Tabagismo & pfc 
Anno VII - n° 68 -  Giugno 2005

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: I.Di Biase, C.Marini, M.Nanni, M.Ortenzi, S.Pacella, T.Salvi, T.Trina, C.Vatteroni.
via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it
Collaborazione: LILTGlobalink Italia
Distribuzione: 4.000 copie

 

1

- Magic Amor - di G.Mangiaracina

 

 

2

- Come ti addestro il farmacista - di M.Nanni

 

 

3

- Dopo il 31: professionisti cercasi - di C.Vatteroni

 

 

4

Sig.Ministro, si ratifichi la Convenzione - di Ass.BPCO

 

 

5

- Citta' Sane. Fondamentale il Privato - di I.Di Biase

 

 

6

- Vaccino? Meglio la prevenzione - di S.Pacella

 

 

7

- Ristoratori e matematica - di M.D'Angeli

 

 

8

- Terapia di gruppo per il successo

 

 

9

- Nicotina gratis (e counseling) per tutti - Reuters

 

 

10

- Etica etilica

 

 

11

- Fallaci-dichiarazioni - redazionale

 

 

12

- Psicologando - di T.Salvi

 

 

13

- Esadecalogo "salutista"

 

 

14

Guarda chi c'e'... - di T.Trina

 


1. EDITORIALE: Magic Amor
di GIACOMO MANGIARACINA
Perdere certezze e nutrirsi di dubbi. Succede agli uomini di scienza, sovrastati da un immenso "forse", votati per principio all'uso quotidiano dei condizionali. Anche i contenuti emozionali delle parole sono in crisi. Come per la Magia e l'Amore, nei loro significati poetici. Nascono di conseguenza i tentativi di ricerca di umanita' nella scienza. Io appartengo alla schiera di coloro che descrivono le sensazioni che si provano dai propri angoli di osservazione, che ne pensano i contenuti, che partecipano da compunti spettatori alla decadenza di un sistema sociale in permanente attesa della "prova scientifica" dell'inesistenza di Dio, che si guardano bene dal celebrarne i fasti. Succede ai pensatori liberi o alle personalita' a sensibile componente maniacale. C'e' chi mi colloca tra questi ultimi, e forse non ha torto. Forse. Perche' qualche certezza ce l'ho, in parte fondata sui numeri, in parte sull'osservazione, in parte per esperienza diretta, in parte per deduzione. Ho provato concretamente a immaginare 13 milioni di italiani che ogni giorno entrano dal tabaccaio e gli versano in cassa 1 euro. Gli versano molto di piu' in verita'. Moltiplicato per 365 giorni, fanno un fiume di denaro facilmente identificabile. Stime appropriate girano intorno a 8 miliardi di euro all'anno. Queste famiglie spendono in tabacco il 2,5 per cento del loro reddito annuo. Nei paesi poveri la situazione e' peggiore, sul disperato. Se i due terzi dei soldi spesi in Bangladesh per fumare fossero utilizzati per comprare alimenti, si potrebbero salvare 10 milioni di persone dalla malnutrizione (dati OMS). In Bulgaria, le famiglie piu' povere hanno speso  in fumo, nel 1995, piu' del 10% del reddito totale (www.iss.it/ofad/hhhh/hhhh.php?id=99&lang=1). Dall'altra parte del pianeta, i brasiliani spendono in tabacco quasi il doppio dell’importo destinato all’acquisto di libri e periodici. La spesa per le sigarette raggiunge i 10,20 reales (3,30 dollari) al mese, in media per ogni famiglia, mentre si spendono 5,81 reales (1,87 dollari) per le pubblicazioni. (Instituto Brasileño de Geografía y Estadística, 2004). Mi fermo qui, anzi torno indietro, a considerare l'omino che entra e paga 1 euro al tabaccaio. Allo stato andranno 74 centesimi. Da oltre un decennio chiediamo che 1 centesimo (dopo l'avvento dell'euro) venga devoluto alla prevenzione e alla cura del Tabagismo. Niente da fare. Chi governa non sente ragioni. Neppure se gli si dice che per ogni milione di euro incassato ne spende due per malattie provocate dal Fumo. Allora, visto che si puo', lo chiediamo direttamente ai fumatori. Chiediamo di offrire quell'euro una volta all'anno, per aiutare qualcuno che sta peggio, ma soprattutto per dare un valore etico al denaro speso in fumo. Lo proponiamo da anni ai fumatori in trattamento. Qualcuno ha donato, e con fierezza dichiariamo di avere finanziato progetti educativi e di pubblica informazione col denaro delle sigarette non fumate. Lo facciamo ancora, ma vogliamo andare oltre. Voglio fare un appello a tutti i Centri Antifumo italiani affinche' chiedano ai fumatori in terapia, di sostenere, con una minima parte del denaro delle sigarette non fumate, un progetto di alfabetizzazione in una zona del Congo che da 17 anni e' isolata dal resto del mondo. Una coppia di medici, una italiana e uno di nazionalita' congolese, marito e moglie, che lavorano entrambi a Roma, hanno dato vita ad un progetto straordinario, Magic Amor (www.gea2000.org/magicamor.htm), che ha in se' il potere di ristabilire armonia tra scienza e sentimenti.
 

