Tabagismo & pfc 
Anno VII - n° 69 -  Luglio 2005

DIRETTORE
Giacomo Mangiaracina
COMITATO DI REDAZIONE
C.Chiamulera, M.D'Angeli, D.Enea, M.Nanni, E.Scalise, B.Tinghino, V.Zaga'.
COLLABORANO A QUESTA EDIZIONE: C.Marini, M.Ortenzi, S.Pacella, E.Pipitone, T.Salvi, T.Trina.
via G.Scalia 39, 00136 Roma
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews@tabagismo.it
Collaborazione: LILTGlobalink Italia
Distribuzione: 4.000 copie

 

1

- Colpi di calore - di G.Mangiaracina

 

 

2

- La Scuola in Farmacia - di M.Nanni

 

 

3

- La Sitab ci riprova: Miss Mondo - Resto del Carlino

 

 

4

Finalmente "HELP" - di E.Pipitone

 

 

5

- Tabagisti alla Camera - Panorama

 

 

6

- Medici e deontologia - di S.Pacella

 

 

7

- Profumo di nonno - di S.Pagliaro

 

 

8

- Mozziconi in spiaggia, vergogna nazionale - di T.Trina

 

 

9

- L'Europa premia Sirchia - Adnkronos

 

 

10

- Una corsa per dire NO - di T.Salvi

 

 

11

- Fuamtori, biologicamente piu' vecchi - BBC-News

 

 

12

- Tabaccocultori e tasse

 

 

13

- Storace e il vizio della droga

 

 

14

BPCO: che rischio corri? - stop-tabac.ch

 


1. EDITORIALE: Colpi di calore
di GIACOMO MANGIARACINA
Non e' uno scherzo. Vogliono un riconoscimento i parlamentari tabagisti che gli italiani hanno eletto a rappresentanza del popolo. Forse per il timore di una identita' che rischia di sentirsi minacciata. E si sono raccolti in un "comitato tabagisti" bipartisan sotto la presidenza del forzista Giuseppe Romele. Cosa vogliono? Tanto per cominciare, riottenere i posaceneri alla Camera. Per finire, non si sa ancora cosa. Di certo, fumare in Parlamento non si puo'. La legge e' uguale per tutti e i rappresentanti del popolo devono dare l'esempio. Certo e' che le vie della democrazia spesso sono difficili da praticare, ma ancora piu' difficile risulta insegnarla. I fumatori italiani sono il 25% della popolazione; i non fumatori il 75%. Questo deve significare qualcosa. O no? I modelli sociali si stanno consumando nella calura estiva. Il sacerdote, il medico, l'insegnante, il farmacista, da sempre sono considerati figure professionali di riferimento per giovani e adulti. Da sempre aggiungo il genitore, e da qualche tempo il politico. Non si capisce perche' non vi debba essere professionalita' nell'esercizio della genitorialita' e della politica. Si da' per scontato ad esempio che genitori si nasca. Non e' cosi'. Si diventa e basta. Il problema e' che spesso lo si diventa molto tardi, magari quando i buoi sono gia' scappati dal recinto. Percio' nel 1995, con Iavarone, Pani, Russo, ed altri, fondai una Scuola per Genitori, il cui progetto e' ancora in Internet (www.gea2000.org/lascuola.htm), come traccia operativa nella organizzazione di un servizio territoriale di assistenza alla genitorialita', che e' stato attuato a Cesena per l'opera lodevole della dott.ssa Claudia Piancastelli. Cosi' ho provato anche ad immaginare una Scuola per Deputati. Cosi' come da vent'anni auspico una terapia di gruppo per medici o psicologi fumatori, il mio pensiero non puo' non andare al centinaio di aderenti al Comitato tabagisti della Camera. Li immagino proprio, in gruppo, col Ministro della salute in testa, per dare l'esempio. Lavoriamo sull'etica dei rapporti umani, sulla coscienza democratica, sulla politica della Salute totale, sulla mission professionale, sul senso della vita. Soprattutto ci dedichiamo alla percezione del se' come modello sociale e culturale di riferimento, puntando alla pulizia interiore, e fissando obiettivi chiari in funzione dell'esclusivo interesse del cittadino, con particolare attenzione alle ricadute. Certo che il caldo a volte provoca strani effetti...

