Tabagismo & pfc 
Anno VII - n° 66 - Aprile 2005

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: D.Amram, R.Israel, C.Marini, P.Loffredo, S.Pacella, E.Pipitone, T.Trina, C.Vatteroni.
via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it
Collaborazione: LILTGlobalink Italia
Distribuzione: 4.000 copie

 

1

- I Dialoghi della Ricotta - di G.Mangiaracina

 

 

2

- HELP! Campagna europea 2005-2008 - di T.Trina

 

 

3

- Vittime del tabacco alla riscossa  - di E.Pipitone

 

 

4

Sassari. SERT e SPRESAL rilanciano - di P.Loffredo

 

 

5

- Pecunia facile e tabacco radioattivo - di V.Zaga'

 

 

6

- Ai "Minori" ci pensiamo noi - di Philip Morris

 

 

7

- La LILT alla Moratti: vigiliamo - redazionale

 

 

8

- Giu' le mani dai bambini - di S.Pacella

 

 

9

- Rete Globale per la Ricerca - di R.Israel

 

 

10

- Ruolo della Banca Mondiale

 

 

11

- Voto lombardo. Chi Ce' ?

 

 

12

- Contasigarette pro-fumo? - di D.Amram

 

 

13

- Cromosomi a rischio nel feto - JAMA

 

 

14

Lettere

 


1. EDITORIALE: I Dialoghi della Ricotta
di GIACOMO MANGIARACINA
Ai siciliani la ricotta piace. Anche ai sardi, ma ai siciliani di piu'. Piace al punto che "fare ricotta" ha un significato a sfondo sessuale. Qualcosa tra un indefinito amoreggiare e una specie di petting. "Ricottaro" e' il maschio navigato, capace di conquiste, cacciatore per vocazione. La ricotta e' un ottimo alimento, il piu' magro tra i latticini. Ri-cotta, cotta due volte, perche' si estrae immettendo il caglio nel siero di latte in cottura, dopo l'estrazione del formaggio. Di pecora, di mucca o di capra, la si puo' consumare in vari modi, dolce o salata, fresca o stagionata, con i classici spinaci in ravioli e cannelloni, ingrediente naturale di dolci famosi in tutto il mondo; frullata, puo' simulare egregiamente la panna da cucina (consigliabile, provare per credere); con cacao e zucchero una crema al cioccolato di rara bonta'; aggiungendo le uova e mettendo l'impasto nel forno, il gateau di ricotta stupira' e conquistera' il palato di un ospite. E' anche un medicamento "rinfrescante" (uso i termini del profondo Sud). Gastriti e ulcere trovano giovamento da "pasta e ricotta", e persino un impacco di ricotta su una contusione, fasciata con garza, la sfiamma e ne attenua il dolore. Spalmata fresca sulla pelle dovrebbe nutrirla e rigenerarla meglio di qualsiasi prodotto cosmetico, ma non ho mai verificato.
Era questo tesoro che Matilde - il nome non deponeva per una donna del Sud, ma era quello - portava al mercato in una voluminosa brocca poggiata in testa. E sulla via sognava. Dalla vendita avrebbe ricavato quanto bastava per comprare galline, le cui uova avrebbe fatto covare per fare pulcini, la cui vendita avrebbe permesso l'acquisto di una capra, che accoppiata, avrebbe prodotto un piccolo gregge, il cui commercio avrebbe fruttato una mucca, il cui latte venduto avrebbe consentito di risparmiare quel tanto per comperare una casetta con balcone; nelle domeniche d'estate vi si sarebbe seduta, e i passanti l'avrebbero salutata con riverenza: "Buongiorno, signora Matilde!". E cosi' pensando, fece quel malaugurato dannato inchino che mando' la brocca in pezzi, e il suo contenuto a male.
Avevo 4-5 anni quando mi raccontavano la storia di Matilde, con quell'enfasi tutta meridionale dei narratori. Non riuscivo a capire per quale motivo, chi raccontava, nel finale rideva. Io lo trovavo drammatico. Le brave massaie degli anni Cinquanta immaginavano fosse ridicolo sognare. La realta' della Sicilia del dopoguerra era tale da negare e proibire qualsiasi sogno con il sarcasmo. Anzi, chi sognava doveva in un certo senso essere punito. La metafora del racconto non lascia scampo. I soggetti sono due: la ricotta e Matilde. Rappresentano due forme di valori, la ricotta per le sue proprieta' intrinseche e Matilde per la capacita' imprenditoriale, consapevole di cio' che porta, adatto a produrre benessere. Dunque l'affare e' scontato, perche' altrettanto scontata e' la domanda di benessere. La sequenza degli eventi, nel sogno di Matilde, e' in perfetta armonia: ricotta, uova, latte. Tutto cio' che e' in grado di soddisfare un bisogno di nutrimento sano. Eppure, quanti si sono trovati nei panni di Matilde? Come puo' infrangersi un sogno buono, legittimo e necessario? Puo' bastare un passo falso a spegnere la luce? Un analogo timore a volte mi accompagna. Ma senza sogni come obiettivi di vita, come capacita' di vedere oltre, non si va lontano. Ci si ferma. "I have a dream" tuono' Luther King a Washington quel 28 agosto del 63, dando speranza a milioni di emarginati. Anche noi offriamo merce di gran valore al mercato dei bisogni umani. Non sara' l'inchino a tradirci, e neppure uno sgambetto a fermarci. Il sogno di Matilde-King e' nostro: capacita', competenze ed entusiasmo raggiungeranno chi sta gia' aspettando, i professionisti della Salute, focus della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio 2005.
 

