Tabagismo & pfc 
Anno VIII - n° 83 - Novembre 2006

REDAZIONE: G.Mangiaracina,
C.Chiamulera, D.Enea, M.Nanni, C.Marini, S.Pacella, N.Pulera', V.Zaga'.
COLLABORANO: A.Ando', S.Ginnetti, P.Lancia, M.Nardella, S.Palermo, L.Palumbo.
Roma, via G.Scalia 39
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews @ tabagismo.it
Collaborano: LILT - SITAB - Globalink UICC
Distribuzione: 4.891 copie

 

1

- Scontro di Civilta' - di G.Mangiaracina

 

 

2

- L'Italia preferisce l'Aria - di L.Palumbo

 

 

3

- L'AVIS e il Tabagismo - di S.Monchieri e D.Scala

 

 

4

Calendario - di S.Ginnetti

 

 

5

- Psicologando. Quei sigari di Freud - di Lancia e Pacella

 

 

6

- Radio3. Lasciateci fumare - di A.Ando'

 

 

7

- Tre medici su Dieci - DoctorNews

 

 

8

- Corte Europea multa l'Italia - Il Velino

 

 

9

- Baristi in salute

 

 

10

- Rauchen kaputt in casa e auto

 

 

11

- Asma, aborti e molto altro

 

 

12

- Cess...azione

 

 

13

- Motoraduno alcolico: 9 incidenti

 

 

14

Scuola fuorilegge

 


1. EDITORIALE: Scontro di civilta'
di GIACOMO MANGIARACINA
Il 18 ottobre scorso, mentre si lavorava alla campagna del 5 Novembre, Giornata Nazionale per i Diritti dei Nonfumatori, riceviamo questa lettera firmata:
    "Mi permetto segnalare quanto segue: questa mattina a seguito di una convocazione ricevuta, nella mia qualità di procuratore dell'Istituto da me rappresentato, mi recavo presso la sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri di Roma, dove avevo concordato un appuntamento con il maresciallo X.Y. Al fine di sbrigare le dovute formalità richieste, il maresciallo mi faceva accomodare nel suo ufficio e qui con mia somma sorpresa assistevo ad un episodio sconvolgente e in qualche modo arrogante. Durante la redazione di un verbale di deposito documenti, il predetto maresciallo mi chiedeva se poteva fumare e se la cosa non mi dava fastidio. Per cortesia ho risposto con un cenno di approvazione, precisando che ero affetto da leucemia. Per un attimo ho ritenuto che un minimo di sensibilità, tralasciando l'aspetto legale, avrebbe dissuaso il fumatore, ma l'illusione è durata pochi secondi in quanto, nonostante avesse preso conoscenza del mio stato di salute, con assoluto e disinvolto menefreghismo ha acceso e fumato la sigaretta. Mi astengo da altre considerazioni e vi ringrazio per la cortese attenzione.
Ne riceviamo un paio a settimana, ma ho riportato questa per la peculiarita' del luogo e dei protagonisti. Sappiamo che la Magistratura, come il Giornalismo e gli ambienti militari, rappresentano i "santuari" del fumo. La tentazione di inserire medici e luoghi di cura e' forte, ma visto che la tendenza e' in declino vado oltre. Fatta debita eccezione per la singolarita' degli ambienti carcerari, dove la prevalenza di tabagismo raggiunge il 90% della popolazione reclusa ed il 70% degli agenti di custodi, qui parliamo di avvocati, magistrati, militari e giornalisti. Dalla Rai abbiamo ricevuto ripetute segnalazioni di "mobbing tabagico" fino a sei mesi dopo l'entrata in vigore della legge Sirchia, e i lavoratori delle piccole aziende ci chiamano al telefono sottovoce, pretendendo certezza di anonimato per evitare le ritorsioni dei capi. Il servizio Smokebusters, diretto da Cinzia Marini, garantisce l'anonimato e assucura l'azione. Ha agito anche in questa circostanza, tenendo conto pero' che in questo mondo si scontrano due forme di civilta', quella Liberta' della persona e quella del Diritto. Devono coesistere in una societa' che si definisce civile, ma devono accordarsi, non scontrarsi. Il nostro lettore non sa che il maresciallo X.Y. e' cresciuto nella prima, in cui il fumatore era "educato" solo se chiedeva il permesso di fumare ovunque, e formato alla seconda, tuttora in formazione, in cui dovra' chiedere ai superiori il permesso di uscire per fumare nelle ore di lavoro.

