Tabagismo & pfc 
Anno VIII - n° 82 - Ottobre 2006

REDAZIONE: G.Mangiaracina,
C.Chiamulera, D.Enea, M.Nanni, C.Marini, S.Pacella, B.Tinghino, V.Zaga'.
COLLABORANO: A.Ando', A.Caprarelli, S.Ginnetti, P.Lancia, M.Nardella, S.Palermo, L.Palumbo.
Roma, via G.Scalia 39
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
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Collaborano: LILT - SITAB - Globalink UICC
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1

- La Ragione di Nick - di G.Mangiaracina

 

 

2

- Piano formativo nazionale. E due - di L.Palumbo

 

 

3

- Autunno caldo - di M.Nardella

 

 

4

Professionismo "aggressivo" - E.D.Glover

 

 

5

- Psicologando (se fumo mi rilasso) - di Lancia e Pacella

 

 

6

- Grassi vietati a New York - di A.Ando'

 

 

7

- Senza fumo, cuori sani - MFL Comunicazione

 

 

8

- Vive la France - di A.Caprarelli

 

 

9

- Mortalita' Differenziale - S.Pacella

 

 

10

- Sotto il tappeto...BPCO - Paginemediche.it

 

 

11

- Vizio & Business

 

 

12

- Seni a rischio

 

 

13

- Finanziaria: molto bene sull'Alcol

 

 

14

PNL per migliorarsi

 


1. EDITORIALE: La Ragione di Nick
di GIACOMO MANGIARACINA
Quando l'America mette in ridicolo le proprie convinzioni e i propri stereotipi, riesce a dare vita a commedie che fanno ridere e pensare. Nick Naylor e' il portavoce di Big Tobacco. La sua funzione principale e' combattere contro i detrattori delle sigarette convincendoli che fumare non e' poi così male. I suoi amici sono i lobbisti dell’alcol e delle armi, e' buon padre di famiglia, separato dalla moglie, ma adorato dal figlio, e soprattutto ama il suo lavoro. Tutti gli danno addosso, e lui si difende con maestria, favella e arguzia. La sua vita, fra minacce, capi poco efficienti che "provengono dai distributori automatici", e problemi quotidiani, e' tutt’altro che semplice. Nel film non si accende una sigaretta ma se ne parla a ogni secondo con caustica ironia. La sceneggiatura e l'interpretazione di Aaron Eckhart sono i fiori all’occhiello di questa pellicola. Le sequenze con gli amici "mercanti di morte", le infinite diatribe con il senatore detrattore dell’industria del tabacco e sostenitore del colesterolico Cheddar Cheese, il cinismo del "Capitano" Robert Duvall, sono da ricordare per gli intelligenti dialoghi. Dalla fiction alla verita': "Le sigarette danno assuefazione, causano malattie e sono direttamente responsabili della morte di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. E per questo motivo la vendita deve essere regolamentata dalle autorita' sanitarie". Questa volta non e' l'attivista anti-tabacco a parlare; e' Steven Parrish, stratega delle pubbliche relazioni della Altria, produttore della marca di sigarette piu' venduta nel mondo, le Marlboro. Un vero voltafaccia per un'azienda che, insieme agli altri produttori americani di tabacco, aveva negato davanti alla Corte USA che la nicotina inducesse dipendenza. Parrish e' considerato l'artefice della nuova strategia di Altria, che ha lo scopo di redimere l'azienda e ridarle statura morale oltre che finanziaria. La sua importanza all'interno della societa' e del settore del tabacco in generale e' tale da meritargli un intero, lunghissimo articolo sulla rivista domenicale del "New York Times" lo scorso agosto. Steve Parrish e' l'uomo che ha convinto il gruppo dirigente di Altria a chiedere addirittura di sottomettere le sigarette alla diretta regolamentazione della Food and Drug Administration (FDA), posizione non condivisa da diversi concorrenti. La FDA in tal caso potrebbe determinare il contenuto di nicotina delle sigarette e degli altri prodotti a base di tabacco, e dettare regole sui processi manifatturieri. Una proposta di legge di questa natura, appoggiata da numerosi gruppi anti-tabacco, non ha ricevuto sufficiente appoggio in Parlamento in passato. Altria, invece, vorrebbe essere trattata almeno alla pari di altre societa' che vendono prodotti dannosi alla salute, ad esempio l'alcol. E non vuole più essere demonizzata dall'opinione pubblica. La nuova posizione di Altria ha avuto il successo sperato tra l'opinione pubblica, e riflette una strategia lungimirante per l'azienda. L'importante per i profitti societari e' vendere sempre piu' sigarette, a un numero sempre maggiore di clienti, e se le sigarette saranno meno dannose grazie alle direttive del governo, ben venga. Parrish riassume il concetto in due parole: "Meno morti a causa del fumo, tanto meglio per gli azionisti di Altria". Nick Naylor torna in tutto il suo splendore e con la sua vocazione ad avere ragione. Sempre e comunque.
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2. Piano Formativo Nazionale. E due.
di LETIZIA PALUMBO
Partito il 25 settembre scorso, il Piano nazionale di formazione sul Tabagismo per pianificatori regionali dimostra il suo spessore sul piano strategico e prosegue il suo percorso. Le prossime tappe saranno Firenze, per i referenti delle regioni del Centro e Napoli per quelli del Sud. Il materiale didattico e' disponibile sul sito www.legatumorireggio.it, suddiviso in tre parti: la guida, il CD-Rom. Il sito consente di avere un feedback sulle esperienze, con risposte tecniche a problemi emersi durante il corso. Il sito è anche lo strumento con cui si condividono e si seguono le azioni dei pianificatori regionali. Ogni gruppo regionale si muovera' secondo uno schema che fotografa l’esistente sul Tabagismo in termini di ideazione, pianificazione, realizzazione, a scuola, nei luoghi di lavoro, nel terzo settore, nei servizi sanitari, etc., e stabilisce il settore di eccellenza o il settore più ricettivo o il settore con più bisogni. E' previsto anche un cronogramma delle priorità articolato in obiettivi minimi da misurare attraverso di un sistema validato di monitoraggio e di valutazione.

