumo. Questo e' "Constantine".
Sicuramente consigliabile per proiezioni scolastiche a carattere educativo.
Perche' in qualche maniera il film educa. Basato sul fumetto “Hellblazer” di
Alan Moore, nasce questo straordinario film, interpretato da un sempre
brillante Keanu Reeves, film di genere fantasy – dark, firmato da Francis
Lawrence. Constantine è un detective che ricorda Dylan Dog ma soprattutto è
un anti-eroe per eccellenza. Personalità inquieta sin da ragazzo, soffre per una
“diversità”, per un dono inizialmente non compreso che lo porta, dapprima a
subire un elettroshock, poi a tentare il suicidio. Ha la capacità di
vedere orde di demoni che, sotto sembianze umane, tentano
di conquistarsi adepti in una Los Angeles non piu'
reale. L’ironia della sua vita è che, pur avendo liberato dai
demoni tanta gente, non riesce a sconfiggere il proprio demone interiore, che lo
consuma lentamente, un cancro ai polmoni. Fumatore compulsivo dall’età
di 15 anni, ha scelto come compagne di follia 30 sigarette al giorno. Una
sequenza impressionante di soliti gesti, rituali,
nevrotici. Constantine in verità è un egoista che con le sue buone azioni
vuole assicurarsi una posizione da beato. Solo alla fine prova a
riscattarsi. Ci riuscira'? Il finale stupefacente lo lasciamo allo spettatore.
Di certo possiamo dire che il film in assoluto va visto e rimarra' un
cult, finalmente didattico, educativo, che parla il linguaggio dei
giovani, anche per le scene spettacolari e gli effetti speciali
realizzati con grande accuratezza di dettaglio.
10. Salutismo
sospetto
[....] Da ogni parte
appaiono cartelli ammonitori: "Vietato fumare". Così tanti da far perfino
prudere le tonsille ad un impenitente non fumatore come il sottoscritto. In ogni
cartello è indicato il nome e il cognome di un collega-compagno-ospite
trasformato in sbirro, delatore, infame. Qualcuno comincia a entrare nella
parte, e a minacciare di chiamare i carabinieri. [....] Tutto questo salutismo
di stato è sospetto. E non solo a chi, come me, è riuscito a passare indenne sia
in mezzo alle fitte coltri di fumo incombenti sulla mia testa nelle riunioni del
papà coi compagni nella mia infanzia, che alla moda fumistica degli
indimenticabili anni dei movimenti studenteschi. Non ho mai avuto
bisogno di divieti, né io né la maggioranza degli italiani, per non
fumare e arrangiarmi da solo nel mandare a quel paese i tabagisti più
impenitenti e suicidi. [......] In quest'Italia inquinata, nel traffico
soffocante, con l'acqua in vendita e l'aria già asfissiata, il divieto del
fumo serve solo a non far vedere il disastro di un governo che ci toglie le
pensioni, ci nega il lavoro, ci affetta il salario, getta ai pesci gli
immigrati, occupa paesi stranieri, rende legge l'arbitrio di ricchi e furbi.
Diradiamo le cortine fumogene! Ci stanno ancora una volta fregando.
Gigi Bettoli - Pordenone (Il Gazzettino 11/02/2005)
------------------------
Risponde Massimo D'Angeli, presidente di Aria
Pulita:
Signor Bettoli, nessuno ha ancora dimostrato che le leggi
sui divieti di affumicare il prossimo rientrino nel salutismo, comunque lo si
voglia intendere. Così come nessuno ha ancora dimostrato che vi rientrino il
divieto di superare la doppia striscia continua marciando contromano, il divieto
di suonare a 120 decibel o di fare rumore dopo le 22, il divieto di parcheggiare
di traverso al centro dell'autostrada. Il perche' non sono salutismo lo sa anche
lei (a meno che non sia contento di vedersi un'auto contromano, di sentire
l'Hi-Fi del vicino alle 3 di notte). Sono tutti divieti che riguardano almeno 2
(due) persone, non una sola. Se lei va da solo sull'Everest puo' benissimo
ascoltare musica a 120 decibel o fumare, non vedrà nessun "proibizionista", ma
se va in un posto appena più popolato del deserto non può farlo perché rompe i
timpani e qualcos'altro. Affermare che "la maggioranza degli
italiani" non ha "mai avuto bisogno di divieti" e' come dire che la mafia non
esiste, e che nei luoghi di lavoro non ci sono ricatti, né omertà, né minacce,
né mobbing, né fumo: in pratica Paperopoli. E magari faccia sapere alla
"maggioranza degli italiani" minorenni che sono semplicemente
sciocchi nel prendersi infezioni respiratorie acute durante i primi due
anni, asma, sintomi respiratori cronici, e infezioni dell'orecchio
medio.