2. L'Italia preferisce l'Aria
di LETIZIA PALUMBO
Si e' fortemente ridotta l'esposizione al fumo passivo in bar e ristoranti, e senza catastrofiche conseguenze economiche sulle attivita' commerciali. Il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanita', ha effettuato 4 rilevamenti su 2000 locali selezionati in 35 Asl. I fumatori nei locali pubblici passano dal 31% del periodo antecedente all'entrata in vigore della legge, allo 0,4% del periodo successivo. L'odore di fumo si avverte solo nel 2,5% dei locali, la presenza di posaceneri si rileva solo nel 5,2% delle strutture, mentre il 94% dei gestori ha affisso divieti regolamentari. Atteggiamento positivo quello dei clienti: oltre il 90% dei gestori afferma che i propri clienti rispettano il divieto, contro il 52% della rilevazione antecedente la legge, e coloro che hanno dovuto chiedere ai propri clienti di spegnere la sigaretta e' rimasta inferiore al 20%, mentre il numero di clienti che ha opposto un rifiuto si e' mantenuto nel tempo intorno al 2-3%. A dire dei gestori, circa l'80% dei clienti si dice soddisfatto delle nuove norme e l'88% dei gestori afferma di avere un atteggiamento favorevole alla nuova norma. Quanto alle temute perdite economiche paventate con l'introduzione del divieto, solo il 7% dichiara perdite di rilievo. Scarse invece i controlli: sotto il 30% sono i gestori che dichiarano di averne ricevute. Ma il risultato forse piu' significativo, sta nel numero di coloro che hanno abbandonato il fumo, spinti anche dalle nuove regole: si passa dall'1% della prima rilevazione (gennaio-aprile 2005) al 7% dell'ultima (dicembre 2005-febbraio 2006), mentre coloro che hanno diminuito il numero di sigarette fumate sarebbero passati dal 56% al 69%. "Bisogna accertare - precisa una nota dell'Iss - che la legge venga rispettata anche nelle scuole e negli uffici''. Ci riteniamo soddisfatti. E per quel 2-3% di oppositori, ci sono sempre gli opportuni supporti: help@smokebusters.it - HELP-LINE: 338.3912565 - SOS-FUMO: 800.998877.