3 Autunno caldo
di MICHELA NARDELLA
In autunno cadono le foglie e gli animali si preparano al letargo. Per noi e' momento di risveglio, di ringalluzzimento delle rise energetiche e di grande lavoro. A Napoli, il dipartimento delle farmacodipendenze, servizio controllo di qualità, ha concluso il secondo modulo del corso dal tema: “Il protocollo terapeutico integrato nei centri antifumo”, diretto a medici, psicologi, ed infermieri professionali, mentre i cardiologi dell'ANCE si sono dati appuntamento ad Agrigento, organizzatore il dott. Magro, responsabile del centro antifumo della citta', per fare il punto sulla spinosa questione "del tabacco". Qual e' il ruolo del cardiologo nello scenario nazionale? "Fondamentale" e' stata la risposta secca del prof. Mangiaracina, ospite del convegno il 29 settembre scorso. A ottobre la SITAB ha riunito il suo board nazionale a Firenze per elaborare una programmazione delle attivita' regionali con l'obiettivo specifico di incentivare la ricerca e l'aggiornamento continuo in tabaccologia. Almeno una giornata di studio all'anno per ogni regione e' l'obiettivo minimo che la societa' scientifica si propone di incentivare e di attuare. Completato anche il programma della seconda edizione del master su tabagismo e problemi fumo-correlati organizzato dall'universita' di Firenze. Le iscrizini sono aperte. La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori si appresta invece ad organizzare un congresso in grande stile per il 2007 e a lanciare una campagna sugli stili di vita in collaborazione con la Regione Lazio.
 

