Tabagismo & pfc 
Anno X - n° 99 - Aprile 2008
REDAZIONE: G.Mangiaracina,
C.Chiamulera, D.Enea, M.Nanni, C.Marini, P.Lancia, N.Pulera', V.Zaga'.
COLLABORANO: A.Ando', B.Dore, C.Faberi, M.Gallina, S.Ginnetti, L.Modena, Medea. |
Distribuzione: 4.818 copie |
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1 |
- Impotentia generandi - di G.Mangiaracina |
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- Programma italiano SRNT |
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- Mozzarella letale - di Medea |
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- Radicali liberi... di affumicare? |
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- Calendario - di S.Ginnetti |
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- Colloquio... motivazionale? - di M.Gallina e C.Faberi |
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- Nuovo trucco per le MS - di A.Ando' |
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- Diliberto, testimonial di sigari cubani - di L.Modena |
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9 |
- Decesso per fumo attivo (e passivo) |
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- Caro Di Pietro... - Blog "Di Pietro" |
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- Rave party e tabagismo - La Repubblica |
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- Produttori: "Tanto c'e' la TAC" - La Repubblica |
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- Anche il naso vuole la sua parte - La Repubblica |
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- Manuali per aziende e scuole di B.Dore |
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1. EDITORIALE: Impotentia generandi
di GIACOMO MANGIARACINA

Nel 1968 frequentavo la facolta' di Medicina a Palermo. Nel giro di un anno avevo barba e capelli lunghi, vestivo ostentatamente casual, suonavo la chitarra, e fumavo nazionali senza filtro. Facevano piu' fumo delle altre, ed annebbiavano le assemblee, le "autogestioni" e le "occupazioni". Il fumo era la forma primordiale di occupazione. Occupavamo tutto lo spazio possibile e pure l'aria. Avevamo cosi' l'impressione che ogni cosa ruotasse intorno a noi. Eravamo al centro. Una sensazione di protagonismo ruspante che abbiamo sperimentato e credo ancora che ci avesse fatto bene. In qualche modo partecipavamo alla gestione della vita sociale. "
Liberta' e' partecipazione" fu la frase magica di Giorgio Gaber, che sventolo' come un vessillo di battaglia in una delle prime canzoni im

pegnate, quelle in cui apparivano le speranze. Gaber smise di sperare vent'anni dopo, con "Si Può". E con lui siamo cresciuti anche noi con una societa' in cui le regole vengono sempre auspicate e al tempo stesso violate (foto). E' bene ricordarlo, nel momento in cui gli italiani sono chiamati a decidere come governare il Paese. Tante bandiere vengono agitate al grido di "Si Può". Chiedono consenso agli "indecisi". Se gli "indecisi" facessero un partito, andrebbero al governo. Ma da che parte stanno? Come si conquistano? La macchina elettorale marcia su di loro. E' potente. Come potenti appaiono i candidati noti. Dare dell'ignorante a un politico di razza sembra un atto sacrilego a giudicare da come esprimano opinioni e conoscano tutto. Come fanno? Si lavora sempre piu' e coralmente sull'immagine, sulla capacita' di impressionare, con uno slogan, con una faccia, un'immagine, una parola, una bugia detta in modo magistrale. Gli impotenti sembriamo ancora noi. Ma forse... Si Puo'. Osiamo perbacco. Altro che Sessantotto. Abbiamo il coraggio di scovare gli ignoranti istruiti a puntino, i professionisti della parola. Una santa indignazione puo' servire a qualcosa, ma ancor piu' una decisione, non clientelare, per il bene comune, per quello dei nostri figli. L'articolo 32 della Costituzione Italiana, quello del Diritto alla Salute, va difeso coi denti, contro l'ambivalenza dei detrattori occulti e palesi. I comportamenti patogeni, spudoratamente ostentati, di coloro che chiedono consenso agli italiani, denunciano una incapacita' ad amministrare il bene piu' prezioso. Loro "possono"? Anche noi. Facciamo capire da che parte stiamo. Facciamo capire in qualche modo, in questo modo che piu' o meno consapevolmente contribuiscono allo sterminio di massa. Intelligentibus pauca. Agli intelligenti bastano poche parole, ma anche una matita e una scheda elettorale. Si puo'. Facciamo in modo che qualcuno finalmente possa crescere, transitando dalla sterile fallicità d'altri tempi verso un bel paio di gonadi fecondatrici: le palle.