3 L'AVIS e il Tabagismo
di SERGIO MONCHIERI* e DAVIDE SCALA*
Lo screening sui donatori dell'AVIS è divenuto sempre più attento e accurato. L'esigenza di garantire l'adeguata Qualità del sangue al ricevente e nel contempo perseguire un obiettivo di salute del donatore, ha portato alla creazione di linee guida nella selezione del donatore. Particolare attenzione viene posta per le sostanze farmacologiche, in quanto possono dare effetti dannosi. Alcool in dosi eccessive e sostanze stupefacenti comportano l'esclusione della idoneità a donare sangue. Tra le sostanze creano dipendenza vi sono anche caffeina e nicotina. Per motivi culturali il fumo è stato ritenuto un'abitudine sociale. Più recentemente le evidenze scientifiche hanno dimostrato il grado di pericolosita' del fumo. Il rischio di contrarre malattie respiratorie, cardiovascolari e oncologiche, e' due volte e mezza superiore persino nei non fumatori esposti al fumo passivo. Nell'ottica di prevenzione e di tutela di donatore e ricevente sarebbe auspicabile una chiara presa di posizione dell'AVIS che tenda a favorire una condotta di vita più salutare considerato che il fumo è, secondo l'OMS, la prima causa prevenibile di morte per neoplasia. I prodotti di combustione della sigaretta, potenzialmente cancerogeni, passano nel sangue e vengono trasmessi al ricevente. Lo stesso avviene per la nicotina, che ha due azioni sul sistema circolatorio: aumenta la pressione arteriosa e i battiti cardiaci, che determinano un sovraccarico di lavoro per il cuore. Questo sovraccarico e' accentuato dal monossido di carbonio (CO), che si lega nel sangue all'emoglobina in maniera irreversibile e riduce il trasporto di ossigeno. Il fumatore deve essere correttamente informato sul danno da fumo. La decisione di continuare a fumare puo' forse considerarsi una condotta poco responsabile, ma spesso chi decide di smettere si scontra con i problemi della forte dipendenza fisica e psicologica. Diverso è il problema sociale, civile, sanitario ed etico di sottoporre altre persone all'inalazione di una sostanza tossica e con potenzialità letali nel lungo periodo, problema che è stato recepito dalla recente legge che ha vietato il fumo in tutte le situazioni pubbliche. E' doveroso porsi il problema rispetto alla donazione di sangue, considerando che a ricevere sangue con disciolte sostanze farmacologicamente dannose e potenzialmente cancerogene, nonché con un basso grado di ossigenazione e una ridotta potenzialità di legare ossigeno per la presenza di carbossiemoglobina, sono persone in condizione di sofferenza, malattia e defedazione. L’AVIS promuove e diffonde stili di vita salutari e puo' farsi portavoce di questo problema specifico. Il Centro Antifumo Fatebenefratelli di Brescia ha progettato un intervento che, partendo dal confronto e dalla riflessione, si potesse concretizzare nella possibilità, per i fumatori intenzionati a smettere, di ricevere un supporto competente. In collaborazione con la sezione AVIS di Vestone, è stato realizzato un intervento in due fasi: 1) Screening e sensibilizzazione in concomitanza della raccolta di sangue, operatori del Centro Antifumo hanno invitato i donatori tabagisti ad effettuare alcuni test e  il livello di CO espirato; 2) Gruppi di terapia condotti da un operatore esperto, con un percorso strutturato su nove incontri. La quota di iscrizione al corso è stata per metà sostenuta dall’AVIS, e la possibilità di partecipare ai corsi è stata aperta e pubblicizzata anche presso i non donatori. È ancora presto per tirare le somme ma ci sentiamo di riproporla a tutte le sezioni AVIS interessate.
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* Sergio Monchieri (Direttore sanitario AVIS – Sezione di Vestone). ** Davide Scala (Responsabile CentroAntifumo Fatebenefratelli - Brescia).
centroantifumo@fatebenefratelli.it - via Pilastroni 4 – 25125 Brescia. Tel. 030 3501555

4. Calendario
di SERENA GINNETTI
11  Novembre 2006  -  Bologna: Società di Farmacologia. "Progetto cessazione dal fumo". Info: 02.29520311, Fax 02.29520179,  sif.farmacologia@segr.it - sifcese@comm2000.it.
11 e 18 Novembre 2006  -  Roma: Corso di Formazione di Primo Livello per Operatori nella Cura del Tabagismo (PsiGEA - Sitab). Riservato Max.10 allievi. Programma: www.gea2000.org/documenti/pdf/corsopsigea.pdf. Info: Greta Cerretti e Ilaria Mastropietro: 340.6512819, 06.27867863. Siti web: Gea2000.org, Psigea.it, Tabaccologia.it, Tabagismo.it. Email: psigea@tiscali.it.
18 Novembre 2006 - Milano, Palermo:  Società di Farmacologia. "Progetto cessazione dal fumo". Info: 02.29520311, Fax 02.29520179,  sif.farmacologia@segr.it - sifcese@comm2000.it
23 - 24 novembre 2006 - Roma: Le malattie della pleura e del mediastino, per medici specialisti in formazione. Aula Brasca, Policlinico Gemelli, Universita' Cattolica, Roma. Info: Simona Serafini (sserafini@rm.unicatt.it, Tel. 06.30154074. Fax 06.3051732.
25  Novembre 2006  -  Salerno: Giornata di Studio su: "Il Management del Paziente Fumatore". Info: Dott. Natalino Barbato bnatalino@tiscali.it.
26  Novembre 2006  -  Milano: Centro di Terapia Strategica. "L'arte del cambiamento Terapeutico". Info: Responsabile dell'evento Andrea Riccioli 0575.354853  info@changestrategies.it, Segreteria Organizzativa 0575.350240, Fax 0575.350277

