Tabagismo & pfc 
Anno VIII - n° 84 - Dicembre 2006

REDAZIONE: G.Mangiaracina,
C.Chiamulera, D.Enea, M.Nanni, C.Marini, S.Pacella, N.Pulera', V.Zaga'.
COLLABORANO: A.Ando', S.Ginnetti, P.Lancia, M.Nardella, S.Palermo, L.Palumbo.
Roma, via G.Scalia 39
Tel. 06/39722649, fax 178-2215662
e-mail:
geanews @ tabagismo.it
Collaborano: LILT - SITAB - Globalink UICC
Distribuzione: 4.832 copie

 

1

- Polonio, Marrazzo e i medici - di G.Mangiaracina

 

 

2

- Laziali fumate. Paga la Regione - redazionale

 

 

3

- Salerno fa Scuola - di S.Ginnetti

 

 

4

Calendario

 

 

5

- Psicologando - di P.Lancia e S.Pacella

 

 

6

- Giornata Mondiale BPCO - di M.Nardella e S.Ginnetti

 

 

7

- Vive la France - di L.Palumbo

 

 

8

- Accordo GEA - S.Filippo Neri - di S.Palermo

 

 

9

- Teoria inquietante

 

 

10

- L'ultima forntiera del Teen-Marketing - di A.Ando'

 

 

11

- USA. Non calano i fumatori

 

 

12

- Strategie di riduzione del danno

 

 

13

- Ungheria: stop allo sponsor

 

 

14

Buon senso all'italiana - di L.Pisapia

 


1. EDITORIALE: Polonio, Marrazzo e i medici
di GIACOMO MANGIARACINA
Chi fuma osserva il mondo in maniera diversa rispetto a noi. Noi osserviamo e studiamo chi fuma, mentre non si e' mai verificato che dei ricercatori fumatori abbiano tracciato un qualche profilo psico-patogeno del non-fumatore tipo. In fondo, desiderano farlo. Sono dunque scrutati, pedinati, analizzati, epidemiologicamente soppesati. Ma tutto questo arreca fastidio o piacere? Fumo, dunque esisto. Scienziati coi fiocchi si occupano di loro. Hanno ricevuto l'attenzione di ministri come Guzzanti, Veronesi, Sirchia, e ora la Turco, che si sopporta male perche' vuol tassare i fumatori, coi ciccioni e i sedentari. (fumatori, non siete piu' soli). E loro sfidano la morte comprando con nonchalance un pacchetto con la scritta "Il Fumo Uccide". Non lo coprono piu' come qualcuno faceva all'inizio. Va bene cosi'. E' persino trendy. Ma quello che tutto ad un tratto si scopre, e' che nessuno sapeva che le sigarette uccidessero davvero. Quando esplose la notizia che l'ex agente del KGB Alexander V. Litvinenko era stato avvelenato con il Polonio 210, per certo qualcuno avra' sobbalzato atterrito: i dirigenti delle industrie del tabacco. Loro per primi sanno che il Po-210 e' la sostanza che in questo momento sta avvelenando 1.300.000.000 (un miliardo trecentomila) persone. Con le sigarette (1). L'informazione mediatica si e' concentrata sulla intossicazione acuta, lasciando che il Po-210 prosegua indisturbato nella sua strage. Nel tabacco c'e' anche Piombo radioattivo e Cadmio, per parlare di metalli pesanti, che assieme al Polonio passano allo stato gassoso a temperature di 800-900 °C, nella parte accesa della sigaretta, per essere aspirati e introdotti nella delicata trabecolatura polmonare dei mammiferi della specie Homo sapiens (2). Come societa' scientifica abbiamo doverosamente informato i Media e ora attendiamo buoni e calmi che alla disinformazione subentri la corretta informazione, sperando che arrivi anche a chi governa e a chi cura. Attenzione dott. Marrazzo, lei che governa il Lazio, la sua Giunta ha usato i soldi dei contribuenti per finanziare le sale per fumatori nei pubblici esercizi. La cosa avra' un seguito e dovra' fare i conti con noi (3). E attenzione medici, alcuni collaboratori del farmaco sono miei confidenti. Spiattellano quello che fate nei vostri studi. Sono loro a dirmi che fumate in barba alle norme, alla deontologia e all'etica professionale. Anche quest'anno pero' qualche centinaio tra voi hanno seguito dei miei corsi in varie citta'. C'erano anche i fumatori dichiarati ma non piu' ostentativi nella loro dipendenza. Quando acquisisci la consapevolezza che chi fuma e' affetto da una malattia cronica e recidivante, qualcosa nella tua vita di consumatore di tabacco deve pur cambiare, o almeno non te ne vanti. Cosi', questo anno che passa, chiede un sipario che cali sulle incongruenze e i conflitti. Non gli concedo il privilegio. Questo sipario lo tengo aperto, per guardare oltre la scena e dietro le quinte.
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(3) Leggi la news seguente.