2. Programma italiano SRNT
Il comitato di programma della Sitab ha compiuto il suo lavoro in vista del piu' grande evento scientifico nel campo del tabagismo che l'Italia abbia mai avuto. Ha concluso il programma del meeting satellite del 23 settembre 2008 dedicato agli italiani, sul tema "Priorita' ed Evidenze in Tabaccologia". Invitiamo a partecipare. E' possibile inserire le iscrizioni e gli abstract dei lavori. Il programma e' scaricabile direttamente da qui:
www.gea2000.org/documenti/pdf/sitab-srnt_prog.pdf
3. Mozzarella letale
di MEDEA
Mozzarella campana Doc in caduta libera dopo il caso della contaminazione con diossina. Il problema c'e' e non si puo' negare. Giustificate anche le reazioni a caldo di Corea del Sud, Taiwan, Giappone e di tutti quei paesi che del piatto di casa nostra hanno contribuito a farne la storia. Spetta infatti a noi dimostrare che l'allarme puo' essere contenuto e ritenuto ingiustificato. L'abbiamo fatto, e le reazioni si sono attenutate nei modi e nei contenuti. Per noi questo e' lo spunto per ribadire quello che diciamo da tanto tempo. Che per le mozzarelle "letali" e le mucche "impazzite", ed in ultimo anche con le meningiti "esplosive", ci si allarmi tanto, molto molto piu' del giusto. Per il tabacco no. Dire che 80 mila italiani muoiono a causa del tabacco, di cui 30 mila tumori polmonari, OGNI ANNO, a molti sembra ancora una bufala. Non e' una mozzarella. E' molto peggio. Aria pulita l'ha sottolineato con una simpatica immagine::
www.ariapulita.org
4. Radicali liberi... di affumicare?
Salve, io ed altri volontari del Servizio Civile (impiegati presso la sede del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76 fino al 31 marzo p.v.) abbiamo inutilmente (o quasi - almeno adesso i radicali sanno che il divieto esiste, che sono sanzionabili... almeno sulla carta) scritto un esposto alla Questura di Roma, per inottemperanza del divieto di fumo; a distanza di un anno, siamo tornati alla stessa identica situazione di partenza. La "quiete" che ha seguito l'esposto è stata una farsa, una breve parentesi. Tra una cosa e l'altra, io e i miei colleghi abbiamo respirato fumo per circa 4 mesi. Ho tentato tutto quello che era in mio potere, non mi sono fatta troppe illusioni ma noto con amarezza che soltanto le scarse apparizioni nelle aree comuni (la sala conferenze diventa una camera a gas durante le riunioni - non che di solito si respiri aria pura) hanno limitato l'inalazione, pressochè continua, di fumo. Ormai ho quasi finito il mio mandato, ma penso che il rispetto non abbia scadenze: mi piacerebbe poter fare ancora qualcosa e non rassegnarmi all'arroganza/impunità di certi fumatori. Se siete in grado di intervenire in qualche modo, resto in attesa di un cortese riscontro e sono ovviamente disposta a fornire delucidazioni e/o maggiori informazioni.
PS. allego la bozza finale dell'esposto presentato al Commissariato di piazza del Collegio Romano lo scorso 5 luglio. (lettera firmata)
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Risponde l'Avv. Marco Ramadori, presidente del Codacons
Gentile Sig.ra [........], il Codacons da sempre agisce a tutela della salute, in particolare nella lotta contro il fumo passivo. Siamo molto interessati al Suo caso. Se ci indica un Suo recapito telefonico la contatteremo al piu' presto. (
www.codacons.it)
5. Calendario
di SERENA GINNETTI
14- 15- 16 Aprile 2008 - FIRENZE: Associazione di Volontariato Arianna: “Giornate sulla Prevenzione Alcol e Tabacco”. Info: Tel/Fax: 0574.581973, Mobile: 349.2946207, Mail: anifan@fastwebnet.it.
14- 15- 16 Aprile 2008 - BOLZANO: Associazione Nazionale Assistenti Sanitari As.N.A.S.: Corso "Abilita' e tecniche di counseling". Info: Tel/Fax 0472.852529, Mail: bolzano@asnas.it.
17- 18 Aprile 2008 – NAPOLI: UOC di Pneumologia ed Allergologia Dipartimento di Malattie Respiratorie Azienda Ospedaliera “A. Cardarelli” Napoli: Congresso “Il Paziente Respiratorio: dalla Clinica alle Strategie Terapeutiche” 10° edizione. Info: Tel: 06.36381573, Fax: 06.36307682, Mail: info@ideacpa.com, Web: www.ideacpa.com.
15- 17 Maggio 2008 - BARI: AIMEF – Associazione Italiana Medici di Famiglia: “CardioPneumo AIMEF 2008”, 5° Congresso Nazionale & 3rd International Conference on Cardiovascular and Respiratory Disease in Family Medicine. Info: ACMESI srl Tel. 080.5645592, Fax 080 5045452, Mail: terrydellino@acmesi.net; Web: www.cardiopneumoaimef.it.