2. La Scuola in Farmacia
di MAURO NANNI
Finalmente l'accordo e' stato siglato. Il Presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi si e' dichiarato soddisfatto di come il progetto si sia evoluto, seppure con qualche ritardo ed imprevisti non calcolati. GEA, SITAB, e TILS (Telecom Italia Learning Services), hanno lavorato in perfetta sinergia ad un progetto con una doppia valenza, informare i giovani sui dani da fumo attraverso il gioco, e realizzare una mappatura delle iniziative scolastiche di prevenzione riguardo al consumo di tabacco. Il gioco consiste in un gioco originale da noi ideato e realizzato con lo studio Melazeta, specializzato nella realizzazione appunto di giochi. La partenza del progetto e' prevista per il 5 Novembre, in occasione della Giornata nazionale per i Diritti dei Nonfumatori. Tutte le informazioni alla pagina dedicata:

3. La Sitab ci riprova: Miss Mondo
Il tour di Miss Mondo sbarca al L'OFT di Cesenatico per una tappa di selezione regionale. In giuria, giornalisti, personaggi del mondo politico ed economico della Romagna. Riparte la sfida tra le bellezze italiane che, oltre a consentire alle ragazze della costa di mettersi in mostra, si caratterizza anche per i contenuti sociali. Infatti, in occasione della serata finale, sarà consegnata l'intera somma raccolta nel corso delle selezioni locali ad un rappresentante della Caritas Italiana, per aiutare le popolazioni del sud est asiatico colpite dal maremoto sei mesi fa. Inoltre, Miss Mondo è «NO Smoking». Grazie alla collaborazione con la Sitab (Società italiana di tabaccologia), le concorrenti ed in particolare la rappresentante italiana a Miss World, sono impegnate nelle scuole e nelle discoteche per testimoniare che la bellezza non ha bisogno di puntelli esterni ed una sigaretta non rende una ragazza più attraente. [Il Resto del Carlino 29/06/2005]