2. Laziali fumate. Paga la Regione
Incredibile, grottesco. Quando Storace era governatore del Lazio dichiaro' di volere stanziare incentivi per la creazione di aree per fumatori nei locali pubblici. Quando la cosa fu riportata dai media vi fu reazione delle associazioni dei non-fumatori. Un motivo era nel fatto che si concedeva per l'ennesima volta un privilegio alla minoranza dei fumatori (24% della popolazione) e una sorta di incentivazione a fumare, anziche' scoraggiare una dipendenza patogena che fa ammalare, uccide, e sottrae soldi alla salute pubblica. Qualcuno allora disse: "Con quali soldi? Con i mei certamente NO". La condanna era palese verso una amministrazione regionale che spende denaro pubblico per far fumare la gente mentre mangia o lavora. Ebbene, adesso, l'attuale giunta regionale guidata da chi sembrava fosse il paladino di giustizia degli italiani, Piero Marrazzo, l'ha fatto. Il 20 novembre 2006, il bollettino della Regione Lazio ha pubblicato la delibera di Giunta del 3 ottobre n. 634, con la quale si stanziano 3 milioni e mezzo di euro per aiutare i gestori a creare sale per fumatori. L'incentivo copre fino al 50% per cento delle spese che dovrebbe affronatre il gestore, e l'operazione viene affidata alla societa' "Sviluppo Lazio S.p.A.". Tutto questo e' distonico, scotomizzante, di uno stridente contrasto rispetto alle dichiarazioni della ministra Turco riguardo ai danni che i fumatori arrecano allo Stato, alla campagna di informazione che intende attuare, e alle sanzioni per chin on collabora. Ma c'e' di piu'. La regione Lazio sembra non avere fondi per attuare il piano di Prevenzione e Terapia del Tabagismo previsto dal progetto di formazione per pianificatori regionali del Ministero della salute, della Lega Tumori e della Regione Emilia Romagna, che invece i fondi ce l'ha. In altre parole, 3 milioni e mezzo di euro per far fumare ci sono, per aiutare i ragazzi a non fumare e gli adulti a smettere, invece no. Le associazioni dei non-fumatori e dei consumatori si preparano alla mobilitazione. Anche noi, e speriamo tanti altri ancora.
Scarica la delibera regionale Lazio: www.gea2000.org/documenti

3 Salerno fa Scuola
di SERENA GINNETTI
Il 25 novembre, Salerno ha tenuto alto i valori della Salute pubblica, con un prestigioso convegno-corso sul management del paziente fumatore. Ideatore e organizzatore dell'evento, Natalino Barbato, pneumologo dell'ospedale San Giovanni da Procida e direttore del centro per la disassuefazione dal fumo e per la cura delle patologie respiratorie correlate. In apertura, la lettura magistrale di Mangiaracina sull'epidemiologia e le strategie di controllo del Tabagismo in Italia. Quindi gli interventi dello stesso Barbato sulle patologie respiratorie correlate e a seguire illustri nomi della tabaccologia italiana come Paola Martucci, del direttivo nazionale Sitab, Angelo Sena, Mario Polverino, Capuano, Fasolino, De Cataldis, Summa. Aspetti fondamentali sono stati le osservazioni dei vari specialisti cardiologi, pneumologi, ginecologi e oncologi. La partecipazione dei sanitari e' stata rilevante: 35 medici di medicina generale, personale non medico, vari specialisti, e persino rappresentanti di scuole con un gruppo di ragazzi premiati in quella sede per avere vinto un concorso attraverso grafica ed elaborati. La rilevanza del convegno, che ha avuto anche la valenza di corso di formazione proprio per i medici di medicina generale, nella gestione del paziente fumatore, e' stata resa forte dalla partecipazione politica. Hanno infatti introdotto i lavori l'assessore all'ambiente della regione Campania Luigi Nocera (medico), l'assessore all'ambiente, sanita' e sport della provincia di Salerno, Cardalesi, e quello del comune, Calabrese. Il saluto del presidente dell'Ordine dei medici della provincia di Salerno, Bruno Ravera, ha dato infine la testimonianza di quanto il medico abbia necessita' di approfondire i grandi temi tecnici legati al consumo di tabacco. Una nota conclusiva: l'assessore regionale Nocera ha espressamente chiesto agli organizzatori di preparare un progetto concernente l'impatto ambientale del fumo per la regione Campania. Sara' fatto.

