Sport senza Fumo?
Cominciamo con la Maratona.
di Vincenzo Zagà*, Vittorio Bisogni**
*Vicepresidente SITAB, Società Italiana di Tabaccologia. Coordinatore Centri Antifumo - Pneumotisiologia dell'Azienda USL Città di Bologna.
** Specialista in Malattie dell’Apparato Respiratorio. Servizio Tabagismo Ospedale S. Pietro Fatebenefratelli - Roma. Delegato SITAB Lazio per il Coordinamento Scientifico e la Promozione.
L'elaborazione di continue strategie contro il fumo di tabacco è alla base dei programmi di controllo raccomandati dall'Organizzazione Mondiale della sanità (OMS). Ci si è ormai resi conto dell'importanza rivestita da atleti, artisti e personaggi dello spettacolo come esempi da seguire ed imitare nell'ambito della prevenzione primaria del Tabagismo e come potenziali vettori di un nuovo e sano stile di vita. Non a caso il World No-Tobacco Day di questo anno è dedicato allo sport. Ad uno sport pulito e libero dal fumo (Play it Clean). Come continua il messaggio OMS per la ricorrenza del 31 maggio, "lo sport è la celebrazione della vita". Dalla partita improvvisata al parco tra compagni di scuola sino ai campionati locali e nazionali, dalle Maratone e stracittadine, alla Coppa del Mondo di calcio e alle Olimpiadi, lo sport ispira un sano modo di vivere, una sana competizione e divertimento.
I prodotti del tabacco, invece, non rappresentano una celebrazione della vita, anzi causano malattia e morte. Il tabacco uccide più di 4 milioni di persone ogni anno, e viene stimato che a partire dal 2020 ne ucciderà 8,4 milioni ogni anno. Per l’atleta professionista, il tabacco determina una diminuzione significativa della performance sportiva, e può anche porre fine ad una carriera. Per lo sportivo occasionale o partecipante ad una competizione sportiva per puro diletto, l’uso di tabacco e l’esposizione al fumo passivo riducono la sua abilità di giocare. Per lo spettatore di eventi sportivi, l’uso di tabacco e l’esposizione al fumo passivo contribuiscono allo sviluppo di malattia e riducono il divertimento per lo spettacolo.Coerentemente anche alla sua mission statutaria, la Società Italiana di Tabaccologia, nell'ambito del suo impegno nella prevenzione primaria del tabagismo, come già per il mondo dello spettacolo con Miss Universo Smoke-free, anche per lo sport promuove e incoraggia eventi sportivi come le maratone le stracittadine podistiche, a che siano dichiarate libere dal fumo. Il tutto grazie al protocollo d'intesa con la Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Così, per il secondo anno si è corsa la Maratona di Roma senza Fumo e per la prima volta, quella di "Bologna Libera dal Fumo" il 7 aprile scorso, e quella di Torino il 14 aprile. Dunque, il 24 marzo, in 45.000 hanno partecipato alla maratona a Roma. Presente nel circuito uno staff medico della SITAB, impegnato nella distribuzione di materiale informativo, adesivi con lo slogan ormai collaudato "Preferisco L’Aria", e nella misurazione del CO espirato ai partecipanti. La manifestazione di Roma del 24 marzo è stata preceduta dal Convegno organizzato da SITAB Lazio (responsabile Flaminio Mormile, segreteria scientifica Vittorio Bisogni ed Emilio Scalise) e Nazionale, con il contributo della Federazione Italiana per le Malattie Polmonari Sociali e la TBC (segretario generale Gennaro Barretta), dell’Università "La Sapienza" e del Comune oltre che del comitato organizzatore della Maratona (responsabile Claudio Lo Presti). Il convegno ha registrato la presenza di un discreto numero di partecipanti, nella superba cornice della sala della Protomoteca in Campidoglio. Tutto cio' nonostante la contemporanea presenza di un milione di lavoratori fatti affluire nel centro di Roma per la manifestazione nazionale dei sindacati. Questa infatti ha bloccato un paio di relatori e la testimonial Clarissa Burt (che il giorno dopo però ha corso la "Staffetta della Pace" alla Maratona), ed un’altra quarantina di altri invitati, ma non ha impedito che la prima Giornata di Tabaccologia si svolgesse regolarmente. Illustri rappresentanti di enti ed associazioni si sono confrontati nei programmi di prevenzione e trattamento. È intervenuta anche l'assessore per la Promozione della Salute e ai Servizi Sociali, Raffaela Milano, annunciando che nel piano regolatore sociale per i prossimi 3 anni, sarà inserita anche la lotta alla dipendenza da tabacco in collaborazione con la SITAB. Il presidente Mangiaracina l'ha incalzata con garbo e insistenza facendole quasi promettere che quel piano dovrà essere concretissimo (segnali antifumo in ogni farmacia, in ogni scuola), e le ha regalato la maglietta con la scritta "Preferisco l'Aria" della Maratona di Roma. Il professor Gaetano Maria Fara, dell'Istituto di Igiene dell’Università "La Sapienza", nella sua