2. Come ti addestro il farmacista
di MAURO NANNI
Domenica 22 maggio, corso ECM organizzato da Pfizer per i farmacisti, nello scenario stupendo di Villa Tuscolana a Frascati. Relatori, la dott.ssa Moscatelli ed il dott. Rizzato della "Cavalieri Associati". Una cinquantina i partecipanti. Ovviamente c'eravamo anche noi con un farmacista gia' navigato nella formazione in Tabaccologia e nell'esperienza professionale, in quanto tra coloro che hanno aderito al progetto "Farmacie senza Fumo". Per essere precisi, il corso era focalizzato sulla terapia sostitutiva con Nicotina ed in particolare sull'uso dei cerotti. Chiaramente si e' rivelato nel complesso una operazione di puro marketing orientato ai farmacisti. Avrebbero calcolato che su 300 clienti che entrano in farmacia, il 25% sono fumatori e il farmacista deve prestare loro attenzione... ma come? Con domande atte a identificare il profilo del fumatore secondo questa curiosa classificazione: "compulsivo", "rassegnato" ,"accanito" e "sociale" . In verità non ricordo di avere riscontrato in letteratura scientifica queste terminologie. Fatto ciò, dovrebbe compilare delle schede personali per ogni fumatore, somministrare il medicamento più opportuno e monitorare la terapia su queste apposite schede consegnate SOLO ai direttori di farmacia. Dello staff dei docenti, una sola psicologa, mentre gli altri erano specialisti del prodotto e della comunicazione commerciale. Abbiamo sondato il parere di alcuni farmacisti presenti al corso. In estrema sintesi non è piaciuto il senso di tutto ciò, si capiva che era solo per vendere il prodotto. Un test interessante e' stato il mostrare loro la rivista "Tabaccologia". La psicologa si è dichiarata interessata, giudicando la rivista ben fatta, ma è finita lì. Il direttore del corso ha commentato che quella rivista "importante" la conosceva perchè notata ad un recente convegno... ed è passato dritto. In sostanza crediamo che la SITAB, in quanto societa' scientifica, dovrebbe in qualche modo "sorvegliare" queste iniziative. Non è possibile divulgare il messaggio che per curare il tabagismo bastino cerotti o altri rimedi. L'aggravante è che i relatori non hanno mai citato i centri per la terapia al tabagismo delle strutture pubbliche, mai la Lega contro i Tumori, mai la SITAB, mai i centri di Pneumologia, figurarsi le iniziative di prevenzione per i giovani e il programma europeo HELP. Non è mai stato detto che il farmacista quale counselor di primo livello dovrebbe anche saper indirizzare il fumatore presso questi centri pubblici accreditati dal Ministero della Salute. L'unico suggerimento è stato l'indirizzo di un sito: www.nicorete.it dove per fortuna salta fuori il nome SITAB, per il resto (compreso il nome del sito) si lascia il giudizio a chi legge. L'organizzazione del corso è stata affidata ai "Cavalieri Associati" (www.cavalieriassociati.com/site_ita.html). Durata, dalle 9 alle 16; crediti 5. Segnale negativo per la formazione dei farmacisti, se i corsi ECM sono in mano ai produttori del farmaco.
 