5. Psicologando (Quei sigari di Freud)
di PAOLA LANCIA e SILVIA PACELLA
Quando il nipote di Sigmund Freud, Harry, rifiutò l’offerta di un sigaro da parte dello zio, da questi si sentì dire: “Ragazzo mio, fumare è una delle più grandi e più economiche soddisfazioni della vita, e se decidi di non fumare, non posso che essere dispiaciuto per te (Freud: A Life for Our Time. Peter Gay, 1989, Anchor Books/Doubleday.) Freud fumava venti sigari al giorno e lo faceva anche mentre ascoltava i suoi pazienti, o prendeva appunti. Raymond De Saussure, uno psicoanalista che fu a sua volta analizzato da Freud, ricordava che lo studio del Maestro era una stanza piuttosto scura, che si apriva su un cortile. Il contatto con lo psicoanalista si stabiliva attraverso la sua voce e l’odore dei sigari, che fumava incessantemente. Leggi tutto l'articolo: www.gea2000.org/freud.htm
6. Radio3. Lasciateci fumare
di ANDREA ANDO’
Venerdi' 20 ottobre, dalle 10 alle 11.30, Radio3 Mondo ha parlato di tabagismo e fumo passivo a quasi due anni dalla legge. Massimo Teodori ne ha parlato con: Maria Rosa Mancuso, critico cinematografico; Gian Luigi Turci, presidente di Forces associazione in difesa dei diritti del fumatore; Edi Sommariva, direttore generale FIPE-Confcommercio; Francesca Pierantozzi da Parigi, collaboratrice del Messaggero; Luigi De Marchi, psicoterapeuta, autore del "Manifesto dei liberisti". Intervenuti anche Garattini, Enea e Mangiaracina. La trasmissione e' stata improntata sul liberismo a tutti i costi, anche a costo di sbagliare, parlando di "esagerata invadenza dello stato nella vita dei cittadini" ed etichettando gli esperti come "proibizionisti" nonostante le precisazioni di Enea sul significato del termine. E' evidente che qualcuno non vuol sentire, anzi, vuol far sentire altre cose. Ascoltate:

7. Tre medici su Dieci
Tre medici su dieci fumano e di questi 1 su 4 lo fa di fronte al paziente. Questi alcuni numeri illustrati a Roma in occasione della presentazione di un corso di aggiornamento a Roma. "La media dei medici fumatori in Italia - ha spiegato Adriano Decarli, dell'Istituto di Statistica Medica e Biometria all'università degli Studi di Milano - oscilla tra il 28% e il 32%, con punte massime del 40%". Una media elevata, non distante da quella nazionale: il 25% degli 'over 15' italiani è schiavo del pacchetto. Allarmante anche il dato sui medici che fumano davanti al paziente. "Mi sembra difficile che un medico possa fumare di fronte ad un suo paziente - ha sottolineato Decarli - ma se così fosse consiglio a quei medici che proprio non possono farne a meno, di fumare lontano dai propri assistiti". Solo il 5% dei pazienti, inoltre, chiede aiuto al proprio medico per smettere di fumare. Ma "Bisogna intervenire su tutto ciò che riguarda la salute del paziente", ha concluso Decarli. Fonte: DoctorNews - 30 ottobre 2006 - Anno 4, Numero 177.