23- 24 Maggio 2008 - ROMA: I Giovani e il Fumo. Info: SOS LILT: 800.998877.
10- 13 Settembre 2008 – GENOVA: S.I.Me.R Societa’ Italiana di Medicina Respiratoria: 9° Congresso Nazionale della Pneumologia UIP. Info: Fabrizio Rizzi Tel:02.56601260, Mail: f.rizzi@aimgroup.it, Web: www.simernet.eu.
6. Psicologando (Colloquio... motivazionale?)
di MANUELA GALLINA e CRISTINA FABERI
E' corretto usare questo termine quando parliamo di Colloquio Clinico? Eppure si tratta di una di quelle definizioni ampiamente usate nel rapporto tra tabagista e terapeuta. Nel comune modo di pensare si ritiene che la finalita' del "colloquio motivazionale" sia quella di offrire motivazioni al paziente con spiegazioni a determinati comportamenti. Di fatto il "colloquio motivazionale" e' un Metodo Clinico che richiede esperienza professionale, incentrato sul paziente, finalizzato al cambiamento. Nello specifico contesto terapeutico, la responsabilita' del cambiamento e' lasciata totalmente al paziente. L'obiettivo e' quello di aumentare la cosiddetta "motivazione intrinseca". Per definizione la motivazione e' l'insieme dei fattori che determinano e orientano l'azione. Questi fattori includono credenze e valutazioni delle persone riguardo a se stesse, ai propri obiettivi e ai risultati che desiderano ottenere. La motivazione e' uno dei processi piu' importanti che determinano il comportamento. Anche quello tabagico, in quanto fumare rappresenta un'azione per molti versi "ragionata" all'interno di un sistema oscuro, sommerso, della persona. Il colloquio motivazionale ha lo scopo di aiutare quella persona a liberarsi da una forma di ambivalenza che la intrappola in cicli ripetitivi di comportamento. Nella prospattiva di un trattamento della dipendenza tabagica, tutto cio' puo' evolvere in cio' che viene individuato come "fallimento" nell'ambito dell'astinenza da fumo. Noi operatori della salute lo chiamiamo semplicemente "ricaduta". Il cambiamento deve dunque nascere dalla persona stessa piuttosto che apparire "obbligato", ovvero come fosse imposto dall'esterno. Componente essenziale del colloquio motivazionale e' la sua natura collaborativa. Il terapeuta tende a creare un'atmosfera positiva che non "costringe" al cambiamento. La convinzione comune e' che ogni persona possieda un forte potenziale di cambiamento. Su questa convinzione dobbiamo lavorare.
7. Nuovo trucco per le MS
di ANDREA ANDO’
Giugiaro Design e BAT Italia hanno presentato a Torino l’edizione limitata del pacchetto MS. “E’ un onore per noi - ha affermato Giovanni Carucci, direttore finanziario di BAT Southern Europe e consigliere di amministrazione di BAT Italia - che Giugiaro Design abbia accettato di firmare un nostro prodotto. E' un'occasione per proporre ai consumatori del settore un oggetto ricco di italianita’ ”. “E’ stato interessante – commenta Fabrizio Giugiaro, Vicepresidente e Direttore Stile del Gruppo – rispondere alle richieste di BAT con una ricerca che si richiamasse ad un linguaggio formale istintivamente apprezzabile”. I 5 pacchetti dell’ “Edizione Limitata MS” si presentano sul mercato con diverse vesti grafiche. Ognuna e' distinguibile per un colore ed un nome identificativo dei diversi contenuti della sigaretta: bionde per le sigarette a più alto contenuto di nicotina, rosse, azzurre, chiare e bianche per quelle a piu' basso contenuto. Non e' la prima volta che un produttore si rivolge ad un esperto di design per dare nuova forma al pacchetto. E’ in questo senso storico il connubio negli anni ’50 tra Philip Morris ed il famoso designer Frank Gianninoto, che creo’ il primo pacchetto rigido della storia in occasione del nuovo posizionamento sul mercato di Marlboro. Cio’ sottolinea come da tempo venga riconosciuta l’utilita’ di azioni simili, in quanto la combinazione di fattori come prezzo, packaging, distribuzione, promozione e tutto cio' che rientra nel cosiddetto marketing mix, influenzino fortemente la vendita di un prodotto. Big Tobacco, per via del divieto di pubblicita' di sigarette nella maggior parte dei paesi, fa leva quasi esclusivamente su queste strategie. Cio’ e’ possibile grazie alle maggiori risorse economiche che i grandi del tabacco hanno da sempre a disposizione rispetto ai tanti enti internazionali che si occupano di salute pubblica. Il risultato? Purtroppo le multinazionali del tabacco sono riuscite negli anni a raggiungere in modo subdolo un target sempre piu’ giovane, abbassando così la media di iniziazione al fumo.