3. Dopo il 31: professionisti cercasi
di CRISTINA VATTERONI
L'OMS ha urgente bisogno di operatori sanitari da schierare contro il fumo. Per questo ha dedicato a loro la Giornata Mondiale senza Tabacco del 31 Maggio 2005. Lancia l'appello il direttore generale dott. LEE Jong-wook, ricordando che il fumo continua ad essere uno dei maggiori killer mondiali con i suoi 5 milioni di morti l'anno, che se non aumentera' la prevenzione, diventeranno 10 milioni nel 2020, concentrati prevalentemente nei paesi in via di sviluppo. Medici, dentisti, farmacisti, psichiatri, psicologi, infermieri, ostetriche, possono avere un ruolo chiave nel combattere questa epidemia, se avranno adeguata formazione e si pongono come esempio per i pazienti. I loro semplici consigli, possono portare un decremento del 30% nel consumo di tabacco. Programmi di terapia del Tabagismo condotte da infermieri, hanno avuto un incremento di successo del 50%. Una indagine condotta dalla Associazione Canadese di Salute Pubblica, dal Dipartimento della Salute americano e dall'OMS, mostra pero' che e' necessario un maggiore coinvolgimento di questi professionisti, ostacolati spesso anche dallo loro stessa abitudine al fumo. Lo studio e' stato condotto fra gli studenti del terzo anno di tali professioni in 10 paesi. Mentre una altissima percentuale di studenti (dal 87% al 99%) e' consapevole dell' importanza del proprio ruolo e ritiene necessaria una preparazione specifica, solo una piccola parte (dal 5% al 37%) riceve una qualche formazione per affrontare il Tabagismo con la necessaria competenza. "Incoraggiamo i professionisti della salute ad informare sui danni del fumo ed aiutare i loro pazienti a smettere" ribadisce Julie L. Gerberding, direttore del dipartimento americano. L' importanza di questa partecipazione e' sottolineata anche nel preambolo della FCTC (*), e dall' elenco delle azioni codificate per la lotta al tabacco in una conferenza del 2004, fra le quali spiccano:  1) proporre gli operatori sanitari come modello di comportamento positivo; 2) rendere i luoghi di lavoro e i luoghi pubblici liberi dal fumo; 3) dare supporto ai programmi di contrasto al Tabacco.
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(*) FCTC Convenzione Quadro per la lotta al Tabacco, in vigore dal 27/02/2005
Approfondimenti: www.cdc.gov/tobacco/research_data/international/wntd2005.htm
www.who.int/tobacco/communications/events/wntd/2005/en/
 

4. Sig. Ministro, si ratifichi la Convenzione
Signor Ministro, in base alle informazioni al 16 maggio 2005 66 paesi membri dell’OMS hanno ratificato la Convenzione Quadro sul Controllo del Tabacco dell’OMS. In Europa, 19 paesi, dei 54 aderenti all’OMS, hanno completato la procedura di ratificazione: Armenia, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, Islanda, Lettonia, Lituana, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, San Marino, Slovacchia,  Slovenia, Spagna, Turchia e Regno Unito. L’Italia che aveva firmato la Convenzione il 16 giugno 2003 non l’ha ancora ratificata. L’European Respiratory Society-ERS ha rivolto un appello pressante ai paesi europei che non hanno ancora ratificato la Convenzione affinché completino senza ritardare le procedure di ratificazione. La nostra Associazione, anche a nome del  Presidente eletto dell’ERS, Prof. Giovanni Viegi, e del Comitato medico-scientifico, sottoscrive l’appello dell’ERS e sollecita un decisione rapida affinché il nostro paese possa dotarsi quanto prima delle misure necessarie all’applicazione della Convenzione e possa contribuire a svolgere un ruolo importante a difesa della salute dei cittadini del mondo. Nel ringraziarLa della Sua attenzione, La preghiamo gradire i sensi della nostra più alta stima.
Firmato: Mariadelaide Franchi, presidente associazione pazienti BPCO, e Giovanni Viegi, presidente ERS, epidemiologo CNR Pisa.
 