8. Corte Europea multa l'Italia
Il governo italiano non avrebbe alcuna intenzione, almeno per ora, di evitare il processo presso la Corte di giustizia europea per il mancato adeguamento del diritto italiano alla Direttiva europea 2003/33/CE che vieta "la pubblicità al fumo a mezzo stampa, per radio, su internet e attraverso la sponsorizzazione di manifestazioni sportive o culturali". La notizia e' de "IL VELINO" che riporta: "Fino ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da Roma riguardo eventuali mosse da compiere per evitare di finire in giudizio". Il 12 ottobre scorso è arrivato il deferimento dalla Commissione Europea e talvolta sono necessari tre mesi prima che la Corte di giustizia riceva la documentazione da Bruxelles. In effetti sono passati solo pochi giorni dall'ultimo atto che precede l'avvio del giudizio che potrebbe costare all'Italia molti milioni di euro di multa. Ma pare che, proprio in questa fase abbiano inizio le trattative per un accordo che eviti la spedizione del deferimento alla Corte di Giustizia. Va detto, però, che la vicenda si trascina oramai dal 5 aprile scorso e da allora la Commissione europea non ha mai ricevuto da Roma alcun segnale di impegno a ricomporre la frattura in via stragiudiziale. Ormai da sei mesi e' stata avviata la procedura di infrazione contro l'Italia per l'inadempienza sulla Direttiva europea in materia di lotta al fumo. Poi, il 25 luglio, constatata l'assoluta immobilità del governo italiano la Commissione ha compiuto il secondo passo dell'iter notificando la messa in mora. Infine, dopo due mesi di silenzio circa l'assenza di motivazioni per l'inadeguamento dell'ordinamento interno alla Direttiva, Bruxelles ha avviato il deferimento. Ora, in caso di condanna l'Italia rischia di pagare circa centomila euro per ogni giorno di mancato recepimento della Direttiva a partire da quello della sentenza della Corte di giustizia. La 2003/33/CE è la più importante legislazione in materia di lotta al fumo e tutela della salute pubblica e la Costituzione italiana al primo comma dell'articolo 32 sancisce: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività". L'Italia inoltre ha aderito alla Convenzione quadro dell'OMS sul controllo del tabacco, particolarmente sensibile alla prevenzione sui giovani e sugli effetti delle sponsorizzazioni di eventi sportivi da parte dei produttori di sigarette. A tale proposito non manca chi, come il Codacons, l'ex ministro della salute Girolamo Sirchia e l'Assotabaccai, fa notare da tempo che l'inerzia del governo e' sintomo di forti pressioni delle lobby del tabacco composte dalle grandi multinazionali produttrici e distributrici di sigarette oltre che da giornalisti, uomini politici e dirigenti di amministrazioni pubbliche. Fonte: Il Velino del 17/10/2006

9. Baristi in salute
Il divieto di fumo migliora la salute dei baristi. Secondo uno studio, pubblicato su Jama, da quando la legislazione che proibisce di fumare in luoghi pubblici è entrata in vigore in Scozia a beneficiarne sarebbe, in particolare, la salute dei baristi. Lo studio ha coinvolto 105 baristi, dei quali 77 hanno completato lo studio. Di questi 29 erano stati fumatori, 17 vivevano con un fumatore mentre gli altri non avevano il vizio. Prima del divieto 61 (79,2%) dei lavoratori avevano sintomi respiratori, un numero sceso a 41 (53,2%) e a 38 (46,8%) dopo due mesi. Sui baristi è stato riscontrato anche un significativo miglioramento della funzionalità polmonare nonché una diminuzione delle infiammazioni respiratorie. In corrispondenza degli effetti benefici clinici nel sangue dei soggetti testati è stato riscontrato una diminuzione dei livelli di cotinina, marker dell'esposizione alla nicotina. Fonte: Dica33 - 12/10/2006.

10. Rauchen kaputt in casa e auto
La Germania si mobilita. E' dei giorni scorsi una intervista a Mangiaracina di una radio tedesca sulla efficacia delle leggi iantifumo, mentre in parlamento si propongono divieto per i genitori in auto, in casa, in ogni luogo chiuso dove siano presenti i bambini. La proposta e' quella degli esperti di politica di due partiti al governo della Grande coalizione. E' urgente, dicono, proteggere i bambini dai gravissimi pericoli del fumo passivo. I dati sono allarmanti, qui come ovunque, e si calcola che ogni anno 60 bambini in Germania morirebbero per i danni causati alla loro salute dal fumo dei genitori. "Servono leggi più severe" dice Karl Lauterbach, massimo esperto di politica sanitaria della Spd, e cita l'Italia ad esempio: dopo i divieti antifumo introdotti dal nostro paese sono calate le morti da infarto. "Dobbiamo vietare ai genitori di fumare in presenza dei loro figli, sia in auto, sia in luoghi chiusi come a casa. I bambini che inalano il fumo delle sigarette di papa' e mamma si ammalano molto piu' facilmente di allergie, asma e altre malattie del sistema respiratorio e da adolescenti sono piu' esposti al rischio della dipendenza da fumo di quanto non lo siano i figli di genitori che non fumano". Anche per l'esempio negativo dei genitori che consumano per anni nicotina davanti agli occhi della prole. Anche Karl-Heinz Florenz, europarlamentare della Cdu e' d'accordo. E' ingiusto, dice, che i piccoli siano costretti a inalare il fumo dei genitori senza alcuna possibilità di difendere la propria salute. Quando papa' e mamma fumano in auto ad esempio, la concentrazione di sostanze tossiche all'interno dei veicolo e' di ben 30 volte superiore alla quantita' sopportabile. Berlino si prepara infine a introdurre leggi antifumo in Germania, dopo che Italia, Francia e una dozzina di altri paesi europei lo hanno gia' fatto. Ma le nuove norme, dicono Lauterbach e Lorenz, devono essere inasprite. In particolare difendendo i bambini col divieto di fumo da imporre ai genitori nei luoghi chiusi. Non e' chiaro, certo, come le autorità potranno vigilare sul rispetto di un divieto di fumo nelle case delle famiglie. In ogni caso, sottolinea Lauterbach, l'esempio del rigore delle leggi antifumo italiane va seguito, specie riguardo ai ristoranti. A Torino, notano gli esperti tedeschi, dopo l'entrata in vigore delle nuove norme i fumatori sono diminuiti del 2%, ma le morti d'infarto di molto di piu' ben l' 11% in meno, segno che il fumo passivo e' un rischio gravissimo contro cui la Germania fa ancora troppo poco.
Fonte: La Repubblica del 9/10/2006