2. HELP! Campagna europea 2005-2008
di TATIANA TRINA
Si chiama "Help!" la nuova campagna mediatica anti-tabacco della Commissione europea che si concludera' alla fine del 2008. L'appalto e' stato aggiudicato all’agenzia Ligaris, che lavora in cooperazione con la B&S, agenzia europea di comunicazione e con la Carat International Media, che ha sedi nei 25 paesi membri dell'UE. I presupposti su cui verte l’attuale Campagna si basano su: 1) il documento elaborato dalla Conferenza di Roma del novembre 2003; 2) gli esiti della precedente Campagna “Feel-Free to Say No”; 3) gli studi europei sul tabacco. Il nomeHELP !” vuole rappresentare due intenzioni: la prima e' una sorta di “grido” nei confronti delle varie organizzazioni governative e non, affinche' agevolino e permettano l’attuazione delle strategie globali di intervento; la seconda e' quella di garantire un aiuto ai fumatori (per smettere) e ai giovani (per non cominciare). Il programma si snoda in 4 direzioni: 1) spot TV; 2) diffusione a mezzo stampa; 3) eventi locali; 4) sito web. Aspetto fondamentale riveste la partnership nel contesto dei singoli Paesi dell’UE in modo da garantire la massima copertura territoriale con le loro azioni coordinate e capillari. Una vera mobilitazione. Le organizzazioni partner sono: ENSP, ENYPAT, ERS, European Heart Network, European Cancer League, IUHPE, INWAT, QUIT (Organizzazione delle Quit-Line Europee), e naturalmente l'OMS. Per l'Italia, 5 rappresentanti: la dott.ssa Elizabeth Tamang (board dei supervisori della Campagna), il prof. Giacomo Mangiaracina (Communication expert - SITAB), il dott. Maurizio Laezza (Consulta italiana sul tabagismo), la dott.ssa Federica Michieletto (European network on smoking prevention), e l'avv. Raffele Luise (QuitLine expert - LILT). La partnership italiana si e' insediata a Bologna il 25 marzo e l'11 aprile  si riunira' a Venezia per definire il programma. Per cominciare, la campagna italiana sara' inaugurata dal 16 al 23 Maggio con la presenza in Italia del nuovo Truck Tour, l'autocaravan che gira per le capitali europee.
http://europa.eu.int/comm/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/help_en.htm
 