lettura magistrale ha ribadito che le statistiche in Italia sono tutt’altro che rassicuranti, ma il Piano Sanitario del ministro della salute Sirchia ha precisi obiettivi antifumo. I rappresentanti della medicina sportiva con il prof. Antonio Bonetti, dell'Università di Parma, hanno illustrato invece come non vi può essere connubio fra fumo e sport proprio perché il fumo riduce le prestazioni sportive. L‘AIPO, Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri, ha espresso con Paola Martucci, il ruolo assunto dall’Associazione nella lotta al Fumo in Italia. Emilio Scalise, dell'Istituto di Igiene dell'Universita' La Sapienza, ha relazionato sullo stato dell’arte della prevenzione del tabagismo esprimendo valutazioni e prospettive. Giovanni Viegi, ricercatore del CNR di Pisa, ha evidenziato come la mancanza di cultura scientifica porti alla sottostima dell' inquinamento da fumo in ambienti confinati.
Vincenzo Zagà, pneumologo dell'azienda USL di Bologna, ha ribadito che dal punto di vista della granulometria e della composizione, il fumo di sigaretta è più inquinante delle polveri fini disperse nell'ambiente esterno e che forse bisognerebbe ristabilire una più reale e scientifica scala di rischio tra fumo di tabacco e inquinamento out-door. Ha riportato inoltre l'nteressante l'esperienza finlandese che con progettualità e campagne mirate, anche in ambito giovanile, per esempio con lo Smoke Free Class Competition adottato da alcuni anni a livello europeo e italiano, ha ridotto fortemente il fenomeno e di conseguenza le malattie fumo-correlate. Sulla psicologia del fumatore e sul rapporto pubblicità e consumi e' intervenuto ancora Mangiaracina, che ha incentrato il tutto sul tema di fondo del convegno: la Prevenzione, che in Italia non esiste semplicemente perché quel poco che c'è sulla carta non è minimamente finanziata. E gli sforzi che la SITAB sta facendo sulla propria pelle, armata di solo entusiasmo e professionalità, lo stanno a testimoniare. Ma…quousque tandem !? Comunque andremo avanti, decisi alla meta, sperando che chi ha in mano le sorti della Salute Pubblica italiana si accorga che la prevenzione va finanziata e va fatta FARE ai professionisti che già operano ed hanno sviluppato esperienze in questo campo, indipendentemente dal tipo di organizzazione, governativa o non governativa. Il Convegno si è chiuso con due corsi di due ore ciascuno. Il primo su "Il management del paziente ambulatoriale fumatore" rivolto principalmente a medici, psicologi, psicoterapeuti, infermieri e condotto dal Domenico Enea, responsabile clinico centro "Policlinico senza Fumo", e David Mocini (servizio Tabagismo ospedale CTO). L’altro sul " comunicare con i ragazzi a scuola" di cui sono stati relatori i professionisti di "GEA" diretti da Giacomo Mangiaracina: Margherita Iavarone, Cristina Faberi, Cristina Ferilli, Lidia Mangiaracina, Antonio Coppotelli, Mauro Nanni. L'accento è stato messo sul come si diventa fumatori con un particolare focus sulla ricerca di risposte al disagio psico-ambientale al quale i ragazzi si trovano. Se nessuno li aiuta non riescono a trovare riposte migliori delle droghe, legali o illegali che siano. Il tutto si è concluso con una entusiasmante simulazione di ciò che avviene in un gruppo. Nel complesso le due giornate di Roma rappresentano un ulteriore successo della campagna promossa dalla SITAB e la dimostrazione palese che l’impegno e la dedizione per i problemi sociali e la prevenzione premiano. Sempre!
Foto originali GEA (C) di Bisogni e Scalise
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Clarissa Burt (al centro) e lo staff medico della Maratona alla conclusione della Staffetta della Pace. Da sinistra: il dott. Flaminio Mormile (Policlinico Gemelli), il dott. Emilio Scalise (Istituto di Igiene dell'Università La Sapienza), il prof. Giacomo Mangiaracina (presidente SITAB), il dott. Vittorio Bisogni (pneumologo Ospedale San Pietro Fatebenefratelli).
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Foto2 (clarissabO2)

La misurazione del Monossido di Carbonio (CO) espirato viene effettuato con uno strumento elettronico. Il valore rilevato è di 2 p.p.m. (parti per milione). Ottimale. Clarissa, sei tutti noi!
Foto3 (clarissabO3)

Prima e dopo la gara la Burt viene sottoposta a controlli strumentali sulla circolazione del sangue da parte degli specialisti della SITAB, presenti con la loro postazione mobile
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Foto4 (clarissabo1)

In eccellente forma, Clarissa Burt, testimonial della
Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), corre i 5 chilometri della "Staffetta della Pace". Alla Maratona partecipa come concorrente anche Fabrizio Frizzi, testimonial per l'associazione malati di Altzheimer.