5. Citta' Sane. Fondamentale il Privato
di ILARIA DI BIASE
Il 26 e 27 Maggio si è tenuto a Roma il 4° meeting Città Sane, progetto cominciato nel 95 ed ora in fase di ripresa. La Rete si ispira al Progetto Città Sane dell’ OMS e attualmente riunisce 128 comuni italiani. E' uno stimolo culturale e operativo per la promozione della salute. Il tema: "Investire in Salute: le città protagoniste su priorità e risorse". I principi che hanno pervaso le relazioni: prevenzione, promozione della salute, benessere, miglioramento della qualità di vita, importanza del territorio. Emerge il concetto di Città come "punto nevralgico di scambio per la salute", per rispondere alle esigenze dei suoi cittadini. Percio' dev'essere un collante tra la dimensione sociale e quella sanitaria. Importante e' utilizzare ed integrare le risorse provenienti dal sociale, dal privato e dal terzo settore per ottenere un approccio definito "di sistema". Sulla figura dell’anziano e sulle sue esigenze hanno ruotato gran parte dei progetti presentati si fondano, sintomatico del fatto che la promozione della salute e della qualità della vita tiene conto dei problemi delle fasce deboli della popolazione. Il comune di Milano ha mostrato il progetto di monitoraggio della salute della città, con le cosiddette Mappe, ovvero rappresentazioni grafiche di alcuni indicatori quali incidenza delle malattie, tassi di natalità e di mortalità, dati demografici, scelti con criteri epidemiologici. Con l’integrazione di questi indicatori si perviene ad un profilo di salute della città, strumento di raccolta informativa, analisi, confronto, valutazione dello stato di salute generale. Sono state anche rilevate le criticità in relazione ai profili di salute, che dovrebbero tradursi in veri e propri Piani di salute concreti, operativi. Percio' la città e' stata definita come un "sistema integrato di vita". Alcuni Comuni hanno proposto progetti su alimentazione, stili di vita, e dipendenze. È il caso di Siena che propone "Il Cucinone", in cui si invitano i bambini a visitare la cucina della mensa per avvicinarli a tematiche sociali come quello dell’alimentazione sana. Udine, con il comune di Roma, hanno proposto tematiche connesse agli stili di vita come la dipendenza da alcol e tabacco. Udine propone il progetto "FUTURO SENZA FUMO", mentre Roma propone interventi di esperti, come il caso della Commissione tecnico scientifica per la prevenzione del Tabagismo e altre dipendenze, che sta lavorando alla no-smoking policy del Comune. Altri comuni hanno incentrato i loro lavori sulla relazione tra il cittadino e il territorio, inteso in senso fisico, promuovendo un nuovo e diverso modo attrvso il quale rapportarsi alla città: Padova propone l’uso dei piedi come stile di vita, attraverso passeggiate per la città, mettendo in evidenza i benefici che l’attività fisica ha sulla salute. A Foggia è stata promossa invece la ludoteca itinerante, con uno staff di operatori sociali che girano nelle corsie d’ospedale per regalare un momento di gioco ai bambini in degenza ospedaliera. Questo è un progetto in linea con una nuova considerazione del malato, non più visto solo come portatore di una patologia. I temi che hanno toccato trasversalmente tutti i progetti sono stati l’uso delle risorse e l’intersettorialità. Le risorse "sfruttate" in questi contesti sono di diversa tipologia e provenienza. Si parla infatti di risorse umane, risorse di tipo informativo come dati e conoscenze utilizzate per orientare gli interventi, nonché risorse di programmazione e di gestione degli interventi dei servizi. Non ultime sono le risorse economiche, talvolta vera piaga che incide sull’implementazione dei progetti ideati. L’enfasi è posta sulla speranza di riuscire ad integrare l’operato dei diversi settori, (pubblico, privato e terzo settore) per poter agire sinergicamente utilizzando tutte le risorse disponibili in maniera intensiva e guardando in questo contesto alla salute non solo da un punto di vista meramente sanitario ma anche sociale e psicologico. Altro filo conduttore è stata la centralità dell’individuo inteso come tale e come cittadino: individuo come priorità, come principale target di tutti gli interventi, individuo nella sua interezza, fisica e psicologica. Città, salute, risorse: parole chiavi che se integrate porteranno a una nuova concezione di salute e di benessere.
 

6. Vaccino? Meglio la prevenzione
di SILVIA PACELLA
Prosegue la sperimentazione del NicQb, il vaccino terapeutico nato nei laboratori di una compagnia svizzera, che prevede l'iniezione di Nicotina e di una proteina virale innocua che stimola la risposta immunitaria attraverso la produzione di anticorpi anti-Nicotina. Ogni volta che la Nicotina viene immessa nelle vie respiratorie e nel sangue attraverso il fumo, viene riconosciuta dagli anticorpi che, legandosi ad essa, formano un composto troppo grande per riuscire a penetrare la barriera emato-encefalica e, dunque, a giungere ai recettori cerebrali. In questo modo gli effetti "piacevoli" del Fumo non si verificano e il desiderio di fumare progressivamente diminuisce. C'e' gia' chi crede che una soluzione del genere possa essere l'unica in grado di eliminare la dipendenza: "Un vaccino? Lo aspetto come una grazia", dice Enrica Bonaccorti. Tuttavia, i risultati della sperimentazione, ad oggi, non sono entusiasmanti: al meeting annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco), tenutosi ad Orlando, Florida, si e' parlato di una percentuale di persone che ha smesso di fumare che varia dal 30 al 57% (controllo a sei mesi). In attesa di numeri piu' interessanti e di risultati piu' duraturi, in considerazione del fatto che le prossime ricerche verificheranno l'effetto del vaccino a cinque anni di distanza, ricordiamo che il Gruppo risulta essere, dalla letteratura scientifica internazionale, l'approccio a piu' elevato livello di efficacia nella cura del Tabagismo. Dal 1975, metodi come i GFT (Mangiaracina, 1985) e i GDF (Lega Tumori) hanno liberato dalla dipendenza dal tabacco (non dal vizio) piu' di centomila persone. Siamo pero' noi che abbiamo il "vizio" di non accontentarci mai, ci piace agire alla radice del problema, per questo siamo convinti che l'arma migliore contro il consumo di tabacco sia la prevenzione, il creare attraverso l'informazione e la formazione una piu' viva consapevolezza e avversita' sociale, a cominciare dalle leggi per finire agli interventi nella scuola e nella comunita' sociale. Ci sta pensando l'Agenzia Nazionale per la Prevenzione, con una sua propria info-line: 340 70 88 301. --- Fonte: Corriere della Sera, 15 Maggio 2005.
 