4. Calendario
6 Dicembre 2006 - Roma, Università La Sapienza, Istituto di Igiene Sanarelli. Convegno "Progettazione e valutazione della promozione della salute nella scuola". Info: Patrizia Bellotti pattybellotti@yahoo.it , Francesco Di Filippo difilippofrancesco@yahoo.it , Edea Perata edea.perata@uniroma1.it. Iscrizione: 60 euro.
7 Dicembre 2006 - Napoli, Centro Congressi New Europe Hotel, via Galileo Ferraris, 40. "Progetto cessazione del fumo". Info: Società Italiana di Farmacologia: 02.29520311, Fax 02.29520179 Email: sif.farmacologia@segr.it
15 Dicembre 2006 - Milano, Valutazione degli interventi di prevenzione: il progetto regionale " Liberi dal fumo" dalla scuola dell' infanzia alla secondaria di secondo grado. Info: Segreteria Organizzativa Tel. 02.67653136 / 02.67653205, Fax 02.67653307 Email: patrizia_nerillo@regione.lombardia.it
26 Gennaio 2007 - Padova. Sala Consiglio di Quartiere Capitaniato. La psicoterapia di Gruppo a tempo limitato nella cura della dipendenza da sostanze. Società di Psicologia delle Dipendenze, via B. Cristofori, 25. Email: psico.dipendenze@libero.it, fax 0425/606030. Direttore del Seminario Irmo Carraro.
 

5. Psicologando (Dipendenza & dipendenze)
di PAOLA LANCIA e SILVIA PACELLA
Leggo sempre con molto interesse la newsletter di Geanews e non posso che rimanere sorpreso ogni volta che leggo questo tipo di articolo (trovato sulla n. 82 di Ottobre 2006)... Mi spiego: di fronte ad uno dei prodotti farmacologici più sofisticati che la mente umana abbia mai fabbricato, cioè la sigaretta, non si può essere ancora "fermi" a disquisire sui meccanismi autogiustificativi che il fumatore (cioé il tossicodipendente) si inventa per continuare a fumare: il bisogno di fumare nasce dalla composizione chimica incredibilmente sofisticata delle sigarette, basta pensare ai 1.100 additivi chimici deliberatamente aggiunti alla miscela di tabacco e catrame delle sigarette, per avere un minimo di idea di cosa si sta parlando... Ci sono degli additivi che esplicano la loro funzione, creando ulteriori sostanze che poi vengono assorbite e disperse nel sangue e nell'ambiente, solo nel momento in cui vengono bruciati, combinandosi con altri additivi! L'utilità della psicologia per spiegare le motivazioni per cui una persona continua a fumare è marginale, molto più utile mi sembra l'impiego della psicologia per tentare di spiegare perché una persona inizia a fumare. Vi invito a consultare il seguente sito: http://www.tobaccodocuments.org. Grazie. Cordiali saluti.  [lettera firmata]
Risponde la dott.ssa Paola Lancia:
La ringraziamo per la sua comunicazione e per il suo apprezzamento a Geanews.
Naturalmente conosciamo il sito che ci invita a visitare, e siamo in continuo contatto con i nostri referenti esteri in campo scientifico. Non sempre pero' ci troviamo in perfetta "sintonia" con la percezione "anglosassone" della dipendenza come "addiction" o come "drug abuse". La scuola mediterranea definisce la dipendenza da Fumo come un rapporto complesso che si stabilisce tra la persona e l'oggetto, non la sostanza (Mangiaracina, Curare il Fumo, EDUP, 2005), dunque dipendenza "oggettuale". Il concetto e' anche ben sviluppato da Gremigni nel suo saggio Psicologia del Fumo (Carocci, 2006). Continueremo dunque a vedere l'insieme della persona nei suoi aspetti medici, tossicologici e psicologici e di conseguenza a sperare sempre in una maggiore collaborazione e integrazione tra le figure professionali che lavorano in questo settore.