3. Vittime del tabacco alla riscossa
di ENRICO PIPITONE
Da quando abbiamo inviato il comunicato stampa relativo alla costituzione di uno sportello per i risarcimenti alle vittime del Tabacco, dozzine di persone ci hanno scritto ed inviato il modulo che e' pubblicato sui siti www.gea2000.org e www.nonfumatori.it. Il caso Stalteri e la recente sentenza 1015/2005 della Corte d'Appello di Roma hanno senz'altro smosso le acque ed aperto la strada ai risarcimenti per le vittime del tabacco costituendo un importante precedente giurisprudenziale. La sentenza, inoltre, ha creato una nuova e più profonda consapevolezza sulla necessita' di essere informati sui rischi derivanti dal fumo: la gente ha bisogno di sapere, vuole sapere, deve sapere. GEA Progetto Salute ha cominciato il suo lavoro di informazione nel 1997, sui gravi danni che il fumo provoca alla salute umana. Dal 2001 ha creato il primo "Sportello per le Vittime del Tabacco", ed oggi lo ripropone consapevolmente come giusta offerta di servizi al cittadino, per quanti vogliono informazioni e delucidazioni sulla possibilità di intentare azioni giudiziarie ed ottenere i risarcimenti. Ricordiamo che il mercato del tabacco in Italia e' completamente nelle mani degli anglo-americani, nuove truppe di occupazione economica. In particolare l'ETI, Ente Tabacchi Italiano, e' stato lo scorso anno acquistato dalla British American Tobacco (BAT), che e' diventato cosi' "BAT-Italia", verso cui e' stato intentato e vinto in Appello il processo Stalteri. Ricorreranno in Cassazione, percio' la battaglia continua nelle aule di tribunale, ma siamo certi che non la spunteranno facilmente questa volta. Percio' facciamoci portavoce di questa possibilita' in favore delle vittime del tabacco. Che i fumatori si armino di coraggio e tentino almeno di recuperare giustizia, anche se non colmera' mai il vuoto di chi ci ha lasciato proprio a causa del tabacco. Il modulo: www.gea2000.org/risarcimentodanni.htm
 

4. Sassari. SERT e SPRESAL rilanciano
di PAOLO LOFFREDO *
Dal 4 al 9 aprile si terrà a Sassari un Corso di formazione di secondo livello per Operatori specializzati nel trattamento della dipendenza tabagica. Il Corso, tenuto dal prof. Mangiaracina, riguarderà una trentina di operatori interni all’AUSL n.1, appartenenti a diversi Servizi dei distretti  di Sassari Alghero e Ozieri, che successivamente porteranno avanti i Centri Antifumo. Diretti organizzatori del corso sono il SERT e lo SPRESAL (Dott.ssa Mariuccia Mongiu), con la partecipazione di altri Servizi della ASL quali la Pneumologia e l’Otorinolaringoiatria. Il Corso costituisce il completamento di un precedente stage formativo, risalente a diversi mesi fa, nel quale erano state poste le basi teoriche e metodologiche. Questo Corso ha un orientamento soprattutto di tipo pratico – applicativo, infatti consiste nel trattamento, di due Gruppi di fumatori, con la partecipazione attiva degli allievi. In questo senso il Corso coincide di fatto con l’inizio del Servizio antifumo; la precedente campagna pubblicitaria tramite stampa ha fatto sì che circa cinquanta fumatori si rivolgessero al numero telefonico preposto; la maggior parte di essi hanno già effettuato un colloquio clinico individuale e partecipato ad una seduta di gruppo preliminare il 30 marzo scorso.
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* Il Dott. Paolo Loffredo e' medico psichiatra, Sert AUSL n°1 Sassari
 