11. Stop ai distributori
dalle 7 alle 23
ACCOLTO RICORSO CONSUMATORI CONTRO
CIRCOLARI MONOPOLI
La seconda sezione del Tar del Lazio ha accolto il
ricorso del Codacons e ha ordinato lo stop alle macchinette automatiche
distributrici di sigarette dalle 7 alle 23. I Monopoli dello Stato avevano in
primis accettato la chiusura delle macchinette automatiche dalle ore 7 alle ore
23, per impedire ai minori di anni 16 di avere libero accesso all'acquisto di
sigarette. Tuttavia, con una successiva circolare, resa nota a gennaio 2005, i
Monopoli avevano fatto dietrofront, autorizzando la vendita delle sigarette a
mezzo dei distributori automatici "nelle ore di chiusura e nei giorni di
chiusura dei rivenditori autorizzati" (tabaccai), ossia in qualsiasi ora del
giorno e della notte. Nel ricorso del Codacons, rappresentato dagli avvocati
Carlo Rienzi e Vincenzo Masullo e basato su approfondite ricerche sui danni da
fumo presentate dal prof. Mangiaracina, si contestava proprio tale
contraddizione delle due circolari dei Monopoli, e si richiamava l'attenzione
sulla necessità di tutelare la salute dei giovani e limitarne l'accesso facile
al fumo. La II sez. del Tar del Lazio, accogliendo le tesi difensive del
Codacons, "considerato che la tutela dei minori e' prioritaria e che la
chiusura degli esercizi e' diretta a vietare l'acquisto dei tabacchi ai minori
di anni 16", ha disposto la chiusura dei distributori automatici di
sigarette sempre dalle 7 alle 23, anche quando i tabaccai sono
chiusi. Il Codacons "esulta per l'importante vittoria e annuncia
raffiche di blitz nelle citta' per accertare il rispetto dell'ordinanza del Tar,
denunciando gli esercizi in violazione e chiedendo il sequestro delle
macchinette ancora in funzione negli orari vietati". (ANSA) - ROMA, 24
FEB. 2005
12. Il Q.I. del
fumatore
Molte ricerche hanno associato il
fumo a numerosi rischi per la salute. Uno studio pubblicato sulle riviste "New
Scientist" e "Addictive Behaviors" suggerisce ora che l'abitudine di fumare può
influire anche sul Quoziente di Intelligenza (Q.I.). I ricercatori
dell'Università di Aberdeen e dell'Università di Edimburgo hanno studiato come
le abilità cognitive di fumatori e non fumatori variano nel tempo. Hanno
scoperto che i fumatori ottengono risultati significativamente peggiori in
cinque diversi test d'intelligenza. Le capacità mentali dei 465 soggetti che
hanno partecipato allo studio erano state esaminate per la prima volta nel 1947,
quando avevano undici anni. Sono state poi analizzate una seconda volta nel
2000, all'età di sessantaquattro anni. In quest'occasione, sono stati sottoposti
a test per valutare il ragionamento non verbale, la memoria e l'apprendimento,
la velocità nell'elaborare informazioni, e le decisioni su come agire in
circostanze particolari. I fumatori e gli ex fumatori hanno ottenuto
risultati molto inferiori nei test.
13. Invenzioni: il
Contasigarette
di BEATRICE
VALENTINI
Si usa in 2 modi: 1) per capire
veramente quanto si sta fumando: ogni giorno, prima di fumare la prima
sigaretta, si accende il contatore, si guarda il numero di sigarette che si e'
fumato il giorno prima e ci si pone l’obiettivo di non superarlo, o meglio
ancora di diminuirlo; 2) per diminuire gradualmente il numero di sigarette: ogni
giorno si imposta il contasigarette su un certo numero, e si preme il tasto
“meno” ogni volta che si fuma, fino a raggiungere lo zero. Arrivati allo zero ci
si impone di non fumare altre sigarette per quel giorno. Questo, a dire dei
fabbricanti del metodo, dovrebbe aiutare a concedersi le sigarette SOLO nei
precisi momenti che si vogliono, senza concedersi degli "extra". Chi decide e'
la persona, che magari in certe situazioni puo' essere più indulgente, magari
nei weekend o in una serata particolare con gli amici, altre volte piu' rigido.