7. Ristoratori e matematica
di MASSIMO D'ANGELI
Nel 2001, "Aria Pulita" (AP) ha sottolineato un aspetto di vera incoerenza di alcuni ristoratori: pur vivendo principalmente per far soldi, nell'affrontare i problemi legati al consumo di tabacco si comportavano in modo opposto. Come? Trasformando prima i ristoranti più belli del mondo in "fumerie con uso di cucina", e poi opponendosi alle leggi antifumo passivo. Confesercenti sosteneva con un sondaggio intrinsecamente debole, che i divieti avrebbero danneggiato le loro entrate, allora AP pubblicò il grosso studio scientifico di Glantz e Charlesworth, che misurando non l'umore del gestore, ma gli incassi effettivi dei ristoranti californiani, concludeva: "Le entrate restano uguali o... aumentano". La logica avrebbe voluto che i ristoratori si precipitassero a rendere tutti i ristoranti senza fumo: abbiamo visto che la storia è andata quasi all'opposto. Questa coerenza dei ristoratori non è esclusiva di quelli italiani. James Repace, uno dei massimi esperti mondilai sul fumo passivo, osserva: "Ho viaggiato in tutto il mondo incontrando i ristoratori.  Loro hanno una  singolare caratteristica: sono del tutto non convinti dei dati.  Se gli mostri i dati delle entrate in California [tra cui quelli di Glantz di cui sopra; n.d.t.] e New York, dicono: «Si, ma questi dati non sono di qui, e i miei clienti sono diversi». Ma il campione di quei 2 stati arriva a 34 milioni di persone, è enorme. I ristoratori sembrano avere scarsa educazione scientifica, tendono a decidere in base a pregiudizi, come la gente poco istruita. Io sono arrivato alla decisa conclusione che non si può discutere con persone aventi un tale sistema di credenze. Il senso comune direbbe che se il 60% o il 70% o il 85% dei tuoi clienti non fuma, fornendo invece ristorazione a coloro che lo fanno e inquinano con pratiche che la maggioranza trova irritante e nociva, stai perdendo i loro affari. Lois Biener nel 1996 trovò che i non fumatori del Massachusetts che evitavano ristoranti e bar fumosi erano più dei fumatori. Inoltre, il settore del turismo e dell'ospitalità "popolare" sembra credere che l'unico possibile risultato del divieto di fumare sia che i fumatori smetteranno di andare al ristorante; in realtà, i dati mostrano che molti fumatori decidono di smettere; inoltre la precedente perdita dei nonfumatori inizia a ridursi.  In conclusione, smettete di convincere le persone che non conoscono i semplici principi del marketing.  Concentrate le vostre energie verso le  decisioni dei governi" (James Repace, febbraio 2005). A questo punto, altro plauso va a Sirchia, che ha resistito in modo perfetto alle isteriche minacce di molti ristoratori italiani. Io invece, dopo essermi arrabbiato per anni, leggendo questo ho riso moltissimo: anchAria Pulita provò a convincere i ristoratori (pochissimi di quelli contattati concordavano con AP: Gamberorosso e Mangiarebene si smossero, Veronelli restò un po' a guardare) con le stesse buone e "ingenue" intenzioni di Repace, scontrandosi con gli stessi pregiudizi e la medesima singolare incapacità di far soldi, ottenendo gli stessi effetti, e rassegnandosi ad  comunicare  solo  col Parlamento. Vincendo. Anche i ristoratori italiani "non conoscono i semplici principi del marketing": questo ha aspetti drammatici e, finalmente, pure comici.  Soprattutto dal 10  Gennaio 2005 quando si può entrare al ristorante senza maschera antigas. Questi fatti comunque servono a dimostrare - ancora una volta - che il tabagismo, una volta socializzato, "inquina" anche altri ambiti e  persino la propensione a guadagnare, sia a livello individuale che collettivo. La cultura del fumare, finchè era accettata, aveva cambiato la natura dei ristoranti che da luoghi di piacere e mezzi per guadagnare erano diventati squallide fumerie con incassi ridotti.
 