5. Pecunia facile e tabacco radioattivo
di VINCENZO ZAGA'
Ho ascoltato con interesse la lettura magistrale del prof. Leonardo Fabbri al 1° Congresso AIPO di Reggio Emilia. Due argomenti da lui presentati mi inducono ad una riflessione: 1) L'ostracismo, giusto e legittimo, della comunità scientifica internazionale (Lancet) nei riguardi dei ricercatori che scendono a compromesso con le multinazionali del tabacco. Come SITAB ce ne stiamo occupando, cogliendo l'occasione di una polemica aperta sull'argomento con il prof. Polosa dell'universita' di Catania, col Movimento Italiano Genitori (Moige) e con tutti coloro che si fanno finanziare dai produttori del tabacco. Il mondo scientifico deve decidere da che parte stare senza concessioni, compromessi e ancor peggio, sotterfuggi. Ci piacerebbe avere l'opinione del prof. Fabbri. 2) Il rilevamento statistico della maggiore incidenza di tumori polmonari nei soggetti affetti da BPCO (Bronco-Pneumopatia-Cronica-Ostruttiva). C'è tutto quello che il prof. Fabbri ha detto: imponente stress ossidativo, etc., ma è probabile che si tratti solo di ciò che avviene "a valle", con sicure e importantissime implicazioni delle cause che stanno "a monte" e che dettano i tempi di ciò che succederà a valle. Si parla poco o niente della componente radioattiva "Alfa", forse piu' importante degli idrocarburi policiclici presenti nel fumo di tabacco, anello mancante in questa ricerca. Sopratutto se si considera che il Polonio 210 ha un'emivita di 138 giorni e che il suo precursore, il Piombo 210 ha un'emivita di 20 anni !!  Pertanto il razionale potrebbe essere che i soggetti affetti da BPCO, che per definizione hanno una attivita' muco-ciliare alterata, accumulano una tale carica radioattiva "Alfa" che l'epitelio broncopolmonare finisce col venire continuamente bombardato da queste radiazioni, corte, ma molto penetranti. E questo puo' avvenire anche negli ex fumatori con difetto di attivita' muco-ciliare che, non potendo smaltire completamente la carica di Piombo 210, in forza della sua lunga emivita, decade ogni minuto-secondo in Polonio 210, fortemente "Alfa". Se riusciremo a dimostrare tutto ciò "in vivo" avremo forse chiuso il cerchio dell'interrogativo, per esempio, del perchè alcuni fumatori si ammalano di tumore polmonare anche 5-10-15 anni dopo che hanno smesso di fumare. E' necessario che, in chi fuma, e in chi smette di fumare, si faccia tutto il possibile per potenziare l'efficienza muco-ciliare. Ce ne stiamo occupando dal 1995 con l'Unità di Scienze Chimiche, Radiochimiche e Metallurgiche dell'universita' di Bologna. E' stata già valutata la radioattività "Alfa" nel tabacco (come Poster fu presentato all'AIPO nel congresso di Firenze del '99, e come abstract all'SNRT di Tubingen nel 2004 - il lavoro sarà pubblicato su Addiction). Ora, col Centro Ricerche SITAB stiamo passando alla fase più intrigante, clinico-anatomopatologica.
 

6. Ai "Minori" ci pensiamo noi
(a cura della Philip Morris)
Non vogliamo che i MINORI fumino. Comprendiamo che possiate essere scettici. Dopo tutto, siamo uno dei produttori di sigarette più grandi al mondo; perché dovremmo impedire a qualcuno di fumare? La nostra risposta è semplice: la prevenzione del fumo tra i giovani ha un intrinseco valore commerciale. È quello che i nostri dipendenti, gli azionisti, i legislatori, i fumatori adulti e la società nel suo insieme si aspettano da noi. Non si può gestire un'impresa di successo senza tenere conto delle aspettative della società. E allora sì, la prevenzione del fumo tra i giovani fa parte dei nostri interessi commerciali. Ma va ben al di là di questo. Siamo anche convinti che impedire ai minori di fumare sia la cosa giusta da fare. In realtà, visti i gravi danni alla salute causati dai nostri prodotti, crediamo che impedire ai MINORI di fumare sia un nostro dovere. Prendiamo sul serio la nostra responsabilità sociale. E il fumo tra i giovani è un problema sociale. È improbabile che delle misure a breve termine e delle campagne antifumo una tantum possano risolverlo.Quello che occorre è un impegno costante e diffuso, e il nostro intento è quello di collaborare con tutta la società per elaborare una soluzione a lungo termine. La diminuzione del fumo tra i giovani richiederà gli sforzi congiunti di molte categorie: genitori, fratelli, amici, educatori, dettaglianti, legislatori e altre aziende come la nostra. Siamo coscienti dell'importanza del nostro ruolo e contribuiremo attivamente alla ricerca di una soluzione. Se questo significa che in futuro venderemo meno sigarette, sia pure così. Ciò che conta è che siano sviluppati, finanziati e messi in pratica dei programmi efficaci, che abbiano come risultato una riduzione nel numero di giovani fumatori. Attualmente sosteniamo circa 100 programmi antifumo rivolti ai giovani in quasi 90 paesi, con l'obiettivo principale di insegnare ai ragazzi a dire di no al fumo e di stabilire delle leggi che impediscano loro di acquistare sigarette. Fonte: www.philipmorrisinternational.com/pages/ita/YSP/YSP.asp 
 