4. Finalmente "HELP"
di ENRICO PIPITONE
Siamo europa! A Maggio si è infatti tenuta a Roma la conferenza stampa per il lancio  della Campagna "HELP - Per una vita senza tabacco". Si tratta di un programma di informazione e di sensibilizzazione sugli effetti del fumo proposta e finanziata dalla Commissione Europea, in tutti i suoi 25 stati membri. Svolta in partnership con le maggiori organizzazioni competenti di tutta Europa, la campagna punta come target ai ragazzi e ai giovani adulti. Essa consta infatti di road-show (eventi itineranti), spot televisivi, internet ed altri eventi dedicati ai giovani. La presentazione della Campagna in Italia e' avvenuta all'Auditorium del Ministero della Salute, presieduta dal sottosegretario alla Salute, On. Di Virgilio: "il tabagismo rappresenta un problema con molte implicazioni, etiche, oltre che sanitarie, sociali, giuridiche, scientifiche ed economiche. Allo Stato, e quindi al Servizio Sanitario Nazionale, compete la responsabilità nel cercare di combattere questa piaga sia nell’interesse sanitario dei fumatori ma anche per la salvaguardia della salute della collettività non fumatrice". L'intervento ribadisce una certezza. Sono stati anche presentati i dati del Centro per il controllo delle malattie (CCM), e la dott.ssa Daniela Galeone ha relazionato sull’impatto della legge "Sirchia" nei primi 4 mesi di applicazione: la legge ha avuto il consenso del 75-80% dalla popolazione, sia non-fumatori che degli stessi fumatori. Dai controlli effettuati risulta che gli italiani rispettano realmente i divieti. Ha moderato la dott.ssa Elizabeth Tamang dell’European Network on Smoking Prevention. Centrale l’intervento di Josepha Wonner, della Commissione Europea di Sanità, che ha definito la situazione europea e ha ribadito la necessità di un progetto come "HELP". D’altronde l’Europa dovrebbe essere ormai pronta per operare concretamente, la gestazione di questa campagna dura già da anni. Sempre a Roma, dal 13 al 15 Novembre 2003 si era gia' tenuto un convegno dal titolo “Tabacco, prevenzione e comunicazione incentrate sui giovani”, una conferenza consultiva di esperti che aveva tra gli obiettivi l’adozione di raccomandazioni che potessero guidare la commissione europea nel definire i criteri per l’elaborazione di future campagne. 212 esperti nei settori della sanità pubblica e dei media provenienti da 32 paesi erano arrivati a delle raccomandazioni conclusive  tra le quali il fatto che le campagne europee di prevenzione del tabagismo dovrebbero definire il “contesto strategico” ed essere adattate, a livello nazionale e regionale in base alle esigenze, occorre pensare globalmente e agire localmente; l’importanza dell’investimento nella ricerca nel settore sanitario, sociale e del mercato, e la necessità di promuovere la visibilità del controllo del Tabacco. Si disse allora: "Le campagne europee dovrebbero contribuire a cambiare la norma sociale nell’Unione Europea, da un’accettazione sociale del Fumo, alla lotta contro il Tabagismo". Abbiamo ora la possibilità di vedere se il lavoro di allora servirà in concreto oggi.
 

5. Tabagisti alla Camera
Con l'arrivo di Storace al ministero della Salute cambiano anche le abitudini dei parlamentari. Archiviati i divieti dell’ex ministro Girolamo Sirchia , ministri e sottosegretari mettono liberamente mano al pacchetto di sigarette e a Palazzo Chigi è riapparso il fumo. Né va meglio a Montecitorio. Nelle prime settimane di divieto gli irriducibili della nicotina si rifugiavano in una toilette del secondo piano. Con l’arrivo di Francesco Storace (a sinistra) al ministero della Salute la musica sta cambiando. L’amministrazione di Montecitorio studia la possibilità di allestire una zona fumatori coperta all’interno della Camera. Per il momento sono stati installati sensori in uno dei due corridoi che dall’ingresso principale portano in Transatlantico, per valutare l’eventuale inquinamento d’ambiente. Con la ripresa autunnale i questori della Camera dovranno decidere se far montare potenti aspiratori, così da creare un corner fumatori. Una piccola vittoria per il Comitato bipartisan dei parlamentari tabagisti, fondato dal forzista Giuseppe Romele, che conta già un centinaio di simpatizzanti. E in attesa di poter accendere sigari, sigarette e pipe senza rischiare una multa e una figuraccia, il cortile interno è stato dotato di posacenere in ferro battuto e rame. Il partito dei fumatori ha segnato un punto. (Antonio Castro. Panorama, 13/6/2005)
www.panorama.it/italia/indiscrezioni/articolo/ix1-A020001031304
In Inglese: www.corriere.it/english/articoli/2005/01_Gennaio/28/smoke.shtml