8. Terapia di gruppo per il successo
Uno studio dell'Istituto Superiore di Sanita' ha evidenziato l'astinenza dal fumo a distanza di 6 mesi dall'interruzione, abbinando i trattamenti con nicotina alla terapia di gruppo. Lo studio e' stato condotto in collaborazione con il Dipartimento di epidemiologia della ASL Roma/E, in 41 centri antifumo italiani, misurando l'efficacia dei trattamenti. «Per quest'indagine - spiega Enrico Garaci, presidente dell'Iss - sono stati arruolati oltre 2 mila fumatori, su tutto il territorio nazionale, riuscendo così a disegnare una mappa dei diversi interventi per smettere e della loro efficacia verificata a distanza di tre, sei e 12 mesi». Dopo tre mesi dalla visita al centro antifumo, i ricercatori hanno contattato l'84% dei pazienti (1.736 su 2.059): il 45% aveva smesso. Dopo sei mesi è stato ricontattato il 66% (1.362): il 39% continuava a non fumare. Infine, dopo un anno, non aveva più fumato il 40% tra le persone ricontattate (il 47%). «La terapia di gruppo, - conferma Roberta Pacifici dell'OSSFAD - si e' rivelata la strategia vincente per riuscire a rinunciare alle sigarette, visto che le probabilità di mantenere l'astinenza dopo sei mesi di trattamento sono risultate in media piu' del doppio rispetto a coloro che si sono sottoposti ad altri tipi di intervento. Chi si fida degli specialisti riconoscendo ai centri antifumo efficacia e affidabilita', ha senz'altro maggiori probabilita' di successo». Nello specifico, i ricercatori hanno osservato che i soggetti con una dipendenza molto forte dal fumo hanno circa il 50% di probabilità in meno di smettere di fumare a sei mesi; al contrario chi vive una relazione di coppia ha il doppio di probabilita' di smettere rispetto ai single o ai separati, mentre chi si e' gia' cimentato in precedenti tentativi di smettere di fumare presenta il 30% di probabilita' in piu' di riuscire rispetto a chi non ha mai tentato.
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Fonte: Il Sole 24 Ore Sanita', 08/06/2005
 

9. Nicotina gratis (e counseling) per tutti
Favorire l'accesso ai prodotti a base di nicotina aiuta i fumatori a smettere. Le ricerche del New York City Department of Health and Mental Hygiene, lo confermano. E' stato fornito un corso di 6 settimane gratuito ai primi 35.000 fumatori che avessero chiamato ad una quit-line. Sono dunque stati selezionati 1.300 fumatori a caso (random), trattati con i sostituti della nicotina per via transdermica, e dopo un follow-up di 6 mesi e' stato rilevato che il 33 per cento di non aveva ripreso a fumare. "A costi molto contenuti siamo riusciti a raggiungere un gran numero di fumatori con farmaci ed un counseling breve". E' quanto spiega Thomas Frieden in un report di "Lancet". E' stato calcolato che almeno 6.000 fumatori smettono ad un costo di 464 dollari a testa, grazie ad un programma gratuito. "C'e' stato un incremento di richieste in concomitanza della legge che vieta il fumo nei luoghi di lavoro e all'incremento delle tasse sui prodotti del tabacco", ha proseguito Frieden. "Percio' gli interventi a basso costo possono incoraggiare i fumatori a decidere di smettere". Le ricerche dimostrano che i fumatori muoiono 10 anni prima dei non-fumatori. Smettendo, fino a 50 anni di eta', il rischio di morte prematura puo' essere dimezzato. Tra le recenti evidenze correlate all'eta' dei fumatori, anche la degenerazione maculare, principale causa di cecita' in eta' adulta.
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Fonte: Reuters, 27 Maggio 2005.  www.abc.net.au/[...]/200505/s1378807.htm