4. Professionismo "aggressivo"
I miei 31 anni di ricerche sul tabacco confermano che maggiore e' il contenuto di nicotina nelle sigarette, maggiore e' il potenziale di addittivita' e la velocita' con cui si instaura la dipendenza. Sappiamo che la nicotina eleva i livelli di dopamina nel cervello, associati ad un rinforzo nel consumo della droga. I ragazzi che cominciano a fumare sviluppano una maggiore densita' di recettori cerebrali per la nicotina e diventano forti fumatori in eta' adulta, che foraggiano l'industria. I produttori del tabacco sanno cio' che noi sappiamo, che possono indurre dipendenza nei fumatori e fidelizzarli per tutta la vita. Gli adolescenti rappresentano il gruppo target ideale per le intenzioni dell'industria, perche' proprio intorno agli 11 anni il cervello degli adolescenti e' sottoposto ad una riorganizzazione associata ai comportamenti sociali e al controllo degli impulsi. Gli adolescenti sottostimano ampiamente la forte dipendenza indotta dalla nicotina. La maggiorparte di loro ritiene che potranno smettere entro cinque anni, ma circa il 75% di loro continuano a fumare oltre il sesto anno da quando hanno iniziato. Non e' ragionevole permettere all'industria del tabacco di agire come crede senza restrizioni. E' arrivato il momento che professionisti della salute, ricercatori e uomini di governo mostrino maggiore "aggressività" nel regolamentare le stretegie industriali.
ELBERT D. GLOVER
Director of Center for Health Behavior Research, University of Maryland, College Park

5. Psicologando. Se fumo mi rilasso (ma che fatica!)
di PAOLA LANCIA e SILVIA PACELLA
"Perche' fumo?" Chi fuma, nella maggior parte dei casi, questa domanda non se la pone neppure, ma abbiamo ascoltato spesso risposte del tipo: "Perche' sono uno scemo". I fumatori affermano e negano nello stesso tempo che il tabagismo sia una malattia da dipendenza di cui sono affetti, e che come tale deve essere curata. I piu' razionali rispondono che la sigaretta aiuta a distendersi e a rilassarsi, che in un certo senso soddisfa le loro esigenze e placa le ansie come un buon "valium". Altri si appellano ad una sigaretta compagna di viaggio e delle attese, per contenere sfoghi e momenti di rabbia, per controllare l'aggressivita' e scaricare lo stress. Un tabagista deve avere davvero molte "esigenze" se durante la giornata cerca 20, 30, 40 ritagli di tempo per fumare. Con la legge "antifumo" la ricerca del relax della sigaretta e' diventata meno automatica, meno rilassante,... quasi una fatica. E anche il cervello del fumatore e' costantemente al lavoro, a cimentarsi freneticamente all'interno del conflitto che esiste tra il suo comportamento, giustificato in mille modi, e le sue conoscenze sui rischi del fumare. Il senso di colpa si cela dietro l'accensione di ogni sigaretta, nel tentativo grossolano di minimizzare gli aspetti negativi della propria dipendenza. Si cela... ma c'e'. Che fatica rilassarsi!
Indirizzate i vostri commenti, se ne avete, direttamente a: psicologando@libero.it.

6. Grassi vietati a New York
di ANDREA ANDO’
Dopo il fumo nei luoghi pubblici, tocca ai grassi idrogenati. L’assessore alla salute di New York, ispirandosi al modello di Chicago, ha proposto una legge che proibisce ai 20.000 ristoranti della citta' di servire ai clienti cibi con grassi manipolati. Scopo principale e' quello frenare l’apertura di nuovi fast food e incentivare alternative più salutari, come i ristoranti vegetariani. La proposta non ha trovato larghi consensi, per la fortissima opposizione delle grandi catene di fast food. Nonostante cio' e' comunque uno dei tanti fattori che fanno riflettere sull’allarme obesita' che in USA colpisce 40 milioni di persone e ha spinto il sistema sanitario nazionale a porsi come obiettivo la riduzione dell’obesita' tra gli adulti a meno del 15% entro il 2010. Il Italia l’obesità non e' ancora divenuto un problema sanitario "globale", per la diffusione della cosiddetta "dieta mediterranea", ma negli ultimi anni si è verificato un incremento del 9% delle persone con obesita'. Di particolare gravità è il fatto che, a causa della notevole sedentarietà e della larga diffusione di snack e cibi ipercalorici, è stato registrato un aumento del 20% di bambini e adolescenti che soffrono di obesità. Infine, a tal proposito, è importante ricordare che il 10 ottobre si celebra l’Obesity Day, la Giornata di lotta all’obesità, promossa dall’associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica, giunta alla sua sesta edizione, dove saranno disponibili informazioni e brochure su obesità e salute in oltre 160 centri e servizi specialistici pubblici e privati in tutta Italia.