6. Giornata Mondiale BPCO
di MICHELA NARDELLA e SERENA GINNETTI
Il 15 novembre le associazioni italiane malati cronici e le diverse societa' medico scientifiche impegnate in questo campo, si sono incontrate a Roma per fare il punto sul progetto mondiale BPCO GOLD. La BPCO, Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva, e' una malattia respiratoria cronica, progressiva e invalidante. Invitate personalita' del mondo scientifico e politico. In apertura l'assessore Raffaela Milano della Sanita' e servizi sociali, ha ribadito la necessita' dell'impegno dei Comuni a sviluppare programmi di prevenzione ed ha sollecitato pubblicamente la ricostituzione del comitato tecnico-scientifico per la prevenzione del Tabagismo e delle Dipendenze del Comune di Roma. Molto apprezzati gli interventi di Leonardo Fabbri, ordinario di malattie dell’apparato respiratorio di Modena e di Giovanni Viegi, dirigente di ricerca del CNR di Pisa, che hanno sottolineato l’esigenza di adottare un approccio a 360° per una  malattia così complessa, che coinvolga non solo medico e paziente, ma anche famiglia e società nel loro complesso. Percio' la necessita' di sensibilizzare gli operatori sanitari, le istituzioni e la popolazione generale. La BPCO e' stata ampiamente sottovalutata, ma oggi si considera una vera e propria malattia sociale, quarta causa generale di morte, in netto aumento tale che nelle previsioni della evoluzione delle patologie a livello mondiale sta scalndo la top ten delle piu' importanti malattie diffusive. Non trascurabile il coinvoglimento dei giovani: il 10% tra i 20 e i 44 anni presenta sintomi relativi allo stadio lieve, mentre il 3,6% si colloca a cavallo degli stadi piu' gravi. Cosa nota e' che tra le prime vittime della BPCO ci stanno i fumatori. Il fumo di sigaretta e' il piu' importante fattore di rischio della malattia e ne condiziona la progressione. Prima si smette e meglio e'. Anche l’esposizione al fumo passivo contribuisce all’insorgenza di sintomi respiratori, per il carico globale di particelle e gas dannosi che respiriamo nelle grandi città. Come ha sottolineato Fabbri, l'approccio clinico alla BPCO deve considerare la co-morbilità del paziente, in quanto il fumo PASSA per i polmoni ma RAGGIUNGE ogni parte del corpo causando danni in tutti gli organi e gli apparati organici, da cui malattie cardiovascolari, metaboliche, neurologiche e psichiatriche e in fundus, tumorali.