10. Etica etilica
Domenica 29 maggio, a Piazza Mercato a Montegrotto Terme, si e' tenuta la manifestazione sportiva non competitiva ad alto contenuto etico ed etilico, "Un goccio e via". L’evento "con rifornimento obbligatorio", e' stato sponsorizzato dall'amministrazione comunale e dalla ProLoco di Montegrotto. Il contenuto etico discende dal fatto che tutto quello che e' stato ricavato dalla manifestazione (quote di iscrizione, ecc...) e' destinato alle due associazioni promotrici ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) e l’ANTEAS (Associazione di Volontariato per la Solidarietà ONLUS) per il finanziamento delle loro meritorie attivita', mentre il riferimento al contenuto "etilico" e' collegato al fatto che la prestazione sportiva e' stata accompagnata dalla degustazione di vini “obbligata”, pena la squalifica dalla competizione. Alle ore 14.30 si e' avuta la  1° Eno-Maratonina km 4-12-18, con obbligo di enorifornimento Ogni Km. percorso i concorrenti dovevano bere un bicchiere di vino consegnato da un commissario di gara che verificava il corretto rifornimento (non deve caderne a terra neppure una goccia) quindi autorizzava l'eno-podista a riprendere la corsa. Pertanto gli atleti che avevano scelto la distanza di 4 Km, bevevano solo 4 bicchieri di vino, quelli da 8 Km, 8 bicchieri, e quelli dei 10 Km 10 bicchieri. Ai primi tre arrivati e' stato consegnato un trofeo ricordo della gara, oltre a tre magnum di champagne, una per concorrente. “Obbligo” per i  concorrenti vincitori e' stato quello di stapparle ed annaffiarsi come nelle note premiazioni  automobilistiche e motoristiche. L'anello di percorso era internamente a Piazza Mercato in Montegrotto, infatti, quartiere generale della manifestazione, che si e' trasformato nell’“Enosport Village” dove sport, musica spettacolo e divertimento sono stati i protagonisti. I visitatori hanno potuto degustare vini, e prodotti tipici del territorio euganeo.
Infoline: 049 8912138, fax 0498926961, mediagroup@usa.net
Fonte: MEDIApress: 049 8912596, pmpress@libero.it, mediagroup@usa.net
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Il parere di Alessandro Sbarbada:
In questa gara “enopodistica”, gara quindi (anche) di bevute (che sia in contrasto con l'articolo 690 del Codice Penale?), fanno bere fino a dieci bicchieri di vino, in poco tempo e sotto sforzo fisico: nessun medico al mondo, per quanto bevitore o amico di produttori, si sognerebbe mai di suggerire un tale comportamento, certamente dannoso ed incosciente. Per non parlare del messaggio culturale che filtra da un'iniziativa di questo genere, dove sport e divertimento vengono associati all’alcol. Il vino è composto per oltre il novantanove per cento da acqua e da alcol, e l’alcol, piaccia o no, è una droga, dagli effetti tossici e cancerogeni. Una droga dal punto di vista neurobiologico tra le più pesanti, dal punto di vista sociale senza dubbio la droga che in Italia comporta più sofferenza (prima causa di morte per i giovani, causa la metà degli incidenti stradali, milioni di persone coinvolte nel dramma dell’alcolismo, eccetera). La sponsorizzazione da parte dell'Amministrazione Comunale a questa manifestazione si commenta da sola. A mio parere anche i locali responsabili dell’ADMO dovrebbero riflettere se è dignitoso accettare soldi ricavati da manifestazioni di questo tipo.

11. Fallaci-dichiarazioni
Un’offesa alla logica. Anche gli animali hanno un cervello perbacco. Anche gli animali hanno un pensiero. Ergo, stando a quel sillogismo, anche loro dovrebbero avere un’anima ed essere considerati umani. Inutile osservare, infine, che sulla formazione del cervello-anima non sappiamo un bel nulla. Neanche ciò che si sapeva sull’atomo quando Enrico Fermi scrisse quello dell’uranio 235 e scoprì che il suo nucleo misura un centomiliardesimo di millimetro eppure può disintegrare in un lampo città come Hiroshima e Nagasaki. E se l’infinitamente piccolo contenesse molto di più dell’infinitamente grande? E se il cervello-anima dell’embrione misurasse ancor meno di un centomiliardesimo di millimetro e la miopia morale (nonché intellettuale) non riuscisse a individuarlo? E se di conseguenza l’embrione pensasse, soffrisse come soffriamo noi quando Zarquawi ci taglia la testa col suo coltello halal?
(Oriana Fallaci. "Noi cannibali e i figli di Medea". Corriere della Sera, 3/6/2005)
 
Nota redazionale: Parla bene, ma razzola male. Qualcuno avvisi la Fallaci che le cellule umane soffrono tanto e vengono uccise a causa del Tabacco fumato, e che lei, molto probabilmente, verra' uccisa da quella montagna di foglie secche di tabacco trinciato che, in modo inarrestabile, ha trasformato in fumo, cenere e cicche, nell'arco di una vita.

12. Psicologando - SIMBIOSI NON RISOLTE
di TIZIANA SALVI
Il comportamento dipendente da persone, cose, alcool, droghe, cibo e altro, si apprende dalla prima infanzia. Se ne attribuisce la causa anche alle cosiddette "relazioni simbiotiche non risolte". Si intende per "simbiosi" una relazione in cui due individui si fondono in una persona sola e nessuno dei due sviluppa una propria personalita' indipendente. La prima relazione simbiotica che si instaura e'  tra   la madre e il neonato. Si tratta di una tappa estremamente importante per lo sviluppo della personalita' di quest'ultimo. Le cure attente della madre gli danno sicurezza, appagamento, senso di contenimento, cio' che in psicologia e' chiamato "abbracciamento". Ma  se la madre e' stanca, insoddisfatta, malata o essa stessa vittima di simbiosi irrisolta, si comportera' nella relazione in modo distratto o non coerente alle richieste del neonato. Questo  provochera' nel  bambino un forte disorientamento, che puo' condurre a sviluppare sentimenti aggressivi, di inibizione o autolesionismo. Per tutta la sua esistenza ricerchera' fuori da se, da un oggetto o soggetto esterno, quella soddisfazione ai propri bisogni che non aveva ottenuto nel rapporto con la madre. Si viene dunque a generare un adulto che non riesce ad attingere da se stesso la piena soddisfazione, pertanto si trovera' sempre alla ricerca di qualcosa che gliela procuri. La dipendenza dal tabacco e' un comportamento passivo che riporta l'individuo a ricercare ossessivamente soddisfazione da un oggetto esterno al Se',  alla ricerca spasmodica di quella "soddisfazione perduta".
Approfondimenti: Schiff JL. “Analisi Transazionale e cura delle Psicosi”. Astrolabio, 1980.
 