8. Diliberto, testimonial di sigari cubani
di LORIS MODENA
Un sigaro in bocca tanto per sembrare un bravo comunista, così appare su alcuni manifesti Oliviero Diliberto, che dimentica quante vittime causa ogni anno il fumo. In Italia l’emergenza fumo riguarda ben 12 milioni d’italiani tra cui 200mila giovani tra i 15 e i 24 anni e ben 130mila giovanissimi tra i 15 e i 17 anni di età. Ottimo esempio da parte di un politico apparire con un bel sigaro in bocca facendo il verso a Fidel Castro e soprattutto a Che Guevara, icona simbolo utile ad attrarre i ragazzini agli ideali del comunismo omettendo quante vittime e disastri abbia causato questa filosofia economica in tutto il mondo. Anche in Italia di sangue in nome di Karl Marx, ne è stato abbondantemente versato. In Italia l’emergenza fumo riguarda ben 12 milioni d’italiani tra cui 200mila giovani tra i 15 e i 24 anni e ben 130mila giovanissimi tra i 15 e i 17 anni di età. Soprattutto i giovanissimi sono tratti in inganno da una massiccia pubblicità occulta trasmessa in continuazione su tutti i media e da tutta la società. Possiamo non soffermarci sulla sigaretta che si fumano gli eroi nei film, i sigari del ballo della vittoria o la sigaretta dopo una scena travolgente di sesso? L’immagine che si da del fumo è una delle peggiori in assoluto, senza che i politici la imprimano stupidamente nei manifesti elettorali solo per pavoneggiarsi da rivoluzionari. Immagine triste quella di Diliberto sapendo soprattutto che il suo movimento politico attrae proprio i giovanissimi: con i falsi miti della lotta di classe e della ribellione ai vecchi! Propaganda che riesce a mascherare benissimo il fatto che gli stessi rappresentanti dei partiti comunisti italiani non solo siano ormai attempati, ma pure antichi appartenenti della Casata politica, figli spesso d’arte, ovvero ideologicamente rappresentanti di quel sistema contro il quale la stessa antipolitica si scaglia. Che siano maestri del riciclaggio è risaputo, persone che fanno parte della politica dalla notte dei tempi sopravvissute all’estinzione di massa avvenuta a cavallo della prima e seconda repubblica riescono a illudere ancora le nuove generazioni facendosi passare per ciò che mai sono stati. Passi pure la loro dote di trasformismo, fino a quanto questa è intesa semplicemente all’illusionismo, attrarre con l’idea della lotta di classe, con l’idea d’essere i proletari per i proletari, quindi in difesa dei più deboli è semplicemente un gioco di prestigio consono a tutti i politici. Ma il sigaro sui manifesti non può passare: Diliberto ha la più pallida idea di quante persone muoiono a seguito del tabagismo? Più che altro lo sanno nella sinistra arcobaleno? Non credo, visto che i loro manifesti sono una pubblicità Sigari Cubani… manca solo il prezzo della grande offerta. Anche Bertinotti appare in molte foto con l’immancabile sigaro, quale mezzo corografico dei nostalgici comunisti, ma pericoloso incentivo a creare nuovi tossico dipendenti: il tabagismo è e rimane una tossicodipendenza!