6. Medici e deontologia
di SILVIA PACELLA
Mostrare il mondo cosi' variegato del tabagismo, fatto di opinioni contrastanti e mille incongruenze e' una tentazione davanti alla quale non riusciamo proprio a resistere. Dal quel famoso 10 Gennaio 2005, centinaia di volte abbiamo letto su quotidiani e riviste che nel nostro Paese sta diminuendo la percentuale dei fumatori. Ma non si fa in tempo ad abbozzare un sorriso di soddisfazione che ecco pronto un motivo di nuova preoccupazione. Gli operatori della salute, e in particolare il 25% dei medici ospedalieri, continuano a fumare (Osservatorio Fumo Alcol Droga, Istituto Superiore di Sanita'). E pensare che la Giornata Mondiale Senza Tabacco 2005 e' stata dedicata proprio a loro, per porre in evidenza il legame patologico esistente tra la categoria medica e il tabacco. E dai piani alti ci aspettavamo qualcosa di piu' rispetto al laconico e disarmante: "...invito ai medici a cercare di diminuire il numero di sigarette... e se proprio non si riesce a rinunciare, almeno non fumare davanti ai pazienti", arrivato da Giuseppe Del Barone, Presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri. E pure con 40 anni di ritardo rispetto alla prima convenzione firmata (anni 70) dai medici britannici, con l'impegno morale di non fumare davanti ai pazienti. Del Barone spiega che "è paradossale farlo, quando poi si consiglia di smettere", ma noi denunciamo che si tratta di una vera questione deontologica, non di un semplice paradosso. Non è deontologicamente accettabile che un medico ostenti la propria dipendenza davanti ad un paziente quando dovrebbero essere proprio i professionisti della salute ad entrare nel merito della terapia del Tabagismo dei loro assistiti e costituire per loro un concreto punto di riferimento. Il problema dei medici fumatori dev'essere affrontato con urgenza. E' inaccettabile la terminologia usata in merito dal presidente Del Barone, che sembra giustificare tutti quando afferma: "Capisco i medici, la sigaretta puo' scaricare un particolare momento di ansia davanti alla responsabilita' di una diagnosi o di una terapia da consigliare o di un'operazione... puo' diminuire la negativita' nervosa davanti a scelte di grande responsabilita'": A nostro parere, di negativo c'e' solo l'infelice messaggio che la sigaretta possa essere un rimedio verso stress e ansia. Neppure la lettera sottoscritta per il terzo anno consecutivo da autorevoli personalita' del mondo medico-scientifico, consegnata nelle mani del rieletto presidente Del Barone, ha sortito alcun effetto. il presidente della FNOMCeO, con quelli come noi, non ci parla.  [Leggo, martedì 21 Giugno 2005]