7. Vive la France
di LETIZIA PALUMBO
Erano venuti in 10, accompagnati da 10 giornalisti, i parlamentari francesi approdati a Roma il 9 e 10 febbraio scorso, per incontrarsi con alcuni di noi, con l'ex ministro Sirchia e per saggiare l'atmosfera pubblica ad un anno di distanza della legge antifumo. Non e' passato un anno che il primo ministro Dominique de Villepin ha dato l'annuncio ufficiale: dal prossimo febbraio non sarà piu' possibile fumare nella maggior parte dei locali aperti al pubblico; a bar, ristoranti e discoteche si concede un anno di tolleranza in più. per loro il divieto parte il primo gennaio del 2008. Secondo de Villepin, i francesi sarebbero pronti per questa scelta, ma i tabaccai non ci stanno, entrando in sciopero. Chiedono la dilazione del divieto di altri cinque anni. Cosa di grande interesse e' il fatto che il primo ministro ha anche annunciato che lo Stato si fara' carico di un terzo dei costi per i trattamenti che le persone intenzionate a smettere di fumare decidono di fare. Tutto cio' rappresenta il culmine di trent'anni di lotta al tabacco in Francia. L'avvio della legislazione anti-tabacco risale al 1976 con la legge «Veil». Altre tappe sono state la legge che vietava le sigarette ai militari (1986) e la normativa «Evin» del 1991 dove era già fissato un divieto di fumare negli spazi collettivi. Nel 2003, infine, era stato introdotto il divieto di vendere sigarette ai minori. Dal primo febbraio prossimo quindi scuole, ambienti di lavoro, ospedali, cliniche e strutture educative saranno smoke-free. Gli esercizi pubblici potranno organizzare dei «fumoir», nei quali pero' non potra' entrare il personale ne' potranno essere servite consumazioni. Chi contravviene rischia un'ammenda di 75 euro, mentre se a violare le norme e' un esercizio la multa sale a 150 euro. De Villepin ha detto anche che sara' possibile fumare nelle strade e nei luoghi privati. Questo ultimo aspetto rischia di diventare un pesante handicap per la legge francese. Vedremo.
La felicita' di Luk Joossens:
Il 16 novembre scorso, il governo francese ha emesso un decreto che vieta il fumo nei luoghi pubblici a partire dal prossimo febbraio. Il divieto nei bar, nightclub e ristoranti paritra' nel gennaio del 2008. Il decreto francese si basa sulla legislazione italiana e permette di fumare sotto severe condizioni in camere separate e chiuse. Nel gennaio 2008 saranno dieci i paesi europei (Irlanda, Norvegia, Italia, Malta, Svezia, Scozia, Lituania, Islanda, Inghilterra, con Galles e Irlanda del Nord, e Francia) che avranno una legislazione che libera dal fumo l'arica che si respira nei luoghi chiusi. Quello che è accaduto in Francia puo' essere considerato il quarto miracolo sul fumo in Europa. Il primo e' stato che l'Irlanda dei bevitori di birra ha adottato la normativa smoke-free (incluso nei famosi Irish pub) da marzo 2004. Il secondo miracolo è stato che l'Italia amante del divertimento rispetta la legge sul fumo da gennaio 2005. Il terzo miracolo è stato che Westminster ha adottato la legge sul fumo con una schiacciante maggioranza nel Febbraio 2006 nonostante la mancanza del supporto del gran capo, il primo ministro Tony Blair. Il quarto miracolo e' che la Francia ha adottato la legislazione sul fumo sette mesi prima delle elezioni presidenziali. L'adozione di una legislazione sul fumo in un anno elettorale e' estremamente difficile. Tante grazie dunque alla Francia e ai francesi.
Luk Joossens
Association of European Cancer Leagues - Brussels, Belgium

8. Accordo GEA - S.Filippo Neri
di STEFANIA PALERMO
Rinnovato l'accordo tra GEA, nella persona del suo presidente Mauro Nanni e l'ospedale San Filippo Neri di Roma, nella persona del direttore generale Adolfo Pipino. L’accordo garantisce al San Filippo Neri l’erogazione del servizio di prevenzione e trattamento del Tabagismo per tutto il 2007. Confermando una collaborazione che dura  dal 2000, GEA sarà dunque impegnata ad organizzare e a condurre all’interno della  struttura ospedaliera un programma che, centrato sul metodo "GFT" (Gruppi di Fumatori in Trattamento), realizza colloqui clinici e trattamenti integrati del Tabagismo, con particolare riguardo al trattamento in gruppo, costo-efficace, con una seduta introduttiva e cinque giorni consecutivi "full immersion", seguiti da un mantenimento di un giorno a settimana per 4 settimane. Il programma si completa con un gruppo aperto, a cui i fumatori che hanno completato il percorso standard possono accedere liberamente, e con un complesso di attività collaterali. Prevede tra l’altro la formazione di medici e operatori, nonche' un'area di ricerca (organizzazione e follow-up) e la divulgazione attraverso i propri canali di comunicazione (Internet, circuiti televisivi, stampa). La direzione del servizio e' affidata al dott. Stefano Cademartori, del servizio di Pneumologia del San Filippo Neri, mentre la conduzione dei gruppi e la supervisione dei programmi sono affidati al dott. Mauro Nanni.

9. Teoria inquietante
La mia teoria e' : a scuola, gli studenti delle superiori imparano a fumare. Possibile che i due ministeri non se ne siano accorti?
Sergio, Vicenza
La sua teoria e' efficace ed il suo interrogativo inquietante. La questione "tabagica" pone in essere le piu' esasperate incongruenze, tra cui il fatto che tutti vogliono mettere le mani nella scuola per "fare prevenzione" spesso improvvisando. La recente introduzione della Educazione alla Salute come materia curricolare, da parte del ministro dell'Istruzione Fioroni, apre uno spiraglio possibilista, ma noi ci chiediamo: chi la fa? come? con quali progettualita'? E la questione rimane aperta, finche' non avremo risposte tali da mettere in crisi la sua teoria. Cordiali saluti. G.Mangiaracina