9. Decesso per fumo attivo (e passivo)
Mi permetto di sottoporre alla Vs. attenzione e di chiedere il Vs.consiglio relativamente alla causa di servizio che mio marito, [....], Assistente Capo di Polizia Penitenziaria, ha inoltrato al Ministero della Giustizia due giorni prima di morire all'età di 43 anni per carcinoma polmonare con metastasi cerebrali. Allego in copia l'istanza presentata nel 2006 volta a chiedere il riconoscimente dell'infermita' come dipendente da causa di servizio in quanto mio marito, fumatore abituale (2-3 sigarette al giorno fino a periodi di 10 - 15) ha prestato sempre servizio in ambienti interni alle strutture penitenziarie e pertanto e' stato esposto al fumo passivo dei molti fumatori presenti(siano essi colleghi, detenuti, visitatori esterni, magistrati, avvocati...). Contrariamente a quanto espresso con Verbale della Commissione Medica Ospedaliera 2^ del Centro Militare di Medicina Legale di [....], che dava parere favorevole all'accogliemnto dell'istanza trasmettendola al successivo grado di giudizio, mi e' stato notificato in data odierna il parere negativo espresso dal Comitato di Verifica per le cause di servizio di Roma adducendo come motivazione: " che l'infermità: "Carcinoma polmonare, metastasi cerebrali" NON PUO' RICONOSCERSI DIPENDENTE DA FATTI DI SERVIZIO, in quanto, nel caso di specie, l'affezione e' da ricondursi a fattori esterni al servizio poiche', dai dati anamnestici riportati nella cartella clinica allegata, risulta che il soggetto era dedito a tabagismo voluttuario". Avverso questa delibera ho 10 giorni a partire da oggi (04.03.08) per prensentare per iscritto le mie motivazioni (in qualità di avente diritto). Ho preso appuntamento per il giorno 07 p.v. presso lo studio del Medico Legale che ha seguito la prima istanza, ma poiche' sono consapevole della difficolta' di dimostrare le ragioni che intendo sostenere davanti alla Commissione del Riesame, sono a chiedere il Vs. autorevole consiglio. Mi pare veramente troppo semplicistico imputare l'insorgere della neoplasia polmonare al solo consumo personale (fumo attivo). Non ho trovato nessun parere medico che imputi con certezza, in presenza dei due fattori fumo attivo/passivo la preponderanza dell'uno rispetto all'altro o che addirittura escluda categoricamente l'importanza del fumo passivo (anche perche' in effetti come sarebbe quantificabile? Il giorno che sono state fumate 3 sigarette e respirato il fumo di quelle fumate da altre 30 persone, quale ha fatto più danno? E viceversa). Trovo invece che il datore di lavoro (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria) sia consapevole del danno causato dal fumo passivo, come leggo nei due numeri del periodico mensile ufficiale dell'Amministrazione Penitenziaria "Le due città" (numeri di ottobre 2001 e Luglio/Agosto 2003) dove trovo ad esempio "il fumo passivo provoca un aumento del rischio di tumori polmonari", "anche il fumo passivo rappresenta una seria minaccia per la salute..", "..."il fumo, sia attivo che passivo, costituisce uno dei pricipali fattori di rischio per le patologie dell'apparato respiratorio e cardio-vascolare...provocherebbe soltanto in Italia circa 90 morti all'anno" e altri concetti simili. Facendo una veloce e superficiale ricerca tramite internet ho trovato alcuni dati riguardo recenti attivita' di intervento anti-tabagismo nelle carceri rivolti anche al personale dipendente (ad esempio il progetto "Fumo e carcere" dell'aziena U.S.L. 8 di Arezzo in collaborazione con la Casa Circondariale, il progetto del Circolo di Legambiente di Padova in collaborazione con la Casa di Reclusione di Padova e l'USL 16). Leggo inoltre del Convegno tenutosi il 31 gennaio 2003 "Il tabagismo nella realtà carceraria: problemi, necessità di intervento e formazione degli operatori penitenziari" promosso da vari organismi al quale hanno collaborato anche la società italiana di medicina e sanità penitenziaria, figure professionali quali direttori di Istituti Penitenziari e funzionari del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. Puo' quindi ragionevolmente il datore di lavoro da una parte riconoscere il problema e attivarsi per tentare una soluzione e dall'altra negare che esso esista nella fattispecie concreta del caso in esame? Mi pongo un'ultima domanda: sul notiziario Inca n. 4-5/2006 "Quaderni di medicina legale del lavoro" leggo di diverse casistiche di tumori riconosciuti come "professionali" pur essendo il soggetto nei casi riportati definito forte fumatore, in quanto viene ritenuta preponderante o cmq incidente in percentuale varia l'esposizione alla/e sostanza/e cancerogena per motivi di lavoro. E' ammissibile per analogia considerare i residui della combustione delle sigarette presenti negli ambienti penitenziari (peraltro non dotati di dispositivi di aspirazione con filtri, almeno negli anni meno recenti) quali sostanze cancerogene e quindi poter cmq considerare il fumo passivo quale concausa di malattia professionale? Mi rendo conto che tali mie considerazioni restano solo considerazioni personali, tanto più che mi trovo a confronto con una controparte specilistica del settore anche se non prettamente a conoscenza della realtà lavorativa degli operatori di Polizia Penitenziaria (Il comitato di Verifica dipende dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e il collegio viene integrato da un solo rappresentate del Ministero della Giustizia). Per sostenere le mie motivazioni devo quindi essere in grado di suffragarle in modo adeguato e non ne ho la giusta competenza. Sono in obbligo di consultare il Medico Legale relatore della prima istanza, ma Vi sarei veramente grata se poteste darmi un appoggio sotto qualsivoglia forma per poter presentare un valido ricorso. Resta come ostacolo la tempistica veramente stretta,dovendo entro il 13 di marzo depositare presso la Casa Circondariale di Firenze le mie osservazioni e eventuali allegati pareri. Mi corre l'obbligo morale di essere sicura di aver fatto i giusti passi nei confronti dei miei figli, ancora minorenni; ringrazio invece mio marito per non aver fumato mai in nostra presenza (come evidenziano le prove respiratorie che ho fatto in pneumologia, i parametri sono tutti nella norma). Sono sicura che questa accortezza l'avrebbe avuta anche sul posto di lavoro, se fosse stato possibile. Mi scuso per essermi dilungata e ringrazio veramente per l'attenzione prestatami. Cordialmente. [Lettera firmata]
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Risponde l'Avv. Marco Ramadori, presidente del Codacons:
Gentile Signora, purtroppo anche nella consulenza di parte che allega il fumo passivo viene considerato solo come concausa della malattia. La stessa dott.ssa Astore scrive che "sulla cui gravità concorre, come da ultima letteratura, il fumo attivo (quello legato all'uso personale)". Su questi presupposti, il parere del comitato e' purtroppo comprensibile. Sarebbe necessaria un'ulteriore consulenza medico-legale che indichi esplicitamente il nesso tra fumo passivo e insorgenza della malattia, soprattutto sulla base di testimonianze ed altri elementi di prova che possano indicare che il livello di fumo passivo presente all'interno dell'ambiente di lavoro era elevatissimo e prevalente rispetto al consumo individuale.