7. La LILT alla Moratti: vigiliamo
Al ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, On. Letizia Moratti
Onorevole Ministro, da nostre indagini dirette, siamo venuti a conoscenza di interventi a carattere “educativo” in ambito di prevenzione, finanziati dai produttori del Tabacco ed in particolare dalla Philip Morris. E’ altresi' noto che le multinazionali del Tabacco sono impegnate a livello mondiale a finanziare cinema, moda, musica, cultura e ricerca scientifica. Di recente, la Philip Morris sta finanziando progetti “educativi” rivolti ai giovani con l’universita' di Catania e con il Moige (Movimento Italiano Genitori - www.moige.it). In particolare col Moige e' gia' partita una campagna che avrebbe lo scopo di scoraggiare il consumo di tabacco nei giovani (!) dal titolo “Lascia il fumo al capolinea”. Si tratta di un Tour che tocchera' varie scuole (si riporta elenco completo in cartaceo) che hanno aderito. Gli organizzatori assicurano 1.800 contatti con bambini ogni 10 giorni.
La nostra critica verte sui seguenti aspetti:
1. La Philip Morris non si serve di esperti nella prevenzione e nella promozione della salute, ne' di strategie e metodologie con efficacia documentata.
2. Non esistono di conseguenza indicatori di efficacia che permettano di esprimere una valutazione sul raggiungimento di precisi obiettivi di riduzione del consumo da parte dei giovani.
3. Gli attori di questa “manovra” si rivolgono ai bambini e alla pubblica opinione (siti internet, media) chiamandoli “Minori” e “Fumo minorile”, lasciando passare il messaggio che il fumo sia qualcosa “da grandi”.
4. Il target a cui si rivolgono e' lo stesso target di marketing dei produttori di tabacco, ossia i bambini di eta' inferiore ai 14 anni; dunque si tratta di un vero e proprio “marketing scolastico del tabacco”.
5. L’atteggiamento degli specialisti del “Tobacco Control” a livello mondiale hanno sistematicamente condannato queste forme di compromesso.
6. La LILT ha di recente stipulato una intesa col MIUR per l'educazione alla salute nelle scuole, ed ha prodotto un volume dal titolo “La Prevenzione del Tabagismo”, come strumento di orientamento e aggiornamento, per evitare forme di improvvisazione.
Pertanto chiediamo:
1. che venga emanata dal MIUR e divulgata una circolare che suggerisca alle scuole di non aderire a campagne finanziate dai produttori del Tabacco;
2. che contribuisca a promuovere il volume in oggetto, che la LILT ha stampato in 3.000 copie, nelle scuole e tra gli insegnanti.
 

8. Giu' le mani dai bambini
di SILVIA PACELLA
Marketing aggressivo. E' cosi' che lo definiamo. Dietro l'ingresso nelle scuole di PM, dietro le parole informazione e prevenzione potrebbero celarsi squallidi modi di adescare i nostri ragazzi per interessi puramente commerciali. E' incredibile che il MOIGE, piu' o meno ingenuamente, abbia permesso questa vera e propria promozione del marchio PM proprio tra coloro che sono particolarmente vulnerabili ai messaggi negativi che ogni giorno provengono da piu' parti (sport, idoli della tv e del cinema, moda). A tutti coloro che creano ambigue alleanze con i colossi del tabacco spcacciandosi per soggetti di buone vedute, diciamo: "Giu' le mani dai bambini!". La prevenzione e' una cosa seria, anzi sacra nei suoi intenti etici e nelle finalita'. Nella scuola i nostri figli devono essere tutelati e non esposti all'aggressione dei potenti. Li' devono entrare solo gli operatori della salute capaci. E propponiamo una formazione degli insegnanti alla selezione e alla scelta sia delle problematiche da affrontare, che delle competenze professionali da reclutare. La proposta di una guida alla salute nelle scuole e' gia' in cantiere. Ci stanno lavorando societa' scientifiche ed esperti... ma vi diremo meglio quando il lavoro potra' essere presentato.
 