7. Senza fumo, cuori sani
Il Piemonte e' la regione-campione che ha permesso di studiare i ricoveri per attacco cardiaco negli ospedali pubblici dopo l’introduzione del divieto di fumare nei luoghi pubblici (inclusi caffé, bar, ristoranti e uffici pubblici). Da un ampio studio condotto in Italia e' emerso che il numero dei pazienti ricoverati per patologie cardiache si e' ridotto dell’11% nei primi cinque mesi dall’introduzione del divieto antifumo. La ricerca è stata pubblicata sull’European Heart Journal ed è stata condotta da un team di studiosi dell’ateneo universitario di Torino, i quali hanno preso in esame anche i risultati ricavati da studi analoghi condotti all’indomani delle leggi antifumo in Irlanda, Norvegia, Sudafrica e Svezia in tempi recenti. Studiando il numero dei ricoveri per attacco cardiaco e i decessi causati da patologie del sistema cardiocircolatorio in abitanti del Piemonte di età inferiore ai 60 anni nel periodo febbraio/giugno 2005 – comparandole con i dati analoghi dell’anno precedente – è emerso che solo 832 erano i casi del 2005 contro i 922 del 2004. Secondo quanto spiegato dal dottor Francesco Barone-Adesi, coordinatore dello studio, sulle pagine dell’European Heart Journal, “si è registrato un aumento di ricoveri o decessi causati da attacco cardiaco tra il 2001 e il 2004 ed un netto decremento all’indomani dell’introduzione del divieto di fumare nei luoghi pubblici. Nonostante il dato non sia soltanto connesso all’adozione di tale dispositivo, è certamente vero che le norme antifumo sono state finora sottovalutate: i loro effetti possono essere certamente riscontrabili anche nel breve-medio periodo”. 
Fonte: MFL Comunicazione - 05/10/2006.

8. Vive la France
di ANNA CAPRARELLI
Ecco alcuni documenti interessanti sulla lotta al tabagismo in Francia, paese tradizionalmente molto "fumatore". Chi non ricorda l'indimeticabile Jean Gabin con la sigaretta pendula... Leggendo Le Monde abbiamo trovato tutto un dossier sul tabagismo e sul mondo economico del tabacco:
1) piccola retrospettiva dei 20 anni di campagna anti-tabacco in Francia. Alcuni manifesti sono particolarmente forti:
www.lemonde.fr/web/portfolio/0,12-0@2-3226,31-699160@51-801797,0.html
2) mappa sulle disposizioni europee:
www.lemonde.fr/web/infog/0,47-0@2-3226,54-777899@51-801797,0.html
3) grafico interattivo (basta cliccare sulle barre grigie laterali per avere accesso ai vari dati) che illustra la vendita (prezzi, compagnie...) e l'incidenza mortale del tabacco nel mondo:
www.lemonde.fr/web/vi/0,47-0@2-3226,54-705285@51-801797,0.html
4) traduzione dell'articolo apparso sul quotidiano "Le Monde" del 12/09/06:
www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3226,36-812135@51-801797,0.html