10. Caro Di Pietro...
[Dal Blog di Di Pietro]
In Italia abbiamo almeno 80.000 morti all'anno per il fumo diretto, con tutto quello che comporta in termini di sofferenze umane e di spesa sociale, le multinazionali del tabacco provvedono a ricambiare questa perdita di consumatori rivolgendosi ai più deboli ed ai più giovani, ed in questo sono aiutati sia da determinati testimonial ad onorem, fumatori "famosi" che si prendono la briga gratuitamente di pubblicizzare questa loro dipendenza, sia dalla mancanza di attenzione di chi dovrebbe controllare e fare leggi adeguate per evitare pubblicità dannose o occulte. Come mai in formula uno sono state vietate le pubblicità delle sigarette e poi guardando un qualsiasi film o fiction in TV si vedono che i personaggi fumano, e non interpretano mica malviventi o persone qualsiasi, sono i commissari, i giudici e altri personagi delle forze dell'ordine che nelle fiction fumano regolarmente nei loro uffici (e purtroppo non solo nelle fiction). Lo sceneggiatore si potrà difendere dicendo che nella realtà è proprio così, e questo è molto verosimilmente vero. Capita spessissimo di assistere ad interviste di personaggi famosi, politici, medici, giudici, scrittori, giornalisti ecc ecc che al chiuso dei loro uffici vengono intervistati mentre fumano. Non sarebbe il caso di evitare almeno questa pubblicità occulta, magari fare una legge che obblighi almeno a mettere dei sottotitoli che il fumo e' dannoso alla salute in modo che almeno i più giovani non vengano spinti a questa dipendenza così dannosa? Non è un problema da poco, si tratta della liberta' e della salute di tutti e per di più, di 80.000 persone all'anno che ci rimettono la pelle. Saluti Lucio.
L' 80% di chi vi partecipa si ubriaca almeno una volta a settimana; su un'età media di 24 anni, tutti usano droghe da 8 anni; il 50% ha avuto problemi a causa della droga. I dati dell'Osservatorio epidemiologico di Bologna dicono che quasi l'80% dei ragazzi si ubriaca almeno una volta alla settimana. A un’età media di 24 anni, tutti hanno dichiarato di usare droghe da circa 8 anni. Il 50% ha avuto problemi, negli ultimi tre anni, a causa del consumo di droghe. I dati arrivano dall’Osservatorio epidemiologico metropolitano dell’Azienda Usl di Bologna, che ha condotto una ricerca sul “popolo” dei raver, in occasione dello Street Rave Parade dello scorso 21 giugno. Le interviste ai giovani – in tutto 375 - sono state raccolte durante i giorni della manifestazione, in collaborazione con il centro sociale Livello 57 che ogni anno organizza la parata antiproibizionista: “si tratta quindi – precisano dall’Osservatorio – di un campione del tutto particolare, e non rappresentativo dell’intero mondo giovanile né dei consumatori occasionali”. Il campione è formato da una minoranza di ragazze (33,9%), mentre l’età media è di 24,2 anni, la metà dei ragazzi non abita in provincia di Bologna, il 7,5% è straniero e il 61% lavora.