9. Rete Globale per la Ricerca
di RUBEN ISRAEL *  (traduzione di Cristina Vatteroni)
E' nato una nuova rete internazionale per soddisfare le necessita' della ricerca nel campo del tabacco. Si chiama GTRN (Network Globale per la Ricerca sul Tabacco) ed ha un suo sito:http://tobaccoresearch.net con i seguenti contenuti:
- formazione e opportunità di finanziamenti
- indagine su profili e curricula di ricercatori e organizzazioni
- database di letteratura scientifica internazionale
- link a fonti importanti per la lotta al tabacco
- risorse tecniche e metodologie di lavoro

- edizione interattiva dell' Atlante del Tabacco (documento OMS, ndr.)
- Research Assistance Matching Program (Progetto RAM)
A GLOBALink è stato chiesto di occuparsi della gestione tecnica della rete, che aiutera' ricercatori di tutto il mondo ad entrare in relazione, comunicazione semplice, accesso diretto alle informazioni, supporto tecnico e strumenti che facilitano il lavoro. La rete è appena nata, ha bisogno dell'aiuto di tutti per crescere e arricchirsi di contenuti, per servire al meglio alle necessità di chi si occupa di strategie e politiche di controllo del tabacco. Invito ricercatori, operatori ed esperti a visitare http://tobaccoresearch.net, e ad inviare contributi ed elaborati al Centro di Coordinamento del GTRN tramite la e-mail del sito ed a condividere informazioni e risorse a beneficio di tutta la comunità della ricerca.
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* Ruben Israel e' direttore di GLOBALink - International Tobacco Control Community (comunicazione del 31 Marzo 2005).

10. Ruolo della Banca Mondiale
Eccellente sintesi sugli interventi ritenuti efficaci, ossia realmente CAPACI di ridurre significativamente il consumo di tabacco. Realizzato dalla Banca Mondiale, ecco uno studio in Power Point da scaricare e studiare anche se un po' datato, ma di rilevante importanza, "The World Bank's role in the global partnership to reduce harm from tobacco use":
www1.worldbank.org/tobacco/Presentations/Presentation3/slide22.ppt 

11. Voto lombardo. Chi Ce'?
In questa tornata elettorale la vera novita' Ce'. Non e' un errore di grammatica o un refuso di battitura. La novita' e' che i leghisti lombardi hanno chiesto l'Assessorato Sanità se vincono con Formigoni. E chi vorrebbero metterci? Nientepopodimeno che il senatore medico dott. Alessandro Cè. Nulla di strano se non fosse per il fatto che il senatore Ce' e' colui che ha presentato in Parlamento la proroga della legge antifumo al 30 giugno, con il rischio di giocarsi persino il ministro con la benedizione dei produttori del tabacco. La sua proposta, grazie al cielo (e anche a noi), e' stata bocciata, cosicche' il divieto di fumare in locali di svago e di lavoro e' entrato in vigore il 10 gennaio scorso. Bella faccia tosta a riproporlo a tutela della salute dei lombardi. Nella Giornata mondiale senza tabacco del prossimo 31 maggio gli invieremo un messaggio speciale. Intanto, lombardi avvisati...