L'importante è che si riesca a darsi una regola quotidiana e a mantenerla. Serve
a chi non riesce a smettere tutto d'un colpo, ma un minimo di forza di volontà
ci vuole comunque! www.ilcontasigarette.com
14. Dialoghi intorno all'ipnosi
E' uscito il
volume di Aldo Nagar, "Ipnosi e Fumo" - Ipnosi e
tecniche cognitivo-comportamentali nella disassuefazione tabagica" [Edizioni
Medico Scientifiche Srl, Torino: www.cgems.it/?art=37128].
All'invito ho risposto con una sola frase: "Qualcuno qui sbaglia..." e
riportavo alcuni dati di letteratura che mettono l'ipnosi tra le metodologie non
giudicate "non efficaci". Nagar ha risposto con una lunga lettera che non
potevamo riportare per intero. Cosi' ho optato per una sintesi,
sperando non travisare gli intenti dell'autore, nel qual caso me ne scuso.
Lo ringrazio comunque per le precisazioni (integrazione dell'ipnosi con
tecniche cognitivo-comportamentali) e per avere contribuito ad arricchire
il dibattito sul tema specifico. GM
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La conclusione espressa
negli studi di verifica cui lei si riferisce, segnala una obiettiva difficoltà a
riscontrarne l’effettiva efficacia in confronto ad altri interventi per
l’elevato numero di variabili coinvolte, tra cui la discrezionalità dei metodi
valutativi e la difficile standardizzazione del campione rispetto ai controlli:
questo lo studio su Cochrane sembra suggerire. [.....] Ma
questa realtà, che si riferisce ad anni precedenti (lo studio di Cochrane è
datato 1998), non impedisce che studi attuali, possano ripresentare e rivalutare
le effettive possibilità del metodo, se correttamente utilizzato. La mia
esperienza in proposito (trentacinque anni di ipnosi e l’amplissimo numero di
fumatori trattati sia privatamente sia come Responsabile per dieci anni
dell’Ambulatorio di Ipnositerapia delle Molinette) segnala e conferma l’ipnosi
come strumento particolarmente efficace per la disassuefazione dal fumo: tutti i
dati raccolti, estremamente documentati, sono a disposizione di chiunque
abbia giustificati motivi per esaminarli. [........] L’uso
dell’ipnosi per raggiungere l’astensione dal fumo non è assolutamente facile,
anzi è decisamente difficile, e l’apprenderne l’uso corretto richiede
impegno, tempo, volontà, fatica. I trentacinque anni di attività professionale
mi hanno permesso di ottimizzare, sia l’intervento cognitivo comportamentale sia
le tecniche e le suggestioni ipnotiche: “aiutare e convincere” i pazienti a
smettere di fumare è uno degli impegni più difficili, non tocca certo a me
ricordarlo a persone come lei quotidianamente immerse nelle problematiche della
dipendenza. L’ipnosi ha certo in sé un problema intrinseco: è complessa.
Chi la pratica seriamente ne conosce costi e problematiche e sa quanto sia
difficile usarla in maniera corretta e produttiva. I risultati
sono da sempre estremamente legati non solo alla patologia presente ma alla
capacità ed abilità dell’ipnotista: questa componente così individuale è
sicuramente limite ai risultati dell’ipnosi. A tecniche inadeguate e
insufficienti corrispondo risultati deludenti su cui Cochrane nella sua limitata
ricerca può anche essersi imbattuto. Se è innegabile che l’ipnosi “sul fumo” è
stata molte volte in tempi passati utilizzata in maniera superficiale ed
acritica, vi sono oggi articoli e studi recenti riportati nella bibliografia del
mio libro. E’ sperabile che Cochrane riveda nei prossimi anni le possibilità
dell’ipnosi nella disassuefazione dal fumo e che le esperienze esaminate, più
critiche e meglio definite. La inviterei a leggere il libro che ho scritto: se
non altro gli eventuali giudizi negativi che ne trarrà saranno più motivati da
una migliore conoscenza dell’argomento. La casistica allegata presenta una
verifica sull’astinenza raggiunta non inferiore ai due anni, in alcuni casi
superiore ai quattro. Distinti saluti. Aldo Nagar.
17/02/2004
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