11. Asma, aborti e molto altro
Il Fumo in gravidanza provoca danni al sistema immunitario del feto. Questo spiegherebbe perchè i figli di donne fumatrici sono più predisposti al rischio di asma e malattie respiratorie. A rivelarlo è una ricerca australiana condotta da Paul Noakes, dell'Università di Perth e pubblicata nei giorni scorsi sull'European Respiratory Journal. Lo studio ha messo ha confronto una sessantina di neonati, figli di donne fumatrici con altrettanti figli di non fumatrici o ex fumatrici. Gli scienziati australiani hanno scoperto che nei bambini nati da fumatrici si registrava un'anomala produzione di interleuchina 6 e di fattore-alfa di necrosi tumorale (una proteina pro-infiammatoria prodotta dal sistema immunitario): due elementi-chiave del sistema immunitario. "L'esposizione del feto alla nicotina provoca un cambiamento nelle difese immunitarie che si stanno formando nell'organismo e rallentano lo sviluppo del sistema immunitario stesso", ha concluso Noakes. Uno studio svedese ha invece indagato i legami tra fumo passivo e rischio di aborto. L'equipe di Lena George del Karolinska Institutet di Stoccolma ha arruolato 463 donne che avevano subito un aborto spontaneo tra la sesta e la dodicesima settimana e le ha comparate a 864 donne allo stesso stadio della gravidanza che non avevano abortito. Nel sangue delle pazienti sono stati esaminati i livelli di cotinina, un metabolita della nicotina. Al termine dell'analisi è emerso che nel 24% del campione delle donne che avevano avuto un aborto, i livelli di cotinina indicavano chiaramente una elevata esposizione al fumo passivo, contro il 19% del campione delle donne che proseguivano la loro gravidanza senza complicazioni. Le donne che mostravano elevate concertazioni di cotinina avevano un rischio fino al 67% maggiore di interrompere la gravidanza, rispetto a quelle che non erano state esposte al fumo passivo. Fonti: MFL Comunicazione - 01/10/2006. Pagine Mediche - 26/09/2006

12. Cess...azione
Privarsi di nicotina puo' provocare stitichezza. Uno studio francese afferma che per ovviare a questo inconveniente gli ex fumatori, soprattutto donne, possono essere tentati di riprendere a fumare e ad usare la sigaretta come "automedicazione" per superare la crisi: la nicotina infatti, agendo sul sistema parasimpatico, fa aumentare la peristalsi intestinale, cioè dei movimenti che il canale digerente compie per svolgere le sue funzioni, compresa l'evacuazione. Privato dello stimolo della sigaretta, l'intestino può momentaneamente impigrirsi. Per evitare di ricadere nella dipendenza da nicotina al solo scopo di eliminare uno degli effetti collaterali, peraltro transitorio, dello smettere di fumare, gli autori consigliano di adottare un'alimentazione equilibrata, ricca di fibre vegetali e acqua, e fare un po' di moto, per facilitare la ripresa del corretto funzionamento dell'intestino. Se questi accorgimenti non sono sufficienti si può ricorrere a un lassativo, magari di quelli che agiscono sulla motilità. Fonte: Lagrue G et al. Stopping smoking and constipation. Presse Med. 2006;35(2 Pt 1):246-8. * 14 settembre 2006