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Il commento di Massimo D'Angeli (da: Nientologia: rave-party o tabacco ? Com.stampa n.62)
"Dal 1999 al 2008 ci sono stati 4 morti" dicono i media: questo è il fenomeno "rave party", cioè 4 (quattro) morti in 10 anni. I terribili rave-party sono meno pericolosi che grattarsi la nuca o infilarsi i calzini, sono un po' più pericolosi del battere le palpebre. Nello stesso periodo sono morte centinaia di migliaia di persone per cause non meno nobili, a cominciare dal tabagismo, eppure solo per i "rave-party" si sono espressi mille cronisti. Il giornalista Michele Serra sfodera un editoriale in prima pagina su "La Repubblica", pieno di riferimenti agli aspetti "culturali" completamente assente di contenuto: non c'e' niente che possa rendere significativo un pensiero dedicato a un fenomeno che fa un solo morto in 10 anni, quando di tabagismo ne muoiono a centinaia di migliaia. E come fa da sempre chi non ha ***nulla*** da dire perche' conosce solo la retorica - da destra a sinistra migliora ma di poco - riempie il pensiero di citazioni e riferimenti storici, richiami sentimentalisti, e usa un linguaggio forbito con l'immancabile riferimento a "la Vita", riferimento che e' ipocrita e razzista in quanto distingue in base alla sostanza per cui si muore. Tutto questo ignorante riempirsi la bocca e discutere di niente lo chiamiamo "nientologia". Un pensiero per dire qualcosa si deve basare sui ***fatti***, e un fatto e' che il tabagismo uccide 233 italiani al giorno, non uno ogni 10 anni.
12. Produttori: "Tanto c'e' la TAC"
Il cancro si evita con la TAC? Il gruppo americano Liggett, produttore di diverse marche di sigarette come Eve, Grand Prix, Quest e Pyramid, ha finanziato uno studio, pubblicato sul prestigioso New England Journal of Medicine, sostenendo che l'80% delle morti per tumore ai polmoni potrebbero essere prevenute con una semplice TAC. Lo ha scoperto il New York Times che dà ampio rilievo alla notizia, precisando che la fondazione che ha finanziato lo studio per 3,6 milioni di dollari, la Foundation for Lung Cancer:Early Detection, Prevention and Treatment (Fondazione per la lotta al tumore ai polmoni: prevenzione precoce e terapia) appartiene proprio al gigante del tabacco Liggett Group. Jeffrey Drazen, il direttore della prestigiosa rivista medica, si è detto molto sorpreso dalla scoperta del New York Times, spiegando che non avrebbe mai accettato i fondi se lo avesse saputo. C' è in effetti qualcosa che non funziona se prima ti vendono un prodotto che provoca tumore ai polmoni, poi finanziano uno studio per capire come combatterli o spiegare come poterli prevenire.
Fonte: Repubblica 27/3/2008
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Il commento di Lucio Pisapia:
La TAC non evita il cancro, eventualmente lo individua per poi cercare di curarlo. C'è una bella differenza tra evitare di morire di cancro ed evitare di prendere il cancro. Come se dicessi a chi gioca a okey su ghiaccio di non mettersi le protezioni tanto poi si fa una TAC.
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E il vostro commento?... scriveteci.
13. Anche il naso vuole la sua parte
Da quando è vietato fumare sono cambiati gli odori d'Europa, e nei pub inglesi, che furono i templi del tanfo di sigaretta, è riemerso l'acido sudore dei corpi. Ed è così prepotente che, alla ricerca del cattivo odore perduto, in alcuni pub di Londra si può annusare il passato e ritrovare, sia pure artificialmente, la puzza di fumo come una nostalgia per peccati che forse non abbiamo neppure commesso. Insomma, contro l'olezzo dei corpi, contro l'agro ascellare di pizza alla cipolla marcia, si fa un massiccio ricorso al deodorante al tabacco che rinfresca l'aria, migliora il colorito, favorisce la circolazione del sangue, guarisce persino dalla depressione dell'alcolista. È bene precisare subito che c'è una grande differenza tra l'odore di tabacco e il lezzo di nicotina. E che la giusta battaglia contro le sigarette, pur con qualche eccesso, sta dando i suoi buoni frutti: diminuiscono i casi di cancro al polmone e le orribili malattie alla bocca e alla gola. E tuttavia, da quando non si fuma più, nei vecchi pub la memoria olfattiva si smarrisce perché al posto degli sgradevoli e tuttavia familiari miasmi tabaccosi non c'è l'aria nuova della salute e neppure il vento neutro del frettoloso va e vieni, ma c'è, altrettanto stantio del fumo, il fetore umano, che è un netto peggioramento per il fiuto, anche se spesso è solo eccesso di sali e di zuccheri nel sangue, e