10. L'ultima frontiera del Teen-Marketing
Traduzione di ANDREA ANDO'
Ecco l'ultima frontiera del marketing del tabacco. Centinaia di video di ragazzi e ragazze sexy che fumano, appaiono sul sito YouTube.com, forse inseriti dalle industrie del tabacco per reclutare la prossima generazione, iniziandola al fumo. Simon Chapman, professore di salute pubblica all'universita' di Sidney, ha accusato i produttori di tabacco di contaminare YouTube con questa invasione di video. Ogni giorno cento milioni di video sono visionati sul sito. "Abbiamo controllato il sito in diversi giorni e siamo rimasti sorpresi di trovarne in gran numero con scene di fumo che avevano come protagonisti i giovani.", afferma Chapman, "I ragazzi lo trovano affascinante, ma credo di aver visto a sufficienza per affermare che dietro a tutto questo si nasconde l'industria del tabacco, quindi investigheremo sull'accaduto". Al momento, quando si inserisce la parola "fumo" nel motore di ricerca, possono essere visionati 27.000 video. La maggiorparte ritrae giovani donne che fumano durante un party, mentre parlano o semplicemente mentre sono in pose sexy. Un esperto di marketing digitale, Jean-Claude Abouchar, della Capture Communications, afferma che l'anonimato di YouTube (gli utenti possono entrare utilizzando qualsiasi nickname) fornisce un'ottima copertura per le compagnie che vogliono infiltrarsi per pubblicizzare i loro prodotti agli adolescenti. "Un vero cavallo di troia, - afferma. - Possiamo scaricare video di star che fumano durante i film e chiamare le clip "celebrities", o aggiungere il nome dell'attore o il titolo del film al video. E mentre ciò non è scorretto, questa è invece uno stratagemma abietto per far passare il loro messaggio, ossia che il fumo è sexy e di moda". Ogni volta che un video viene visto, gli utenti possono rivederlo o inoltrarlo ai loro amici. "Effettivamente, ci troviamo di fronte ad una pubblicità globale", afferma Abouchar. Inserire i video su questo sito è inoltre gratis. Continua Chapman: "Se fossi un produttore di tabacco direi che ciò non è illegale; questa è una forma di mercato internazionale, senza regole e controlli. Questo e' il futuro delle aziende del tabacco e del loro marketing". In Australia la pubblicità del tabacco e' bandita dal 1992. Un portavoce della Philip Morris Australia, Colin Lipiatt, afferma che la compagnia si adegua alla legge e che la pubblicita' su internet, senza una verifica dell'eta' e' inappropriata e deve essere quindi vietata. YouTube non commenta. Philp Morris, produttore di Marlboro e Benson & Hedges, chiedera' di non mostrare piu' il suo marchio nei futuri film, con lo scopo di fermare la corsa alle riviste e soprattutto ad Hollywood da parte dei produttori di sigarette.
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Fonte: Julian Lee, Marketing Reporter - 18 Novembre 2006.

11. USA. Non calano i fumatori
Dopo anni di riduzione costante, negli Stati Uniti tra il 2004 e il 2005 non è calato il numero di fumatori. Lo indica uno studio dei Center Diseases Control: negli Usa oggi fumano 45 milioni di persone, il 20,9% della popolazione. Meno che in Italia comunque.
 

12. Strategie di riduzione del danno
Per esplorare le possibilita' di una riduzione del rischio tabagico, l'European Respiratory Society (ERS), ha dedicato una giornata di studio al tema. Le relazioni hanno interessato una vasta area di argomenti comprendenti anche i meccanismi di azione della dipendenza da nicotina, la tossicita' del tabacco fumato e non fumato, i prodotti a base di nicotina per i trattamenti sotitutivi, nonche' aspetti politici e stretegici di varie forme di approccio per la riduzione del rischio. Il seminario e' stato realizzato e condotto da Yves Martinet (presidente Smoking Prevention Committee), Karl Fagerström and Fiona Godfrey. Una prima conclusione da considerare e' stata la decisione dell'ERS di proseguire nella "scienza della Riduzione del Rischio" con un lavoro attento e preciso per la creazione di un sistema di controllo che includa anche l'uso dei prodotti a base di nicotina. Le opportunita' presentate per una sostanziale riduzione del rischio attraverso l'impiego a largo raggio di prodotti medicinali a base di nicotina, o di tabacco da masticare (smokeless tobacco), apportano comunque dei benefici ppotenziali che non possono essere ignorati. Il report originale del seminario, in inglese, puo' essere scaricato in formato PDF: www.gea2000.org/documenti. Per ordinarne una copia in cartaceo rivolgersi a:  ersinfo.brussels @ ersnet.org