13. Motoraduno alcolico: 9 incidenti
Dei 100 motociclisti che hanno partecipato alla 25° edizione del "Motoraduno della Vernaccia" (Oristano), 9 sono stati protagonisti di incidenti stradali, con un bilancio di 3 morti e 6 feriti. Non si hanno notizie sull'alcolemia dei motociclisti coinvolti in questi sinistri, ma nove incidenti su cento moto non possono essere una sfortunata coincidenza.Che qualcuno organizzi un incontro di motociclisti nel nome dell'alcol, senza scatenare l'indignazione generale, è la dimostrazione della mancanza di informazione e di sensibilità nel nostro paese sui pericoli del bere per chi si mette alla guida: quando l'ignoranza si coniuga con l'indifferenza i risultati non possono essere che disastrosi. A fronte di un evento così evidentemente immorale, ci si chiede dove è andata a finire la responsabilità. La responsabilità di chi ha organizzato un raduno di questo genere, la responsabilità di chi ha rilasciato le autorizzazioni, quella di chi ha guidato dopo aver bevuto, e ha pagato così duramente questa sua scelta, la responsabilità di chi, pur informato di questo evento, non ha mandato pattuglie munite di etilometri su quelle strade, la responsabilità di chi non ha saputo gridare l'assurdità di una manifestazione che coniuga la guida al consumo di alcol. A fronte di tragedie umane così evidentemente prevedibili noi oggi gridiamo con forza tutto il nostro sdegno e il nostro dolore.
[Carla Mariani Portioli, vice Presidente Associazione Europea Familiari e Vittime della Strada - Onlus].

14. Scuola fuorilegge
Stamattina non sono andata a lavorare a causa della mia brutta tosse, e non perche' c'e' freddo, qui in Sicilia ci sono 28 gradi, ma perchè a scuola dove lavoro io, fumano tutti, dai docenti, al personale di segreteria, ai bidelli e anche gli alunni...nei bagni, sotto gli occhi indifferenti del dirigente, che FUMA PIU' DEGLI ALTRI. Ho chiesto per favore di non fumare, almento nella mia stanza, ma nemmeno il responsabile della sicurezza mi da' ascolto perche' fuma anche lui. A chi mi devo rivolgere? che cosa posso fare? (lettera firmata del 30.10.2006)
Risponde Cinzia Marini:
Cara amica, dal 2001 tuteliamo i diritti dei Nonfumatori con informazioni e suggerimenti a chi desidera vedere rispettato il diritto a non subire i danni da fumo passivo. Assieme al Codacons e alla Societa' di Tabaccologia abbiamo creato l'operazione Smokebusters con questo scopo. La situazione della scuola dove lavora, e' di estrema gravità. Deve segnalare urgentemente la violazione del divieto di fumare alle autorità competenti: Carabinieri/Nas, Polizia Municipale, Polizia di Stato, ASL, con raccomandata A.R. E' opportuno inviare copia della denuncia anche al Ministro Fabio Mussi (Ministero dell'Università e della Ricerca) e al Ministero della Salute. Le ricordo che nelle scuole di ogni ordine e grado il divieto di fumare vige dal lontano 1975 e che il suo datore di lavoro ha  l'obbligo di far rispettare il suddetto divieto e di affiggere regolari cartelli  contenenti tutte le informazioni previste (estremi della legge, sanzioni previste e nome del responsabile addetto al controllo). Se inadempiente  e' soggetto ad una sanzione variabile tra un minimo di 220 ad un massimo di 2200 euro. Se lo desidera le possiamo fornire il testo della denuncia. In questo caso la invito a fornirmi le seguenti informazioni: 1) indirizzo della scuola dove presta la sua opera; 2) la presenza di cartelli di divieto contenenti le informazioni obbligatorie previste dalle norme vigenti (estremi della legge, sanzioni previste e nome del responsabile addetto ai controlli; 3) i luoghi precisi dove si fuma (uffici, aule, corridoi, sala professori, bagni, scale, ecc). Se volesse contattarci telefonicamente, questo e' il numero da fare: 338.3912565.

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 
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