non necessariamente il vapore tetro della cattiva pulizia. Così, alla fine, scopri che il pub è sempre stato - ed è ancora - una fabbrica di fetecchie che potevano essere soffocate e neutralizzate solo da quel fumo che rendeva opache le luci e persino più amara la birra, a riprova che l'odore è anche vista e sapore, ma pure intelligenza e sentimento, pensiero e utopia, ed è il più intenso dei ricordi. Come si fa a salvare il pub come posto di lecita goduria? A ridargli quell'aria beata di trasgressione pure olfattiva? A fargli mantenere quel ruolo di archivio di se stessi, di raccolta di "memorabilia" anche dell'odorato che ha sempre avuto nella formazione degli inglesi? Ci stanno appunto provando con quest'idea paradossale del deodorante al tabacco. In fondo l'odore del fumatore che non fuma, l'aroma del tabagista antitabacco è, per i nasi d'Europa, un'emozione ossimorica più interessante delle essenze animali, come le secrezioni dello zibetto e del castoro, che da anni impegnano le ricerche dei raffinati chimici di Chanel e di Guerlain. Anche se, per la verità, nessun "re del naso" riuscirà davvero ad imprigionare in una boccetta quel caratteristico, stagnante puzzo di fumo che impregnava i finti velluti sdruciti dei divani nei pub di Londra e che rendeva inavvicinabili le tappezzerie di stoffe rosse alle pareti dei bistrot di Parigi. E però, come si può ascoltare un odore e lo si può dipingere e lo si può vedere, così lo si può inventare e in qualche misura anche ricostruire come un processo storico, perché ogni epoca ha i suoi odori dominanti. Sicuramente quello del tabacco è stato l'odore del Novecento, e la sua sparizione sta liberando nuovi aromi che segneranno il nuovo cammino della civiltà. Così nei caffè dei più "caldi" quartieri etnici di Parigi, dalle parti della Gare du Nord per esempio, dove sino al dicembre scorso si camminava su un tappeto di cicche e si avanzava nella nebbia, adesso senti subito un effluvio acre e piccante che rimanda a mondi esotici e ti ricorda il labirinto dell'integrazione, l'odore del pericolo e al tempo stesso della fascinazione, anche perché, quando - qualche volta - fanno le pulizie, usano l'aceto che, al bar, è un'esalazione da peste manzoniana. È vero che nelle brasseries francesi, ora che non c'è più il fumo, riesci meglio ad assaporare l'odore di una torta alle fragole o della zuppa di gamberi al curry ma, già appena entri, su tutto domina, sottile e penetrante, l'ammoniaca che custodisce le corazze dei crostacei e arricchisce la surgelazione. E gli odori dell'Italia che per prima ha sperimentato la legge antifumo? E come cambieranno gli odori caldi di Grecia e di Turchia? Forse con il naso grande affondato nell'umanità dei locali pubblici bisognerebbe davvero annusare l'Europa, alla ricerca dei nuovi odori della vita e della vita dei nuovi odori, magari con la vecchia idea che lì dove c'è più odore c'è più anima. Sicuramente chi si occupa di storia sociale dovrà documentare questa nuova era del post tabacco. Si sa che la (quasi) sparizione del cattivo odore dalle città e dai corpi degli uomini e delle donne segnò, secondo alcuni studiosi (per tutti Alain Corbin), il passaggio all'età moderna, con i divieti di gettare gli escrementi per strada, la costruzione delle fogne e la conseguente trasformazione dei paesaggi urbani e della psicologia dei cittadini. Ebbene, qualcuno dovrebbe raccontarci se è vero che stiamo per ritrovare l'uso dell'Odorato e non dobbiamo più invidiarlo ai cani, adesso che il Tabacco non sta più tra Bacco e Venere, espulso dalla civiltà godereccia. Era infatti quello della sigaretta uno dei tre odori fondamentali del moderno uomo epicureo ed oraziano, rauco ma felice, succhiatore asmatico, sniffatore di pub cancerogeni, avvelenatore di bistrot velenosi, sempre pronto a respirare la mala aria nei paradisi artificiali delle trattorie romane, con il naso predisposto solo a riconoscere fumi, gas, esalazioni, vapori e smog che sporcassero gli ambienti e i corpi, offuscassero le menti e distruggessero la verità. Ecco: è misteriosa la chimica del piacere olfattivo che, secondo Fourier, "arriva alla copulazione aromatica dei pianeti e degli astri". Ma non è detto che senza il Tabacco si sentano più forti Bacco e Venere, come provano appunto i miasmi ascellari nei pub londinesi dove, solo adesso che non c'è più, cerchiamo disperati la puzza di fumo come rifugio contro noi stessi, per non sentire il nostro cattivo odore.
(La Repubblica - Francesco Merlo - 29 marzo 2008)
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