9. Mortalita' differenziale
Trad. di SILVIA PACELLA
Uno studio pubblicato nel Lancet del 14 luglio 2006 afferma che il tabagismo causa la meta' del differenziale nel tasso di mortalita' tra gli uomini a seconda che appartengano alle categorie piu' basse o piu' alte della societa'. Un co-autore di questo studio, Prof. Richard Peto, dell'Universita' di Oxford, ha indicato che un arresto generale dell'uso di tabacco potrebbe da solo ridurre della meta' la differenza che esiste tra i differenti strati sociali nel rischio di mortalita' prematura. Gli autori hanno stabilito una differenza media del 19% tra le categorie piu' elevate e quelle piu' svantaggiate per cio' che riguarda il rischio di mortalita' in ogni Paese studiato e circa la meta' di questa differenza sarebbe spiegata dal rischio di morire a causa del tabagismo.
Fonte: BBC News, 14 luglio 2006: http://news.bbc.co.uk/1/hi/health/5176822.stm

10. Sotto il tappeto... BPCO
Una ricerca condotta presso il Cancer Research britannico ha scoperto come quattro persone su cinque non siano a conoscenza di essere affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una patologia che uccide ogni anno nel mondo un milione di persone, 18 mila delle quali in Italia, e che fa registrare un trend in continua crescita. I ricercatori londinesi hanno sottoposto 8.215 adulti a test sulle funzionalita' polmonari e ne hanno esaminato i campioni di saliva. Ebbene, 1093 persone sono risultate essere ammalate di BPCO, ma il dato più allarmante e' che l'80% di esse non ne era consapevole. "Anche la metà di quelli che soffrivano di una forma piuttosto grave della malattia non era a conoscenza di avere questa patologia", ha ribadito, sulla rivista internazionale Thorax, Robert West, autore dello studio e direttore dell'Unità sugli studi del tabacco presso l'ente di ricerca britannico. Il risultato di questa sostanziale disattenzione ai sintomi e alla diagnosi di BPCO fa si' che più di un terzo dei malati continui a fumare. Dalla ricerca e' emerso anche che i fumatori con BPCO accenderebbero un numero di sigarette maggiore rispetto a fumatori senza BPCO e i sintomi tipici della malattia, come tosse, difficolta' respiratoria e asma, sono considerati un fastidioso, ma normale effetto della sigaretta e non come manifestazioni di una vera e propria patologia. "E' estremamente importante sensibilizzare medici e pazienti ad effettuare i test per diagnosticare la BPCO, perchè cosi' i pazienti possono essere messi a conoscenza dei rischi che corrono e aiutati a smettere di fumare", ha sottolineato West.
Fonte: Paginemediche.it 22/9/2006.

11. Vizio & Business
48 Milioni. Sono i fumatori negli Stati Uniti, il 21% della popolazione adulta. Nel 1964, fumava il 50% della popolazione maschile e il 33% di quella femminile.
70 Per cento. E' la quota di fumatori che vorrebbe smettere; era il 30% vent'anni fa.
13 Miliardi di dollari. E' il profitto netto realizzato dai tre maggiori produttori di tabacco americani, Altria, Reynolds American e Loews, nel 2005.

12. Seni a rischio
Si discute sul legame tra fumo di sigarette e tumore al seno. Per chiarire tutti i dubbi, un gruppo di ricercatori dell'Università della Florida ha osservato in provetta la risposta da parte di tessuti del seno all'esposizione ad un micidiale composto di sostanze tossiche e cancerogene presenti nelle sigarette. "Abbiamo utilizzato una mistura contenente 81 sostanze normalmente presenti nelle sigarette e classificate come cancerogene e abbiamo esposto i tessuti a questa mistura", ha spiegato Satya Narayan, a capo dell'esperimento. Le cellule venivano compromesse nella loro capacità di riparare il DNA danneggiato dal condensato delle sigarette ed era favorito il loro mutamento in cellule cancerose. "Quello che abbiamo osservato in vitro e' con ogni probabilità cio' che accade nelle cellule colpite da queste micidiali sostanze e sottolineo che la quantità di condensato da noi utilizzato è solo una minima parte di quello contenuto in una sola sigaretta", ha sottolineato senza mezzi termini Narayan sulla rivista specializzata Oncogene. [Fonte: Pagine mediche - 20/09/2006]