13. Esadecalogo "salutista"
  1. Evitate ogni esercizio fisico: affatica.
  2. Restate ben chiusi in casa: il vostro PC e' il vostro migliore amico.
  3. Sgranocchiate ad ogni ora biscotti, cioccolato, pasticcini, bruscolini salati, soprattutto guardando la Tv.
  4. Bevete acqua solo in caso di bisogno estremo: preferite cocacola, birra, the', e almeno 5-6 caffè giornalieri.
  5. Non trascurate gli aperitivi prima dei pasti principali.
  6. Evitate gli alimenti integrali: sono brutti e cattivi; preferite la soavita' e il candore di un riso e di un pane bianchi.
  7. Mangiate tranquillamente fritture al burro (le più buone), carne in umido con aggiunta di sughetti alla panna fresca. Non dimenticate i salumi all’inizio e i formaggi prima del dessert.
  8. Consumate molto latte e yogurt per il calcio.
  9. Se avete dei malesseri non e' il caso di chiamare il medico; prendete subito antibiotici, aulin, integratori, lassativi, novalgina, tachipirina, e la vita tornera' a sorridervi.
  10. Criticate tutto e tutti, perché vi scarica le tensioni e vi fa vivere meglio.
  11. Non saltate un TG e i notiziari ANSA; siate aggiornati sulla miseria del mondo, su guerre, delitti, genocidi, disastri e carestie.
  12. Non consumatevi in alcuna passione, ideali e scopi di vita: è tempo perso ed e' pure nocivo.
  13. Le questioni sul fumo sono tutte balle; le scritte sui pacchetti non servono; le leggi sono talebane e proibizioniste; e' tutta una macchinazione delle multinazionali del farmaco; fuma pure.
  14. L'alcol fa bene; il vino contiene polifenoli, tannini e resveratrolo: un bicchiere di vino ai pasti, qualche birra e qualche goccetto serale, quotidianamente, migliora e rallegra la vita.
  15. Rimuginate, ruminate su tutte le carognate che vi sono state fatte; meditate vendette e auguratevi una buona guerra che metta ordine in questa sporca società.
  16. State alla larga dalla gente entusiasta ed ottimista che dice di star bene e dà consigli noiosi.

14. Guarda chi c'e'...
di TATIANA TRINA
Nata il 9 novembre 2004, Operandi Fondazione British American Tobacco Italia ONLUS è la prima Fondazione del mondo del tabacco in Europa dedita esclusivamente alla collettività e al territorio. Operandi Fondazione British American Tobacco Italia ONLUS realizza la propria attività istituzionale attraverso il finanziamento e la gestione di progetti di ampio respiro che possano agire da volano di nuove risorse ed energie sociali, culturali e ambientali e dare così una risposta concreta ad alcuni bisogni del Sistema Italia. Il 30 maggio 2005, mentre il mondo si apprestava a celebrare la "Giornata mondiale senza tabacco" dedicata agli operatori della salute, hanno organizzato un convegno sul tema: Impresa, dove vai? Il saluto di benvenuto e' stato dato da: Gabriele ALBERTIN (Sindaco di Milano), Filippo PENATI (Presidente Provincia di Milano), Roberto FORMIGONI (Presidente Regione Lombardia). Introduce i lavori Riccardo PUGNALIN (Segretario Generale Fondazione Operandi). Relazioni:
- Going global: i risultati della ricerca sulla delocalizzazione negli Stati Uniti Michael BLOWFIELD (Center for Corporate Citizenship at Boston College)
- Caso Nike: 2° Rapporto sulla Corporate Responsability Risultati dell’Osservatorio Operandi - Antonio VALENTE (ETHOS di Lorien Consulting)
- Processi di delocalizzazione nelle imprese italiane: il progetto di ricerca italiano - Mario MOLTENI (Direttore ALTIS e Professore Ordinario di Economia Aziendale Università Cattolica)
- Caso Gruppo SIAD: delocalizzazione di un’impresa italiana - Roberto SESTINI (Presidente Gruppo SIAD)
Infine, tavola rotonda sul tema "Delocalizzazione: quali responsabilità?" con: Giulio TREMONTI (Vice Presidente Consiglio dei Ministri), Giorgio BENVENUTO (Commissione Finanze Camera dei Deputati), Marco FOLLINI (Segretario Politico UDC), Francesco VALLI (AD British American Tobacco Italia). Modera: Francesco MAGGIO.
Fonte: www.operandi.it
 

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 

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