13. Ungheria: stop allo sponsor
Il 20 novembre, il parlamento ungherese ha votato per il divieto delle sponsorizzazioni degli eventi sportivi internazionali da parte delle compagnie di tabacco (349 si, 4 no). La nuova regolamentazione disciplinare colloca l'Ungheria in linea con la direttiva Europea 33/2003. L'Ungheria era stata invitata dalla Comunità Europea ad accordare all'industria di tabacco qualche sponsorizzazione "solo nel caso di eventi di rilevante significato economico". La nuova legge e' stata formulata in modo da non vietare solo la pubblicità del tabacco e il patrocinio dell'industria alla Formula-1 ungherese, ma ad ogni genere di patrocinio dell' industria di tabacco. Spero che le compagnie di tabacco intendano conformarsi alla nuova regolamentazione  e che la F1 ungherese sarà libera dalle pubblicità di tabacco.

14. Buon senso all'italiana
Vorrei rispondere alla lettera pubblicata al punto uno di GEA News di novembre 2006, dove una persona lamenta il fatto che recatasi per delle pratiche presso gli uffici dei carabinieri un graduato gli ha chiesto se poteva fumare e poi, grazie al suo assenso, ha fumato. Concordo col fatto che il graduato non avrebbe dovuto fumare in ufficio per nessun motivo, in questo caso l'errore e' pensare che chiedere di poter fumare possa esonerare dall'obbligo di rispettare la legge e questo comportamento purtroppo e' condiviso da alcuni personaggi pubblici che, con grande disinvoltura, lo spacciano per "buon senso". Questo "buon senso all'italiana" e' un modo sottile per sfuggire alle leggi e fare il proprio porco comodo alle spalle di chi invece le leggi le rispetta, come ad esempio quando acquistiamo qualcosa ed il cassiere non ci rilascia la ricevuta e noi non la richiediamo esplicitamente, cosi' colpevolmente diventiamo complici della controparte "piu' furba di noi". E' vero che il graduato e' cresciuto in un ambiente in cui era consentito fumare ovunque e che dovra' evolvere verso il modello in cui il fumo nei luoghi chiusi non e' previsto, ma il problema grosso e' che troppi non fumatori sono ancora fermi al primo modello dove, per complementarita', il non fumatore deve sopportare ovunque il fumo passivo, ed e' proprio chi ha inviato la lettera che ne rappresenta un esempio, infatti non mi spiego per quale motivo alla "cortese" richiesta del graduato non abbia risposto con un semplice e secco "no" ... e basta, meno efficace sarebbe stato rispondere: "no, perchè ho la leucemia", anzi secondo me sarebbe stato un errore, i diritti non si devono giustificare se no si entra in uno spazio di manipolazione in cui tutto e il contrario di tutto puo' essere messo in discussione a vantaggio di chi e' "piu’ furbo" o di chi sa "urlare piu' forte". Peggio ancora e' stato rispondere "si, ma ho la leucemia", che ha significato autorizzare il "furbetto" di turno a non rispettare sia la legge sia il non fumatore presente, che è per giunta gravemente malato, e cosi' facendo quest'ultimo ha rinunciato al sacrosanto "dovere" di fare rispettare i propri diritti.
Ma a giustificazione della scarsa empatia dimostrata in questo caso dal carabiniere potrebbe anche esserci l’ipotesi che possa aver confuso “leucemia” con “glicemia”? … ovviamente e' solo una battuta. Secondo me il motivo per cui tanti fumatori sono ancora sintonizzati al primo modello e' anche la circostanza che ancora troppi non fumatori condividono consapevolmente o inconsapevolmente questo stesso modello, visto che ormai i non fumatori rappresentano numericamente la maggioranza e' a loro che bisogna richiedere maggiore responsabilita' e proattivita'. Se tutti i non fumatori fossero più assertivi nel fare rispettare i propri diritti ci sarebbero meno "fumatori cortesi" e "furbetti", a tutto vantaggio del rispetto della legge e della purezza dell'aria di uffici pubblici e privati. Cordiali saluti
Lucio Pisapia

Numeri arretrati di GEA-News:  www.tabaccologia.org/news.html
 
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