12. Contasigarette pro-fumo?
Egregi Colleghi e cari amici, sono il dr. Daniel Amram, dirigente sanitario presso la ASL 5 Pisana, Regione Toscana. Lavoro presso la UF Prevenzione dipendenze e collaboro attivamente con il Centro antifumo della ASL 5 della zona Valdera (Pontedera). Ogni volta che ricevo la posta di GeaNews leggo con interesse tutto ciò che possa dare un contributo alla lotta contro il fumo di sigarette. Ma oggi vedendo il sito da voi segnalato (cap.13 - Invenzioni: il Contasigarette - www.tabaccologia.org/letter65.html), mi sono sentito in dovere di segnalare due situazioni decisamente contrarie al nostro intento di promuovere nell'opinone pubblica la cessazione del fumo di tabacco: 1) Facendo vedere il contasigarette, illustrano in maniera inequivocabile la marca di una ANCHE TROPPO nota industria di tabacco americano, dando adito a una forma di pubblicità occulta (dalla serie tute di piloti di formula uno). 2. Dalla tabella statistica attribuita all'ISS sembra che per le donne fumare meno di 5 sigarette al giorno DIMINUISCA la probabilita' di ammalarsi rispetto alle non fumatrici!! (Rischio Relativo=0,7). E' il messaggio che uno ricava soprattutto leggendo la sommaria spiegazione che danno sul concetto di rischio relativo. Mi domando se si tratta di errore o di qualche altra diavoleria "pro fumo"? Cordiali saluti e complimenti.
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E' un errore, o meglio una svista. Grazie per la segnalazione. [la redazione]

13. Cromosomi a rischio nel feto
Pubblicato sull'autorevole rivista scientifca JAMA (The Journal of American Medical Association) una ricerca che evidenzia il rapporto tra fumo di tabacco ed instabilità cromosomica nelle cellule fetali. Il fumo della madre in gravidanza puo' avere effetto genotossico sul feto in via di sviluppo. Un tipo piuttosto comune di danno cromosomico sembra infatti aumentare il rischio di tumori maligni del sangue. E' noto che il fumo ha diversi effetti collaterali indesiderati in gravidanza, ma i dati i dati sulla possibile genotossicita' a carico del feto sono stati al momento scarsi. Questo è il primo studio che documenta in modo piu' preciso un simile effetto. Tuttavia, non sono stati indicati fattori quantitativi di esposizione al fumo, diretti o indiretti, e pertanto i risultati devono essere considerati come preliminari. (JAMA 2005; 293: 1212-22 e 1264-5)
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Approfondimenti: www.kataweb.it/spec/home_speciale.jsp?ids=737233
 

14. Lettere
Ringrazio per la copia del giornale Tabagismo, e Le chiedo aiuto per divulgare l'acronimo BPCO, broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia in assoluto più frequente e devastante causata dal fumo di sigaretta. Purtroppo l'acronimo BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva) è praticamente ignoto, sia fra i medici che fra i pazienti, e sarebbe quindi utile richiamare l'attenzione della popolazione ed in particolare dei fumatori sulla Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, semplificata in BPCO. Purtroppo l'acronimo BPCO non è entrato nel lessico comune. Una semplice idea per divulgare il termine BPCO sarebbe quello di imporre sui pacchetti di sigaretta la frase: "IL FUMO CAUSA BPCO E TUMORE DEL POLMONE", sì da stimolare la gente, i fumatori in particolare, a chiedersi cosa vuol dire BPCO. Il razionale è ovvio, ma in caso servisse qualche linea di appoggio, allego due testi divulgativi recenti. Il Suo Gironale potrebbe anche un ruolo chiave nell'aiutarci a raggiungere questo obbiettivo, e di amplificazione e rafforzamento del messaggio una volta pubblicato. Grazie fin d'ora per l'aiuto che vorrà darmi, e per gli eventuali suggerimenti. Cordiali saluti. Leonardo M. Fabbri (professore dip.malattie respiratorie universita' di Modena e Reggio Emilia).
Come lei sa, c'e una scienza vissuta, fatta di precisione e rigore, e una scienza comunicata, in cui si dovrebbe guardare al destinatario piu' che al timore di errare. A mio parere, comunichiamo malissimo. Continuo per esempio a chiedermi perche' non si parli piu' di "insufficienza respiratoria" in omaggio al "nosological correct". L'Insufficenza respiratoria, che si verifica negli stati piu' avanzati della malattia respiratoria ostruttiva, ha sempre evocato piu' timore popolare, contrariamente all'acronimo BPCO, per il quale si fanno salti mortali per dimostrarne la gravita', tuttavia la percezione immaginaria che se ne ha e' di scarso pericolo. Ad ogni modo, proficuamente collaboriamo con l'associazione dei malati di BPCO per vederne riconosciuta socialmente la malattia, e teniamo in buona considerazione la sua proposta di nuove scritte sul pacchetto. GM

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 

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