7. Profumo di nonno
di SERENA PAGLIARO
C’è stato un momento in cui non avrei saputo dire come tutto era cominciato. Ero sempre stata profondamente disgustata da chi fumava, soprattutto i ragazzini della mia età, i quali pensavo lo facessero per “farsi notare”. Sono cresciuta in una famiglia in cui nessuno fumava, i miei genitori mi hanno sempre messo in guardia da certe “cattive abitudini”, non perdendo mai occasione per farmi notare come alcuni comportamenti fossero sbagliati o addirittura inaccettabili, soprattutto per una ragazza di 17 anni come me. Tutto ciò che i miei genitori mi avevano trasmesso lo avevo reso mio, a tal punto da permettermi di giudicare gli amici, che arrivavano a scuola alle otto del mattino con una sigaretta tra le dita. Perché? Ma soprattutto, perché ci sono cascata anch’io? Me lo sono chiesto più volte, facendo risalire tutto all’ascendente che il mio ragazzo aveva su di me. Fumava lui,... e cominciai a fumare anch’io. Ma non fu quello il mio primo approccio con la sigaretta. In realtà la mia “prima volta” con la sigaretta fu a 15 anni, nel bagno della scuola, con la mia migliore amica. La cosa finì lì. Mi fece quasi schifo. Quando dopo qualche anno arrivò il mio ragazzo, beh, avevo ben altre motivazioni per farlo. Volevo essere come lui per piacergli di più. Ma può bastare così poco per buttare via le convinzioni di una vita? Possono non esser stati sufficienti le infinite raccomandazioni, i consigli e l’educazione impartitemi dai miei genitori? E così, ho trovato la risposta da un’altra parte. L’ho trovata in mio nonno. Tutto è accaduto di recente a causa di una scena rivissuta, quella di mio nonno. Dopo ogni pranzo, com’e' sua abitudine, si accende una sigaretta. Lo fa da quasi mezzo secolo. E’ stato come tornare indietro per un tempo, e ripercorrere uno per uno tutti i pranzi della domenica in cui la famiglia si riuniva. Mi sembra quasi di sentire tutt’ora l’odore di quel primo tiro di sigaretta che mio nonno con tanto gusto assaporava, e che ora, non so bene per quale preciso motivo, non sento più. Ma allora quell’odore mi piaceva, per me era quasi un profumo, ed ogni volta che mio nonno allungava la mano verso il pacchetto, mi avvicinavo subito a lui per non perdermelo. Lo osservavo. E nonostante avessi solo 6 anni, nonostante non potessi capire per quale strana ragione il nonno fumasse, percepivo molto chiaramente sul suo viso il piacere di compiere quel gesto. Sapevo che io non lo avrei mai potuto fare, non perche' mi fosse stato proibito (ero troppo piccola), ma perché associavo quel gesto solo agli adulti, non tutti ovviamente, ma solo a quelli a cui piaceva farlo. Dopotutto non avevo mai visto nessun bambino fumare, ma dentro di me sapevo che un giorno avrei potuto farlo, perché quel giorno, anche se lontano, sarei cresciuta anch’io. E così adesso considero il mio ragazzo non come la causa, ma solo come la scintilla che ha acceso un fiammifero che era in me già da tempo. I miei 17 anni sono passati. Ne ho 22. Da qualche tempo non fumo più. Mi sono resa conto di non avere mai avuto dei reali motivi per dover fumare. Il mio era dopotutto un comportamento appreso, anche se inconsciamente, da una persona a cui ero affettivamente legata e che per me rappresentava un modello. E così ho chiuso. Posso ritenermi fortunata. Tra poco saro' una psicologa e credo di avere fatto un passo importante per garantire la mia professionalita'.

8. Mozziconi in spiaggia, vergogna nazionale
di TATIANA TRINA
Non se ne puo' piu'. Capocotta, una delle spiagge naturali piu' belle del Lazio, e' letteralmente invasa dalle cicche di sigaretta. Quelli di Legambiente la raccontano cosi': "Alcuni anni fa si trovavano minidiscariche di rifiuti ingombranti, sanitari e vecchi elettrodomestici, ma oggi è soprattutto il microinquinamento a dominare". Dunque ci aspettiamo più cicche sulla spiaggia? "C'e' una riduzione nei consumi di sigarette, quindi ci sarà un calo anche dei relativi mozziconi", risponde Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente. Francamente, a giudicare dalle cicche di Capocotta, ci crediamo poco. Tra i rimedi proposti dall'associazione ambientalista, anche la distribuzione di posaceneri ai bagnanti. "L'iniziativa, lanciata già nel 2003, ha fatto moltiplicare le richieste per realizzare il posacenere da spiaggia. L'associazione albergatori dell'Isola d'Elba ne ha distribuito diverse migliaia ai propri ospiti e lo stesso ha fatto il comune di Pantelleria. Segno che si è ormai diffusa quest'abitudine, sia tra le amministrazioni locali, sia tra i cittadini, resi nel tempo più responsabili". Dalla pulizia straordinaria delle spiagge italiane, dalla Sicilia alle spiagge genovesi, dal Cilento alle coste adriatiche all'arcipelago toscano, agli argini fluviali del Tevere, e le sponde lacustri, sono venute fuori oltre cinquanta tonnellate di spazzatura raccolte, tra cui spiccano soprattutto rifiuti di piccole dimensioni. In media, ogni metro quadrato di sabbia ripulita dai volontari contiene 2 mozziconi di sigaretta, 2.5 tappi di plastica o metallo, 1 cannuccia, 1 stecco di gelato. Estendendo i risultati all'intera Penisola, si può ipotizzare come, ogni anno, vengano abbandonati sulle spiagge circa 12,4 milioni di cicche di sigaretta, 15,5 milioni di tappi, 6 milioni abbondanti di cannucce e altrettanti bastoncini di gelato di legno o plastica, 1,5 milioni di sacchetti e 1,2 milioni di bottiglie di plastica. In questo scenario si distinguono pero' gli stabilimenti balneari che vigilano perche' le spiagge siano pulite e la gente semplicemente piu' educata. Ne abbiamo scovata una, il Bagno di Santa Lucia, uno stabilimento tra Otranto e Lecce, con un regolamento ferreo: niente cicche! (www.otranto.it/bagnolucia/regIT.htm)