13. Finanziaria: molto bene sull'Alcol
L'Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada plaude all'iniziativa del Governo che intende bandire dalle aree di servizio autostradali la vendita e la somministrazione delle bevande alcoliche, nonchè innalzare l'età minima per acquistare alcolici, tanto per quanto riguarda la somministrazione quanto per la vendita, da 16 a 18 anni. Viene così finalmente raccolto il grido d'allarme dei più autorevoli organismi scientifici italiani ed internazionali, che da tempo hanno dimostrato come l'alcol sia presente in quasi la metà degli incidenti stradali, e rappresenti la prima causa di mortalità per i giovani europei tra i 15 e i 29 anni. Tutto questo rappresenta un enorme costo per le famiglie italiane, sociale, sanitario ed economico, ma soprattutto in sofferenza umana. "Molte volte in passato su questa materia ci eravamo illusi, - dichiara Carla Mariani Portioli, vicepresidente dell'associazione e responsabile contro le stragi del sabato sera, - di fronte ad iniziative lodevoli, provenienti, in maniera trasversale, da esponenti dei diversi schieramenti politici: tutti questi progetti si sono poi arenati nel dibattito parlamentare. Per questo ci appelliamo a tutti i cittadini italiani, che dai primi sondaggi si dimostrano a grandissima maggioranza favorevoli a queste nuove disposizioni di legge, perchè insieme a noi vigilino sui nostri parlamentari, così che questo provvedimento venga approvato così com'è. Facciamoci sentire con i nostri rappresentanti in Parlamento, perchè, almeno per questa volta, gli interessi commerciali di qualche potente lobby non prevalgano sulla salute e sul benessere di tutti i cittadini italiani". Per informazioni: Tel./ fax 0522.826830

14. PNL per migliorarsi
L'autore del mese che consigliamo e' Robert Dilts, con il suo volume "La PNL e le Sue Applicazioni. Teoria e pratica della Programmazione Neuro-Linguistica". NLP Italy. Pagg. 320, formato: 13.5x21, anno: 2006, euro 26,90.
La Programmazione Neuro-Linguistica ri-svelata: un manuale prezioso che riparte dalle intuizioni originarie dei creatori della PNL, spesso dimenticate da molti istituti di formazione. Un provocatorio ritorno alle basi della PNL che ci ricorda la potenza e la grazia delle sue applicazioni in numerosi campi della vita personale e professionale. Il libro contiene articoli sull’uso della Programmazione Neuro-Linguistica nei seguenti ambiti: comunicazione aziendale, vendite, terapia della famiglia, negoziazione, metodo socratico e indagine filosofica, istruzione, scrittura creativa, salute. Dilts e' considerato uno dei maggiori esponenti della PNL a livello mondiale. È stato per un lungo periodo studente e collega di Richard Bandler e John Grinder (creatori della PNL) e ha studiato personalmente con Milton Erickson e Gregory Bateson. Oltre agli studi sull’applicazione della PNL nella formazione, leadership, salute, creatività, il contributo personale di Dilts all’evoluzione della PNL comprende lavori straordinari sulle “Strategie” e sulle “Convinzioni". Il lavoro editoriale di Robert Dilts è vastissimo e comprende libri sul public speaking, sulla creatività, salute, apprendimento e leadership. In passato è stato consulente di aziende internazionali quali la Apple e la Telecom. Nel 1982 ha fondato il Dynamic Learning Center, e nel 1991 la NLP University in California dove tiene corsi di PNL e continua il suo lavoro di ricerca.  Clicca Qui per acquistarlo.
 

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 

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