9. L'Europa premia Sirchia
Premio europeo per Sirchia, pioniere anti-tabacco. L'ex ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ha ricevuto nei giorni scorsi a Lussemburgo il riconoscimento di Smoke Free Europe, un'alleanza impegnata contro il fumo riconosciuta dall'Unione europea. 'E' stata l'occasione per fare il punto sulla situazione nel vecchio continente, e per premiare i Paesi che hanno voluto le leggi piu' efficaci', spiega Sirchia. [Fonte: Adnkronos Salute, 24.6.2005]
 

10. Una corsa per dire NO
di TIZIANA SALVI
"Run Drugs out of Town Run" (letteralmente "esci dalla droga correndo fuori dalla città") è un programma che mira a dare maggiore visibilita' al problema del consumo di droghe da parte di bambini e adolescenti attraverso la creazione di eventi cittadini e di quartiere. L'aspirazione e' quella di poterla organizzare nel mondo intero. Nasce dall'idea di un medico chiropratico che si è reso conto come negli  Stati Uniti il 70% degli arresti sia relativo a droghe e alcool e che il problema riguardi tutti, e non solamente chi si conficca un ago in un braccio, o beve, o fuma migliaia di sigarette. E' importante soprattutto che i bambini siano raggiunti da messaggi chiari e non fuorvianti. "Drug is fun" e' un motivo che sempre piu' dilaga tra i giovani, una forma culturale che tende a dominare e a fare apparire innocua la droga. Non si tratta della cultura dello sballo che viene ostentata, quanto quella dello "star bene e meglio in modo divertente... e peche' no? anche chimico". Lo dicono anche i ragazzi più grandi, non ancora adulti, ma nemmeno bambini, che diventano esempi da imitare. Percio' è stata fondata un'associazione di volontari che vuole estendersi via internet, a livello internazionale, per coloro che sono sensibili al problema delle dipendenze e che desiderano collaborare attivamente alla fondazione di altre organizzazioni con gli stessi obiettivi. In ogni paese, chiunque può farlo. La "Run Drugs Out Of Town Run" fornisce assistenza attraverso consigli, aiuti, suggerimenti, per sensibilizzare  le persone al programma di prevenzione e ottenere sovvenzioni per le iniziative. Si prevede anche il coinvolgimento dei Media e di tutte le persone influenti della propria comunità. "RUN" significa corsa ed è diventata metafora del "correre fuori" dalla droga attraverso una gara podistica da organizzare in ogni città. La distanza da percorrere e' in verita' molto breve, un quarto di miglio, per consentire a tutti, dai 2 ai 73 anni, di partecipare. Il vincitore riceve la medaglia con la scritta "Sono io il vincitore: non prendo droghe". I partecipanti possono indossare maglie con la stessa scritta così da rendere ben visibile il messaggio. La "Run Drugs out of Town Run" fornisce tutti gli step per organizzare al meglio sia l'evento che il programma di prevenzione.

11. Fumatori, biologicamente piu' vecchi
Ricerche Statunitensi e inglesi hanno dimostrato che soggetti di pari eta' in sovrappeso e fumatori sono biologicamente piu' vecchi rispetto ai magri e non fumatori. Il Fumo accelera l'invecchiamento delle componenti del DNA di oltre 4 anni e mezzo. Negli obesi l'invecchiamento sarebbe di 9 anni. Tali codici gentici sono importanti nel regolare la divisione cellulare e sono legati all'invecchiamento. Lo studio di "The Lancet" e' stato condotto su 1.122 gemelli forniti da un database del San Thomas Hospital di Londra. Il fatto di potere accelerare l'orologio cromosomiale con determinati stili di vita rappresenta un messaggio importante da veicolare soprattutto ai giovani in modo da indurli a pensare. Sia il Fumo che l'obesita' rappresentano due rilevanti fattori di rischio per molte malattie legate all'invecchiamento. Il prof. Tim Spector, che ha guidato la ricerca, ha osservato che entrambi possono accelerare questo processo. Il calcolo e' stato effettuato tenendo conto del numero di sigarette moltiplicato per gli anni di fumo.
[Smoking and obesity 'age people' - BBC News, 14 June 05  http://news.bbc.co.uk/[...]i/health/4086900.stm ]

12. Tabaccocultori e tasse
Ringrazio per le notizie. Mi piacerebbe sapere anche come il Ministero della Salute impiega i fondi provenienti dalle tasse che pagano i tabaccocultori, i quali peraltro ricevono ancora incentivi dalla Unione Europea, (o no ?). Grazie. M.A.Modolo
R:  Grazie per l'attenzione al nostro lavoro. E' vero, il tabacco foraggia lo stato e i coltivatori del tabacco vengono foraggiati dall'Unione Europea, che trattiene il 2% per finanziare le campagne di informazione sui danni da Fumo. In Italia non un solo centesimo di questo denaro viene impiegato per la prevenzione e la terapia del Tabagismo.

13. Il vizio della droga
Salve, sono un'ex fumatrice. Ho smesso 11 anni fa perche' volevo scalare il Monte Bianco (4810 m) e ci sono riuscita. Lavoro a Roma e devo dire che i fumatori, almeno sul mio piano, sono molto educati anche perche' costretti da una sorveglianza attiva e intransigente. Tornando alle prodezze del nostro ex governatore, non capisco perche' tutti dovremmo contribuire ad esose sovvenzioni per la realizzazione di "appositi recinti per fumatori". E perche', a quel punto, non raccogliere oboli per comprargli pure le sigarette? Storace e' un feroce proibizionista; esperimenti come quello svizzero di fornire gratuitamente droghe pesanti a tossici irrecuperabili in appositi centri di raccolta, dove questi poveracci trovano siringhe sterili, ambienti puliti e non vanno in giro a rubare o a prostituirsi per una dose, lo fanno inorridire. "Il vizio della droga non puo' essere sovvenzionato dallo Stato" sentenzia, strizzando l'occhio al Vaticano. Allora per quale dannata ragione dovremmo tassarci tutti per fare le aree attrezzate per fumatori? Perche' non se le autofinanziano i fumatori? Meno male che non ci sono fondi disponibili nelle disastrate (ahime') casse dello Stato. Patrizia
R: Il problema di fondo in effetti e' il "Vizio". Se la visione rimane questa, spetta ai promotori di "Virtù", dunque al Vaticano, trovare soluzioni al problema della droga. Vive congratulazioni comunque per la conquista della vetta. Se avesse continuato a fumare sarebbe rimasta a 2.000 metri tutta la vita. Infatti la rarefazione di ossigeno in cui si trova un fumatore di un pacchetto di sigarette al giorno e' pari a quella di una persona che vive a 2.000 metri di altezza.

14. BPCO: che rischio corri?
Chi fuma rischia di essere affetto da una malattia dalle conseguenze molto serie, la Bronco Pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Un breve questionario (in francese) vi dice qual e' il vostro rischio e se e' giunto il momento di fare una visita medica (con eventuali accertamenti al vostro respiro): www.stop-tabac.ch/fr/bpco/

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 
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